Alopecia: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Alopecia significa semplicemente la perdita dei capelli (calvizie).

Demografia dell’alopecia

Il tipo più comune di alopecia androgenetica è l’ alopecia, che è una malattia ereditaria. Questo tipo di alopecia colpisce ben 30-40% degli uomini e delle donne. L’alopecia androgenetica è la più comune causa di perdita di capelli negli adolescenti e può iniziare molto prima di quanto molti pensano, già all’età di 12 anni in alcuni ragazzi e ragazze.

Descrizione dell’alopecia

La perdita dei capelli si verifica per molte ragioni, a partire dalle condizioni che rendono le persone letteralmente calve per la perdita di capelli completa causata dalla chemioterapia. Alcune cause sono considerate naturali, mentre altre segnalano gravi problemi di salute. Alcune condizioni sono limitate al cuoio capelluto. Altre riflettono la malattia in tutto il corpo. Essendo chiaramente visibile, la pelle ed i suoi componenti possono fornire segnali precoci della malattia in altre parti del corpo. Spesso, malattie che interessano la pelle del cuoio capelluto comportano la perdita dei capelli.

Il primo indizio alla specifica causa è il modello di perdita di capelli, se è una completa calvizia (alopecia totalis), chiazze, diradamento o perdita di capelli in limitate aree. Un altro fattore è la condizione dei capelli e del cuoio capelluto sotto di esso. A volte solo il pelo è interessato; talvolta la pelle è visibilmente malata.

Alopecia: una classificazione complessa

Sono alopecie primitive quelle presenti fin dalla nascita: talvolta possono essere associate a nei, ad alterazioni dei denti e delle unghie. Le alopecie secondarie possono essere diffuse o localizzata, limitate nel tempo o progressive, suscettibili di regressione o definitive come nella calvizie parziale o totale. Un problema, questo della calvizie, che interessa circa il 30 per cento della popolazione maschile dai 20 ai 60 anni.

Quanto alle donne, sono sempre più frequenti le alopecie localizzate alla fronte e quelle forme di eccessivo diradamento generale della capigliatura dette ipotricosi. Può accadere di perdere moltissimi capelli in pochi giorni, ma poi di vederli rispuntare folti come prima. Esistono, infatti, cadute di capelli cosiddette “”acute”” (alopecie diffuse acute) che sono piuttosto comuni e si manifestano dopo una malattia infettiva anche banale accompagnata da febbre alta, oppure dopo un parto, l’assunzione di taluni farmaci, un intervento chirurgico, un grave trauma fisico o psichico.

La caduta, che in genere non supera mai il 25-30 per cento della capigliatura totale, avviene fra i 3° e il 6° mese dopo il manifestarsi della causa originaria. La ricrescita è spontanea nel giro di circa sei settimane e si completa fra sei mesi e un anno. Questa alopecia transitoria, reversibile, prova chiaramente che lo stato di salute dell’organismo ha una notevole ripercussione sulla caduta dei capelli.

Alopecia seborroica

La calvizie che si manifesta con maggiore frequenza è quella da alopecia detta androgenetica o seborroica. É tipica dell’uomo, ma si riscontra spesso anche nella donna, se pure in modo meno evidente. Può cominciare già in età giovanile e arrivare a toccare, fra gli anziani, circa l’80 per cento dei maschi e dall’8 al 20 per cento delle femmine. L’alopecia androgenetica è la risultante di molteplici fattori, anzitutto ereditari (predisposizione, se vi sono calvi fra gli ascendenti in famiglia) e ormonali (androgeni, ormoni sessuali maschili, fra i quali primeggia il testosterone) e di molte cause aggravanti come malnutrizione, febbri, malattie debilitanti, sovraffaticamento, insonnia, stati depressivi. Questa alopecia si associa molto spesso con la seborrea (e perciò viene chiamata anche alopecia seborroica), cioè con una eccessiva secrezione di sebo (grasso) da parte delle ghiandole (dette appunto sebacee) che sboccano nei follicoli piliferi.

Il sebo ha una funzione protettiva, oltre che sulla pelle in generale (dove forma lo strato idrolipidico), sugli stessi capelli, in quanto li lubrifica, ne aumenta la morbidezza, la resistenza meccanica e la protezione contro l’umidità. Ma se le ghiandole sebacee hanno un eccesso di produzione, i capelli diventano untuosi e pieni di forfora, e alla loro radice si formano goccioline di grasso che ne soffocano la vitalità e ne determinano infine la caduta definitiva. Vi sono però molti casi di seborrea abbondante senza perdita dei capelli, e molti casi di capelli non seborroici né secchi che tuttavia cadono e non crescono più.

L’alopecia che colpisce le donne, soprattutto quelle sulla cinquantina, è sempre più frequente e spesso colpisce tipicamente la zona frontale determinando di solito più un forte diradamento (ipotricosi) che una calvizie vera e propria. Può essere androgenetica come nell’uomo (anche nella donna, infatti, produce ormoni maschili, sia pure in quantità molto inferiore) talora associata a seborrea, più spesso senza causa apparente. L’alopecia della donna sembra si possa attribuire, almeno in parte, anche ai maltrattamenti che i capelli hanno subito: permanenti, schiariture, tinture. Nei casi di ipotricosi femminile è quindi buona regola sospendere tutti questi trattamenti.

Cause dell’alopecia

L’alopecia dipende da una serie di cause che vanno da fattori ereditari a fattori psicologici.

  •  Le calvizie maschili (alopecia androgenetica) sono considerate normali nei maschi adulti. Sono facilmente riconoscibili dalla distribuzione della perdita di capelli sopra la parte superiore e frontale della testa e dalla condizione di salute del cuoio capelluto.

Ricercatori di Taiwan nel 2010 riportato nel British Journal of Dermatology che gli uomini con androgeni di alopecia sono a maggior rischio per lo sviluppo della sindrome metabolica.

  •  L’alopecia areata è una condizione di perdita di capelli di sconosciuta causa che può essere a chiazze o che può estendersi per completare le calvizie.
  • Le infezioni fungine del cuoio capelluto di solito causano una macchia di leopardo dove c’è una perdita di capelli. Il fungo, simile a quelli che causano il piede d’atleta e la tigna, spesso brilla sotto raggi ultravioletti.
  •  Tricotillomania è il nome di un disturbo mentale che porta una persona a strapparsi i capelli dal suo cuoio capelluto.
  •  La perdita di capelli completa è un risultato comune della chemioterapia, a causa della tossicità dei farmaci utilizzati. Le cellule tumorali si riproducono rapidamente e quindi i farmaci sono progettati per attaccare le cellule rapidamente. Le cellule dei capelli si riproducono rapidamente e finiscono per essere distrutte, causando la perdita dei capelli.
  •  Malattie sistemiche spesso colpiscono la crescita dei capelli selettivamente o alterando la pelle del cuoio capelluto. Un esempio sono i disturbi della tiroide. L’ipertiroidismo ( eccesso di ormone tiroideo) induce i capelli a diventare sottili e fini. L’ipotiroidismo (carenza di ormone tiroideo) addensa sia capelli che la pelle.
  •  Diverse malattie autoimmuni influenzano la pelle, in particolare l’erythemematosus lupus.
  •  L’alopecia sta diventando quasi epidemia tra le donne a causa di alcune acconciature che tirano troppo saldamente sul cuoio capelluto e l’uso di prodotti chimici.

Diagnosi dell’alopecia

I dermatologi sono esperti nella diagnosi dell’alopecia . Per ulteriori malattie oscure, una biopsia della pelle può essere usata per rimuovere un campione di pelle in modo che possa essere esaminato al microscopio. Malattie sistemiche richiederanno una valutazione completa da un medico, anche con test specifici per identificare il problema.

Terapia alopecia

Per trattare l’alopecia non cicatriziale occorre concentrarsi sull’affezione responsabile (diabete, anemia, stress ecc.). In caso di chemioterapia antineoplastica può venire proposta la prevenzione della caduta dei capelli mediante refrigerazione locale, i cui risultati tuttavia sono spesso deludenti. I soggetti di sesso femminile possono seguire una cura ormonale a base di estroprogestinici o antiandrogeni. In tutti i casi occorre rispettare alcune regole per la pulizia del cuoio capelluto: lavaggi con shampoo delicati non più di una o due volte la settimana, eliminazione o riduzione dei trattamenti chimici o meccanici aggressivi (tinture, permanenti).

Possono risultare utili i trattamenti generali a base di vitamine del gruppo B. Il minoxidil, impiegato localmente sotto forma di soluzione (due applicazioni al giorno per un periodo di 6 mesi), garantisce un’efficacia transitoria: la caduta dei capelli riprende al termine del trattamento, che tuttavia può essere ripetuto. La sola cura efficace dell’alopecia seborroica consiste in un trapianto di cuoio capelluto.

L’alopecia cicatriziale è caratterizzata dalla distruzione definitiva dei follicoli piliferi, spesso di natura infiammatoria. Il cuoio capelluto appare allora liscio e lucente. Questo tipo di alopecia può essere congenita (aplasia del cuoio capelluto, cheratosi pilifera decalvante e atrofizzante ecc.) o acquisita, dovuta cioè a determinate malattie infettive (favo, sifilide), autoimmuni (lupus eritematoso, sclerodermia, sarcoidosi) o metaboliche (amilosi), a dermatosi bollose o al cancro (epitelioma basocellulare). L’alopecia cicatriziale può inoltre essere causata da lesioni quali ustioni o radiodermiti.

Sono stati tentati sia terapie generali, sia trattamenti locali con risultati assai diversi da caso a caso, ma in genere di scarso rilievo. L’obiettivo è quello di contrastare, ritardare o fermare una calvizie incalzante, o al massimo di ridare vitalità ai capelli ancora presenti sulla testa. Poca fortuna hanno le cure generiche: diete, tonici, epatoprotettori, vitamine per lo più sono inutili.

Di qualche efficacia, ma non duratura, sono i trattamenti a base di ormoni estrogeni (femminili), che comunque non si possono somministrare a lungo perchè hanno come contropartita, per gli uomini, la perdita del desiderio sessuale e lo sviluppo di certe caratteristiche femminili. Per le donne può essere indicata la somministrazione di ciproterone acetato, un farmaco che contrasta con gli ormoni androgeni. Da non trascurare, sia pure solo a scopo preventivo, sono alcuni trattamenti locali: shampoo neutri o acidi, lozioni a base di olio di cedro o di speciali essenze vegetali.

Prognosi dell’alopecia

La prognosi di alopecia varia con la causa. Essa è generalmente molto più facile perdere i capelli che la loro ricrescita. Anche quando si ripresenta, è spesso sottile e meno evidente rispetto alla comparsa.

Risorse

PERIODICI
Cartwright, T., N. Endean, and A. Porter. ‘‘Illness,
Perceptions, Coping and Quality of Life in Patients with
Alopecia.’’ The British Journal of Dermatology 160,
no. 5 (2009): 1034-39.
Olsen, E.A. ‘‘A Multicenter, Randomized, Placebocontrolled,
Double-blind Clinical Trial of a Novel
Formulation of 5% Minoxidil Topical Foam versus
Placebo in the Treatment of Androgenetic Alopecia in
Men.’’ Journal of the American Academy of Dermatology
(2007): 757-67.
Talpur, R., et al. ‘‘Phase I/II Randomized Bilateral Half-
Head Comparison of Topical Bexarotene 1% Gel for
Alopecia Areata.’’ Journal of the American Academy of
Dermatology 61 (2009): 592-98.
ORGANIZZAZIONI
The American Hair Loss Council, 30 South Main,
Shenandoah, PA, 17976, http://www.ahlc.org.
Beth A. Kapes