Ipoglicemia

Ipoglicemia: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Aiutaci a migliorare SintomiCura votando questo articolo, grazie)
Loading...

Anomala e importante diminuzione della glicemia (livelli di glucosio nel sangue), che scende sotto le 3,2 mmol (0,6 g)/l. In particolare l’ipoglicemia può insorgere nel diabetico come complicanza dell’insulinoterapia (in seguito all’iniezione di quantità eccessive di insulina, a un’attività fisica non pianificata o a un apporto insufficiente di lipidi) o di un trattamento ipoglicemizzante per via orale.

Le ipoglicemie connesse a una lesione d’organo sono più rare; la loro causa può essere un’insufficienza surrenalica, un’ipersecrezione di insulina dovuta ad alcuni tumori pancreatici (insulinomi) o, nel bambino, a un deficit dell’ormone della crescita. Una forma particolare, detta funzionale, consiste nell’insorgenza dei sintomi tipici dell’ipoglicemia, spesso lontano dall’ultimo pasto, mentre la glicemia, per quanto bassa, rientra nei valori normali.

I sintomi variano da soggetto a soggetto. I più frequenti sono sudorazione profusa, pallore, tremori, disturbi del comportamento (nervosismo, irritabilità, difficoltà di concentrazione), problemi visivi, palpitazioni.
L’ipoglicemia, se non trattata, può talvolta provocare perdita di conoscenza o addirittura portare al coma.

La crisi ipoglicemica si risolve rapidamente con l’assunzione orale di zucchero. Se il soggetto ha perso conoscenza si rende necessaria la somministrazione di glucosio per via endovenosa.

La prevenzione si basa sul frazionamento dei pasti nell’arco della giornata. Nei casi legati al diabete, occorre inoltre regolare le iniezioni di insulina e gli apporti alimentari, adattandoli alle attività che si prevede di svolgere. La prevenzione dell’ipoglicemia funzionale richiede, oltre all’assunzione frazionata di cibo, l’eliminazione degli alimenti contenenti zucchero a favore dei farinacei.

Nella maggior parte dei casi, l’ipoglicemia, cioè bassi livelli di zuccheri nel sangue, può essere facilmente trattata senza l’intervento di un medico, se i sintomi vengono riconosciuti sufficientemente presto. Sebbene questo problema insorga più frequentemente in soggetti con diabete, anche i non diabetici possono talvolta presentare attacchi di ipoglicemia.

Indipendentemente dal diabete, se gli episodi di ipoglicemia sono frequenti, è necessario consultare un medico per imparare come mantenere sotto controllo i livelli ematici di zucchero.

Ipoglicemia costituzionale

Vi sono soggetti che nascono costituzionalmente proni alle ipoglicemie anche molto profonde. Questi soggetti in età pediatrica facilmente presentano una serie di crisi che assumono l’aspetto di convulsioni e che possono portare ad una scorretta diagnosi di epilessia.

Sintomi dell’ipoglicemia

Debolezza. Fame. Nervosismo. Vertigini. Tremori. Sudorazione calda o fredda. Cute pallida e grigiastra. Formicolii alle mani e ai piedi. Per i diabetici, i sintomi possono anche comprendere: mal di testa; nausea; palpitazioni; comportamento scoordinato, stato confusionale; incoscienza, coma, convulsioni.

Rivolgetevi al medico se…

Siete diabetici e si verificano sintomi di ipoglicemia molte volte in pochi giorni; è necessario che il medico cambi la dose dell’insulina oppure della terapia orale. Vi sentite debole e avete la sensazione di svenire; se siete affetti da diabete, è necessario un immediato controllo dei livelli ematici degli zuccheri.

Se non siete diabetici, dovreste sottoporvi immediatamente a una visita medica per cercare le cause dello squilibrio della glicemia. Se siete in trattamento con insulina per il diabete, non trattare una crisi ipoglicemica può determinare coma oppure danno cerebrale irreversibile.

Cause dell’ipoglicemia

L’organismo trae energia dal glucosio, lo zucchero che circola nel sangue. Quando i livelli di glucosio scendono al di sotto del normale l’organismo non ha più l’energia necessaria. I sintomi e le complicanze dell’ipoglicemia si sviluppano nel momento in cui l’organismo cerca di ottenere l’energia dal grasso e dai vari muscoli del corpo. Per convertire il glucosio in energia, il corpo produce l’insulina, un ormone pancreatico i cui livelli si alzano o si abbassano in base alle richieste energetiche. Se vi è un eccesso di insulina nel sangue, il glucosio disponibile viene bruciato troppo rapidamente, causando ipoglicemia.

I livelli di insulina possono aumentare rapidamente dopo un pasto, quando l’incremento improvviso dei livelli di glucosio del sangue stimola la sua produzione da parte del pancreas. I livelli di glucosio possono scendere anche in seguito al salto di un pasto o dopo un esercizio fisico intenso. L’ipoglicemia può essere anche determinata da un intervento chirurgico sullo stomaco, da alcuni tipi di cancro, da malattie epatiche, dall’alcol, dalla febbre alta o da reazioni a cibi o farmaci.

In alcune persone, l’eccessiva produzione di insulina è causata da un piccolo tumore che si sviluppa nel pancreas. Alcuni cibi, soprattutto a base di zuccheri semplici, possono incrementare la produzione di insulina. Per evitare l’insorgenza di un attacco di ipoglicemia, i diabetici che si somministrano l’insulina hanno bisogno di monitorare con molta attenzione la loro dieta e il dosaggio dell’insulina.

Ipoglicemizzante

Sostanza in grado di abbassare i livelli di glucosio nel sangue (glicemia).

Un’azione ipoglicemizzante è spesso l’effetto indesiderato di una sostanza assunta (principalmente alcol). Per contro, farmaci ipoglicemizzanti come l’insulina e gli antidiabetici orali vengono utilizzati nel trattamento del diabete (malattia che comporta un aumento della glicemia).

Gli antidiabetici orali, che comprendono sulfanilamidi ipoglicemizzanti (glibenclamide, glibornuride, gliclazide ecc.) e biguanidi (metformina), sono indicati nel diabete non insulinodipendente, quando il solo controllo del regime alimentare non è sufficiente. Presentano numerose controindicazioni, diverse a seconda del prodotto (insufficienza renale, epatica, cardiaca o respiratoria; alcolismo; gravidanza) e interazioni (alcol, antinfiammatori ecc.). L’assunzione orale di antidiabetici impone uno stretto controllo medico a causa degli effetti indesiderati, che possono essere gravi: ipoglicemia con le sulfanilamidi, acidosi lattica con le biguanidi.

L’insulina, che si somministra tramite iniezione sottocutanea, trova indicazione principalmente nel diabete insulinodipendente, in cui è d’importanza vitale.

Diagnosi dell’ipoglicemia

Si deve verificare se il diabete è la causa sottostante e ciò è possibile o attraverso il test di tolleranza al glucosio che valuta la capacità dell’organismo di metabolizzare il glucosio o attraverso un esame del sangue 2 ore dopo il pasto. Se siete affetti da diabete, il medico può provocare un attacco di ipoglicemia per aiutarvi a riconoscere i sintomi e a trattarli.

Terapia e cura dell’ipoglicemia

La maggior parte dei trattamenti dell’ipoglicemia si basa sulla regolazione della dieta, sia della quantità dei cibi che dei tempi di assunzione, per permettervi di ricevere la giusta quantità di glucosio e di insulina ai tempi opportuni.

Medicina convenzionale

Se un diabetico ha un attacco di ipoglicemia con perdita di conoscenza, è fondamentale il trattamento medico immediato. Il medico somministrerà il glucosio direttamente in vena, ma se ciò non è possibile, è utile un’iniezione di glucagone, un ormone che aiuta l’organismo a regolare i livelli ematici di glucosio.

I diabetici dovrebbero sempre indossare una targhetta o un braccialetto che segnali la loro patologia per consentire il trattamento appropriato se il paziente è disorientato o perde conoscenza durante un attacco di ipoglicemia. I diabetici inoltre dovrebbero sempre avere con sé caramelle da succhiare nel momento in cui iniziano i primi sintomi dell’ipoglicemia. Per i soggetti diabetici l’obiettivo principale è regolare i livelli ematici di glucosio e di insulina e mantenere un adeguato equilibrio tra i due, senza incorrere nel rischio dell’ipoglicemia. In molti casi, tale equilibrio è raggiunto solo grazie a modifiche dietetiche.

La dieta raccomandata in caso di ipoglicemia include pasti piccoli e frequenti (almeno 6 al giorno), costituiti dai cibi ricchi di carboidrati (come fagioli, pasta, pane, patate), fibre vegetali e grassi; è utile limitare la quota di zuccheri semplici (come caramelle o biscotti), l’alcol e i succhi di frutta.

Se necessario, il medico può decidere di usare farmaci come la streptozocina o il diazossido che riducono la produzione di insulina o aumentano i livelli ematici di glucosio. Se l’ipoglicemia è causata da un piccolo tumore del pancreas che produce troppa insulina, sarà utile asportare il tumore.

La somministrazione di insulina

L’ipoglicemia non è una malattia, ma un sintomo di uno stato patologico che, a seconda dei casi, può dipendere da fattori diversi. Estremamente comuni sono per esempio stati ipoglicemici nei diabetici in trattamento insulinico. In questi soggetti la somministrazione insulinica giornaliera è tarata sulle necessità metaboliche dell’organismo e prendendo in considerazione una alimentazione controllata e ben determinata (soprattutto per quanto riguarda il contenuto calorico totale e la distribuzione dei pasti durante la giornata). Se per un qualunque motivo uno dei molti parametri importanti viene ad essere modificato (salto di un pasto per esempio, oppure aumento dell’attività fisica o insorgenza di una malattia acuta) l’insulina che il diabetico inietta può non rispondere più alle esigenze dell’organismo; possono così comparire crisi ipo- o anche iper-glicemiche. Una crisi ipoglicemica compare tipicamente ad una certa distanza da una iniezione di insulina (effetto “”rebound””).

Scelte alternative

I trattamenti non convenzionali enfatizzano il ruolo della nutrizione e della dieta, con supplementazione di vitamine, minerali ed erbe.

Fitoterapia

Un decotto a base di genziana (Gentiana lutea) stimola le ghiandole endocrine che producono gli ormoni. Fate bollire mezzo cucchiaino di radice di genziana grattugiata in una tazza di acqua per 5 minuti; lasciate intiepidire e bevete il preparato 15 o 30 minuti prima del pasto. Deve essere amaro per essere efficace.

Nutrizione e dieta

Pasti piccoli e frequenti di cibi non raffinati, soprattutto cereali, derivati fermentati del latte (come il formaggio), carne magra e pesce ridurranno la glicemia; i succhi di frutta possono essere utili durante un attacco di ipoglicemia. L’aggiunta di cromo (un minerale abbondante nel lievito di birra, pane, cereali, melassa, formaggio, carni magre) aumenta i livelli di glucosio nel sangue.

In caso di diabete, consultatevi con il medico di base prima di supplementare la vostra dieta con lievito di birra. Evitate l’alcol (uno zucchero semplice), la caffeina e il fumo di sigaretta, perché possono causare livelli ematici altalenanti della glicemia.

Rimedi domestici

Indipendentemente dall’essere o non essere diabetici, se vi accorgete per tempo dei sintomi dell’ipoglicemia, potete evitare un attacco più grave e ridurne gli effetti persistenti. Il trattamento è facile e prevede l’assunzione di cibi o bevande che contengano zuccheri semplici, come una bevanda analcolica (non dietetica), una caramella o un cubetto di zucchero.

La combinazione di zucchero e di una fonte di proteine, come un pezzo di formaggio o un bicchiere di latte, rallenta l’assorbimento di zucchero nel sangue ed impedisce il disorientamento causato dall’effetto altalenante che si verifica in seguito ai rapidi cambiamenti dei livelli ematici di glucosio (vedi alla voce Diabete).