Ischemia

Ischemia: sintomi e tipi di ischemie

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Questa situazione patologica, determinata dall’insufficiente apporto di sangue arterioso ben ossigenato ad un tessuto, costituisce il processo fondamentale alla base di malattie di diffusione enorme come l`infarto del miocardio e l`infarto cerebrale.
Diminuzione o arresto della circolazione arteriosa in una regione più o meno estesa di un organo o di un tessuto.

Sintomi dell’ischemia

Si traduce in uno scarso apporto di ossigeno e in un’alterazione del metabolismo. Un’ischemia moderata, a carico di un muscolo, può manifestarsi soltanto sotto sforzo, quando le richieste di ossigeno della muscolatura aumentano. Nelle forme di lieve entità o transitorie le conseguenze sono reversibili, ma una forma grave e persistente può dar luogo a distruzione dei tessuti, che a seconda dei casi prende il nome di infarto o cancrena. Si preferisce il primo termine qu ando a essere colpiti sono i visceri, il secondo quando è coinvolta la cute.

Ischemia del miocardio

Un’ischemia del miocardio (muscolo cardiaco) provoca angina sia spontanea sia, più spesso, legata a uno sforzo, all’esposizione al freddo, alla digestione. L’angina può insorgere anche in pre senza di altri fattori che aumentano il consumo di ossigeno da parte del miocardio: stato febbrile, tachicardia, ipertiroidismo. Quando è silente, ovvero non segnalata da alcun disturbo, l’ischemia viene alla luce nel corso di un esame elettrocardiografico, soprattutto durante la registrazione delle 24 ore (Holter).

Ischemia cerebrale

Un’ischemia cerebrale insorge quando la pressione arteriosa cerebrale scende al di sotto di una certa soglia, non permettendo più ai meccanismi autoregolatori della circolazione cerebrale di f ornire ai neuroni un apporto di ossigeno sufficiente. Ne possono derivare alterazioni metaboliche, che danno luogo a varie manifestazioni (emiplegia, disturbi del linguaggio) e una necrosi tissutale detta infarto cerebrale.

Anosognosia

Incapacità per un paziente di riconoscere la propria malattia o la perdita di capacità funzionale da cui è colpito. L’anosognosia si incontra sostanzialmente nelle lesioni dell’emisfero minore (emisfero destro nei destrorsi), soprattutto in caso di ischemia cerebrale (interruzione dell’irrorazione sanguigna). Per esempio, un paziente colpito da emiplegia sinistra grave non ne ammette l’esistenza, anche quando gli viene fatto notare l’handicap, e si comporta, nei suoi sforzi per alzarsi, come se non fosse paralizzato. L’anosognosia può essere associata a emiasomatognosia (il soggetto rifiuta di riconoscere come sua la metà paralizzata del corpo) o ad anosodiaforia (indifferenza affettiva del paziente nei confronti del proprio disturbo).

Ischemia degli arti inferiori

Un’ischemia degli arti inferiori rivela un’arteriopatia, eventualmente responsabile di claudicazione intermittente (dolore alle gambe durante la deambulazione). Per il trattamento si fa ricorso ai farmaci vasodilatatori.

Effetti dell’ischemia

Quando un tessuto non riceve sangue ossigenato per un periodo sufficiente va incontro ad una particolare forma di necrosi detta appunto necrosi ischemica, che assume caratteristiche diverse a seconda del tessuto interessato; il tessuto si dice colpito da infarto. Nella maggior parte dei casi gli infarti (sia cerebrali, sia miocardici, sia polmonari, sia a carico di organi o tessuti diversi) sono dovuti alla occlusione di uno o più vasi arteriosi, dovuti a fenomeni aterosclerotici.

La resistenza dei vari tessuti alla situazione ischemica è assai diversa, minima per il tessuto nervoso, assai più marcata per altri tessuti dell’organismo. La necrosi che segue l’ischemia è dovuta al cessare dei fenomeni metabolici ossidativi ossigeno-dipendenti, che sono alla base della produzione di energia nella maggior parte dei tessuti dell’organismo. Vedi anche: infarto. Se l’ischemia non è di durata sufficiente a produrre la morte dei tessuti, si verifica una loro semplice sofferenza ischemica. Un attacco ischemico a livello del muscolo cardiaco si manifesta con un’intensa sintomatologia dolorosa detta angina pectoris, che tende a regredire nel giro di pochi minuti.

Lo stato di ischemia del muscolo cardiaco può essere dimostrato eseguendo un esame elettrocardiografico nel corso dell’attacco di angina pectoris. L’ischemia del tessuto cerebrale si manifesta invece con disturbi di tipo neurologico della durata di pochi minuti, come vertigini, senso di stordimento, paralisi reversibili. Questi fenomeni sono noti come attacchi ischemici transitori.