Colpo apoplettico: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Il colpo apoplettico, o ictus cerebrale, è una brusca interruzione dell`afflusso di sangue a una parte del cervello. Gli effetti variano da caso a caso: un ictus può provocare perdita di coscienza, paralisi permanente o temporanea, o nei casi più gravi, la morte, a seconda del grado di carenza di ossigeno.

Cause del colpo apoplettico

Un colpo apoplettico può insorgere indifferentemente in tre modi. Una causa è la trombosi, o formazione di un coagulo, in un’arteria, il che significa che una parte del cervello è completamente privata del suo afflusso di sangue. La seconda causa è un embolismo, in cui un coagulo di sangue, una bolla d’aria o una masserella di grasso vaganti si arrestano in un’arteria e bloccano il flusso del sangue. La terza causa è un’emorragia, cioè sanguinamento da un vaso sanguigno lesionato. La causa scatenante di gran lunga più comune è l’aterosclerosi, che colpisce in particolare i vasi del cervello. La malattia è più comune dopo la mezza età; la vittima più tipica è un anziano, aterosclerotico, diabetico e iperteso, tutti fattori che favoriscono le trombosi.

I sintomi del colpo apoplettico

I colpi apoplettici hanno sempre origine in un’alterazione della circolazione del sangue nel cervello. L’afflusso di sangue al cervello è molto generoso, come si addice ad un organo così importante. Non solo le due arterie vertebrali si uniscono per formare l’arteria basilare, ma anche l’arteria carotide interna entra nel cranio.

La caratteristica principale della circolazione cerebrale è il circolo del Willis. Si tratta di un anello di vasi sanguigni, con molti rami, in cui scorre il sangue. Questi rami, a loro volta, si uniscono uno con l’altro: in questo modo, se uno dei rami viene bloccato, gli altri possono svolgere le sue funzioni. Il tipico preliminare di un colpo apoplettico è il blocco graduale di un vaso sanguigno aterosclerotico del cervello. Ci possono essere dei segnali d’allarme, costituiti da quelli che vengono chiamati piccoli colpi: si tratta di attacchi transitori di debolezza o insensibilità a una mano, vertigini con giramenti di testa e cadute: in questo caso, anche se il paziente non perde conoscenza, può soffrire di disturbi della vista che durano pochi minuti e brevi perdite di memoria. Anche se tutti questi sintomi possono avere altre cause, la loro persistenza può indicare un’insufficienza arteriosa.

Il colpo apoplettico conclamato insorge quando l’apporto di sangue è completamente interrotto, a causa della presenza di un coagulo nel vaso bloccato, di un embolia o della rottura di un vaso sanguigno dovuta ad un danno della parete. L’emorragia subaracnoidale è una forma particolare di emorragia cerebrale, che insorge quando un piccolo rigonfiamento, o aneurisma, nel circolo del Willis scoppia; il rigonfiamento può essere presente dalla nascita o essersi sviluppato come conseguenza dell’aterosclerosi che ha colpito le arterie del circolo cerebrale.

Qualunque sia la causa dell’infarto, i sintomi variano a seconda della parte del cervello privata del sangue. Se l’arteria interessata è la cerebrale media, o l’arteria carotide interna, per esempio, può comparire ognuno dei seguenti sintomi. Il paziente può essere incapace di pronunciare la parola che intende dire: questo è dovuto ad un’interferenza con il magazzino delle parole presente nel cervello. Può essere presente una debolezza della muscolatura della faccia, un tic, per esempio, della mano e, più raramente, della gamba sinistra, come ci può essere una perdita di sensibilità della parte destra del corpo. Se è colpita la parte destra del cervello, la capacità di parlare resta praticamente normale, ma si può avere perdita del senso dell’orientamento, e perdere la consapevolezza della parte sinistra del corpo. Se è interessata la parte frontale del cervello, il paziente può regredire temporaneamente ai riflessi che aveva da neonato. Se è colpita l’arteria basilare, si hanno disturbi della vista. Anche se le condizioni dell’ammalato possono sembrare gravissime subito dopo l’attacco, la prognosi è sorprendentemente buona.

Il famoso scienziato francese Louis Pasteur (1822-1895), per esempio, fece molte delle sue maggiori scoperte dopo aver subito numerosi colpi apoplettici, compreso uno che spinse il suo medico a disperare di poterlo salvare.

Diagnosi del colpo apoplettico

Normalmente, è molto semplice diagnosticare cosa ha provocato un colpo apoplettico: di solito, la prima colpa è della pressione sanguigna troppo elevata o dello stato delle arterie. In qualche caso, d’altra parte, la sifilide, una malattia venerea, delle arterie, può essere la causa prima; un esame del sangue, scelto fra tre test specifici, viene impiegato per stabilire se la sifilide è responsabile. Un altro tipo di esame del sangue, la velocità di eritrosedimentazione (VES) serve a eliminare o confermare la possibilità di un’arterite temporale. Si tratta di un’infiammazione dei vasi sanguigni che risponde bene alla terapia.

Un ictus progressivo può essere la conseguenza della policitemia vera, un aumento anomalo del numero dei globuli rossi. Questa malattia è diagnosticata con un esame emocromocitometrico. Il medico può anche voler escludere la presenza di un diabete mellito con un test di tolleranza al glucosio. Anche se il diabete non è una causa diretta del colpo apoplettico, è frequentemente una malattia associata. La concentrazione del colesterolo e degli altri lipidi (grassi) nel sangue viene anche misurata, soprattutto se il paziente che ha avuto un colpo apoplettico è stranamente ancora giovane. Anche un esame del cuore dovrebbe essere eseguito: questo perché le malattie cardiache, e particolarmente la stenosi mitrale (spesso causata dalla cardiopatia reumatica) possono provocare un colpo apoplettico. Un frammento proveniente da una valvola cardiaca danneggiata può bloccare una piccola arteria cerebrale e privare il cervello del sangue.

Quando c’è un dubbio su che cosa esattamente stia succedendo dentro il cervello, un esame, la TAC significa Tomografia Assiale Computerizzata dà solitamente una risposta precisa. Si tratta di un tipo speciale di radiografia, che mostra la testa e il cervello come se fossero tagliati a fette.

Terapia e cura del colpo apoplettico

La terapia del colpo apoplettico non ha invece niente di magico. Si tratta più che altro di sostenere la naturale tendenza alla guarigione. Il paziente deve essere nutrito, anche se deve essere presa qualche precauzione se c’è difficoltà nel deglutire, e deve essere incoraggiato e aiutato a muoversi quanto più possibile. Il trattamento fisioterapico, qualche volta basato sull’elettrostimolazione, serve a mantenere efficienti i muscoli, fino al momento in cui il paziente non sia di nuovo in grado di comandarli. A volte, una tecnica chiamata bio-feedback è utile nell’aiutare l’ammalato a riprendere il controllo dei suoi muscoli: con questo metodo una macchina indica se il paziente riesce a muovere il muscolo voluto.

La terapia del linguaggio è utile: non solo aiuta a superare problemi fisici, ma incoraggia anche la vittima dell’ictus ad affrontare la frustrante situazione di incapacità a ricordare le parole esatte. La fase di recupero dopo un colpo apoplettico dura circa dodici mesi, ed altrettanto a lungo devono durare gli sforzi per favorirlo. Se l’ammalato ha una stenosi mitralica, è importante che resti sotto terapia anticoagulante, per prevenire ulteriori attacchi. Alcuni medici ritengono che l’aspirina sia utile per prevenire piccoli colpi, mentre non è assolutamente certo che possa aiutare a prevenire colpi apoplettici conclamati. Chi ha un’elevata pressione arteriosa una causa comune di colpo apoplettico può fare molto per se stesso, oltre che ricevere un aiuto dal suo medico, dimagrendo se il suo peso è superiore a quello ideale per la sua altezza. Questi due fattori associati, ipertensione ed eccesso di peso, aumentano infatti considerevolmente l’incidenza della malattia.