Bronchiettasia: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Le bronchiettasie sono dilatazioni bronchiali che diventano poi sede di processi infiammatori mucopurulenti. Il processo infiammatorio, a sua volta, lede la parete dei bronchi, provocando un aggravamento della bronchiettasia.

Sintomi della bronchiettasia

La malattia bronchiettasica ha la tendenza ad essere evolutiva, ossia a coinvolgere progressivamente, anche dopo l’asportazione chirurgica delle zone lese, le sezioni prima indenni dell’albero bronchiale. La sintomatologia inizia con una serie di episodi bronchitici banali, ognuno dei quali però si protrae per un tempo più lungo del precedente. In tale periodo, il sintomo più importante consiste nell’espettorazione (espulsione) di purulento. Nella fase cronica della malattia, questa espettorazione diviene continua, anche al di fuori degli episodi acuti. Il paziente è lievemente cianotico, lamenta dolori osteo-articolari e avverte uno stato di malessere generale.

Cause della bronchiettasia

Possono essere congenite, cioè di natura malformativa, oppure acquisite: in tal caso si distinguono quelle localizzate, secondarie ad una lesione locale ben definita (da trauma, suppurazione locale, tubercolosi, ostruzione bronchiale), e quelle di origine sconosciuta, che formano la grande maggioranza dei casi e costituiscono la malattia bronchiettasica.

Tra le sue cause determinanti, vi sono affezioni croniche dell’apparato respiratorio ed episodi di broncopolmonite acuta e di pertosse contratti in età infantile. Non è noto però il motivo per cui solo in un piccolo numero di casi ne consegua la bronchiettasia. Quanto al meccanismo che porta alla dilatazione bronchiettasica, avrebbero importanza i fattori che determinano un indebolimento delle pareti bronchiali, quali infezioni bronchiali croniche, alterazioni che comportano una ridotta vascolarizzazione della parete bronchiale, iperattività del simpatico che determina dilatazione bronchiale, ipersecrezione, alterazioni vascolari e trofiche, traumatismi (ad esempio l’aumento della pressione endobronchiale causata da accessi di tosse violenti e ripetuti).

Diagnosi della bronchiettasia

L’esame broncografico mette in evidenza bronchiettasie di vario tipo (cilindrico, sacciforme, ecc.). L’endoscopia (broncoscopia) risulta anch’essa di grande ausilio. Tra le localizzazioni prevalgono quelle al lobo inferiore sinistro, anche se esistono forme che hanno tendenza ad estendersi ai diversi lobi. L’evoluzione come già detto, è la cronicizzazione, con tendenza alle riacutizzazioni frequenti, spesso sotto l’influenza di fattori climatici.

Complicanze della bronchiettasia

In genere il processo suppurativo si estende poi ai bronchioli ed agli alveoli, e ciò causa alla fine sclerosi polmonare ed enfisema, che determinano l’instaurarsi di una insufficienza respiratoria. Altre complicanze frequenti possono essere l’ascesso polmonare, la pleurite purulenta, l’ascesso cerebrale o l’insorgenza di bronchiettasie in territori sino ad allora indenni. Forme cliniche particolari sono quella emoftoica (cioè con espettorazione di sangue) e quella in forma di asma.

Terapia e cura della bronchiettasia

La terapia consiste nella sterilizzazione dei focolai mediante somministrazione di antibiotici. Se non interviene un miglioramento e il processo è sicuramente localizzato ad un lobo senza tendenza alla diffusione verso altre zone polmonari, si esegue l’asportazione chirurgica della parte lesa. É anche molto utile il trattamento fisioterapico, che favorisce il drenaggio del catarro dai bronchi: il paziente impara la tecnica per tossire più efficacemente con opportuni esercizi respiratori.