Diabete

Diabete: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Descrizione del diabete

Il diabete mellito è la patologia più frequente del sistema endocrino e colpisce un elevato numero di soggetti. La malattia comporta delle anomalie dei livelli ematici di insulina, un ormone prodotto dal pancreas che favorisce la conversione del glucosio presente nel sangue in energia. La riduzione della produzione di insulina determina il diabete di tipo 1, talvolta chiamato diabete mellito insulinodipendente oppure diabete giovanile. L’incapacità dell’organismo a processare in modo efficace l’ormone determina il diabete di tipo 2, noto anche col nome di diabete mellito non insulinodipendente o diabete di tipo adulto o anche diabete stabile. Circa il 90% dei pazienti è affetto da quest’ultima forma.

Indipendentemente dal tipo di diabete, è necessario un contatto stretto col medico per la gestione della dieta, dei farmaci e delle diverse attività della vita quotidiana. La capacità dell’individuo nel gestire la propria malattia può fare una differenza enorme nel controllare i sintomi e nell’evitare le complicanze potenzialmente pericolose della malattia. Le numerose complicanze del diabete, sia a breve che a lungo termine, possono richiedere urgentemente cure mediche rilevanti. L’elemento più importante è rappresentato dal controllo quotidiano dei livelli di glicemia per prevenire qualsiasi attacco di ipoglicemia, durante la quale i livelli disponibili di zuccheri nel sangue sono troppo bassi per soddisfare le richieste energetiche dell’organismo. L’ipoglicemia può essere facilmente risolta una volta che ne vengono riconosciuti i sintomi.

L’iperglicemia è l’aumento dei livelli ematici del glucosio e può causare una situazione grave nota come chetoacidosi durante la quale il sangue diventa particolarmente acido a causa dell’accumulo di sostanze tossiche di degradazione chiamate chetoni che vengono prodotte dalla degenerazione dei grassi per ottenere l’energia necessaria. La chetoacidosi si verifica nei pazienti con diabete di tipo 1 che non ricevono adeguate somministrazioni di insulina e che quindi hanno una notevole carenza di fonti d’energia. Questa complicanza si verifica anche quando i livelli di glucosio e di insulina non sono bilanciati in modo corretto oppure se l’organismo viene sottoposto a improvvisi stress fisici, ad esempio per un incidente o una malattia. Qualsiasi tipo di patologia incrementa la necessità di insulina per ottenere dal glucosio ematico l’energia richiesta per com battere la malattia o l’infezione.

I diabetici dovrebbero porre particolare attenzione ai segni d’allarme della chetoacidosi che sono: nausea, sete eccessiva, minzioni frequenti, debolezza estrema, dolore addominale, respirazione profonda, ma frequente. L’impossibilità a somministrare immediatamente insulina o soluzioni saline endovenose (per ripristinare le perdite dei liquidi corporei) può causare il coma e persino la morte. Le complicanze a lungo termine possono danneggiare gli occhi, il sistema nervoso, i reni, il sistema cardiovascolare e anche ridurre la resistenza globale del corpo alle infezioni.

Le ferite e i tagli guariscono più lentamente nei diabetici che sono anche più suscettibili ai problemi delle gengive, alle infezioni delle vie urinarie e della bocca come la candidosi, causata dalla crescita eccessiva di alcuni funghi. (Vedi alle voci Disturbi urinari e Infezioni da Candida). Le complicanze oculari del diabete rappresentano la causa principale di cecità dell’adulto. Entro 10 anni dalla diagnosi, circa il 50% dei diabetici ha una patologia oculare chiamata retinopatia diabetica che comporta l’indebolimento dei capillari che portano il sangue alla retina con conseguente danno della vista. Quasi la totalità dei pazienti affetti da questa malattia da almeno 30 anni hanno vari gradi di retinopatia diabetica. Altri problemi oculari più frequenti sono lo sviluppo di cataratta e il glaucoma.

I pazienti diabetici hanno probabilità più alte del normale di avere una malattia cardiaca e problemi circolatori come l’ipertensione, l’aterosclerosi, l’infarto, oppure un ictus. I danni al sistema cardiovascolare possono rendere questi pazienti più vulnerabili alla formazione di ulcere cutanee, crampi e infezioni gangrenose (che comportano la distruzione dei tessuti colpiti). I danni dei vasi sanguigni renali possono portare a insufficienza renale. Un certo numero di diabetici presenta una patologia chiamata neuropatia diabetica che causa un graduale deterioramento del sistema nervoso periferico.

Sembra che questo problema insorga precocemente in entrambi i tipi di diabete mellito interessando sia i neuroni motori che quelli sensoriali. La conseguenza è che questi pazienti hanno spesso vari tipi di dolori. Talvolta si assiste a riduzione dei riflessi, perdita delle sensazioni, insensibilità e formicolii alle gambe, impotenza, problemi circolatori.

Alcuni prodotti da banco sicuri per i soggetti sani contengono ingredienti che possono causare gravi problemi ai diabetici. Grandi quantità di acido acetilsalicilico possono alterare la glicemia. I diabetici che chiedono un prodotto per i problemi respiratori dovrebbero fare attenzione quando utilizzano la fenilefrina, l’epinefrina oppure l’efedrina, che possono aumentare la glicemia.

I pazienti con diabete di tipo 2 cercano di assumere sostanze che riducono l’appetito per controllare il peso corporeo; è però importante sapere che questi farmaci di solito contengono caffeina che aumenta gli zuccheri nel sangue. Per conoscere i potenziali pericoli che sono in agguato nei prodotti da banco, parlate col vostro medico e con il farmacista e leggete con attenzione il foglietto illustrativo.

Sindrome di Brugsch

Sindrome ormonale con complicanze neurologiche osse rvata nei pazienti colpiti da diabete mellito. Caratterizzata da acropachidermia, distrofia osteogenitale, pseudoacromegalia, ginecomastia, ipotricosi facciale e pubica. Ereditarietà probabilmente autosomica dominante.

Glomerulosclerosi diabetica o sindrome di Kimmelstiel Wilson

Grave complicanza del diabete mellito. Si manifesta con proteinuria di grado severo, edemi diffusi, retinopatia, insufficienza renale e ipertensione arteriosa grave. È causata da un ispessimento diffuso della membrana basale, cui conseguono lesioni nodulari, caratterizzate da masse ialine rotondeggianti, PAS-positive, s ituate al centro di un lobulo periferico del glomerulo, e dalla presenza di lesioni essudative. La patologia rappresenta una microangiopatia generalizzata.

Diabete renale

Presenza eccessiva di zuccheri nelle urine (glicosuria) a fronte di un livello ematico normale. Il diabete renale non va confuso con quello mellito, in cui la presenza di zuccheri nelle urine è una conseguenza dell’iperglicemia (eccesso di zuccheri nel sangue). Questo disturbo funzionale è invece dovuto a un difetto di riassorbimento del glucosio da parte dei tubuli renali. Può essere isolato e venire alla luce casualmente oppure essere associato ad altre anomalie dei tubuli, quali perdita eccessiva di fosfati, aminoaciduria e acidosi tubolare.
La diagnosi si basa sull’esclusione del diabete mellito, mediante dosaggio della glicemia a digiuno. Il diabete renale non ha conseguenze patologiche e non richiede trattamento.

Sintomi del diabete

Sete e appetito eccessivi. Aumento dell’emissione di urine (talvolta con una frequenza superiore a una volta all’ora). Perdita di peso. Stanchezza. Nausea, talora anche vomito. Vista offuscata.

Nelle donne, infezioni vaginali e talvolta blocco delle mestruazioni. Negli uomini, impotenza. Sia negli uomini che nelle donne infezioni da Candida.

Rivolgetevi al medico se…

Avete una sensazione di nausea e debolezza associati a sete eccessiva; urinate molto spesso; avete dolori addominali; la respirazione è più profonda e più rapida del normale, talvolta con alito con odore dolciastro o simile all’acetone. È necessario richiedere immediatamente le cure di un medico nel sospetto di una chetoacidosi.

Avete una sensazione di debolezza e di svenimento; si verifica un aumento della frequenza cardiaca con tremori e sudorazione eccessiva; compare irritabilità, ira o stanchezza improvvisa. Si potrebbe trattare di un episodio di ipoglicemia ed è quindi molto importante che il paziente rapidamente beva o mangi qualcosa per evitare complicanze più gravi.

Cause del diabete

Nel diabete di tipo 1 il pancreas produce scarse quantità di insulina. Ne consegue l’incapacità di utilizzare il glucosio ematico e quindi l’organismo cerca di ottenere l’energia di cui ha bisogno bruciando i grassi e il tessuto muscolare. Questa forma di diabete si sviluppa rapidamente e di solito colpisce individui sotto i 30 anni di età.

Recenti ricerche dimostrano che esiste una predisposizione genetica alla malattia che potrebbe essere scatenata da un’infezione virale. Il diabete di tipo 2 di solito colpisce persone oltre i 40 anni di età e sembra strettamente correlato con l’obesità. Sebbene la quantità corporea di insulina possa essere sufficiente o persino eccessiva, l’organismo non è in grado di utilizzare l’ormone in modo efficace.

L’apporto eccessivo di cibo fa aumentare rapidamente i livelli ematici di glucosio e il pancreas non è più in grado di produrre la quantità di insulina sufficiente per convertire in energia la quantità extra di zucchero. Talvolta si verifica una forma simile e temporanea, chiamata diabete gestazionale durante la gravidanza.

Diagnosi del diabete

Bisogna seguire alcuni punti per aiutare un diabetico con un problema urgente.
Per prima cosa controllate sempre se il paziente ha una targhetta che ne indichi la patologia. Nel caso del diabete, dovrebbe essere indicato anche il tipo. L’iperglicemia (elevati livelli di zucchero nel sangue) può verificarsi sia nel tipo 1 che nel tipo 2. Anche l’ipoglicemia (bassi livelli di zucchero nel sangue) può colpire tutti i diabetici e, in alcuni casi, anche soggetti non affetti da questa patologia.

I sintomi dell’iperglicemia comprendono: respirazione profonda e frequente; dolore addominale;alito dolciastro; minzioni frequenti; vomito;sonnolenza; talvolta incoscienza. Ecco cosa bisognerebbe fare: se il paziente è cosciente e può deglutire, somministrate una bevanda che non contenga zucchero (per prevenire la disidratazione) e portatelo in ospedale.Se il paziente è incosciente, chiamate immediatamente un’ambulanza.I sintomi dell’ipoglicemia comprendono:cute pallida e sudata, fame eccessiva, disorientamento,comportamento aggressivo, talvolta incoscienza.

Ecco cosa bisognerebbe fare: se il paziente è cosciente e può deglutire, somministrate una bevanda o un alimento che contenga zuccheri, come un succo di frutta, una caramella,una bevanda analcolica, un cucchiaino di zucchero e poi portatelo in ospedale. Se il paziente è incosciente, chiamate immediatamente un’ambulanza.

Se il paziente è cosciente e non siete certi se sia in iper- o in ipoglicemia dategli qualcosa da bere o da mangiare che contenga zucchero come un succo di frutta, una caramella, una bevanda analcolica o persino un cucchiaino di zucchero e poi portatelo in ospedale. (Se il paziente è in iperglicemia, lo zucchero in più non sarà nocivo). Se il paziente è incosciente,chiamate immediatamente un’ambulanza.

Il medico può avere un sospetto se una visita medica di controllo evidenzia una eccessiva emissione di zuccheri con le urine. Di fatto l’iter diagnostico inizia con la valutazione dei livelli ematici di glucosio che può essere eseguita con un semplice esame del sangue alla mattina, a digiuno; se il pancreas produce limitate quantità di insulina (tipo 1) oppure se l’organismo non secerne una quantità adeguata di insulina per processare il glucosio ematico (tipo 2), la glicemia può essere elevata.

Ulteriori indagini comprendono il test di tolleranza al glucosio che misura la capacità di convertire il glucosio in energia. Dopo un digiuno, il paziente beve una bevanda molto dolce che contiene glucosio e poi viene sottoposto al controllo dei livelli di glucosio ematico.

Terapia e cura del diabete

Il trattamento di entrambe le forme di diabete mellito necessita dell’equilibrio dei livelli di insulina nel corpo e richiede pertanto la gestione della dieta e dell’esercizio fisico.

Medicina convenzionale

In caso di diabete di tipo 1 è fondamentale somministrare l’insulina ogni giorno, almeno 2 volte al giorno, per facilitare l’utilizzo del glucosio ematico da parte dell’organismo. Dal momento che l’insulina è una proteina e può essere distrutta dagli enzimi della digestione, non può essere assunta per via orale, bensì deve essere iniettata sottocute ad intervalli prestabiliti. Anche se numerosi diabetici usano delle pompe computerizzate per la somministrazione dell’ormone, la maggior parte dei medici utilizza le iniezioni.

Imparare ad eseguire queste iniezioni a voi stessi o ai vostri bambini può sembrare all’inizio l’aspetto più difficile della gestione del diabete di tipo 1, ma in realtà rapidamente diventa una procedura di routine. La maggior parte dell’insulina utilizzata oggi è sintetica anche se deriva da ormoni di origine animale.

Ne esistono 3 varianti: a breve durata d’azione (ha effetto entro 3040 minuti e dura per 6 ore); ad azione intermedia (ha effetto in 24 ore e dura per più di 24 ore); a lunga durata d’azione (ha effetto in 68 ore e dura per più di 32 ore).

Qualsiasi programma viene personalizzato per ogni paziente e corretto per controllare eventi come periodi di stress, la crescita degli adolescenti, i cicli mestruali mensili delle donne. Controllando i propri livelli di glicemia, è possibile monitorare le richieste fluttuanti di insulina per aiutare il medico a calcolare la dose più appropriata. Una tecnica di monitoraggio a domicilio prevede l’uso di uno strumento speciale che legge i livelli di glucosio in un campione di sangue su una striscia di carta specifica per questo uso.

Un altro metodo prevede l’uso di strisce di carta che cambiano di colore in base alla glicemia utilizzando una goccia di sangue. Per alcuni pazienti con diabete di tipo 2, la dieta e l’esercizio fisico sono sufficienti a mantenere la malattia sotto controllo; altri richiedono terapia farmacologica che può comprendere l’insulina oppure un ipoglicemizzante orale come la tolbutadina, l’acetoesamide, la glipizide, la gliburide, oppure la clorpropamide. Durante l’assunzione di questi farmaci, consultate il medico circa la possibilità di eventuali interazioni con altre medicine come il cloranfenicolo, il fenilbutazone, l’ossifenbutazone e i clofibrati.

Mantenere una dieta bilanciata è fondamentale sia per il diabete di tipo 1 che di tipo 2 e quindi è importante pianificare con il proprio medico il menu. Nel tipo 1, quando i tempi di somministrazione dell’insulina sono stabiliti in base alla dieta e alle attività quotidiane, la quantità e quando si mangia sono importanti tanto quanto la qualità dei cibi. Di solito i medici suggeriscono 3 piccoli pasti ogni giorno e 3 o 4 spuntini per mantenere un corretto equilibrio tra glucosio e insulina del sangue.

I carboidrati dovrebbero rappresentare dal 50 al 60% del totale delle calorie, soprattutto l’amido e quelli complessi che rilasciano il glucosio nel sangue in un modo relativamente lento; il 20-25% delle calorie dovrebbe essere fornito dalle proteine ed il restante 20-30% dai lipidi.

Nel tipo 2 le proporzioni tra carboidrati, proteine e lipidi sono essenzialmente le stesse sebbene i pazienti sovrappeso siano incoraggiati a ridurre l’apporto di grassi a favore dei carboidrati complessi e delle fibre. Visto che questi pazienti di solito non hanno un programma preciso per quanto riguarda le dosi di insulina, non è necessaria un’organizzazione così precisa dei tempi dei pasti. Un altro elemento cruciale nel programma quotidiano è l’esercizio fisico che aiuta nel tipo 2 a perdere il peso eccessivo. Indipendentemente dalla forma di diabete, gli esercizi aiutano anche a mitigare le complicanze cardiovascolari e riducono lo stress.

I pazienti con tipo 1 dovrebbero ricordare che l’attività fisica riduce la glicemia e quindi per prevenire gli attacchi di ipoglicemia è fondamentale fare uno spuntino a base di carboidrati circa mezz’ora prima di iniziare gli esercizi e avere sempre a disposizione qualcosa da mangiare o da bere nel caso compaiano i sintomi dell’ipoglicemia. Prima di programmare qualsiasi tipo di attività fisica è bene discuterne con un medico. È una buona idea indossare sempre un braccialetto o una piastrina che indichino che il soggetto è diabetico per permettere il trattamento medico d’emergenza in modo appropriato nel caso di un attacco grave di ipoglicemia in un paziente che non sia in grado di capire o spiegarsi, oppure nel caso di un incidente o di una qualsiasi altra situazione a rischio.

L’identificazione di un diabetico è importante perché gli attacchi di ipoglicemia possono essere confusi con l’ubriachezza e il paziente spesso non è in grado di gestire personalmente il problema. Senza il trattamento appropriato l’ipoglicemia può portare al coma o alle convulsioni. Quando l’organismo è sottoposto ad uno stress crescente oppure ad una malattia o ad un trauma, la glicemia dovrebbe essere controllata dal personale medico per gestire il trattamento d’emergenza.

Farmaci antidiabetici

Nomi generici

Insulina, ipoglicemizzanti orali: glipizide, gliburide

Caratteristiche dei farmaci antidiabetici

A seconda del tipo di diabete vengono impiegati trattamenti diversi. Gli ipoglicemizzanti orali sono prescritti per il diabete non-insulinodipendente, più comunemente detto diabete di tipo II. Il diabete insulinodipendente (tipo I) è controllato solo dalle iniezioni di insulina, un ormone normalmente prodotto dal pancreas. Per controllare entrambi i tipi di diabete è fondamentale associare al trattamento un programma dietetico e di attività fisica. Gli ipoglicemizzanti orali stimolano il rilascio dell’insulina nei soggetti che sono ancora in grado di produrla.

Di per sé questi farmaci non abbassano i livelli di zucchero nel sangue, ma sono efficaci nel farlo se associati alla dieta e all’attività fisica. L’insulina iniettata fornisce le necessarie quantità dell’ormone nei soggetti il cui organismo non è più in grado di produrla. L’insulina di per sé riduce i livelli ematici di zucchero, anche se è più efficace se associata al programma dietetico e di esercizi fisici. Per ulteriori informazioni, comprese quelle sugli effetti collaterali e le possibili interazioni, vedi alle voci Glipizide, Gliburide, Insulina e Ipoglicemizzanti orali.

Biguanide

Farmaco utilizzato nel trattamento del diabete non insulinodipendente. I biguanidi, insieme ai sulfamidici ipoglicemizzanti, appartengono alla classe degli ipoglicemizzanti orali, a differenza dell’insulina che si somministra per via iniettiva.

Scelte alternative

Il diabete non correttamente trattato può essere pericoloso per la vita e il paziente non dovrebbe mai gestire questa malattia senza l’aiuto di un medico. Alcuni rimedi alternativi offrono delle variazioni alle diete. Altri enfatizzano il ruolo delle vitamine e dei minerali, prescrivono erbe per riequilibrare i livelli di glicemia oppure trattano gli effetti secondari. Le tecniche per ridurre lo stress possono essere efficaci per abbassare la glicemia.

Agopuntura

La stimolazione di alcuni punti può alleviare il dolore associato alla neuropatia, può rafforzare il sistema immunitario e può ridurre al minimo le complicanze sul sistema circolatorio.

Erbe cinesi

Per alleviare alcuni dei sintomi del diabete vengono spesso utilizzate delle medicine a base di erbe cinesi tra cui la radice di ginseng (Panax ginseng); consultate un erborista esperto per pianificare il trattamento globale.

Fitoterapia

Consultate sempre un erborista per assicurarvi che le erbe siano appropriate per la vostra patologia. Ricordate: se è necessario l’uso di insulina per gestire la malattia, non esiste nessuna erba che possa sostituire questo ormone.

Il decotto a base di foglie di mirtillo (Vaccinium myrtillus) riduce la glicemia e protegge il sistema vascolare, oltre che evitare le emorragie dei vasi sanguigni oculari in corso di retinopatia diabetica. In uno studio è stato dimostrato che i pazienti che mangiano crackers a base di lappa in polvere (Arctium lappa), dopo un pasto ricco in amido, hanno una minor incidenza d’iperglicemia. Una crema a base di peperoncino (Capsicum frutescens) può ridurre il dolore associato alla neuropatia periferica.

Un aumentato apporto di semi di trigonella (Trigonella foenumgraecum) si è dimostrato efficace, in numerosi studi, nel ridurre la glicemia, l’insulina e anche il colesterolo ematico. L’aglio (Allium sativum) può ridurre la pressione, oltre che i livelli di glucosio e colesterolo nel sangue. Gli estratti di ginkgo (Ginkgo biloba) aiutano a mantenere un adeguato flusso ematico alla retina bloccando il peggioramento della vista. Alcuni pazienti riferiscono altri effetti benefici del ginkgo, compresa la riduzione del rischio di cardiopatia, di ipertensione e di elevati livelli di colesterolo.

La cipolla (Allium cepa) può favorire il rilascio di insulina, migliorando il metabolismo del glucosio con conseguente riduzione della glicemia. Gli estratti di cipolla, sia cruda che bollita, possono avere questi stessi effetti, compresi gli effetti benefici sulla funzionalità del sistema cardiovascolare.

Stile di vita

I test di laboratorio hanno dimostrato che l’esercizio fisico aumenta i livelli tessutali di cromo che l’organismo utilizza per regolare i livelli ematici di glucosio e colesterolo. Nel diabete tipo 1, l’esercizio migliora la capacità del corpo di utilizzare l’insulina disponibile con riduzione della quantità di insulina da iniettare.

Con questo tipo di diabete è bene ricordare che gli esercizi riducono la glicemia e quindi è necessario fare uno spuntino a base di carboidrati prima di iniziare l’attività oppure mangiare o bere qualcosa quando il paziente avverte i sintomi d’allarme tipici dell’attacco di ipoglicemia. Nei pazienti con diabete di tipo 2 che devono anche perdere peso, l’esercizio fisico moderato può dare dei benefici.

Questi pazienti però dovrebbero evitare il sollevamento pesi o altre forme di esercizio che comportino l’utilizzo di oggetti pesanti; queste attività aumentano la pressione sanguigna e possono aggravare i problemi oculari scatenati dal diabete.
I pazienti con questa malattia dovrebbero curare adeguatamente i denti ed utilizzare con regolarità il filo interdentale perché il diabete può peggiorare le patologie delle gengive.

Medicina psicosomatica

Qualsiasi tipo di tecnica che riduca lo stress aiuta a ridurre le richieste insuliniche; tra queste il biofeedback, la meditazione, l’ipnoterapia oppure altre tecniche di rilassamento.

Nutrizione e dieta

Alcuni esperti dichiarano che il diabete è una patologia tipica dei paesi occidentali, sottolineando che la frequenza di diabete aumenta quando i soggetti di altre culture abbandonano le loro abitudini alimentari per utilizzare una dieta a base di cibi raffinati e processati. Una dieta ricca in carboidrati e fibre è una buona alternativa ai programmi alimentari convenzionali per diabetici.

Questa dieta prevede di seguire delle linee guida quotidiane nella preparazione dei pasti: prevedete di mangiare il 70-75% di carboidrati complessi, il 15-20% di proteine e solo il 5-10% di lipidi. Questa ripartizione sembra migliorare la capacità dell’insulina di utilizzare il glucosio come fonte di energia, riduce i livelli di colesterolo e l’incidenza di iperglicemia e ipoglicemia, oltre che favorire la perdita di peso nei pazienti con diabete di tipo 2.

Una versione modificata di questa dieta prevede di ridurre ulteriormente la scelta dei cibi aumentando la quantità disponibile di carboidrati complessi. Uno studio ha dimostrato che una dieta ricca in carboidrati e fibre può ridurre la richiesta insuli296 nica nel diabete di tipo 1 del 30-40% e nel diabete di tipo 2 del 75-100%. Questi pazienti dovrebbero evitare lo zucchero perché riduce la tolleranza dell’organismo al glucosio e peggiora i problemi circolatori.

Gli esperti di nutrizione enfatizzano l’importanza di alcuni cibi, vitamine, minerali compresi quelli che elenchiamo di seguito: cromo: le supplementazioni possono essere efficaci nei pazienti con diabete, perché riduce la glicemia ematica, migliora la tolleranza al glucosio, riduce i livelli di insulina e aiuta a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo ematico; inositolo, una vitamina del complesso B: protegge dalla neuropatia periferica alleviando l’insensibilità e i formicolii delle mani e dei piedi. Comunque, visto che l’inositolo potrebbe alterare i livelli ematici degli zuccheri, controllate con un esperto la glicemia prima di iniziare le supplementazioni.

Biotina, anche chiamata vitamina H: migliora il metabolismo glucidico nei diabetici; vitamina B6: riduce la gravità della neuropatia diabetica e delle richieste di insulina nel diabete di tipo 2; vitamina B12: aiuta il trattamento della neuropatia diabetica; sembra che la via sistemica sia più efficace della somministrazione orale; vitamina C: le supplementazioni possono essere necessarie per recuperare i bassi livelli di insulina, che normalmente facilita l’assorbimento della vitamina stessa da parte delle cellule.

Adeguate quantità di questa vitamina aiutano l’organismo a mantenere buoni livelli di colesterolo, a combattere le infezioni stimolando il sistema immunitario e prevengono la cataratta. Sebbene molti esperti raccomandino più di 1g di vitamina C al giorno, bisognerebbe consultare un medico per essere sicuri dei dosaggi appropriati nel singolo caso; vitamina E: limita i danni sul sistema vascolare e migliora i livelli ematici di colesterolo; manganese: aiuta l’organismo a metabolizzare il glucosio; questi pazienti spesso hanno gravi carenze di manganese; magnesio: aiuta a controllare la retinopatia diabetica e riduce i danni cardiovascolari; zinco: aumenta la tolleranza al glucosio; potassio: facilita la capacità dell’organismo di utilizzare l’insulina; rame: le supplementazioni possono migliorare le attività del sistema cardiovascolare.

L’abelmosco e i piselli favoriscono la stabilizzazione della glicemia e forniscono la quota di fibre adeguata in una dieta ricca in carboidrati complessi. Alcune ricerche suggeriscono che la cannella può ridurre le richieste di insulina nel diabete di tipo 2; condite il cibo con 1/4 di cucchiaino di cannella ad ogni pasto per regolare i livelli ematici di zuccheri.

Prevenzione del diabete

Sulla base dell’apparente correlazione tra obesità e diabete di tipo 2, è possibile ridurre la possibilità di sviluppare questa malattia mantenendo il peso sotto controllo. Questo è particolarmente vero se vi sono più casi di diabete nella stessa famiglia. Un buon programma di esercizi fisici ed una dieta bilanciata dal punto di vista nutrizionale possono limitare in modo consistente sia gli effetti del diabete di tipo 1 che di tipo 2. Se fumate, smettete; il fumo di sigaretta aumenta in modo significativo il rischio di cardiopatia, soprattutto nei diabetici.

I piedi sono per così dire il tallone di Achille dei diabetici. Il danno causato dalla neuropatia diabetica può ridurre la percezione del dolore e permettere che piccole lesioni come delle vescicole possano progredire in una forma infettiva più grave prima di accorgersi. I diabetici dovrebbero controllare attentamente i piedi ogni giorno, alla ricerca di macchie arrossate, lividi, tagli, vescicole, tumefazioni o qualsiasi altro segno di infezione.

Fate attenzione alla cute secca che può fissurarsi favorendo le infezioni batteriche e fungine. Tagliate le unghie diritte per evitare l’unghia incarnita. Usate scarpe comode e non rischiate delle lesioni ai piedi camminando a piedi nudi o con i sandali.

Bibliografia

Siti web

Diabete, Sintomiecura. Controllato il 08/05/2013