Astenia

Astenia: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Significa stanchezza fisica e psichica, sensazione di debolezza. É un sintomo lamentato con molta frequenza in tantissime malattie; ma il più delle volte è una manifestazione a sè stante, senza causa apparente e senza riferimento ad alcuna malattia.

L’astenia differisce dall’affaticamento, fenomeno naturale, e dall’adinamia, fenomeno neuromuscolare. È più opportuno utilizzare l’espressione “stati astenici” anziché “astenia generale”, poiché ogni condizione di astenia ha una causa propria (somatica, psichica o reattiva).

Cause dell’astenia

L‘astenia somatica può avere una causa infettiva (mononucleosi infettiva, epatite virale, tubercolosi), cardiovascolare (ipertensione arteriosa, disturbi vascolari cerebrali), respiratoria (insufficienza respiratoria), ematologica (anemia, leucemia, linfoma), cancerologica, neuromuscolare (miastenia, sclerosi a placche, morbo di Parkinson, miopatia), metabolica (diabete, ipoglicemia, iperlipidemia, disturbi del metabolismo del potassio), endocrina (ipertiroidismo o ipotiroidismo, ipercorticalismo o ipocorticalismo) o tossica (assorbimento di alcol o di ossido di carbonio).

Le cause dell’astenia possono essere fisiologiche, patologiche e psicologiche.

Cause fisiologiche

Le cause fisiologiche sono riferibili al sovraffaticamento fisico e mentale. Azione particolarmente sfavorevole ha il dormire troppo poco.

Cause patologiche

Tra le cause patologiche si annoverano malattie metaboliche e endocrine, infezioni, tumori e intossicazioni. L’astenia di origine neurovegetativa è di solito più spiccata al mattino, mentre quella di origine ormonale (per esempio, nel morbo di Addison) è più intensa di sera. Quando si va alla ricerca di una malattia, tutte le cause metaboliche dovrebbero essere prese in considerazione. Si deve anche pensare, specialmente se il sintomo si manifesta in soggetti che non hanno mai sofferto di astenia in precedenza, ai tumori o a qualche malattia latente (in incubazione).

Cause psicologiche

Superata una malattia, l’astenia è normale per un certo periodo di tempo, secondo la gravità della malattia stessa; se il sintomo perdura, vuol dire che la convalescenza non si è ancora conclusa. Tra le astenie da intossicazione cronica, va ricordata quella dei forti fumatori: è sostenuta da inalazione di ossido di carbonio. In tutte le altre intossicazioni, l’astenia può essere l’unico sintomo avvertito dal malato. É perciò indispensabile una corretta raccolta dei dati anamnestici per poter chiarire l’origine del male. In presenza di un’astenia si dovrà sempre pensare che si tratti di qualche tossicodipendenza (oltre alle droghe, anche i moderni tranquillanti e sedativi, gli alcolici, la caffeina e il fumo).

L’astenia psichica rappresenta il 50% degli stati astenici. I disturbi depressivi e gli stati ansiosi sono i maggiori responsabili dell’astenia, che si manifesta più spesso al mattino, sin dal risveglio.

Astenia e depressione

L’ astenia psicogena è in stretto rapporto con la depressione. Gli stati depressivi sono molto frequenti, in quanto la maggior parte di essi sono mascherati, manifestandosi semplicemente con qualche sintomo comune, come appunto l’astenia. Per lo più, i malati che si rivolgono al medico per astenia sono dei depressi. Oltre all’astenia, questi soggetti pongono in primo piano altri disturbi come mal stomaco, dolori intestinali, disturbi del ritmo cardiaco e dolori articolari. Lamentano anomalie del sonno, difficoltà nel lavoro e a volte impotenza sessuale.

Di solito si tratta di persone stanche, tarde nei movimenti, inibite, svogliate, oppresse; altre invece sono inquiete, si sentono braccate, si agitano. La diagnosi di depressione richiede anche che ci si ponga il problema della causa prima.

Ne esistono tre forme principali: prevalentemente reattiva (una causa esterna l’ha provocata); prevalentemente endogena (la “”melanconia vera””, cioè il depresso per natura); sintomatica (somatizzazione, oppure come causa di una grave malattia fisica). Fra le forme reattive, particolarmente comune è la depressione da lutto, uno stato difficile da distinguere dalla risposta normale alla perdita di una persona amata. La depressione da lutto è definita come l’incapacità a riorganizzare la propria vita dopo la perdita di una persona, di un animale o di un oggetto cari e in genere, i criteri che permettono di discriminare la depressione reattiva dalla normale risposta sono di carattere temporale.

La diagnosi non è comunque agevole, ed è compito di uno specialista decidere se l’abbattimento provocato da un lutto è eccessivo, tanto da assumere caratteri di uno stato depressivo. Altrettanto difficile da riconoscere è la depressione sintomatica, o mascherata. In questo caso lo stato depressivo si nasconde dietro un’infinità di sintomi apparentemente non in rapporto con un alterato equilibrio psichico.

I sintomi più frequentemente lamentati da questi pazienti sono cefalee, palpitazioni cardiache, affanno, dolori simili all’angina pectoris, disturbi gastrointestinali, irregolarità mestruali, frigidità o impotenza, dolori alla colonna vertebrale. Questa forma di depressione è particolarmente frequente nelle donne, e soprattutto negli anni del climaterio. Anche questa diagnosi richiede una notevole attenzione da parte del medico, che deve essere capace di percepire i segni più nascosti dello stato depressivo alla base dei sintomi fisici.

Terapia e cura dell’astenia

La loro distinzione ha molta importanza per la terapia: le forme reattive devono essere trattate agendo sulle cause scatenanti o aiutando il malato ad affrontarle psichicamente in modo migliore; la forma endogena deve essere curata con gli psicofarmaci.

Le depressioni reattive possono essere sostenute da cause diverse. Bisogna allora distinguere la tristezza fisiologica per un evento infausto dalla depressione neurotica, che è una reazione anormale all’evento infausto, dalla depressione da esaurimento, che si manifesta dopo un sovraccarico psichico di lunga durata. Quasi sempre la sensazione di isolamento ha una parte di rilievo. Ne sono esempio le pene d’amore, la depressione da sradicamento dei profughi e la depressione involutiva dei vecchi. L’astenia è un sintomo anche molto pronunciato nelle meteoropatie (sensazione di malessere risultante dai cambiamenti di tempo e delle stagioni).

Il fenomeno della sensibilità ai cambiamenti di tempo è caratteristico dei soggetti ansiosi e labili sotto l’aspetto neurovegetativo. Non bisogna però concludere che tutte le astenie sono di origine psichica. Anche se questa è la causa più comune, soprattutto come conseguenza di un sovraffaticamento psicologico, molte forme di astenia sono secondarie a malattie somatiche. Quando il paziente non mostra segni di alterazioni psicoemotive, e l’astenia non tende a migliorare dopo un periodo di riposo, anche in assenza di altri sintomi è bene eseguire un check-up completo, per escludere la presenza di malattie, soprattutto squilibri metabolici, infezioni croniche o neoplasie, che potrebbero essere alla base dell’astenia.

Fitoterapia

Paullinia cupana

Pianta appartenente alla famiglia delle Sapindaceae, comunemente nota come guaranà.

La droga, costituita dai semi torrefatti, è ricca di basi puriniche e in particolare di caffeina.
Vi si ritrovano anche piccole quantità di teofillina e tracce di teobromina, saponine, tannini, resine.

La Farmacopea Ufficiale Francese X indica per l’estratto secco un titolo in caffeina in misura non inferiore al 3%. La caffeina di cui questa droga è ricca, oltre a svolgere un evidente effetto psicostimolante, esplica una positiva azione inotropa e cronotropa, aumenta il consumo di ossigeno da parte del muscolo cardiaco, ha moderata azione diuretica.

Poiché contiene grandi quantità di questa sostanza, alla droga viene attribuito un effetto stimolante su attenzione e capacità ideativa e un’azione antifatica. Mancano studi clinici controllati a riprova di queste proprietà, della presunta efficacia nel ridurre il senso della fame e dell’azione di coadiuvante nelle situazioni di sovrappeso e obesità.

Il consumo in eccesso di estratto secco di guaranà o di Cola nitida, droga anch’essa ricca di caffeina, può causare ipertensione arteriosa e tachicardia, oltre a peggiorare aritmie preesistenti.

La droga viene indicata negli stati di affaticamento e stress, nella convalescenza e nell’astenia in genere.

Mancano studi clinici che ne confermino la sicurezza d’uso in gravidanza, durante l’allattamento e in età pediatrica, se ne raccomanda pertanto un utilizzo prudente e solo su prescrizione medica.