anemia

Anemia

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É un termine impiegato per descrivere un certo numero di malattie del sangue, nelle quali la concentrazione di emoglobina (la sostanza che trasporta l`ossigeno nei globuli rossi) diminuisce in modo abnorme, provocando numerosi disturbi.

Diminuzione del tasso di emoglobina (pigmento dei globuli rossi che assicura il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti) nel sangue.
I valori normali di emoglobina variano a seconda dell’età e del sesso (l’anemia comporta valori inferiori a 13 g/dl nell’uomo e 12 g/dl nella donna). L’anemia è la causa più frequente di consultazione in ematologia.

Demografia delle anemie

Il numero esatto di persone in tutto il paese affette da anemia è difficile da determinare perché il disturbo spesso, non viene diagnosticato. Secondo il National Heart, Lung and Blood Institute (NHLBI), l’anemia colpisce più di 3 milioni di americani. Altre fonti stimano che il 4% degli uomini e l’8% delle donne nella popolazione generale del Canada, degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale ha l’anemia lieve. Si pensa che i tassi di anemia sono 2-5 volte superiori nei paesi sviluppati.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la carenza di ferro è il più importante disordine nutrizionale nel mondo. WHO stima che l’80% della popolazione mondiale potrebbe essere carente di ferro. La carenza di vitamina B12 tra la popolazione è stimata al 5-15%. Sebbene la prevalenza di anemia è maggiore nelle donne rispetto agli uomini di età inferiore a 75 anni, la prevalenza femminile la supera di circa il 5%.

Definizione dell’anemia

OMS definisce l’anemia come un livello di emoglobina inferiore a 13 g / dl negli uomini e inferiore a 12 g / dL nelle donne. L’emoglobina è una proteina che si trova nei globuli rossi (Globuli rossi). Ha un sito attivo chiamato eme che contiene ferro. Il ferro eme lega l’ossigeno nei polmoni per trasportarlo al resto del corpo dove rilascia l’ ossigeno. Una diminuzione dei globuli rossi, una diminuzione di emoglobina e una diminuzione dei livelli di ferro. Il ferro è essenziale alla maggior parte delle forme di vita e per la salute umana. Una carenza della fornitura di ossigeno e ferro compromette le cellule, con conseguente affaticamento, scarso rendimento fisico e riduzione dell’immunità.

I tessuti del corpo umano hanno bisogno di una regolare fornitura di ossigeno per rimanere in buona salute. I globuli rossi vivono solo per circa 120 giorni. Quando muoiono, il ferro viene restituito al midollo osseo e utilizzato per la creazione di nuovi globuli rossi. L’anemia si sviluppa quando il sanguinamento abbondante provoca la perdita significativa di ferro o quando succede qualcosa che rallentare la produzione di globuli rossi del sangue.

Fattori di rischio

I fattori di rischio per l’anemia includono una varietà di fattori medico, genetici, ambientali e di stile di vita: ? Sesso femminile. Aumento mestruazioni e gravidanza il rischio di anemia durante la gravidanza di una donna. ? Race. Afro-americani e la gente dell’Arabia Saudita hanno un aumentato rischio di anemia falciforme, mentre le persone di discendenza del Mediterraneo sono ad aumento rischio di talassemia. ? Storia familiare di anemia. ? Disturbi intestinali che influenzano la capacità del corpo di assorbire le sostanze nutritive.

Questi includono infezioni parassitarie così come disturbi come la malattia di Crohn.

  •  Le malattie croniche come il diabete, l’insufficienza renale, malattia epatica o il cancro.
  •  Sul posto di lavoro l’esposizione a sostanze chimiche tossiche.
  •  La malnutrizione.
  •  Alcolismo.
  •  Il rispetto rigoroso di un vegetariano o dieta vegana.
  •  Età inferiore a 2 anni. I bambini che bevono un sacco di latte di vacca non possono ottenere abbastanza ferro nella loro dieta.
  •  Alti livelli di attività atletica. Tali sport vigorosi come jogging e il basket possono indurre le cellule rosse del sangue ad abbattere più rapidamente nel flusso sanguigno il ferro.

Classificazione delle anemie

Si tratta di un sintomo che può essere determinato da oltre 200 cause diverse, ma la classificazione dei diversi tipi comprende due gruppi principali, a seconda che il meccanismo fisiologico in causa sia una perdita eccessiva o un difetto di produzione del sangue.
Possono essere dovute a emorragie o emolisi (distruzione dei globuli rossi all’interno dell’organismo).

Anemia emorragica

È provocata da emorragie acute, esterne ma soprattutto interne (in particolare a livello digestivo).

Anemia emolitica

Se ne distinguono due tipi.

  • L’anemia emolitica corpuscolare, in genere costituzionale, è dovuta a un’anomalia dei globuli rossi, in particolare dell’emoglobina, della membrana o degli enzimi.
  •  L’anemia emolitica extracorpuscolare è causata da un’aggressione esterna: infezione parassitaria (malaria); autoimmunizzazione con anticorpi diretti contro gli antigeni dei globuli rossi (emolisi autoimmune); reazione immunologica contro un farmaco con distruzione dei globuli rossi (emolisi immunoallergica); assorbimento di sostanze tossiche o rottura meccanica dei globuli rossi su ostacoli quali una protesi valvolare cardiaca.

Vitamina B12 e l’anemia perniciosa

Sintomi dell’anemia perniciosa

La caratteristica principale dell’anemia perniciosa è costituita dalle lesioni ematologiche: sono presenti globuli rossi di dimensioni aumentate, appartenenti alla serie immatura prodotta dal midollo osseo. Questi globuli rossi hanno minore capacità legante ed inoltre muoiono prima dei globuli rossi maturi.
Nell’anemia perniciosa si hanno inoltre disturbi neurologici dovuti alla degenerazione dei fasci nervosi del midollo spinale. I disturbi sono caratterizzati soprattutto dalla scoordinazione dei movimenti.

Causa dell’anemia perniciosa

La carenza di vitamina B12, è la causa dell’anemia perniciosa. In realtà non si tratta di una vera e propria ipovitaminosi, in quanto la causa reale non è la carenza di questa vitamina nell’alimentazione, ma il suo mancato assorbimento da parte dell’intestino per assenza nel succo gastrico di una proteina che normalmente lega e veicola la vitamina B12. La stessa forma di anemia è causata anche dalla carenza di un’altra vitamina, l’acido folico, che svolge un’azione analoga alla vitamina B12.

Anemia infantile

Diminuzione del tasso di emoglobina nel sangue del neonato e del lattante.
Si parla di anemia del neonato nei casi in cui il tasso di emoglobina risulta inferiore a 0,15 g/ml.

Sintomi dell’anemia infantile

Il sintomo principale è il pallore della pelle e, soprattutto, delle mucose. Esso può essere associato ad altre manifestazioni che indicano una carenza di ferro: disturbi digestivi e anoressia, arresto dell’aumento ponderale, infezioni ripetute, soprattutto a carico dell’apparato respiratorio.

Cause dell’anemia infantile

Le anemie emorragiche osservate alla nascita possono derivare da un passaggio anormale di sangue tra il feto e la madre o tra feti gemelli, da un passaggio anormale di sangue fetale nella placenta o da un’emorragia causata dalla rottura del cordone. Le anemie emorragiche riscontrate dopo la nascita possono essere dovute a un’emorragia digestiva (reflusso gastroesofageo con esofagite), a un cefaloematoma o a un’emorragia intracranica (nei prematuri).

Le anemie emolitiche osservate alla nascita sono anomalie causate da un’incompatibilità sanguigna maternofetale (incompatibilità Rh), oggi quasi sempre prevenuta, o da un’incompatibilità del gruppo sanguigno. Sono associate a ittero.
Altre anemie possono essere legate a infezioni (malattie del feto o infezioni batteriche) o a una carenza di ferro o acido folico dovuta a uno stato di malnutrizione della madre o alla sua assunzione di alcuni farmaci.
Sono essenzialmente di origine ferropriva, mentre è più raro che derivino da un’anomalia congenita della membrana dei globuli rossi (sferocitosi ereditaria), dell’emoglobina (drepanocitosi) o degli enzimi (deficit di G-6-PD).

La carenza di ferro può avere le seguenti cause.

Riduzione del capitale ferroso alla nascita. Si verifica in caso di prematurità, poiché le riserve di ferro del feto si formano prevalentemente nell’ultimo trimestre di gravidanza; di gravidanza gemellare, dove le riserve trasmesse dalla madre sono spartite tra i due feti; di emorragie maternofetali o fetoplacentari, come in caso di placenta previa.

  •  Aumento del fabbisogno di ferro, nella crescita anormalmente rapida dei prematuri e degli ipotrofici.
  •  Apporto di ferro insufficiente con la dieta, in caso di regime esclusivamente latteo troppo prolungato o di diarrea cronica.
  •  Perdita di sangue che impone la ricerca di emorragie minime e ripetute, in presenza di reflusso gastroesofageo ed esofagite.

Terapia e cura dell’anemia infantile

Le anemie emorragiche gravi possono richiedere trasfusioni, quelle emolitiche necessitano di un opportuno controllo terapeutico.
Infine, le infezioni responsabili di anemia sono trattate in relazione alla causa responsabile. Le carenze di ferro e acido folico possono richiedere un’integrazione dell’elemento carente.
Il trattamento preventivo si basa sulla diversificazione precoce del regime alimentare del bambino (sin dal quarto mese di vita) e sull’utilizzo di latte arricchito di ferro sino a 1 anno di età. Per i bambini a rischio (prematuri, ipotrofici, gemelli), si propone sin dal secondo mese la somministrazione sistematica di ferro.

Anemia ferropriva

Anemia da carenza marziale, anemia sideropenica.
Diminuzione del tasso di emoglobina nel sangue dovuta a mancanza di ferro nell’organismo. L’anemia ferropriva è il tipo di anemia più frequente. La carenza di ferro si ripercuote in particolare sulla produzione dell’eme, molecola dell’emoglobina, e sulla sintesi dei globuli rossi.Sono numerose e variano in base al sesso e all’età.

Sintomi dell’anemia ferropriva

Al pallore della pelle e delle mucose e all’affaticamento si affiancano alcuni particolari sintomi legati all’effetto della mancanza di ferro su diverse zone del corpo: unghie fragili che si spezzano facilmente, capelli fini e radi, alterazioni delle mucose digestive con tendenza ad atrofia della mucosa linguale, talora difficoltà nella deglutizione (disfagia sideropenica o sindrome di Plummer-Vinson). Si può anche constatare un’anomalia del comportamento alimentare (picacismo), con un appetito patologico per la terra, il gesso, il ghiaccio e, nei bambini e nelle donne, un aumento moderato del volume della milza.

Si basa sull’emocromo (esame citologico del sangue), che rivela una microcitosi (riduzione del volume dei globuli rossi), spesso accompagnata da ipocromia (concentrazione insufficiente di emoglobina nei globuli rossi), e sul dosaggio del ferro nel siero, che risulta basso, con segni di diminuzione delle riserve (aumento della transferrina o diminuzione della ferritina).
Si basa sull’apporto di ferro per via orale a dosi elevate, poiché soltanto 1/10 del ferro ingerito viene assorbito dall’organ ismo.

Cause dell’anemia ferropriva

Nel lattante, la causa più frequente è un apporto insufficiente di alimenti contenenti ferro. La carenza di ferro è frequente nelle gestanti, specialmente in caso di gravidanze successive ravvicinate, poiché il feto utilizza il ferro della madre per fabbricare i propri globuli rossi. La carenza di ferro colpisce in particolare le donne mestruate, per le quali il fabbisogno di ferro (compreso normalmente tra 2 e 3 mg al giorno), soddisfatto da un’alimentazione normale, è insufficiente in presenza di un anche minimo aumento delle perdite. Un flusso mestruale abbondante, che abbia o meno una causa organica, può dunque determinare un’anemia ferropriva. In tutti gli altri casi, la causa più frequente è un sanguinamento gastrico, spesso latente, che richiede un’esplorazione completa del tubo digerente. Il malassorbimento del ferro, piuttosto raro, rientra generalmente nell’ambito di un malassorbimento globale (morbo celiaco).

Terapia e cura dell’anemia ferropriva

La cura deve essere di norma protratta per 3 mesi. L’ap porto di ferro in soluzione iniettabile è giustificato soltanto nel trattam ento di un malassorbimento importante o in caso di intolleranza assoluta al ferro assunto per via orale. Occorre sempre affrontare la causa dell’anemia, qualora sia accessibile a un trattamento spe cifico.
È possibile ricorrere a un trattamento preventivo, per ese mpio per i lattanti o in caso di gravidanze ripetute.

Sintomi delle anemie

Il sintomo più visibile è il pallore della pelle (palmo delle mani) e delle mucose (mucosa orale). Un altro segno evidente è la presenza di dispnea da sforzo in caso di anemia moderata, o anche a riposo in caso di anemie più gravi. Negli anziani possono comparire segni di insufficienza cardiaca, accompagnati da edemi delle caviglie e del volto.

A questi sintomi, comuni ai diversi tipi di anemia, possono esserne associati alcuni specifici di determinate tipologie. Le anemie emorragiche si manifestano con l’emissione di sangue rosso (nero se è stato digerito) e con una sete intensa. In caso di anemia grave compaiono segni di shock (calo della pressione arteriosa). Le anemie emolitiche sono spesso accompagnate da aumento del volume della milza (causato dalla distruzione dei globuli rossi all’interno dell’organo) e da ittero (provocato dall’aumento del tasso di bilirubina, pigmento della bile). Le anemie ferroprive, per carenza di vitamina B12 e di acido folico, sono caratterizzate da atrofia della mucosa linguale.

Se la dieta è carente di ferro, se sull’organismo gravano situazioni particolari (come una gravidanza) o se si soffre da tempo di leggere perdite di sangue, si può essere colpiti da un’anemia detta microcitica. In questa malattia, i globuli rossi sono troppo piccoli. C’è un altro tipo di anemia, detto macrocitico, in cui i globuli sono invece eccessivamente grandi. Questo tipo di anemia può essere provocato da carenza di vitamina B12 e di acido folico, sostanze che si trovano rispettivamente nel fegato e nell’insalata. Tuttavia, è più probabile che il paziente non abbia assimilato bene la vitamina B12 contenuta nel cibo: questo accade spesso come conseguenza d’interventi allo stomaco. Al paziente può capitare di vedersi un po’ pallido. L’aspetto della pelle non è però un rivelatore attendibile dello stato di salute del vostro sangue: un controllo più accurato consiste nell’esaminare l’interno della palpebra inferiore, o il colore del tessuto sotto le unghie. Quando si ha poca emoglobina, il sangue avrà una scarsa potenzialità di trasporto di ossigeno e dovrà perciò circolare a una velocità superiore per poter rifornire in modo adeguato i tessuti.

A questo scopo, il cuore sarà costretto a battere più in fretta e con più forza. Se in un adulto l’emoglolbina scende al di sotto dei sette grammi per decilitro, si potranno notare palpitazioni e qualunque tipo di esercizio fisico provocherà spossatezza e fiato corto. Se l’anemia peggiora, il cuore potrebbe non essere all’altezza dello sforzo richiestogli: sintomi di questa situazione sono caviglie gonfie e mancanza di fiato anche se non si sta compiendo alcun esercizio fisico.

Si può essere anche soggetti ad affaticamento mentale, perdita di stimolo sessuale, irritabilità, mal di testa, vertigini e svenimenti. Si può soffrire di nausea e vomito, si può soffrire di diarrea o di stitichezza. Nelle donne, le mestruazioni potrebbero diventare molto abbondanti o fermarsi completamente.

Cause delle anemie

Un soggetto viene considerato anemico quando la sua emoglobina, misurata in grammi per decilitro, è inferiore a 13 se adulto di sesso maschile, a 12 se adulto di sesso femminile o bambino tra sei e 14 anni, a 11 se bambino tra i sei mesi e i sei anni. L’anemia può colpire chiunque a qualunque età, e le cause sono numerose. Tra i fattori che possono provocare l’insorgere della malattia citiamo: un’alimentazione carente di ferro, acido folico, vitamina B12 e proteine; una perdita di sangue, frequentemente collegata a mestruazioni abbondanti; malattie croniche di vario tipo come l’ipotiroidismo o il cancro; malattie congenite del sangue, come la talassemia o anemia mediterranea. Le donne sono più inclini degli uomini all’anemia; soggetti particolarmente a rischio sono le persone anziane e quelle disagiate.

Queste anemie sono dovute a un’anomalia di produzione dei globuli rossi nel midollo osseo. Poiché compaiono progressivamente, sono meglio tollerate rispetto alle anemie imputabili a perdita eccessiva di sangue. Sono causate dai seguenti fattori.

  •  Difetto di sintesi dell’emoglobina. Determina microcitosi (diminuzione del volume dei globuli rossi) e può derivare da un difetto di sintesi della globina (anemia di Cooley) oppure dell’eme (molecola dell’emoglobina), causato a sua volta da una mancanza di ferro nell’organismo (anemia ferropriva) o da una sua errata ripartizione (tipica di qualsiasi processo infiammatorio).
  •  Difetto di sintesi del DNA. Determina macrocitosi (aumento del volume dei globuli rossi), osservata principalmente nelle anemie megaloblastiche causate da carenza di vitamina B12 (malattia di Biermer) o dell’acido folico (dovuto a malassorbimento, assorbimento di sostanze tossiche, apporto insufficiente o alcolismo). La macrocitosi può anche essere dovuta alla tossicità di determinati farmaci (antineoplastici) o a una malattia del midollo osseo (anemia refrattaria, caratterizzata da un’insufficienza cronica della formazione dei globuli rossi, che colpisce soprattutto i soggetti anziani).
  •  Difetto di produzione di eritropoietina (ormone che regola la formazione dei globuli rossi) in caso di insufficienza renale.
  •  Difetto di altri ormoni che intervengono nell’eritropoiesi (processo di formazione dei globuli rossi), di ormoni tiroidei e dell’ormone della crescita.
  •  Difetto degli eritroblasti (cellule del midollo osseo, precursori dei globuli rossi) in caso di aplasie midolLari ed eritroblastopenie.
  •  Tutte le proliferazioni maligne del midollo osseo (leucemie acute).

Diagnosi delle anemie

Il medico controllerà lo stato di salute generale, anche perché dietro all’anemia potrebbe esserci qualche altro disturbo. Verrà misurato il livello di emoglobina presente nel sangue, verrà contato il numero di globuli bianchi, di globuli rossi e delle piastrine. Un aumento dei globuli bianchi può indicare la presenza di un’infezione.

Si può prelevare un campione di midollo osseo per controllare la produzione di cellule sanguigne. Nel caso di un’anemia microcitica, bisognerà stabilire il livello di ferro; nel caso di un’anemia macrocitica, i livelli di vitamina B12 e di folati. Con opportune analisi si possono rilevare perdite di sangue anche non manifeste.

La vera e propria diagnosi tuttavia richiede l’emocromo (esame citologico del sangue) ed è basata sulla misura del volume globulare medio e del tasso di reticolociti (globuli rossi non completamente maturi), che consente di distinguere i difetti di produzione midollare dalle perdite eccessive di sangue.

Terapia e cura dell’anemia

La cura dipende dal tipo di anemia e dalle sue cause. La carenza di ferro o vitamine si cura con la sommistrazione di pillole o, a volte, con iniezioni.
Il trattamento dell’anemia dipende dalla sua causa. Quella dovuta a carenza di acido folico viene trattata con la somministrazione di questa vitamina per via orale; l’anemia per carenza di vitamina B12 con iniezioni intramuscolari, mentre per l’anemia ferropriva è necessario ricorrere a un apporto di ferro. Le trasfusioni sono riservate agli anemici per i quali non è possibile alcun trattamento.

Prevenzione delle anemie

Le anemie ereditarie non possono essere evitate, anche se possono essere diagnosticate prima della nascita con l’amniocentesi. La consulenza genetica può aiutare i genitori a far fronte alle domande e preoccupazioni circa la trasmissione di geni patogeni ai loro figli. Evitare l’uso eccessivo di alcol, smettere di fumare, mangiare una dieta equilibrata che contiene un sacco di ferro e prendere multivitamine quotidianamente può aiutare a prevenire l’anemia.

I metodi di prevenzione specifici dei tipi di anemia includono:

  •  evitare l’esposizione prolungata a sostanze chimiche industriali e farmaci noti per causare anemia aplastica
  •  non assumere farmaci che innescano l’anemia emolitica e non mangiare cibi che hanno causato l’emolisi (rottura dei globuli rossi)
  •  ricevere regolari dosi di vitamina B12 per impedire l’anemia perniciosa derivante da un intervento chirurgico allo stomaco o da gastrite. L’anemia da carenza di ferro è stata associata ad un basso apporto dietetico di ferro.

Ci sono due forme di ferro alimentare: eme e non-eme. Il ferro eme è la migliore fonte di ferro e si trova in alimenti di origine animale come carni rosse, pesce e pollame. Ferro non-eme si trova in alimenti vegetali come lenticchie e fagioli ed è anche la forma di ferro aggiunto negli alimenti. Il folato si trova in succhi di agrumi e frutta, verdure a foglia verde, legumi e cereali da colazione fortificati. La vitamina B12 ha requisiti che sono soddisfatti dal mangiare carne e latticini. L’identificazione delle sottostanti cause di anemia nei pazienti è fondamentale per l’esito positivo della cura e richiede la valutazione e l’intervento precoce. L’intero team sanitario gioca un ruolo critico nel benessere e la qualità della vita dei pazienti con anemia, attraverso la comprensione della malattia e un appropriato trattamento e fornendo ai pazienti qualsiasi materiale e l’educazione necessaria per comprendere la malattia e il suo trattamento.

L’anemia può avere un impatto significativo sulla qualità della vita degli anziani. L’anemia da carenza di ferro spesso deriva da una cattiva nutrizione in questa fascia di età.

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