Beta-bloccante: indicazioni e controindicazioni

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Aiutaci a migliorare SintomiCura votando questo articolo, grazie)
Loading...

Farmaco in grado di contrastare l`azione dei recettori beta-adrenergici, che stimolano la contrazione cardiaca. Questi farmaci servono a ridurre il lavoro del cuore e sono utili in caso di ipertensione o di angina pectoris da sforzo.

Per sapere di che cosa si tratta, bisogna tenere presente che il sistema nervoso simpatico esercita la propria azione sugli organi grazie alla mediazione chimica dei neurotrasmettitori adrenalina e noradrenalina con specifiche strutture molecolari, dette recettori adrenergici. Questi recettori sono di due tipi, alfa e beta.

L’effetto che si ottiene stimolandoli è in molti casi opposto: così la stimolazione dei recettori beta situati nei bronchi determina broncodilatazione, mentre la stimolazione degli alfa determina broncocostrizione.

Uno dei maggiori progressi in campo farmacologicoterapeutico negli ultimi anni si è avuto con la sintesi e la messa a punto di molecole in grado di contrastare selettivamente l’attivazione e gli effetti dei recettori adrenergici. I farmaci che contrastano l’azione dei recettori beta-adrenergici (antagonisti beta-adrenergici) sono noti appunto, come detto all’inizio, con il termine generico di “”beta-bloccanti””.

Indicazioni e controindicazioni dei betabloccanti

Il campo di applicazione clinica di questi farmaci è vastissimo. Essi trovano indicazione soprattutto nelle malattie cardiovascolari.

Il beta-blocco determina rallentamento della frequenza cardiaca con notevole diminuzione della tendenza alle aritmie; miglioramento della circolazione sanguigna nel muscolo cardiaco; diminuzione della pressione arteriosa.

I beta-bloccanti hanno anche azione anti-tremore e vengono utilizzati con successo nella terapia di certe forme familiari di tremore di origine ignota.

I beta-bloccanti sono in genere ben tollerati. Sono controindicati in caso di scompenso cardiaco perché possono aumentarne notevolmente la gravità, diminuendo l’attività contrattile del cuore.

I farmaci beta-bloccanti vengono prescritti soprattutto nei casi di ipertensione e di angina pectoris. Le forme lievi di ipertensione possono essere efficacemente controllate con la somministrazione di dosi modeste di un beta-bloccante, solitamente associate ad un diuretico; solo se questa terapia non ha effetto, è consigliabile passare all’impiego di un farmaco antipertensivo più potente.

I beta-bloccanti sono anche molto utili nella terapia dell’angina pectoris da sforzo, mentre sembra inutile, o addirittura nociva, la loro somministrazione quando gli attacchi di angina non sono scatenati dagli sforzi fisici.

Come assumere i betabloccanti

La terapia a base di beta-bloccanti deve essere iniziata con una certa cautela, soprattutto nelle persone anziane; altrettanto lenta deve essere la sospensione della terapia, nei casi in cui il farmaco non sia ben tollerato. Una sospensione brusca potrebbe infatti provocare un notevole, e pericoloso, aumento della pressione oppure una crisi di angina.

Chi sta seguendo una terapia a base di beta-bloccanti, quindi, non dovrebbe mai smettere bruscamente di assumere il farmaco, neanche se si è verificato qualche effetto collaterale sgradevole, ma avvertire il medico e ridurre gradualmente il dosaggio.