Sindrome maniaco depressiva

Sindrome maniaco depressiva: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Aiutaci a migliorare SintomiCura votando questo articolo, grazie)
Loading...

Descrizione della sindrome maniaco depressiva

La sindrome maniaco depressiva è nota agli psichiatri come malattia bipolare ed è una malattia mentale grave a doppio taglio. In contrasto alla desolazione stabile della depressione generalizzata (descritta come malattia unipolare), la sindrome maniacodepressiva è caratterizzata da onde cicliche con variazioni dell’umore, dall’eccitazione alla disperazione.

Le alterazioni dell’umore variano notevolmente nei diversi individui. In alcuni casi diversi anni di normalità si possono alternare a episodi maniacali e depressivi. In altri casi gli episodi si ripetono con frequenza ciclica di 34 volte all’anno.

Per alcuni pazienti, i cicli depressivi e maniacali sono continui e talvolta molto rapidi. In rari casi, infine, un episodio maniacodepressivo può verificarsi una sola volta nella vita. Se avviene una seconda volta, è seguito poi da altri episodi. Generalmente la fase depressiva dura più a lungo rispetto alla fase maniacale e tende ad essere più frequente; il ciclo può essere instabile. La sindrome maniacodepressiva colpisce circa l’1% della popolazione. Uomini e donne sono colpiti in uguale misura. La malattia ha basi genetiche, ma la sua origine è ancora incerta.

I sintomi sono il risultato di uno squilibrio nel cervello e non sono sotto il controllo della volontà. La malattia non è solo disturbante per la vita, ma può essere anche pericolosa: circa il 20% dei pazienti tenta il suicidio, di solito durante il passaggio da una fase all’altra o quando si sentono disorientati. L’11% dei pazienti commette questa azione drastica nei primi 10 anni dopo la diagnosi. Fortunatamente, grossi passi avanti sono stati fatti nel trattamento di questa patologia; in molti casi, i sintomi possono essere efficacemente controllati con farmaci o altre terapie.

La malattia si verifica in due forme principali note come bipolare 1 e bipolare 2, che hanno origine genetica diversa. Nella bipolare 1 entrambe le fasi sono molto accentuate. Nella bipolare 2, la fase maniacale è spesso modesta (viene chiamata ipomania) e la fase depressiva può essere modesta o grave.
La bipolare 2 è di diagnosi più difficile e viene spesso confusa con la depressione generalizzata.
Ha periodi di remissione inferiori e più corti della bipolare 1, è ricorrente in alcune famiglie e risponde meno al trattamento. Può essere la forma più frequente di sindrome maniacodepressiva.
510 gionali dell’umore, con episodi di depressione che si verificano alla fine dell’autunno o in inverno, andando in remissione in primavera e poi progredendo in fase maniacale o in ipomania in estate.

Circa un quinto dei casi di sindrome maniacodepressiva inizia nella tarda infanzia o durante l’adolescenza; gli adolescenti hanno più frequentemente degli adulti sintomi fisici e psicotici come allucinazioni e delusioni e per loro l’errore di diagnosi è più comune (vedi alla voce Procedure e Test Diagnostici qui sotto). Di solito la malattia colpisce giovani adulti tra i 25 e i 35 anni di età.

Nell’uomo il primo episodio di solito è maniacale; nella donna il primo episodio è depressivo e di solito la donna ha diversi episodi di depressione prima di avere i sintomi maniacali. Durante l’invecchiamento episodi ricorrenti sia della forma bipolare 1 che bipolare 2 tendono in ogni caso a diventare più frequenti e più lunghi.

Sintomi della sindrome maniaco depressiva

Il sintomo principale della sindrome maniacodepressiva è rappresentato da cambiamenti dell’umore imprevisti e drammatici. La malattia prevede due fasi fortemente contrastanti.

Nella fase maniacale: euforia e/o irritabilità; eccessivo eloquio, pensieri incalzanti; autostima esagerata; energia inusuale, ridotta necessità di dormire; impulsività, ricerca incessante di gratificazioni, shopping esagerato, necessità di viaggiare, attività sessuale aumentata e talvolta promiscua, investimenti economici ad alto rischio, guida veloce; allucinazioni.

Nella fase depressiva: umore depresso e bassa autostima; drastica riduzione dell’attività e apatia; tristezza, solitudine, bisogno di aiuto, senso di colpa; rallentamento nel parlare, affaticamento e scarsa coordinazione; insonnia; pensieri e sentimenti di suicidio; uso di farmaci psicostimolanti come le anfetamine, che aumentano l’energia, e alcolici.

Rivolgetevi al medico se…

Notate alcuni di questi sintomi in un membro della vostra famiglia. I soggetti affetti da sindrome maniacodepressiva spesso negano che qualcosa non vada, soprattutto nella fase maniacale.

Se siete preoccupati per voi, per un membro della vostra famiglia o un amico il medico vi potrà dare dei consigli su come affrontare la situazione.

Cause della sindrome maniaco depressiva

Si pensa che la sindrome maniacodepressiva sia il risultato di squilibri biochimici nel cervello, causati da uno o più geni difettivi. Tra i neurotrasmettitori coinvolti troviamo la serotonina e la noradrenalina, ma l’interazione neurochimica nella malattia è complessa e non ancora completamente chiarita.

Il fatto che i geni giochino un ruolo importante è supportato dal trovare storie famigliari di umore altalenante, malattie depressive e suicidi.

Diagnosi della sindrome maniaco depressiva

La diagnosi di sindrome maniacodepressiva e di molte altre malattie mentali è ancora associata a vergogna nella nostra società. Spesso i pazienti e i familiari sono riluttanti a riconoscere che qualcosa non va e anche il medico talvolta fallisce nel riconoscere la malattia. Inoltre, i sintomi talvolta possono sembrare semplici esagerazioni di normali variazioni dell’umore.

I ricercatori ritengono che almeno il 75% di tutti casi non venga trattato o sia sottoposto a trattamento inadeguato. L’Associazione Americana di Psichiatria ha previsto una lunga lista di criteri specifici che permette il riconoscimento della malattia.

La visita medica prevede un’accurata storia personale del paziente ed anche la storia famigliare in caso di eventi ricorrenti di variazione dell’umore o suicidio. Alcune malattie devono essere escluse, soprattutto i problemi dell’infanzia come la fobia per la scuola e i Disturbi dell’attenzione, così come la demenza, la schizofrenia e gli stati psicotici causati da alcol e/o farmaci. L’abuso di sostanze è frequente nei pazienti con sindrome maniacodepressiva e può mascherare i sintomi, complicando sia la diagnosi che il trattamento (vedi alla voce Abuso di Farmaci e/o Droghe). Riconoscere e trattare qualsiasi forma di abuso di sostanze è prioritario, dal momento che è anche potentemente predittivo di suicidio, soprattutto negli uomini.

Prima di iniziare il trattamento sono necessari una visita medica accurata ed esami del sangue e delle urine per il riconoscimento di situazioni che possono condizionare la scelta del trattamento. Test di funzionalità tiroidea sono importanti, sia perché l’ipertiroidismo (vedi alla voce Problemi della Tiroide) può simulare la fase maniacale, sia perché il litio riduce l’attività della tiroide ed è il farmaco principale per il trattamento della sindrome maniacodepressiva. Durante la terapia sono necessari frequenti esami del sangue per verificare che i farmaci abbiano adeguati livelli ematici e riscontrare precocemente eventuali effetti collaterali.

Fate attenzione a capire le manifestazioni specifiche della malattia. Se scoprite che un membro della vostra famiglia assume eccessive quantità di anfetamine, prendete in considerazione la possibilità di una malattia maniacodepressiva.

Le malattie bipolari non trattate sono molto gravi e una diagnosi precoce può ridurne l’impatto sulla vita abituale. State attenti alla tendenza al suicidio, soprattutto durante il passaggio da una fase all’altra della malattia.

Terapia e cura della sindrome maniaco depressiva

Attualmente la sindrome maniaco depressiva viene trattata con una combinazione di farmaci come il litio e con la psicoterapia. Sebbene la terapia farmacologica sia primaria, la psicoterapia è importante per aiutare il paziente a capire ed accettare i disturbi personali e sociali degli episodi precedenti e accettare meglio quelli futuri. Inoltre, visto che il rifiuto della terapia è un problema frequente, la psicoterapia aiuta il paziente a proseguire il trattamento. La collaborazione del paziente è particolarmente importante nell’adolescenza.

Quasi tutti i tipi di psicoterapia possono essere utilizzati: cognitiva, comportamentale, psicodinamica, individuale, famigliare, di gruppo. I conviventi o il compagno di questi pazienti dovrebbero essere coinvolti nel trattamento. Notizie complete sulla malattia e sulle sue manifestazioni sono importanti sia per il paziente che per tutti coloro che gli sono vicini.

Medicina convenzionale

Il carbonato di litio è il farmaco principale; può essere notevolmente efficace nella fase maniacale, anche se non è nota la sua azione. Il litio può anche prevenire le recidive delle fasi depressive, ma è spesso somministrato in combinazione con altri antidepressivi. Gli antidepressivi di scelta sono attualmente gli inibitori della serotonina, di recente sviluppo, con effetti collaterali inferiori rispetto ai farmaci del passato. Tra questi troviamo: fluoxetina, sertralina, paroxetina.

Altri antidepressivi inoltre sono i triciclici (desipramina, imipramina, amitriptilina) e il bupropionato. L’aloperidolo è talvolta utilizzato quando non c’è risposta al litio oppure per trattare i sintomi maniacali acuti prima che il litio abbia effetto (710 giorni). Nei casi gravi o quando il paziente non risponde al litio, possono essere prescritti farmaci come la carbamazepina e l’acido valproico, da soli o in associazione al litio. Molti di questi farmaci possono essere tossici e servono esami del sangue frequenti per verificare che si siano raggiunti livelli ematici adeguati e per riscontrare qualsiasi reazione avversa precocemente.

All’inizio del trattamento, lo psichiatra ha bisogno di eseguire questi test per trovare il giusto dosaggio del farmaco e impostare la terapia corretta. È impossibile stabilire a priori quali pazienti avranno reazione ad un determinato farmaco o quale sia il dosaggio corretto. La terapia elettroconvulsiva (TEC), l’elettroshock, è talvolta usata, in alcuni paesi, per le forme molto gravi e per i pazienti che non rispondono al trattamento farmacologico. Vista la sua rapida azione può essere molto utile per quei pazienti che sono considerati ad alto rischio di commettere un suicidio.

Negli anni ’60 la TEC cadde in disuso, ma da allora la procedura è stata notevolmente migliorata.
Il paziente viene sottoposto ad anestesia. La corrente elettrica viene fatta passare attraverso il lobo temporale con lo scopo di indurre una crisi convulsiva tipica del grande male e di breve durata (non più di pochi secondi). Durante i diversi trattamenti con TEC, della durata in genere di 2-3 settimane, il litio viene interrotto per prevenire le complicanze neurotossiche. La terapia con la luce si è dimostrata efficace quando la malattia bipolare è connessa con la depressione invernale.

Per i pazienti che cadono in depressione in inverno, può essere efficace trattare la malattia con sedute di 20-30 minuti al giorno con una lampada speciale con uno spettro di circa 10,000 lux (vedi alla voce Disturbi stagionali dell’umore).

Elettroshock (ES) o terapia elettroconvulsiva (TEC)

L`elettroshock (ES) è una forma di terapia molto utilizzata un tempo per il trattamento di disturbi mentali di varia natura. Consiste nel far passare per i due emisferi cerebrali una corrente elettrica ad alto voltaggio per una frazione di secondo.

L’ES va praticato da un neurologo esperto in questo tipo di terapia, con la collaborazione di un anestesista, anch’egli abituato ad intervenire rapidamente nel caso sorgano complicanze. Il paziente va sedato utilizzando un preparato benzodiazepinico per uso endovenoso (diazepam o simili); in alcuni casi si ricorre anche all’anestesia totale. L’apparecchio per ES consiste essenzialmente di un condensatore capace di emettere per una frazione di secondo una scarica elettrica dalle caratteristiche regolabili, e di una coppia di elettrodi che si applicano alle regioni temporali del soggetto. Il paziente va posto in condizioni di non procurarsi danni in seguito alle scosse muscolari che conseguono all’applicazione della corrente al cervello; va quindi sistemato su un adatto lettino provvisto di sponde che gli impediscano di cadere. Le apparecchiature da rianimazione devono inoltre essere prontamente disponibili nella stessa stanza dove si esegue la terapia. L’applicazione di una scossa elettrica alla massa cerebrale dà come effetto la comparsa di una contrazione improvvisa e generalizzata delle grosse masse muscolari del corpo, che può determinare un vero e proprio “”salto”” del paziente sul lettino. Segue un periodo di coma profondo, con perdita completa della conoscenza, ma (almeno in assenza di complicazioni) con perfetta conservazione delle funzioni vitali (polso, respiro). Il paziente esce gradualmente da questa forma di coma elettrico, riprendendosi completamente.

Oggi le indicazioni della terapia basata sugli elettroshock si sono molto ristrette rispetto ad un passato anche recente, quando gli ES (di solito a brevi cicli, talora ripetuti) venivano prescritti in gran parte delle forme patologiche di pertinenza psichiatrica. Sebbene il meccanismo d’azione della terapia basata sugli ES sia tuttora lungi dall’essere compreso, si è visto che essa rappresenta un valido presidio in alcune forme di blocco catatonico legate alla depressione o ad alcune varianti cliniche della schizofrenia. In tali forme un ciclo di elettroshock è spesso in grado di “”risvegliare”” un paziente che aveva completamente perso il contatto con la realtà, chiudendosi in un muto isolamento che gli impediva qualunque rapporto con il mondo esterno. Questa terapia va comunque riservata ai casi più gravi ed altrimenti incurabili, perché provoca notevoli effetti collaterali: il più frequente è una perdita, spesso assai grave, della memoria, che può essere di ostacolo a una guarigione completa e impedire il reinserimento del paziente nella società.

Scelte alternative

Nella forma grave bipolare 1, le medicine e le pratiche alternative non sono utili durante l’episodio acuto. Il paziente è spesso troppo depresso per iniziare un qualsiasi tipo di esercizio o di tecnica che aumenti le proprie energie; nella fase maniacale, il paziente è troppo iperattivo per eseguire pratiche di rilassamento. Comunque, approcci alternativi possono dare benefici negli intervalli tra gli episodi e per le forme meno gravi di sindrome maniacodepressiva (bipolare 2). Uno studio ha dimostrato che il magnesio può essere un possibile sostituto del litio nei casi in cui le due fasi della malattia si susseguano rapidamente. Ha il vantaggio di non essere tossico ed è facilmente reperibile. Sono necessari ulteriori studi, ma molti ricercatori ritengono che le prospettive per l’uso del magnesio siano favorevoli.

Consultate il vostro medico riguardo questa possibilità. Le erbe cinesi possono alleviare gli sbalzi di umore aiutando a rilassarsi nella fase maniacale e riducendo la depressione nella fase successiva. Accertatevi di consultare un esperto di medicine cinesi che abbia buone conoscenze nel trattamento della depressione e su come usare le erbe.

Non tutte le persone che praticano la medicina cinese sono esperte nel trattamento degli sbalzi dell’umore o nell’uso delle erbe per curare queste forme. Può essere utile una dieta povera di vanadio (un minerale che si trova nella carne e in altri cibi) e ricca di vitamina C; la dieta dovrebbe essere controllata da un nutrizionista o da un medico. Un omeopata esperto può migliorare l’intensità degli sbalzi di umore.

Alcuni trattamenti con l’agopuntura sono consigliati sia per dare energia sia per rilassare il corpo. Anche i massaggi con olio possono essere particolarmente rilassanti o migliorare il livello energetico.

Digitopressione per la fase maniacale

Premere il punto Fegato 8 può alleviare gli effetti della sindrome maniacodepressiva. Piegate il ginocchio destro, mettete il pollice all’interno del ginocchio in un punto appena al di sopra della piega (dondolate la gamba diverse volte per trovare il punto preciso). Premete per un minuto, 2 o 3 volte, e poi ripetete sulla gamba sinistra.

Yoga per la fase depressiva

Per la posizione a Sfinge, mettete entrambi gli avambracci sul pavimento con il palmo delle mani all’ingiù e i gomiti perpendicolarmente alle spalle. Inspirate e sollevate il più possibile il petto dal pavimento, ma conservando una situazione confortevole. Mantenete la posizione eseguendo pochi respiri profondi, poi rilassatevi ed espirate.

Biofeedback

Il biofeedback elettroencefalografico è efficace nell’allenare i soggetti affetti da sindrome maniacodepressiva a controllare le variazioni dell’umore con iperattività, pensieri che scorrono velocemente, irritabilità, mancanza di sonno e scarso controllo di se stessi; sembra anche che aiuti a migliorare l’attività delle onde cerebrali associate con scarsa energia, riduzione della stima in se stessi e scarsa coordinazione motoria.

Se la sindrome dà sintomi lievi, questo tipo di biofeedback può sostituire il litio e altri farmaci, anche se può essere usato con sicurezza contemporaneamente al litio.

Rimedi domestici

Mantenete l’ambiente tranquillo, soprattutto durante la fase maniacale. Mantenete abitudini regolari per le attività quotidiane (dormire, mangiare, fare esercizio). Un riposo adeguato è molto importante per prevenire l’insorgenza degli episodi. Evitate le stimolazioni eccessive: feste, conversazioni animate; lunghi periodi davanti alla televisione possono esacerbare i sintomi maniacali.

Nella fase maniacale, il paziente può intraprendere attività rischiose come guidare velocemente o alcuni sport pericolosi; i pazienti dovrebbero essere controllati per evitare queste possibilità, soprattutto se alla guida dell’automobile. In questa fase dovrebbero essere eliminate bevande e cibi contenenti caffeina, come tè, caffè, cocacola, cioccolato. Evitate totalmente l’alcol.