Anossia sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Anossia è una condizione caratterizzata dalla mancanza di alimentazione da ossigeno ad un organo o ad un tessuto.

Descrizione dell’anossia

L’anossia si presenta quando l’ossigeno non viene consegnato ad una parte del corpo. Se la condizione non comporta privazione di ossigeno totale, è spesso chiamata ipossia. Una condizione correlata, anoxemia, si verifica quando il sangue contiene una quantità inferiore al normale valore di ossigeno. I cinque tipi di anossia o ipossia includono ipossiemica, anemica, affinità, stagnante e istotossica.

L’anossia ipossiemica avviene quando la pressione dell’ossigeno fuori del corpo è così bassa che l’emoglobina, la sostanza chimica che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi (RBC), è in grado di diventare pienamente satura di gas. Ciò si traduce in un bassa ossigenazione dei tessuti e può verificarsi con il soffocamento quando una persona è in alte altitudini, dove la pressione dell’ossigeno nell’aria è molto inferiore rispetto al livello del mare. L’anossia anemica provoca una diminuzione della quantità di emoglobina o globuli rossi nel sangue, che riducono la capacità di portare ossigeno ai tessuti.

L’anemia può risultare dalla mancata produzione di globuli rossi (carenza di ferro), perdita di sangue (emorragia) o la riduzione dei globuli rossi. L’anossia affinità comporta un difetto nella chimica del sangue in modo tale che l’emoglobina non può più raccogliere tanto ossigeno dall’aria, anche se i quantitativi sono normali, la quantità ridotta viene consegnata ai tessuti.

L’anossia stagnante si verifica quando vi sono interferenze con il flusso sanguigno, anche se il sangue e la quantità di ossigeno trasportata è normale. Una causa comune dell’ anossia stagnante è la malattia del cuore o le interferenze che si creano con il ritorno del flusso sanguigno attraverso le vene. Esempi di anossia stagnante locale comprendono l’esposizione al freddo, malattie che limitano la circolazione alle estremità del corpo e l’avvelenamento. Quando il tessuto o l’organo stesso ha una ridotta capacità di importare e utilizzare l’ossigeno, si dice che è affetto da anossia istotossica.

L’esempio classico è l’avvelenamento da cianuro , dove la chimica inattiva un enzima cellulare necessario per la cella di utilizzare l’ossigeno. Così, il tessuto esposto al cianuro non è in grado di utilizzare l’ossigeno anche se è in quantità normali nel sangue. L’anossia istotossica può anche essere causata dall’ esposizione di sostanze stupefacenti, alcool, formaldeide, acetone, toluene e alcuni anestetici.

Sintomi dell’anossia

Non importa quale sia la causa dell’anossia, ma i sintomi sono simili tra loro.
In casi gravi, il paziente è spesso confuso e comunemente comatoso (in stato di incoscienza). A seconda della gravità del danno al cervello, l’organo più sensibile alla riduzione dell’apporto di ossigeno, la condizione può persistere per ore, giorni, settimane o anche mesi o anni. Convulsioni, scosse miocloniche (spasmi muscolari involontari o contrazioni) e rigidità del collo sono alcuni degli altri sintomi della condizione anossica.

I sintomi della mancanza di ossigeno più o meno completa (ipossia) comportano l’aumentato del tasso della respirazione, stordimento, vertigini, formicolio o sensazione di calore, sudorazione, campo visivo ridotto, sonnolenza, un colore bluastro della pelle, in particolare la punta delle dita e le labbra e cambiamenti di comportamento, spesso un inadeguato senso di euforia.

Cause dell’anossia

L’anossia può essere dovuta: ad un abbassamento della pressione di ossigeno nel sangue arterioso (anossia anossica); a diminuita capacità del sangue di legare l’ossigeno (anossia anemica); a rallentamento della circolazione del sangue (anossia stagnante); a incapacità di utilizzazione dell’ossigeno da parte dei tessuti (anossia istotossica). L’anossia anossica può dipendere, per esempio, dall’abbassamento della pressione di ossigeno nell’atmosfera (grandi altezze, ambienti chiusi, inquinati ecc.); da insufficienze dei centri nervosi e dei muscoli respiratori; da ostruzione delle vie respiratorie (affogamento, strangolamento); da ostacolata diffusione dell’ossigeno dagli alveoli al sangue capillare polmonare (infiammazione, enfisema polmonare, gas tossici); da shunt circolatorio, cioè da passaggio diretto del sangue dal cuore destro al cuore sinistro, come si può avere in alcune malattie congenite del cuore (il morbo blu dei bambini che sono affetti da trilogia o tetralogia di Fallot).

La anossia anemica è dovuta ad una ridotta capacità del sangue di legare l’ossigeno, per cui anche la pressione di ossigeno nei tessuti si abbassa. Una tale situazione si verifica, ad esempio, quando si abbia una diminuzione della concentrazione di emoglobina (nelle anemie), o quando diminuisca la capacità legante dell’ossigeno a causa di un’intossicazione da parte di sostanze che, legandosi all’emoglobina circolante, ne diminuiscono la quota a disposizione per l’ossigeno (avvelenameto da ossido di carbonio). L’anossia stagnante è indipendente dalla quantità di ossigeno che si lega all’emoglobina, ma dipende unicamente dalla quantità di sangue che fluisce in una determinata zona nell’unità di tempo; quando si ha un rallentamento della circolazione sanguigna, diminuisce il sangue ai tessuti in rapporto all’unità di tempo e si ha anossia stagnante.

L’anossia istotossica è una varietà più fine di anossia, che viene ricordata per definizione. Può avvenire ogni qualvolta una causa chimica qualsiasi provochi un danno ai sistemi di ossido-riduzione delle cellule ossia a quella catena di reazioni biochimiche che permette alle cellule di utilizzare l’ossigeno. In tal caso, la quantità di ossigeno a disposizione dei tessuti è divenuta alta, a causa dell’accumulo, in quanto i tessuti (o meglio le cellule) non sono in grado di utilizzarlo.

La cianosi

Il sintomo più caratteristico dell’anossia è la cianosi, un colorito bluastro della cute o delle mucose, che può essere generalizzato nei casi di anossia anossica, o localizzato nelle forme di anossia stagnante. La cianosi è dovuta alla presenza nel sangue di quantità superiori alla norma di emoglobina non ossigenata: l’emoglobina è la sostanza che trasporta l’ossigeno nei globuli rossi, e in assenza di ossigeno ha un colore cupo. É stato calcolato che, per provocare la cianosi, sono necessari almeno 5 g di emoglobina non ossigenata per ogni 100 ml di sangue: questo vuol dire che, nelle gravi forme di anemia in cui la concentrazione di emoglobina nel sangue è ridotta, la carenza di ossigeno non provoca la comparsa di questo sintomo.

All’opposto, l’eccesso di globuli rossi e quindi di emoglobina nel sangue, che si verifica nella malattia chiamata poliglobulia, provoca un certo grado di cianosi, dovuto non all’anossia, ma al fatto che anche normalmente una percentuale di emoglobina non è ossigenata. Infine, una forma di anossia che non provoca cianosi è quella causata dall’avvelenamento con ossido di carbonio.

Diagnosi dell’anossia

La diagnosi dell’anossia e dell’ipossia è comunemente svolta attraverso la comparsa dei sintomi clinici. Tuttavia, la sospettata riduzione di ossigeno che raggiunge i tessuti può essere confermata con test di laboratorio. Il test che viene eseguito dipende dalla causa sospetta di anossia. Una misura sistemica è il test serumlactate (acido lattico). Quando le cellule sono costrette a produrre energia senza ossigeno, come accadrebbe durante l’anossia, l’acido lattico diventa uno dei sottoprodotti creatisi.

Pertanto, un aumento di acido lattico nel sangue indicherebbe che i tessuti sono “affamati” di ossigeno e vengono utilizzati materiali privi di ossigeno per produrre energia. Alcune forme di anossia non aumentano la concentrazione di acido lattico nel sangue e alcuni aumenti dei suoi livelli non sono associati all’anossia; quindi un valore elevato di acido lattico per questo test è solo indicativo di una condizione di anossia o di ipossia.

Terapia e cura dell’anossia

Il trattamento esatto per l’anossia dipende dalla causa della riduzione di ossigeno che raggiunge i tessuti. Tuttavia, il ripristino immediato dei livelli di ossigeno nei tessuti viene compiuta attraverso la completa alimentazione d’aria con il 100% di ossigeno. Il secondo passaggio spesso include il supporto del sistema cardiovascolare attraverso le farmaci o qualsiasi altro trattamento, come il trattamento di malattia polmonare, trasfusioni o somministrazione di antidoti per l’avvelenamento.

Prognosi dell’anossia

Una buona prognosi dipende dalla capacità di trattare la causa dei bassi livelli di ossigeno. se il sistema cardiovascolare e respiratorio viene supportato in modo adeguato, il recupero dalla lesione al tessuto è possibile, anche se la misura della eventuale complicazione al cervello può essere difficile da valutare.
Il tempo necessario per il recupero varia a seconda della portata del danno subito. Quando avviene la guarigione, possono comparire anomalie psicologiche e neurologiche le quali però possono migliorare.

Alcuni problemi presenti dopo l’anossia includono confusione mentale, cambiamenti di personalità, amnesia o altri tipi di perdita di memoria, allucinazioni, mioclono e persistente contrazioni involontarie dei muscoli.

Prevenzione dell’anossia

L’anossia ipossiemica può essere evitata utilizzando ossigeno supplementare quando ci si trova in alta quota oppure se si è a conoscenza dei primi sintomi dovuti al mal di montagna e ridurre l’altitudine volte può essere d’aiuto. I supplementi di ferro possono evitare l’ipossia anemica, anche se i più gravi stati anemici sono di solito causati da malattie o dal sanguinamento.

Il mantenimento di una buona salute cardiovascolare attraverso una dieta appropriata ed esercizio fisico è un buon rimedio per evitare la più comune causa di stagnazione dell’anossia.

Evitare l’esposizione a sostanze chimiche tossiche che causano la condizione può impedire l’anossia istotossica.

Risorse

Borron, Stephen W. ‘‘Lactic Acidosis.’’ eMedicine. February 7, 2001. (accessed May 13, 2001). http://www.emedicine.com/emerg/topic291.htm.
NINDS Anoxia/Hypoxia Information Page. The National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS). January 22, 2001. (accessed May 13, 2001).
http://www.ninds.nih.gov/health_and_medical/disorders/anoxia_doc.htm.
ORGANIZZAZIONI
Brain Injury Association of America, http://www.biausa.org.
Coma/Traumatic Brain Injury Recovery Association, http://www.comarecovery.org.