Calcoli (calcolosi): sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Cosa sono i calcoli

Si tratta di una concrezione di forma e grandezza variabili costituita da una parte interna (organica, di origine muco-proteica) e una parte esterna che la ricopre (velo cristallino).Cristalli di ossalato di calcio visti al microscopio, simili a quelli dei calcoli renali.Concrezione simile a una pietruzza che si forma con la precipitazione di alcuni componenti (calcio, colesterolo) della bile o dell’ urina.
Il processo di formazione dei calcoli prende il nome di litiasi; essi si sviluppano di solito nelle vie biliari, nei reni e nelle vie uri narie.
I più benigni si disgregano spontaneamente o vengono evacuati per vie naturali; gli altri, all’origine di coliche epatiche o renali, devono essere eliminati ricorrendo a estrazione chirurgica o a litotripsia (frantumazione mediante ultrasuoni).

Come si formano i calcoli

Ancora oggi non sono del tutto chiare le modalità di formazione dei calcoli, malgrado sia noto il processo di base, essenzialmente chimico, (un eccessivo accumulo di sostanze nei condotti di escrezione che trasforma in aggregato, dando così origine al “”piccolo sasso””), che è comune a tutti tipi di concrezione.

Dove si formano i calcoli

Questi precipitati si formano quasi esclusivamente nei dotti di escrezione delle ghiandole che, in ordine di importanza (per quanto riguarda la frequenza della formazione di calcoli) sono: l’apparato urinario: il bacinetto renale, i calici renali, gli ureteri o la vescica (in questo caso si parla di litiasi renale); la cistifellea (litiasi biliare); le ghiandole salivari (sciabolitiasi); la prostata; il pancreas. Così come la forma e le dimensioni dei calcoli sono estremamente variabili, tanto che a volte, quando i precipitati sono numerosi, ma piccolissimi, vengono chiamati sabbia o renella, anche la loro composizione varia a seconda della loro sede.

Calcoli delle vie urinarie: possono essere costituiti da urati di ammonio, urati di sodio, cistina, fosfato di calcio, di magnesio o di ammonio, scantina, o più spesso da ossalato o carbonato di calcio. Calcoli delle vie biliari: in sede biliare sono solo tre tipi di precipitato reperibili, e cioè calcoli di colesterolo, carbonato o bilirubinato di calcio.

Calcolosi

Con calcolosi si intende una malattia caratterizzata dalla presenza, in una cavità o in un dotto, di un materiale estraneo, di consistenza solida, formatosi in sede a partire dai costituenti normali od anormali del materiale normalmente contenuto nella cavità o nel condotto escretore.

Calcolosi biliare

La calcolosi biliare può rimanere silente clinicamente anche per anni, oppure manifestarsi solo con vaghe dolenzie al quadrante addominale superiore destro, verosimilmente conseguenza della colecistite quasi sempre presente. In un certo numero di casi, la calcolosi delle vie biliari si rende invece palese sotto forma di un fatto acuto che rende necessario qualche volta un intervento chirurgico d’urgenza, proprio a causa della imponente sintomatologia dolorosa e generale che l’accompagna.

L’espressione più caratteristica è la colica biliare, che si manifesta con la comparsa, generalmente notturna, di dolori fortissimi e caratteristici di tipo variabile ma sempre molto intensi, che durano diverse ore e si estendono anche alla parete addominale sovrastante. La colica biliare qualche volta è determinata dall’incunearsi di un calcolo nelle vie biliari, che provoca distensione delle stesse a monte dell’ostacolo; altre volte la causa è oscura.

Un altro evento acuto possibile in un paziente sofferente di calcolosi epatica è la colecistite acuta, che si manifesta drammaticamente con un “”addome acuto”” chirurgico, che spesso rapidamente evolve in peritonite. Si pensa che azione irritativa del calcolo possa avere un ruolo importante nell’acutizzazione di una sintomatologia infiammatoria cronica colecistica che, come si è già detto prima, raramente manca.

A volte un calcolo biliare molto voluminoso giunto nell’intestino può addirittura provocarne l’occlusione: questa rara complicazione si manifesta con i sintomi tipici del blocco intestinale (vedi), come dolore, vomito e gonfiore addominale.

Calcolosi renale

I calcoli renali sono completamente diversi da calcoli delle vie biliari; l’unica cosa che hanno in comune è di essere dei calcoli. I calcoli renali si formano di solito nel bacinetto dei reni, e, a seconda delle dimensioni che assumono e di altri fattori, possono subire destini diversi. I grossi calcoli renali che si formano nel bacinetto crescono rapidamente modellandosi sulla forma della cavità interna dell’organo, dando origine a quei calcoli a stampo così caratteristici e dannosi per la funzionalità del rene. I calcoli più piccoli vengono invece in genere o trattenuti nel bacinetto renale oppure, ad un certo punto, eliminati spontaneamente tramite le vie urinarie, nel corso di una colica renale di solito molto dolorosa (“”passaggio del calcolo””).

I calcoli renali sono radiopachi in gran parte dei casi, e possono quindi essere spesso messi in evidenza tramite un esame radiologico semplice del bacino (ma non vanno confusi con i frequenti fleboliti). Se sono radiotrasparenti, necessitano di una urografia per la visualizzazione. I calcoli renali possono essere composti da una grande varietà di sostanze; spesso contengono anche sali minerali, che rendono i calcoli radiopachi, quindi difficili da scoprire ai Raggi X. La formazione dei calcoli è favorita da particolari situazioni metaboliche (ad esempio l’iperuricemia favorisce moltissimo la formazione di calcoli di acido urico) e da abitudini del paziente (chi beve poco per abitudine è più soggetto alla formazione di calcoli renali rispetto a chi beve molto; il flusso elevato d’urina che si produce ingerendo forti quantitativi d’acqua infatti da una parte provvede a diluire i costituenti dell’urina, e dall’altra esercita un vero e proprio effetto di lavaggio delle vie urinarie).

Calcoli urinari

Si formano prevalentemente nei reni, ma possono avere origine anche ad altri livelli delle vie urinarie (per esempio nella vescica).

La maggior parte dei calcoli urinari è composta da una miscela di vari cristalloidi, che si formano in caso di soluzione urinaria sovrasatura e se mancano sostanze inibitrici della cristallizzaz ione.

Il processo è fortemente dipendente dal pH urinario. Circa l’80% dei calcoli è composto da sali di calcio (ossalato e fosfato di calcio), che si formano a pH alcalino. I calcoli di acido urico, che rappresentano il 20% dei calcoli urinari, si formano a pH acido e quando sono puri appaiono radiotrasparenti (a differenza d ei sali di calcio). Sono associati a iperuricemia (gotta) e iperuricuria. I calcoli di cistina, anch’essi radiotrasparenti, sono rari.

Calcolosi del dotto di Stenone

La calcolosi del dotto escretore delle ghiandole parotidi (calcolosi del dotto di Stenone) provoca una ostruzione acuta del dotto stesso con fortissimo rigonfiamento e dolorabilità accentuata della regione parotidea. Va ricercata ed esclusa, soprattutto nell’adulto, prima di far diagnosi generica o specifica di parotite, cioè di orecchioni. Questa calcolosi provoca un sintomo molto caratteristico, la cosiddetta colica salivare: tutte le volte che la secrezione di saliva viene stimolata dalla vista del cibo, o dal pensiero di un cibo appetitoso, l’occlusione del dotto di stenone impedisce la secrezione salivare e provoca un violentissimo dolore.

Terapie e cure della calcolosi

Litectomia

Estrazione di un calcolo. La litectomia è indicata in caso di litiasi (formazione di calcoli) del coledoco, dotto originato dal dotto cistico, proveniente dalla colecisti, e dal dotto epatico, che convoglia la bile al duodeno. Inoltre viene spesso praticata in caso di litiasi del dotto di Wirsung, che collega il pancreas al duodeno. Non è invece indicata per la litiasi della colecisti, a causa del suo carattere recidivante; in questo caso è necessaria l’ablazione dell’organo.

La litectomia si effettua in anestesia generale, sia per estrazione chirurgica, previa apertura dell’addome, sia mediante cateterismo retrogrado. Nel secondo caso, si introduce una sonda nel canale con l’ausilio di un endoscopio, passando dalla bocca, dallo stomaco e dal duodeno. Talvolta, per permetterne l’estrazione, il calcolo viene frantumato (litotripsia).

Litotomia

Estrazione chirurgica di un calcolo delle vie urinarie.

A seconda della posizione del calcolo, nell’uretra, nei reni o nella pelvi renale, si parla rispettivamente di ureterolitotomia, nefrolitotomia e pielolitotomia.

Medicina alternativa

Buchu, cura per i calcoli delle vie urinarie

Nome latino

Agathosma spp.

Caratteristiche del Buchu

Le foglie di quest’arbusto del Sudafrica contengono un olio che aumenta la produzione di urine. Le popolazioni africane, prima ancora del contatto con gli europei, lo usavano per i disturbi urinari. Nel XVII secolo, i coloni olandesi in Sudafrica lo usavano per trattare le infezioni e i calcoli delle vie urinarie. Nel 1847 venne introdotto negli Stati Uniti e acclamato come cura miracolosa. Oggi gli erboristi continuano la tradizione prescrivendo il buchu per le infezioni delle vie urinarie e come diuretico e anche per la sindrome premestruale e l’ipertensione. Il buchu ha un profumo e un gusto simile alla menta.

Indicazioni del Buchu

Gonfiore causato dalla sindrome premestruale, disturbi delle vie urinarie e dell’apparato genitale. In associazione al trattamento convenzionale: ipertensione, scompenso cardiaco.

Preparazioni del Buchu

Da banco Il buchu è disponibile come tintura oppure come prodotto essiccato nei negozi specializzati. A casa Infuso: aggiungete 1-2 cucchiaini di foglie sbriciolate a una tazza di acqua bollente e lasciate riposare per 10 minuti; bevetelo 3 volte al giorno. Combinazioni: per la cistite (infiammazione della vescica) mescolate il buchu con l’uva ursina e l’achillea. Per la disuria (dolore o difficoltà a urinare) mescolate il buchu con l’altea.

Effetti collaterali del Buchu

Una dose eccessiva di buchu può causare stomaco in disordine e diarrea.

Informazioni specifiche del Buchu

ATTENZIONE: i diuretici come il buchu possono abbassare i livelli di potassio dell’organismo, mangiate più cibi ricchi di potassio come le banane e le verdure fresche. In caso di gravidanza, consultatevi con il medico prima di prendere il buchu o un altro diuretico. Se pensate di usare il buchu per trattare l’ipertensione, fatelo solo sotto controllo medico e come parte di un piano di trattamento più completo. Evitate il buchu se avete una storia di malattie renali; l’olio che contiene potrebbe essere troppo irritante.