Broncopatie, bronchiti, cancro polmonare e broncopolmonare, carcinomi, enfisema e asma: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Broncopatia

Qualsiasi affezione dei bronchi, a prescindere dalla sua causa, si chiama broncopatie croniche, cioè bronchite cronica, asma ed enfisema. Si possono inoltre citare la bronchiectasia (dilatazione dei bronchi), la fibrosi cistica, i tumori bronchiali, le bronchiti infettive, le malformazioni dei bronchi ecc.

Broncoscopia

Visualizzazione diretta dei bronchi mediante introduzione di una sonda a fibre ottiche; è un esame strumentale divenuto di grande ausilio nella diagnosi della patologia broncopolmonare infiammatoria e neoplastica (cancro).

Bronchite

É una malattia infiammatoria dei bronchi con alterazioni della funzionalità respiratoria e compromissione dello stato di salute. Occorre distinguere la bronchite acuta da quella recidivante che colpisce i bambini e da quella cronica, anche se quest`ultima è quasi sempre determinata da una cronicizzazione di uno o più episodi di bronchite acuta trascurati.

Bronchite cronica

É un processo infiammatorio della mucosa bronchiale ad evoluzione cronica e con un decorso caratterizzato da successive riacutizzazioni. Durante la fase attiva vi può essere un modesto interessamento dello stato generale, mentre i sintomi respiratori (tosse, espettorazione, difficoltà respiratoria) sono sempre presenti. Gli intervalli liberi, di parziale remissione della malattia, si fanno sempre più rari, mentre le lesioni anatomiche si estendono progressivamente dai bronchi al tessuto polmonare circostante e diventano infine irreversibili.

Fattori predisponenti sono sostanze irritanti tra cui il fumo di tabacco, la polvere ed i gas dispersi nell’atmosfera, ma soprattutto le infezioni delle vie respiratorie superiori rinofaringee. Lo studio della flora batterica del catarro bronchiale ha messo molto spesso in rilievo la presenza del diplococco della polmonite, dello stafilococco aureo e dello streptococco emolitico. L’ interessamento anatomico e funzionale dei bronchi è via via crescente, a partire dai bronchi di calibro superiore fino ad interessare le ramificazioni bronchiali di ordine inferiore ed i bronchioli. Successivamente insorgono lesioni broncopolmonari irreversibili con dilatazioni di tipo bronchiettasico (vedi bronchiettasia).

Oltre alle forme diffuse, vi sono forme che interessano i soli bronchi medi con fenomeni ostruttivi, oppure i soli bronchioli e arrivano presto all’insufficienza respiratoria e circolatoria. La bronchite acuta, anche se deve essere curata con decisione, è una malattia meno grave di quella cronica, che può essere mortale. Si parla di bronchite cronica quando un paziente, che ha sofferto per almeno due anni consecutivi di una tosse invernale continua, con produzione di catarro, sta diventando gradualmente sempre meno resistente alle infezioni respiratorie e ha il fiato corto per ogni sforzo.

Sintomi della bronchite cronica

La bronchite cronica è intimamente legata al modo in cui funzionano i polmoni, e in cui il corpo reagisce per affrontare le sostanze estranee che minacciano il suo efficiente funzionamento. Questo è particolarmente importante nel caso delle vie aeree: il naso e la bocca, la trachea, i bronchi principali destro e sinistro e i loro rami sempre più piccoli, fino ai bronchioli, che portano ai sottili sacchi pieni d’aria che sono i polmoni. Proprio perché è fondamentale che i passaggi principali siano tenuti sgombri, questi hanno un rivestimento estremamente sensibile a qualsiasi corpo estraneo penetrato nel loro interno. Se, per esempio, una briciola di pane scende “”dalla parte sbagliata”", insorge una crisi di soffocamento, con violenti colpi e scoppi di tosse.

Allo stesso modo, anche un piccolo accumulo di muco o residui batterici nei bronchi deve essere espulso con la tosse. D’altra parte, se il rivestimento stesso è rigonfio a causa di un’irritazione provocata da germi, fumo o polvere, questo semplice fatto provoca la tosse, anche se non c’ è una produzione di catarro che dimostri l’infiammazione. Quando si tossisce, la pressione dentro ai delicati sacchi pieni d’aria aumenta; se si continua a tossire per mesi e anni, questi sacchetti perdono la loro elasticità e le loro pareti si rompono. Questa condizione è chiamata enfisema, ed è comune nelle bronchiti croniche di lunga durata. Un altro importante problema riguarda la pulizia dei bronchi. Normalmente, questi sono mantenuti leggermente umidi da un fluido appiccicoso chiamato muco; dei microscopici peli all’interno dei bronchi, le ciglia, lo spingono continuamente verso l’alto, mantenendo i bronchi puliti da tutte le minuscole particelle di polvere e fuliggine che vengono inalate.

Il fumo di sigaretta in particolare, ma anche l’alcool ha in grado minore lo stesso effetto, paralizza non solo le ciglia, ma anche le cellule guardiane, i macrofagi, che sono la prima linea di difesa del corpo contro i batteri e i virus invasori. Questo ha una particolare importanza nel caso della bronchite. Quando un’infezione colpisce i bronchi, questi cercano di averne ragione producendo muco per lavarla via. Nella bronchite cronica, d’altra parte, l’infezione è tenuta sotto controllo, ma non sconfitta; ogni tanto, in genere quando il paziente è stanco o prende freddo, i germi prendono il sopravvento.

Il risultato è un attacco piuttosto grave di bronchite, con febbre, pus e talvolta sangue nell’escreato. Il rivestimento dei bronchi si danneggia sempre di più ad ogni successivo attacco finché, alla fine, le ciglia non vengono distrutte e si ha una costante sovrapproduzione di muco. L’accumulo di muco si sviluppa nella notte, e al mattino il paziente respira in modo affannoso, e si sente meglio solo dopo aver bevuto qualcosa di caldo ed essersi liberato i bronchi tossendo. L’effetto irritante di una sigaretta sui bronchi può aiutare a ripulirli, ma, anche se questo sembra essere utile al momento, l’effetto a distanza è disastroso. Nella bronchite cronica, ogni sigaretta è un piccolo chiodo piantato nella bara. Dopo aver iniziato con una tosse invernale e degli attacchi di affanno, il paziente affetto da bronchite cronica finisce per tossire tutto l’anno.

Col passare del tempo, a mano a mano che si sviluppa l’enfisema, il paziente sente di avere sempre più il fiato corto, le sue labbra assumono un colore bluastro, dimostrando la sua incapacità di assumere tutto l’ossigeno di cui ha bisogno. Il torace del paziente enfisematoso è sempre parzialmente espanso, fino a raggiungere lo stadio in cui l’ammalato deve impiegare anche i muscoli del collo per aiutarsi a respirare e a lottare contro il suo fiato corto.

Diagnosi della bronchite cronica

Quando sospetta una bronchite cronica, il medico chiede una radiografia del torace, soprattutto per escludere che il paziente sia affetto da una neoplasia polmonare, dalla tubercolosi o da una polmonite. Molto probabilmente, richiederà anche un esame dell’escreato, cioè del catarro, per identificare i germi presenti, ed escludere la presenza di batteri della tubercolosi o cellule cancerose. Questo esame aiuta anche il medico a scegliere la medicina più adatta per combattere i batteri che si sono sviluppati nei bronchi.

Probabilmente un esame del sangue mostrerebbe un numero di globuli rossi superiore alla norma: questo è un tentativo dell’organismo di compensare la riduzione degli scambi di ossigeno nei polmoni producendo un maggior numero di cellule capaci di trasportare l’ossigeno nel sangue. Un elettrocardiogramma può dire se il cuore sta sopportando bene il maggiore sforzo che gli è richiesto, e l’efficienza del respiro viene regolarmente controllata.

Evoluzione e terapia della bronchite cronica

Nel 10% dei casi la bronchite cronica evolve dapprima in una forma ostruttiva, poi in insufficienza respiratoria cronica ed enfisema (distensione e distruzione degli alveoli polmonari), che a sua volta causa un’ipertensione arteriosa polmonare caratterizzata da affanno, cianosi ed edema agli arti inferiori. Dopo molti anni la difficoltà respiratoria, che prima si manifestava sotto sforzo, persiste anche a riposo e diventa invalidante. Inoltre, sussiste il rischio che insorga un cancro broncopolmonare.

Il trattamento, diverso a seconda della gravità della malattia, si basa su rinuncia al tabacco, sorveg lianza e terapia antibiotica precoce e sistematica di ogni nuova infezione bronchiale, chinesiterapia respiratoria, somministrazione di farmaci (broncodilatatori, fluidificanti). Nelle forme più gravi, si può ricorrere alla somministrazione di ossigeno a domicilio. La prevenzione consiste essenzialmente nella lotta, individuale e collettiva, contro fumo e inquinamento.

Bronchite acuta

Consiste in una alterazione e reazione di tipo infiammatorio della mucosa bronchiale. La causa è per lo più virale oppure allergica. La sua incidenza è prevalente nei mesi autunnali ed invernali. La sintomatologia è modesta (febbre, astenia, dolori muscolari) ed è preceduta talora da raffreddore, faringite o laringo-tracheite.

Sintomi della bronchite acuta

I sintomi caratteristici sono la tosse e l’espettorazione (eliminazione di catarro) in seguito diviene produttiva e il catarro è abbondante e muco-purulento. Quindi i sintomi si attenuano ed in una settimana circa la malattia è guarita. Oltre a questa forma di bronchite, che è la più caratteristica, ne esistono altre che si differenziano per la qualità e quantità dell’espettorato: sono le bronchiti fetide, le bronchiti emorragiche di alcune malattie, le bronchiti pseudomembranose caratterizzate dalla eliminazione di caratteristici “”stampi”" bronchiali.

Oltre alle bronchiti diffuse, ne esistono di localizzate, circoscritte cioè a zone di mucosa bronchiale limitate, che accompagnano spesso lesioni locali di tipo neoplastico (camera). Nella patologia infantile, una infiammazione acuta dei bronchi ha notevole importanza perché rappresenta di per sé un fattore predisponente all’instaurarsi di forme infiammatorie recidivanti o croniche.

La bronchite acuta è sicuramente, nella maggior parte dei casi, di origine virale, e rappresenta una evoluzione discendente delle affezioni del tratto respiratorio superiore. Fatta eccezione per quanto concerne il bacillo della pertosse, una causa batterica primaria pare eccezionale o improbabile, dato che, a differenza di quanto avviene per i virus, l’albero tracheobronchiale offre una particolare resistenza all’invasione batterica. Al più si potrà verificare una successiva sovrapposizione batterica, dopo che processi infettivi virali, fenomeni allergici o altro abbiano già alterato i normali processi di difesa.

Nel bambino, specie entro i due primi anni di vita, è frequente osservare che una bronchite acuta assume un aspetto di asma. Sempre nei più piccoli, occorrerà tenere presente la possibilità che si tratti di pertosse. La diagnosi è assai difficile all’inizio perché la sintomatologia della pertosse è molto simile a quella di una banale bronchite acuta, e solo più tardi sarà caratterizzata dalla presenza degli accessi di tosse. Lo stesso discorso vale per il morbillo, che potrà essere riconosciuto solamente per la presenza di un cospicuo interessamento della congiuntiva.

Secondo la gravità della malattia, la cura della bronchite acuta consiste nella somministrazione di sulfamidici o di antibiotici, associati alla terapia balsamica. Buoni risultati si ottengono anche con suffumigi di bicarbonato e vapore acqueo.

Evoluzione della bronchite acuta

I sintomi possono scomparire spontaneamente in meno di 2 settimane. Tuttavia, può anche subentrare una superinfezione batterica, nel qual caso l’espettorato diventa purulento (denso, giallastro o verdastro). Le complicanze, come polmonite e pleurite, sono eccezionali. Sussiste però il rischio di insufficienza respiratoria per i soggetti fragili (lattanti, anziani, pazienti con bronchite cronica).

Terapia della bronchite acuta

Il trattamento della bronchite acuta è rivolto unicamente ai sintomi: farmaci per combattere l’infezione e le secrezioni bronchiali in eccesso, somministrati per via orale. Gli antibiotici sono indicati in caso di superinfezione e nei soggetti fragili.

La bronchite cronica è caratterizzata da ipersecrezione bronchiale permanente e recidivante. Si parla di bronchite cronica quando tosse ed espettorazione permangono per 3 mesi consecutivi nell’arco di almeno 2 anni. È la causa principale d’insufficienza respiratoria cronica. Il tabacco gioca un ruolo importante in questa malattia, la cui frequenza nei non fumatori è dell’ordine dell’8%, mentre sale al 50% nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno. Altri fattori coinvolti sono: inquinamento atmosferico (talvolta connesso al luogo di lavoro) e infezioni ripetute. La diagnosi si effettua interrog ando il paziente, anche se possono rivelarsi utili alcuni esami quali radiografia del torace e prove di funzionalità respiratoria.

Bronchite recidivante

Negli ultimi anni sono di più facile osservazione, in Italia come in altri paesi, casi di bambini che soffrono, durante i primi anni di vita, di episodi ricorrenti di bronchite. Si tratta quasi sempre di bambini che vivono nelle grandi città industriali e che vanno soggetti a bronchite recidivante nei mesi invernali. L’insorgenza della sintomatologia avviene principalmente nei primi due anni di vita.

Dopo un primo episodio di bronchite, è sempre più facile la comparsa di infezioni del tratto respiratorio che assumono l’andamento di bronchiti recidivanti, con componente spastica. Una volta instauratosi, tale stato patologico può durare per anni, determinando nei casi più severi alterazioni anatomiche e funzionali anche serie dell’apparato respiratorio. Sull’origine di questa malattia si discute a tutt’oggi. Essa è sicuramente complessa: in sintesi, si può dire che risiede con tutta probabilità nell’instaurarsi di una condizione di ipersensibilità generica della mucosa bronchiale ad agenti infettivi ed a sostanze allergeniche di vario tipo, aggravata da fattori ambientali (fumo e sostanze chimiche nei centri urbani industriali) e costituzionali.

Terapia e cura della Bronchite recidivante

Molto importante è il trattamento terapeutico, che spesso risulta difficile. É basato su farmaci in grado di modificare le condizioni locali di ipersensibilità della mucosa. In tal senso la terapia cortisonica sarebbe la più appropriata, ma il cortisone dato in giovane età può determinare un arresto dell’accrescimento osseo, o comunque un effetto negativo sul metabolismo minerale. É di più vasto impiego, data la sua maneggevolezza, la vaccinoterapia desensibilizzante con vaccini batterici polivalenti. Il cambiamento di clima porta molto spesso a un notevole miglioramento della malattia.

Bronchite racidivante infantile

Infiammazione dei bronchi che recidiva circa una volta al me se per 3 mesi e colpisce soprattutto i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 4 anni.

Sintomi della Bronchite recidivante infantile

Vi sono fattori predisponenti, quali asma, allergie, distress respiratorio neonatale, rinofaringiti e otiti ripetute, bronchiolite, tabagismo dei genitori. Di solito le bronchiti sono connesse all’esposizione frequente del piccolo ai virus, contro i quali il suo sistema immunitario immaturo rappresenta una difesa inadeguata.
La frequenza diminuisce verso i 4-5 anni, quando l’organismo ha acquisito la capacità di resistere ai virus con cui viene in con tatto.
Se questo non avviene, si ricerca una carenza di ferro o un terreno allergico. In altri casi (displasia broncopolmonare del prematuro, cardiopatia congenita), la bronchite può determinare un’alterazione dello stato generale. In assenza di una causa evidente, occorre ricercare una fibrosi cistica, un deficit immunitario, un reflusso gastroesofageo severo.

La bronchite recidivante è caratterizzata da episodi succ essivi di tosse e da febbre talvolta elevata.

Terapia e cura della bronchite recidivante infantile

Il trattamento va adattato alla gravità della bronchite (int ensità e durata della tosse, importanza della difficoltà respiratoria, lunghezza dell’intervallo tra crisi e crisi), e dipende dalla tolleranza del bambino alla malattia, valutata in base alla curva ponderale, all’appetito, alla qualità del sonno. Talvolta si può fare r icorso a fluidificanti delle secrezioni bronchiali o ad antibiotici mirati contro i germi abituali della superinfezione. Soltanto il medico è in grado di valutare l’opportunità di tali misure.

Cancro dei polmoni

Il carcinoma bronchiale, comunemente detto cancro dei polmoni, è un tumore maligno che si può sviluppare in ogni diramazione dell`albero bronchiale; se ne possono distinguere diverse forme, ad evoluzione più o meno rapida.

Fattori predisponenti del cancro ai polmoni

Il carcinoma è responsabile del maggior numero di morte per cancro nei paesi occidentali, particolarmente fra gli uomini; esistono delle notevoli differenze di incidenza fra un paese e l’altro: per esempio, il numero di morti causate da questo tumore è, in proporzione, minore negli Stati Uniti e in Australia rispetto all’Inghilterra. Più del novanta per cento dei casi è in rapporto col fumo: un probabile candidato a questa malattia fuma da diversi anni venticinque o più sigarette al giorno, e preferisce le sigarette senza filtro, con tabacco forte, ricche di catrame, a quelle con filtro, alla pipa o ai sigari.

Quindi il paziente-tipo è un uomo, forte fumatore di sigarette senza filtro e ricche di catrame, di età compresa fra i quarantacinque e i sessantacinque anni di età.

Sintomi del cancro dei polmoni

Nelle prime fasi il cancro dei polmoni è solitamente asintomatico, cioè non provoca sintomi. Se uno stato di irritazione si è protratto per molti anni, le cellule che rivestono le vie aeree possono iniziare a moltiplicarsi più rapidamente di quanto necessario per normali scopi di rimpiazzare quello che si è esaurito. Solitamente, l’accrescimento patologico deriva dalle cellule squamose, soprattutto nei bronchi principali.

Questo tipo di crescita patologica comprende il sessantacinque per cento dei casi di cancro dei polmoni, e si sviluppa più rapidamente, e si origina anche nei bronchi principali. Un altro tipo, non correlato al fumo, che colpisce in misura uguale entrambi i sessi, si sviluppa nelle ghiandole mucose, che lubrificano e puliscono i bronchi. Questo tipo di cancro, detto carcinoma alveolare, si ritrova di solito verso il limite esterno dei polmoni. La malattia può progredire in due modi. La crescita patologica può, alla fine, occludere il bronco interessato, provocando una particolare predisposizione a sviluppare infezioni nella parte del polmone che è stata isolata.

Inoltre, le cellule maligne possono essere trasportate dai vasi linfatici nei linfonodi del torace, o dal torrente sanguigno in altre parti del corpo, e soprattutto nel fegato.

Diagnosi del cancro dei polmoni

Uno degli esami diagnostici principali è la radiografia del torace, che può dimostrare la presenza di un cancro dei polmoni in assenza di ogni sintomo. In un uomo che ha superato quarantacinque anni di età, e fumatore, i sintomi che devono destare un certo sospetto sono una tosse persistente, soprattutto se c’è del sangue nell’escreato, il fiato corto e la comparsa di dolori al torace; questi ultimi possono essere più intensi dopo aver bevuto qualcosa.

Il paziente può aver notato che sta dimagrendo o può sentirsi depresso senza motivo; può aver avuto un attacco inatteso di polmonite o pleurite. Chi ha anche il minimo sintomo sospetto per un cancro dei polmoni, deve rivolgersi al suo medico, che gli prescriverà una radiografia del torace. Alcuni tumori polmonari possono essere curati, ed il trattamento è tanto più efficace quanto più precoce.

Terapia e cura del cancro dei polmoni

La rimozione chirurgica del tumore, quando è possibile, offre ottimi risultati. In alcuni casi, d’altra parte, particolarmente nelle forme con cellule a chicco d’avena, la radioterapia radicale è il trattamento più efficace. Questa terapia è anche efficace nel sopprimere il dolore, se questo assume proporzioni preoccupanti. La chemioterapia, cioè l’impiego di farmaci che uccidono selettivamente le cellule cancerose, può essere utilizzata da sola oppure in associazione con la radioterapia.

Cancro broncopolmonare

Cancro broncopolmonare. Il polmone sinistro (a destra nell’immagine) è sede di un voluminoso tumore maligno (macchia arancione).Cancro che si sviluppa a spese dei tessuti dei bronchi e dei polmoni.
I tumori broncopolmonari sono tumori maligni bronchiali, m entre gli unici veri tumori che si sviluppano a partire dal tessuto polmonare sono quello broncoalveolare e le forme secondarie. L’espressione “cancro del polmone” è quindi spesso impropria.

Cause del cancro broncopolmonare

È il cancro più frequente al mondo e la sua incidenza ha conosciuto un drammatico aumento negli ultimi 30 anni. Il tabagismo ne è considerato la causa principale. Anche un’esposizione pa ssiva al fumo ha effetti cancerogeni: tra i non fumatori che v ivono a contatto con grandi fumatori il rischio di cancro broncopolmonare primitivo è del 35% superiore rispetto a quello dei non fumatori non esposti.
L’ambiente (non tanto l’inquinamento atmosferico, quanto l’esposizione, professionale o meno, a radiazioni ionizzanti o a determinate sostanze, come amianto, cromo, nichel, idrocarburi) costituisce un altro fattore di rischio. Si distinguono due grandi categorie di cancro broncopolmonare primitivo, a seconda delle dimensioni delle cellule.

Le forme non a piccole cellule, quali tumori epidermoidi (35%), adenocarcinomi (40%) e neoplasie maligne indifferenziate a grandi cellule (15%), rappresentano quasi il 90% del totale dei tumori broncopolmonari. Si manifestano con segni respiratori (tosse persistente, affanno, dolore toracico, emottisi, sibili respiratori, pneumopatia persistente o recidivante, ascesso polmonare, pleurite purulenta), che a uno stadio tardivo si associano a un peggioramento dello stato generale del soggetto. Le forme a piccole cellule costituiscono il 10% dei tumori broncopolmonari. Per il loro elevato potenziale metastatico e la precoce invasione del mediastino, sono particolarmente gravi.
Le loro manifestazioni sono simili a quelle delle forme descritte in precedenza. In conseguenza del vo lume dei tumori e della loro proliferazione, talvolta determinano la dilatazione delle vene superficiali del torace e un edema alla base del collo per compressione della vena cava comune, oltre a una sindrome paraneoplastica (in particolare la sindrome di SchwartzBartter, dovuta all’anomala secrezione di un ormone antidiu retico a opera del tumore maligno).

Diagnosi del broncopolmonare

La scoperta di un cancro broncopolmonare primitivo in g enere ha luogo in occasione di un esame radiologico prescritto a causa dei sintomi sopraelencati. Il prelievo di tessuto (mediante bi opsia, di solito per fibroscopia bronchiale) o delle cellule cancerose (per l’analisi dell’escreato) permette di confermare la diagnosi.
L’estensione della malattia si valuta con una TC toracoaddom inale e cerebrale, un’ecografia dell’addome e una fibroscopia bronchiale.

Evoluzione del cancro broncopolmonare

Dopo un’evoluzione locoregionale, i tumori broncopolmonari primitivi possono dare luogo a metastasi extratoraciche, in genere ossee, epatiche e cerebrali.

Terapia e cura del cancro broncopolmonare

Il trattamento delle forme non a piccole cellule dipende dalla loro estensione nel torace o altrove (metastasi) e dalla funzionalità respiratoria del soggetto. Al termine di questa valutazione, solo il 30% dei pazienti risulta operabile. Di questi, il 25% può trarre beneficio dall’asportazione completa del cancro, laddove l’ablazione può riguardare un segmento del lobo, un lobo (lobectomia) o anche un intero polmone (pneumectomia). La radioterapia non vale a contenere l’estensione del tumore se non in un numero molto limitato di casi. Quanto alla chemioterapia, dà scarsi risultati sul tumore in sé, ma migliora la durata e la qualità della vita dei pazienti.
Il trattamento delle forme a piccole cellule consiste nella chemioterapia d’associazione (che impiega più farmaci). A titolo preventivo è auspicabile associare la radioterapia del torace nelle forme localizzate e, talvolta, in quelle dell’encefalo.

Prevenzione del cancro broncopolmanare

È costituita principalmente dalla lotta contro il fumo e dalle misure riguardanti la protezione professionale.

Molto frequente a causa della ricca vascolarizzazione dei pol moni, è dovuto a metastasi.
Più spesso localizzate nei bronchi che nei polmoni, queste provengono, per via sanguigna o linfatica, da un cancro primitivo di sede variabile (seno, apparato digerente , reni o bronchi). I sintomi sono gli stessi del cancro broncopolmonare primitivo. Alla radiografia il tumore può assumere aspetti molto variabili: opacità polmonare unica, opacità polmonari multiple, opacità reticolonodulari diffuse, spesso corrispondenti a linfangite carcinomatosa (responsabile di alterazioni della diffusione gassosa) ecc.
Il trattamento, in primo luogo medico (chemioterapia, ormonoterapia), dipende soprattutto dalla natura del cancro primitivo; in via eccezionale, può essere chirurgico. La pro gnosi è in genere severa.

Carcinoma dei bronchi

Alla radiografia, la macchia bianca sullo sfondo nero del polmone destro mostra un interessamento neoplastico dei bronchi.
In una sezione ottenuta con la TC, questo cancro forma una massa aderente ai vasi del mediastino.
Tumore benigno o maligno localizzato nelle vie aeree sottostanti la glottide (nei bronchi ma anche, per estensione, nella trachea e nei polmoni). Nella maggior parte dei casi si tratta di tumori bron chiali, i cui principali segni clinici sono assai variabili, o possono mancare del tutto. I tumori dei bronchi possono dare tosse, dispnea (difficoltà respiratoria) o emottisi (espettorazione di sangue proveniente dalle vie aeree). Se l’indagine radiologica serve a visualizzare il tu more e le sue possibili conseguenze polmonari, la diagnosi si basa essenzialmente sulla broncoscopia.

Con questo esame si ottiene un prelievo che, esaminato al microscopio, rivelerà la natura dei tessuti colpiti e il carattere benigno o maligno della neoplasia (s e cioè è suscettibile di invadere i tessuti circostanti e di diffondersi in altri distretti corporei dando luogo a metastasi). Si possono così distinguere, tra gli altri: tumori epiteliali benigni (papi llomi) o maligni (vari tipi di cancro); tumori benigni delle ghiandole bronchiali (cilindroma, adenoma bronchiale mucoso) o maligni; tumori mesenchimatosi (provenienti dal tessuto connettivo) benigni (amartoma, condroma, lipoma, fibroma, tumore di Abriko ssov) o maligni (sarcomi); metastasi di un cancro primitivo locali zzato al di fuori del torace.

Il trattamento, spesso chirurgico, e la prognosi dipendono direttamente dalla natura del tumore.

Enfisema

Aumento del contenuto di aria di un organo o di un tessuto: il termine enfisema è riferito solitamente ai polmoni e descrive un comune stato patologico nel quale si assiste ad una distruzione dei setti interalveolari, con aumento del contenuto di aria dovuto a sovraespansione del tessuto.

Sintomi dell’enfisema

I disturbi provocati dall’enfisema sono diversi a seconda che il paziente sia affetto da un enfisema puro o da una bronchite cronica complicata da un enfisema. Nel primo caso il paziente riesce a far fronte all’insufficienza respiratoria respirando affannosamente: lo sforzo necessario per respirare è notevole, e spesso l’ammalato è magro e si sente stanco, ma ha una normale concentrazione di ossigeno nel sangue. Se l’enfisema è provocato dalla bronchite cronica, il paziente non riesce a compensare la lesione dell’apparato respiratorio respirando più intensamente: la concentrazione dell’ossigeno nel sangue diminuisce e il paziente diventa cianotico.

Inoltre, la carenza di ossigeno provoca un aumento del numero di globuli rossi nel sangue e una costrizione delle arterie polmonari, e il processo infettivo cronico dei bronchi determina un’ulteriore distruzione di queste arterie: il risultato di questi tre fattori è che il cuore deve compiere un maggior sforzo per spingere il sangue nei polmoni e può andare incontro a scompenso. Si determinano così altri sintomi, il più importante dei quali è la comparsa di edemi, cioè di un rigonfiamento dei tessuti dovuto al fatto che la pompa cardiaca non è più efficiente e non riesce più a riassorbire i liquidi interstiziali. La presenza dell’enfisema determina poi la comparsa di numerosi segni che possono essere riscontrati con una visita medica: per esempio, il torace è dilatato e i movimenti respiratori sono ridotti d’ampiezza.

Conseguenze legate all’enfisema

Contrariamente a quanto potrebbe apparire, l’aumento del contenuto aereo dei polmoni non è favorevole agli scambi gassosi fra sangue ed aria alveolare; anzi, la funzionalità respiratoria viene ridotta in maniera spesso assai grave. Questo accade in quanto l’aumento del contenuto aereo avviene a carico del cosiddetto “”spazio morto”", inutile a livello degli scambi gassosi. Inoltre la rottura e la distruzione dei setti interalveolari in realtà, pur aumentando i volumi interni, diminuisce l’estensione delle superfici disponibili per gli scambi gassosi. L’enfisema fa parte di un complesso di patologie che sono state descritte come broncopneumopatie croniche (COPD) ed è in stretta correlazione con la bronchite cronica. L’infiammazione cronica dei bronchi causa uno stato di alterata meccanica respiratoria che, a sua volta, tende ad ad aumentare le pressioni polmonari interne e a dar luogo alle condizioni ideali per l’instaurazione dell’enfisema. Bronchite cronica ed enfisema sono così strettamente collegati nella loro evoluzione e portano alla insufficienza respiratoria cronica, una delle condizioni più gravemente invalidanti.

Enfisema polmonare

Affezione diffusa dei polmoni caratterizzata da una distensione degli alveoli, con distruzione della loro parete.

L’enfisema polmonare può essere di vari tipi: panlobulare, se danneggia gli alveoli e i vasi sanguigni; centrolobulare, se in un primo tempo lede solo gli alveoli; paralesionale, se ogni focolaio di enfisema è a contatto con una cicatrice connessa a una precedente malattia polmonare.

Rimangono in molti casi sconosciute, anche se l’età avanzata rimane un fattore predisponente. Nelle forme che colpiscono soggetti di circa 40 anni, dette “giovanili”, l’enfisema è dovuto a un’anomala quantità di enzimi presenti nei polmoni. L’enfisema centrolobulare è una complicanza della bronchite cronica, a sua volta connessa a un consumo eccessivo di tabacco. La forma paralesionale è provocata da alcune malattie polmonari quali tubercolosi e pneumoc oniosi (per esempio sicosi).

Gli enfisemi polmonari si traducono in difficoltà respiratoria talvolta altamente invalidante. Rischiano di evolvere in un’insufficienza respiratoria cronica, che compromette il funzionamento del cuore (insufficienza cardiaca).

Se l’enfisema polmonare è legato a una bronchite cronica o a una dilatazione dei bronchi, il suo trattamento consiste innanz itutto nel prevenire l’aggravamento dell’affezione. Si prescrive in questi casi l’eliminazione del tabacco e si provvede al trattamento pr ecoce di qualunque infezione broncopolmonare. Si cerca poi di c urare i sintomi con chinesiterapia respiratoria, somministra zione di broncodilatatori, come le teofilline e i ß-2-simpaticomim etici, e inalazioni quotidiane di ossigeno. In rari casi è necessario un trapianto di polmoni.

Enfisema sottocutaneo

Presenza di aria nei tessuti sottocutanei. Di solito è riconducibile a un trauma del torace o del collo che ha lacerato il tessuto polmonare o la parete di un bronco o della trachea. Di conseguenza, l’aria presente nelle vie aeree si diffonde nei tessuti sottocutanei.

L’enfisema sottocutaneo si manifesta con gonfiore del torace o del collo e con crepitio all’atto della palpazione della pelle. Il trattamento dipende dalla causa. Può rendersi necessaria una riparazione chirurgica delle lesioni delle vie aeree, ma nella gran parte dei casi l’enfisema scompare spontaneamente.

Asma

L’asma è una malattia cronica (lunga durata) infiammatoria delle vie respiratorie.
Questa infiammazione provoca spasmo e gonfiore nelle vie aeree in modo che esse si restringano periodicamente. L’ostruzione al flusso d’aria si risolve spontaneamente o tramite una vasta gamma di trattamenti, ma continuando,l’infiammazione rende le vie aeree iper-sensibili agli stimoli esterni come l’aria fredda, l’esercizio fisico, acari della polvere, sostanze inquinanti nell’aria, lo stress e ansia.

Demografia dell’asma

L’asma è comune nei paesi industrializzati. Negli Stati Uniti, si stima che colpisca tra il 10% e il 15% della popolazione. Questo numero sembra essere in aumento, specialmente tra i bambini sotto i 6 anni, mentre allo stesso tempo la malattia è sempre più grave. L’asma si ritiene causi tra le 3.500 e le 5.000 morti ogni anno negli Stati Uniti.
Nel 2007, è è stata responsabile per le visite d’emergenza in camera e 217.000 visite da ufficio. In tutto il mondo, l’asma è valutato per interessare 300 milioni di persone.

Circa i due terzi di tutti i casi di asma sono diagnosticati nelle persone sotto i 18 anni, ma può anche apparire in età adulta. Sono più le donne che gli uomini ad avere una diagnosi di asma ad insorgenza nell’età adulta. Mentre i sintomi possono essere simili, importanti aspetti di asma si differenziano per bambini e adulti.

Descrizione dell’ansma

I cambiamenti che avvengono nei polmoni delle persone con asma rendono le vie aeree iper-reattive ai diversi tipi di stimoli che non influiscono sui polmoni sani. In un attacco d’asma, il tessuto muscolare nelle pareti dei bronchi subisce spasmi e le cellule che rivestono le vie aeree e secernono muco al loro interno. Entrambe queste azioni causano la riduzione dei bronchi . Come conseguenza, una persona asmatica deve fare un maggiore sforzo per respirare aria ed espellerla. Le cellule delle pareti bronchiali, chiamate mastociti, rilasciano sostanze che causano la contrazione del muscolo bronchiale e stimolano la formazione del muco.

Queste sostanze, che comprendono l’istamina e un gruppo di sostanze chimiche chiamate leucotrieni, portano i globuli bianchi nella zona interessata, che è una parte fondamentale della risposta infiammatoria. Molti individui con asma sono sensibilizzati a reagire a tali sostanze straniere come polline, acari della casa o peli di animali. Tutte queste sostanze sono chiamate allergeni.

Fattori di rischio

L’asma è strettamente legata alle allergie, circa il 75% delle persone con asma sono anche allergiche.

Nei bambini

Circa 9 milioni di bambini americani sono affetti da asma. In quasi il 20% dei casi nel primo anno di vita iniziano ad avere l’asma. Quando questi bambini sono esposti agli acari della polvere, proteine di origine animale (ad esempio, animale capelli, peli), muffe o altri allergeni, producono un tipo di anticorpo che è destinato a fagocitare e distruggere i materiali estranei.

Questo ha l’effetto di rendere le cellule delle vie aeree sensibili a particolari materiali. Ulteriori esposizioni possono portare rapidamente una risposta asmatica . Questa condizione, chiamata atopia, è presente in almeno un terzo e fino a metà della popolazione.

Negli adulti

Le allergie possono avere un ruolo importante quando le persone diventano adulte. Gli adulti che sviluppano l’asma possono essere esposti agli allergeni sul luogo di lavoro, come ad esempio alcune forme di plastica, solventi e polvere del legno. Altri adulti possono essere sensibili all’aspirina, farmaci anti-infiammatori (FANS, come l’ibuprofene) o altri farmaci. Rispetto all’esordio infantile dell’asma, l’insorgenza in età adulta dell’asma tende ad essere più continua, mentre nell’infanzia l’asma spesso è segnato da episodi asmatici seguiti da periodi di assenza.

Asma indotto da esercizio

Le persone che non soffrono di allergie possono sviluppare una forma di asma, che è causata da esercizio aerobico. Questi episodi possono durare per alcuni minuti e lasciano l’individuo senza fiato. Alcune stime indicano che il 12-15% degli americani che non hanno allergie sono suscettibili all’asma da esercizio fisico ; tassi del 40-90% sono stati riportati in soggetti che hanno allergie. L’inalazione di aria fredda, esercizio aerobico di durata superiore a 10 minuti, o più brevi periodi di esercizio aerobico molto pesante, tendono a innescare un attacco d’asma in soggetti predisposti.

L’aria inquinata e alcune sostanze chimiche (ad esempio, cloro nelle piscine, erbicidi su un campo di gioco) sembrano aumentare la probabilità di episodi di asma in individui sensibili.

Cause dell’asma

Nella maggior parte dei casi, l’asma è causato dall’inalazione di un allergene a cui l’individuo è ipersensibile. Questo scatena la catena biochimica e i cambiamenti dei tessuti portano all’infiammazione delle vie aeree, broncocostrizione e respiro affannoso. Evitare o almeno minimizzare l’esposizione delle cause dell’asma è il più efficace modo di trattare questa patologia, quindi è utile identificare specifici allergeni o irritanti che causano i sintomi in un particolare individuo.

Una volta che l’asma è presente, i sintomi possono essere attivato o aggravati se l’individuo ha anche la rinite (infiammazione del rivestimento del naso, come di allergie) o la sinusite (infiammazione del seno). Quando l’acidità di stomaco passa attraverso l’esofago (reflusso acido), può peggiorare i sintomi dell’asma. Un infezione virale del tratto respiratorio (ad esempio, un freddo) può causare o peggiorare una reazione asmatica. L’aspirina, FANS, e farmaci beta-bloccanti inoltre, possono peggiorare i sintomi dell’asma.

I più comuni allergeni inalati che attivano attacchi di asma sono:

  • peli di animali
  • acari di polvere di casa
  • funghi (muffe) che crescono in casa
  • scarafaggio allergeni
  • polline
  • prodotti chimici, fumi, o nell’aria inquinanti industriali
  • fumare L’inalazione del fumo di tabacco, sia dal fumo o essere circondati da persone che fumano, può irritare le vie respiratorie e scatenare un attacco asmatico. Gli inquinanti atmosferici come il fumo da legna può avere un effetto simile.

Inoltre, tre fattori che producono regolarmente attacchi in soggetti asmatici sono:

  • inalazione di aria fredda (cold-indotta l’asma)
  • asma indotta da esercizio
  • stress o un alto livello di ansia

Sintomi dell’asma

Il sibilo è spesso evidente, ma l’asma lieve può essere confermato solo quando il medico ascolta il petto dell’individuo con uno stetoscopio. Oltre all’ffanno ed essere a corto di fiato, l’individuo può avere tosse e / o può segnalare un sentimento di “Senso di oppressione” al petto. Il sibilo è spesso più forte quando l’individuo espira (espira) tentando di espellere l’aria attraverso il restringimento delle vie aeree. Alcune persone con asma sono privi di sintomi, ma a volte possono avere episodi di mancanza di respiro. Altri ancora passano molto del loro tempo con sibili o hanno frequenti attacchi di mancanza di respiro. Piangere o ridere può portare ad un attacco. Gravi episodi spesso si sviluppano quando l’ individuo ha un’infezione virale del tratto respiratorio o è esposto a un carico pesante di un allergene o irritante (ad esempio, respirare il fumo di un falò).

Gli attacchi di asma possono durare pochi minuti o possono continuare per ore o anche giorni (una condizione chiamata stato asmatico). L’individuo può essere in grado di dire solo poche parole alla volta prima di fermarsi per prendere un respiro. Confusione e una tinta bluastra della pelle sono indizi che l’apporto di ossigeno è basso e che il trattamento di emergenza è necessario.

In un grave attacco che dura per un lungo periodo, alcune delle sacche d’aria nel polmone possono rompersi facendo si che l’aria si raccolga all’interno del petto. Questo rende ancora più difficile per i polmoni effettuare il ricambio d’aria sufficiente.

Diagnosi dell’asma

Il medico si informerà sulla storia familiare per ricercare precedenti casi di asma o di allergie. Una diagnosi di asma può essere fortemente consigliata quando i tipici segni e sintomi sono presenti. A parte l’ascolto individuale del torace, l’esaminatore dovrebbe cercare nel petto la massima espansione trattenendo l’aria. Le spalle curve e i muscoli del collo contratti sono altri segni della riduzione delle vie aeree. Polipi nasali o una maggiore quantità di secrezione nasale spesso sono indicatori in soggetti asmatici. Cambiamenti della pelle, come la dermatite atopica o eczema, sono indicazioni che l’individuo è probabilmente allergico.

Test

Un test chiamato spirometria misura quanto rapidamente l’aria viene espirata e quanta aria è presente nei polmoni. Ripetendo il test dopo che la persona inala un farmaco broncodilatatore che allarga le vie aeree mostrerà se il restringimento delle vie aeree è reversibile, che è un sintomo tipico di asma. Spesso le persone utilizzano uno strumento correlato, chiamato un misuratore di picco di flusso, per mantenere sotto controllo la traccia di gravità dell’asma quando sono a casa. Spesso è difficile determinare la causa che provoca gli attacchi di asma.

I test allergologici possono essere utilizzati, anche se una reazione allergica della pelle non sempre significa che l’allergene in prova è la causa dell’ asma. Il sistema immunitario produce specifici anticorpi per combattere ogni allergene. La misurazione della quantità di un anticorpo specifico nel sangue può indicare la sensibilità dell’indivdo ad un singolo allergene. Se la diagnosi è ancora in dubbio, l’individuo può inalare un allergene sospetto durante l’utilizzo di uno spirometro per rilevare il restringimento delle vie aeree. La spirometria può anche essere ripetuta dopo un attacco dovuto da esercizio fisico. Una radiografia toracica con raggi x può essere fatta per aiutare a escludere patologie polmonari.

Terapia e cura dell’asma

Gli obiettivi del trattamento dell’asma sono di prevenire sintomi fastidiosi, come mantenere la funzione polmonare il più vicino possibile al normale e permettere alle persone di svolgere la loro normale attività, comprese quelle che richiedono sforzo fisico. Le persone dovrebbero essere periodicamente esaminate tramite la spirometria per assicurarsi che gli obiettivi del trattamento siano soddisfacenti. Molte persone con asma sono trattate con una combinazione di farmaci a lunga azione fatta in una regolare base per aiutare a prevenire attacchi di asma di breve durata (rapido sollievo), farmaci somministrati da inalatore sono usati per ridurre i sintomi immediati di un attacco.

Farmaci

La scelta del trattamento farmacologico iniziale dipende spesso se l’asma è classificato come intermittente, lieve persistente, moderatamente persistente o gravemente persistente, l’età dell’individuo, da altre condizioni che possono essere presenti e altri farmaci che il paziente può prendere. Si rendono necessari diversi tentativi per trovare la migliore combinazione di farmaci per controllare l’ asma.

Beta-agonisti (broncodilatatori)

Questi farmaci, che rilassano le vie aeree, spesso sono la scelta migliore per alleviare gli attacchi improvvisi di asma e per prevenire attacchi di asma indotto da esercizio fisico. Alcuni broncodilatatori come il salbutamolo (Ventolin, Proventil) e il levalbuterolo (Xopenex), agiscono principalmente su cellule dei polmoni che hanno poco effetto su altri organi. I broncodilatatori di tanto in tanto possono essere assunti per via orale (ad esempio, pillole o liquido), ma normalmente sono gestiti attraverso inalatori.

I farmaci per via inalatoria vanno direttamente nei polmoni e causano meno effetti collaterali. Questi farmaci in generale cominciano ad agire in pochi minuti, ma i loro effetti durano solo dalle quattro alle sei ore.

Beta-agonisti a lunga azione (LABA)

Sono stati sviluppati per durare fino a 12 ore. Questi includono il salmeterolo (Diskus Severent), fluticasone / salmeterolo (Advair Diskus), arformoterol (Brovana), formoterolo (Perforomist, Foradil) e budesonide / formoterolo Symbacort). Nel dicembre 2008, il Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha emesso un avviso di precauzione per i LABA perchè possono aumentare il rischio di gravi episodi di asma e causando anche la morte, rimanendo però divisi sul fatto che questi farmaci dovrebbero essere vietati nei bambini. A partire da inizio 2009, i LABA non erano consigliati come trattamento di prima linea per l’asma o . La FDA raccomanda vivamente che le persone che assumono i LABA ne discutano i rischi e i benefici con il proprio medico alla luce delle informazioni emergenti per la loro sicurezza.

Leucotrieni antagonisti recettoriali

Il leucotriene antagonista del recettore come montelukast (Singulair), Zafirlukast (Accolate), e Zyflo (zileuton) controllano l’infiammazione delle vie aeree, bloccando l’azione dei leucotrieni, che sono sostanze chimiche coinvolte nella produzione dell’infiammazione. Questi farmaci sono compresse assunte per via orale su base regolare per trattare o prevenire i sintomi di asma indotto da esercizio fisico.

Nel marzo 2008, la FDA ha pubblicato un documento avvertendo che Singulair potrebbe causare comportamenti e cambiamenti di umore, pensieri e comportamenti suicidari e suicidio. L’avvertimento è stato preliminare, vale a dire un rapporto di causa ed effetto tra queste negative reazioni e il farmaco non è stato definitivamente stabilito.

Corticosteroidi

Questi farmaci, che assomigliano agli ormoni naturali del corpo, bloccano l’infiammazione e sono spesso efficaci nell’alleviare i sintomi della broncopneumopatia cronica e prevengono episodi di asma, ma generalmente non sono utilizzati per il trattamento di attacchi di asma, una volta che sono iniziati.
Gli esempi includono fluticasone (Flovent), triamcinolone (Azmacort) e beclometasone (Vanceril, Beclovent, Qvar), che sono tutti presi per inalazione.
Quando i corticosteroidi sono presi per inalazione per lungo tempo, gli attacchi di asma diventano meno frequenti, le vie aeree diventano meno sensibili agli allergeni.
Il prendisone (Deltasone, Orasone, Meticorten) è somministrato per via orale (ad esempio, pillole) per accelerare il recupero dopo il trattamento dei sintomi iniziali di un attacco d’asma e, talvolta, per il trattamento di asma cronico.

I corticosteroidi sono farmaci forti e possono controllare anche gravi casi di asma nel lungo periodo e mantenere una buona funzionalità polmonare. I corticosteroidi possono avere numerosi effetti collaterali come causare sanguinamento dello stomaco, perdita di calcio nelle ossa, cataratta negli occhi e un diabete di tipo statale.
Gli individui che usano i corticosteroidi per lunghi periodi possono anche avere problemi con la guarigione della ferita, possono aumentare di peso e potrebbero avere problemi psicologici. Nei bambini, la crescita potrebbe essere rallentata.

Altri farmaci

Il cromoglicato (Intal) e il nedocromil (Tilade) sono farmaci anti-infiammatori che influiscono sulle cellule. Essi possono essere utilizzati come trattamento iniziale per la prevenzione di attacchi asmatici. Per essere efficaci, i farmaci devono essere assunti regolarmente. I farmaci anticolinergici, come l’ atropina, possono essere utili nel controllare gli attacchi gravi ove associati ad un via inalatoria beta-agonista del recettore. Essi contribuiscono ad allargare le vie aeree e sopprimere la produzione di muco.

Gestione attacchi asmatici

Un attacco di asma grave deve essere trattato il più rapidamente possibile; la terapia di emergenza può essere necessaria, se un individuo sta vivendo un attacco acuto può essere necessario dargli ossigeno supplementare. Raramente è necessario utilizzare un ventilatore meccanico per aiutare l’individuo a respirare. Un inalatore, di solito contenente un beta-agonista del recettore, viene inalato ripetutamente o continuamente. Se l’individuo non risponde a questa pratica, un corticosteroide può essere somministrato.

Un ciclo di terapia con corticosteroidi, può rendere meno probabile la recidività. Molti esperti di asma consigliano un dispositivo chiamato un “distanziatore” per essere utilizzato insieme agli inalatori. Il distanziatore è un tubo o soffietto tenuto in o intorno alla bocca in cui viene soffiata la metereddose . Questo dispositivo permette ai farmaci di raggiungere i polmoni.

Mantenere il controllo

Il trattamento a lungo termine dell’asma si basa sull’inalazione di farmaci appropriati utilizzando un inalatore speciale per la dose. Le persone devono essere istruite per l’uso corretto di un inalatore per essere sicuri che consegnerà in modo corretto la quantità di farmaco. Una volta che l’asma è stato controllato per diverse settimane o mesi, un medico può raccomandare al paziente una graduale riduzione del trattamento farmacologico. GLi individui dovrebbero essere visti dal loro medico ogni sei mesi o quando necessario, a seconda della frequenza degli episodi di asma.

Medicina alternativa

La medicina alternativa tende a considerare le reazione che provoca l’asma per proteggere l’organismo da agenti ambientali e inquinanti. L’obiettivo terapeutico è quello di ristabilire l’equilibrio di tutto il corpo dare specifico sostegno ai polmoni e al sistema immunitario e ormonale. Gli individui con asma si possono auto-aiutare tenendo un diario degli attacchi di asma al fine di determinare i fattori ambientali ed emotivi che contribuiscono alla loro condizione.

I trattamenti alternativi hanno effetti collaterali minimi, e sono forme di auto-trattamento. Inoltre può essere utilizzato insieme a trattamenti allopatici (trattamenti farmacologici tradizionali) per migliorare la loro efficacia.

Nutrizione e dieta

Alcuni operatori consigliano di ridurre o eliminare i latticini dalla dieta, in quanto questi aumentano la secrezione di muco nei polmoni e sono fonti di allergie alimentari. Tra le altre raccomandazioni: evitare gli alimenti trasformati, amidi e zuccheri raffinati e gli alimenti con additivi artificiali e solfiti. Le diete dovrebbero essere ad alto contenuto di frutta fresca, verdura e cereali integrali e povera di sale. Gli individui con asma dovrebbero sperimentare le loro diete per determinare se il cibo gioca un ruolo importante per il loro asma. Alcuni studi hanno dimostrato che una dieta vegana può essere efficace nel controllare l’asma.

Gli individui con asma dovrebbero anche essere bene idratati bevendo molta acqua, perchè l’acqua aiuta a mantenere i passaggi dei polmoni umidi. Cipolle e aglio contengono quercetina, un flavonoide (un composto chimico / modificatore della risposta biologica) che inibisce il rilascio di istamina e dovrebbe essere una parte della dieta di un asmatico. La quercetina è anche disponibile come supplemento e deve essere assunta con un enzima digestivo per aumentarne l’assorbimento. Come terapia nutrizionale, le vitamine A, C ed E sono state presentate come terapie importanti per l’asma.

Inoltre, le vitamine del complesso B, in particolare B6 e B12, possono essere utili per le persone con asma, così come il magnesio, selenio e un supplemento di acido omega-3 acidi grassi come l’olio di semi di lino. Un buon multivitaminico Integratore inoltre è raccomandato.

Fitoterapia

La medicina cinese è tradizionalmente usata per attacchi di asma. La huang contiene efedrina, un broncodilatatore che una volta era utilizzato in molti farmaci. Tuttavia, l’FDA ha emesso un divieto di vendita di efedra , la quale è entrata in vigore nel mese di aprile 2004, in quanto è stato dimostrato che aumenta la pressione sanguigna e lo stress del sistema circolatorio, causando infarti e ictus per alcuni utenti. Produttori di efedra contestarono legalmente questa decisione. Quando la U. S. Corte Suprema ha rifiutato di sentire queste proteste nel 2007, tuttavia, il divieto di efedra è diventato permanente. Un altro prodotto a base di erbe, il ginkgo, è stato dimostrato che riduce la frequenza degli attacchi di asma e la liquirizia è usata nella medicina tradizionale cinese come un naturale decongestionante ed espettorante.

Ci sono molte formule utilizzate nella medicina tradizionale cinese per prevenire con facilità gli attacchi di asma, a seconda della specifica diagnosi cinese data dal medico. Altre erbe utilizzate per l’asma sono lobelia, anche chiamata “tabacco indiano”, ortica, che contiene un naturale antistaminico, timo, verbasco, partenio, passiflora, Saw Palmetto e ginseng asiatico. Il caffè e tè sono in grado di ridurre la gravità degli attacchi di asma perché la caffeina funziona come un broncodilatatore.

Il te contiene piccole quantità di teofillina, un farmaco usato per il trattamento dell’asma. La medicina Ayurvedica (tradizionale orientale indiano) raccomanda l’erba Tylophora asthmatica.

Approcci mente e corpo

La medicina ha dimostrato che la psicologica gioca un ruolo complesso per la cura dell’asma. Lo stress emotivo può scatenare attacchi di asma. Mente e corpo si sforzano di ridurre lo stress e aiutare chi soffre di asma a gestire la componente psicologica della loro condizione. Il biofeedback è un metodo di trattamento che usa monitor per rivelare informazioni fisiologiche dei pazienti, insegnare loro metodi di rilassamento e di respirazione profonda che possono aiutare le persone con asma. Altre tecniche utilizzate per l’asma includono metodi di rilassamento , meditazione, ipnosi, imaging mentale, psicoterapia e la visualizzazione.

Prognosi dell’asma

Più della metà di tutti i casi di asma nei bambini si risolvono da giovani anzichè in età adulta, ma l’infezione cronica, data da inquinamento, fumo di sigaretta e l’esposizione agli allergeni cronici sono fattori che rendono meno probabile la risoluzione. I neonati e i bambini piccoli che hanno dispnea persistente anche in assenza di infezioni virali e coloro che hanno un storia familiare di allergie hanno più probabilità di avere l’asma. La maggior parte dei soggetti affetti da asma rispondono bene al farmaco adeguato o la combinazione di farmaci e la maggior parte degli asmatici sono in grado di condurre relativamente normale, una vita attiva.

Pochi individui avranno problemi respiratori e correranno il rischio di andare in insufficienza respiratoria. L’asma provoca tra le 3.500 e le 5.000 morti negli Stati Uniti ogni anno.

Prevenzione dell’asma

L’esposizione agli allergeni più comuni e irritanti che spesso provocano attacchi d’asma possono essere ridotti o evitati attuando le seguenti azioni:

  • Se l’individuo è sensibile a un animale domestico della famiglia, tenere l’animale fuori dalla camera da letto (con la camera da letto porta chiusa), rimuovere la moquette e tenere l’animale lontano dai mobili imbottiti.
  • Per ridurre l’esposizione agli acari della polvere, rimuovere da parete a parete moquette, mantenere bassa l’umidità e utilizzare coperture speciali per cuscini e materassi. Ridurre il numero dei giocattoli e lavarli tutte le settimane in acqua calda.
  • Se l’allergene è lo scarafaggio e sta causando attacchi di asma, provocarne la sua morte veleno, trappole o con l’acido borico è preferibile all’utilizzo di pesticidi. Evitare di lasciare cibo o rifiuti esposti per scoraggiare le reinfestazione.
  • Tenere pulita l’aria interna, aspirare tappeti una volta o due volte alla settimana (con l’individuo asmatico assente). Evitare l’uso di umidificatori e l’uso di aria condizionata durante la stagione calda in modo che le finestre possono essere mantenute chiuse. Modificare i filtri di riscaldamento e condizionamento regolarmente.
  • Evitare l’esposizione al tabacco e fumo di legna.
  • Non esercitarsi all’aperto quando i livelli di inquinamento dell’aria sono alti o quando l’aria è estremamente fredda.
  • Quando l’asma è legato all’esposizione sul luogo di lavoro, adottare tutte le precauzioni, con maschera e se necessario, lavorare in una zona più sicura.

Asma bronchiale

L`asma bronchiale è una malattia respiratoria in cui i bronchi, che portano l`aria ai polmoni, si restringono periodicamente, provocando degli attacchi asmatici, di durata e frequenza variabili, nel corso dei quali il respiro diviene affannoso e sibilante.

Cause dell’asma bronchiale

É possibile distinguere due tipi principali di asma, quella estrinseca e quella intrinseca. Il primo tipo è così chiamato perché è provocato da agenti esterni, ed è una malattia in larga misura allergica che ha inizio durante l’infanzia. L’asma intrinseca, chiamata anche asma ad insorgenza tardiva, ha inizio nell’età adulta, spesso negli anni della maturità. É il risultato di un’infezione delle vie respiratorie sia superiori che inferiori, per esempio le sinusiti. L’asma può colpire persone appartenenti ad entrambi i sessi, a ogni razza e a tutte le classi sociali. Nel caso dell’asma estrinseca, è probabile che altri membri della famiglia siano colpiti da malattie allergiche. Nel caso dell’asma intrinseca, è comune che altri membri della famiglia siano sofferenti d’asma.

Diagnosi dell’asma bronchiale

Il settanta per cento dei bambini asmatici guariscono durante l’adolescenza; per gli altri, esistono attualmente delle terapie molto efficaci. La valutazione della funzionalità respiratoria, eseguita con uno strumento chiamato spirometro in diversi momenti della giornata e prima e dopo la somministrazione di un farmaco broncodilatatore, aiuta a stabilire se i sintomi lamentati dal paziente sono dovuti all’asma e quali fattori sono responsabili degli attacchi. Viene anche eseguito un esame del sangue per stabilire il grado di infezione e per verificare se esiste un eccesso di cellule eosinofile, che sono presenti in entrambi i tipi di asma. L’esame dell’escreato il materiale che viene espulso con la tosse può anche mostrare cellule eosinofile e cilindri provenienti dai bronchi più piccoli. Viene anche eseguita una radiografia del torace per controllare la presenza di polmonite o altre malattie polmonari.

Nell’asma non complicata, la radiografia è praticamente normale, anche se il diaframma può apparire piuttosto abbassato, se il polmone è iperinflato. Si possono eseguire dei test allergologici. Delle piccole gocce di diversi estratti, come la polvere di casa e pollini, sono deposte lungo le braccia, e la pelle viene graffiata con un ago. Dopo dieci minuti, possono apparire dei rigonfiamenti arrossati, che dimostrano l’ipersensibilità. A volte, se il risultato è dubbio, possono essere eseguite delle minuscole iniezioni nella cute.

Terapia e cura dell’asma bronchiale

La terapia più ovvia è quella di evitare ogni possibile causa di sensibilizzazione o infezione. Sfortunatamente, l’iposensibilizzazione eseguita con iniezioni di concentrazioni crescenti della sostanza a cui si è ipersensibili aiuta solo pochi asmatici, ma esistono altri farmaci che possono essere efficaci. L’impiego di un inalatore è un ottimo mezzo di prevenzione, perché interrompe la catena di eventi all’interno dell’organismo, che provocano lo spasmo dei muscoli bronchiali in risposta ad una sostanza irritante. I broncodilatatori, che rilassano attivamente i muscoli bronchiali, possono essere assunti per via orale o inalati sotto forma di aerosol.

Sono efficaci prima, durante e dopo un attacco. Nelle forme gravi di asma, resistenti alle altre terapie, i farmaci steroidei sono della massima importanza. In alcuni casi, la terapia deve essere proseguita fra un attacco e l’altro. Gli effetti collaterali degli steroidi possono essere evitati inalandoli direttamente nell’albero bronchiale.

Risorse

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