Allergia: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Le allergie

Il termine allergia indica una reazione anormale del sistema immunitario di fronte a sostanze (proteine) che di norma non sono dannose. L’allergia si manifesta in molti modi differenti la cui gravità varia dal disturbo lieve allo shock potenzialmente mortale. Si stima che circa un quarto della popolazione dell’emisfero occidentale soffra di allergie. Non è noto perché alcune persone la sviluppino, ma sembra che anche qui conti l’ereditarietà. Per quanto le allergie possano presentarsi, aggravarsi o attenuarsi nel corso di tutta la vita, è difficile che se ne presentino di nuove dopo i 40 anni.

Il sistema immunitario protegge l’organismo dalle sostanze estranee (chiamate antigeni) producendo anticorpi e altre sostanze chimiche destinati a distruggerle. Normalmente il sistema immunitario ignora le sostanze innocue, per esempio gli alimenti, e attacca piuttosto quelle pericolose come virus e batteri.
La reazione allergica si ha quando il sistema immunitario non distingue più tra sostanze innocue e pericolose e attacca le prime come se costituissero una minaccia attraverso una serie di reazioni che coinvolgono diverse sostanze, la più nota delle quali è l’istamina. È a quest’ultima che si devono molti dei sintomi associati alle allergie.

Le sostanze che possono scatenare una reazione allergica, chiamate allergeni, vanno dai pollini di certe piante alla forfora degli animali, a farmaci come la penicillina. La larga maggioranza delle reazioni allergiche non è grave ma alcune, come l’anafilassi o shock anafilattico, possono essere fatali. Sono poche le forme allergiche che possono essere curate con successo completo, ma sono disponibili numerosi trattatamenti convenzionali e alternativi in grado di attenuarne la sintomatologia.

Sistema immunitario

Il sistema immunitario ha il compito di riconoscere gli antigeni situati sulla superficie dei microrganismi e di produrre anticorpi (immunoglobuline) e globuli bianchi (linfociti) sensibilizzati, i quali entreranno in contatto con gli antigeni per distruggere i microrganismi che li veicolano. Nel meccanismo dell’allergia il processo descritto si svolge nello stesso modo, ma il sistema immunitario produce anticorpi e linfociti sensibilizzati a sostanze inoffensive, gli allergeni, erroneamente identificati come antigeni dannosi.

Le allergie si sviluppano in soggetti geneticamente predisposti: spesso, infatti, manifestazioni allergiche come l’asma, l’eczema atopico, la rinite allergica o l’orticaria interessano più membri di una stessa famiglia. Lo sviluppo delle reazioni allergiche è dovuto inoltre a cause quali infezioni virali, fattori ambientali (presenza di un animale) ed emotivi.

Le reazioni improprie o eccessive che si manifestano nelle allergie sono dette reazioni di ipersensibilità.

Ipersensibilità di tipo I

Detta anche ipersensibilità mediata, è la più frequente. Gli allergeni di ipersensibilità mediata sono pollini (graminacee, alberi ed erbe); acari contenuti nella polvere domestica; squame di animali (minuscole particelle di pelle o pelo); muffe atmosferiche; sostanze contenute in alcuni farmaci e alimenti (uova, latte, crostacei, frutta secca e fragole), nel veleno degli insetti (api, vespe), in coloranti alimentari (tartrazina).

In caso di contatto con uno di questi allergeni, gli anticorpi elaborati, immunoglobuline E (IgE), si fissano sui mastociti, cellule della pelle e delle mucose, le cui granulazioni contengono istamina (sostanza che provoca i sintomi dell’infiammazione e la contrazione dei muscoli bronchiali). Durante un secondo contatto, l’allergene si unisce alle IgE determinando la degranulazione dei mastociti, vale a dire la liberazione dell’istamina, che scatena i sintomi dell’allergia: eruzione, prurito, gonfiore, gocciolamento e ostruzione nasale, starnuti, tosse spasmodica, congiuntivite, difficoltà respiratoria, diarrea. Ne conseguono manifestazioni quali asma, raffreddore da fieno, orticaria, e dema di Quincke, shock anafilattico e diverse allergie alimentari.

Ipersensibilità di tipo II

Meno frequente, è di natura citotossica e provoca l’intervento degli anticorpi IgG e IgM. Determina reazioni trasfusionali, incompatibilità maternofetale, anemie emolitiche e intolleranze a determinati farmaci.

Ipersensibilità di tipo III

Provoca l’intervento degli anticorpi IgG. Determina glomerulonefriti; lupus eritematoso sistemico; una forma di malattia polmonare, l’alveolite allergica (polmone del contadino, malattia del polmone degli allevatori di uccelli), e tumefazione cutanea in occasione dei richiami della vaccinazione.

Ipersensibilità di tipo IV

È una reazione cellulare ritardata responsabile di dermatosi allergiche conseguenti al contatto della pelle con alcune sostanze (nichel, caucciù, detergenti e cosmetici), di granulomi (tubercolosi, sarcoidosi) e del rigetto di trapianto.

Orientata da antecedenti personali e familiari del soggetto, dalle sue abitudini, da segni clinici (eczemi, orticaria, rinite, asma, diarrea ecc.), la diagnosi poggia su test cutanei e, in certi casi, viene confermata da analisi di laboratorio.
Il miglior trattamento consiste nell’evitare, per quanto possibile, qualsiasi contatto con l’allergene in causa. La desensibilizzazione è utile per le allergie al veleno degli insetti, agli acari e a certi pollini: somministrando, sotto controllo medico, dosi infinitesimali e progressivamente crescenti dell’allergene, si favorisce la formazione di anticorpi, che in seguito bloccheranno le reazioni allergiche.

Questa cura dà buoni risultati in circa 2 casi su 3, ma deve essere protratta per almeno 3 anni e può causare effetti indesiderati (prurito, edemi ed eruzioni), raramente gravi (asma, shock anafilattico).
I sintomi, per esempio in caso di prurito dovuto a una puntura di insetto, sono alleviati dai farmaci antistaminici.

Atopia

Predisposizione ereditaria allo sviluppo di manifestazioni di ipersensibilità immediata quali asma, raffreddore da fieno, orticaria, dermatite atopica, pollinosi (sensibilità ai pollini), alcuni tipi di riniti e congiuntiviti, diverse manifestazioni allergiche digestive.

L’atopia è legata a fattori genetici tuttora non ben identificati. La caratteristica principale del soggetto atopico è la produzione eccessiva di anticorpi o immunoglobuline di tipo E (IgE) quando entra in contatto con allergeni inalati o ingeriti in quantità minime.

Demografia delle allergie

Le allergie sono tra i disturbi medici più comuni . Si stima che 60 milioni di americani, più di uno su cinque, soffrono di qualche forma di allergia che viene pronunciata con il causare sintomi. Più della metà di tutti gli americani sono positivi ai test per uno o più allergeni. Le allergie sono la terza causa delle malattie croniche tra i bambini americani.

Le allergie sono la quinta causa di malattia cronica tra tutti gli americani, che rappresentano una su nove visite mediche. Tra gli americani: ? Circa 36 milioni soffrono di allergie stagionali, con rinite allergica stagionale o febbre da fieno che colpisce il 20% di tutti gli adulti e fino al 40% dei bambini. Allergie da polline si sviluppano generalmente in età compresa tra 6 e 13 anni.

Allergie respiratorie, come quelle a polvere, peli di animali e muffe, possono verificarsi nei bambini di età tra due o tre anni.

  • Circa 12 milioni hanno allergie alimentari, di cui 4% degli adulti e il 6-8% dei bambini di quattro anni di età. Circa 6,9 milioni di americani sono allergici ai frutti di mare e il 0,4-0,6% sono allergici alle arachidi.
  • Le reazioni allergiche rappresentano il 5-10% di tutte le reazioni avverse al farmaco, con reazioni cutanee che sono le più comuni. Circa un quinto di tutti i bambini sono allergici a qualche tipo di farmaco, spesso penicillina, sulfamidici, o aspirina.
  • Sebbene circa il 15% degli adulti hanno una localizzata reazione allergica per punture di insetti, circa il 3% ha gravi allergie al veleno di insetti pungenti, come api, vespe, calabroni, giacche gialle, e le formiche del fuoco (che si trovano solo al Sud). I bambini raramente sperimentano la grave reazione al veleno che a volte si verifica negli adulti.
  • L’orticaria colpisce fino al 20% della popolazione ad un certo momento della loro vita.
  • Allergie della pelle o dermatiti allergiche da contatto sono le condizione più comuni nei bambini sotto gli 11 anni.
  • Le stime della prevalenza di allergia al lattice variano da meno di 1% a 6%. Gli operatori sanitari sono particolarmente a rischio di dermatite da contatto da guanti in lattice. Quasi nove milioni di bambini americani soffrono di asma, una malattia cronica che causa l’infiammazione delle vie aeree, rendendo difficoltosa la respirazione.

Molti allergeni diversi possono scatenare attacchi di asma e si stima che il 50% degli adulti e più dell’ 80% dei bambini con asma sono associati alle allergie, in particolare la rinite allergica. Si ritiene che l’asma sia sotto diagnosticata e sotto trattata negli anziani. Anafilassi o shock anafilattico sono malattie rare, gravi e potenzialmente fatali. E’ una reazione allergica che provoca cali di pressione e le vie respiratorie presentano rigonfiamenti.

Tra gli americani:

  • Più di 700 muoiono ogni anno di anafilassi causata da una reazione allergica
  • Circa 150-200 muoiono indotta dal cibo anafilassi
  • La penicillina, nelle sue varie forme cause circa 400 morti l’anno negli Stati Uniti. In tutto il mondo, 32 su 100.000 pazienti esposti alla penicillina hanno una reazione anafilattica
  • Ogni anno 40-100 americani muoiono a causa di una reazione anafilattica dovuta alla punture di insetti o di punture
  • Ci sono circa 220 casi di anafilassi e tre morti ogni anno da allergia al lattice. L’incidenza di allergie e asma è in aumento nei paesi industrializzati di circa il 5% all’anno e almeno la metà di tutti quelli colpiti sono i bambini. un po ‘di di questo aumento può essere attribuito ad una migliore diagnosi e reporting.

Sintomi dell’allergia

Starnuti, respiro affannoso, congestione nasale e tosse sono sintomi dell’asma, ma possono essere indicativi anche di un’allergia respiratoria o da farmaci. Occhi, bocca e gola che prudono sono sintomi di allergie respiratorie. Mal di stomaco, bruciori di stomaco o frequenti indigestioni sono sintomi di una sensibilizzazione a determinati cibi. Rigidità, dolore e gonfiore delle giunture possono indicare un’allergia alimentare o ai farmaci.

Contattare il medico se…

Avete violenti crampi allo stomaco, vomitate, avete diarrea e gonfiori; questi sintomi possono indicare una grave allergia alimentare, una reazione allergica di tipo differente o un’intossicazione alimentare. Respirare vi risulta molto difficile e doloroso; probabilmente siete colpiti da un episodio di asma, avete in corso una seria reazione allergica, o un infarto. Richiedete con urgenza un trattamento.

La vostra pelle improvvisamente si riempie di vescicole, si arrossa, dà prurito; il vostro cuore batte più velocemente. Questi sintomi potrebbero essere la manifestazione di uno shock anafilattico o di un’altra reazione allergica molto grave. Richiedete con urgenza un trattamento.

Tipi di allergia

Le allergie si presentano in numerose forme diverse: sono comunque raggruppate in grandi categorie, in base al tipo di sostanza che le provoca, o alla parte del corpo interessata.

Allergie della pelle

Sono costituite dalla dermatite da contatto, causata dall’esposizione diretta, topica, all’allergene specifico; la causa della dermatite atopica, invece, non è conosciuta, ma la sua insorgenza, di solito, è su base ereditaria. L’orticaria è un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, gon fiore, vescicole rossastre: può durare alcuni minuti o giorni. L’angioedema è caratterizzato da gonfiori marcati intorno agli occhi, alle labbra e, a volte, ai piedi e alle mani. L’orticaria e l’angioedema sono provocati da una esagerata reazione del corpo a deteminati alimenti, polline, derivati epidermici animali, farmaci, punture di insetti, freddo, caldo, luce o stress.

Allergie respiratorie

Circa quattro milioni di italiani soffrono di febbre da fieno (rinite allergica). Si presenta con prurito agli occhi, al naso, al rinofaringe (parte alta della bocca), alla gola, con congestione nasale, tosse e starnuti. Se voi (o qualche membro della vostra famiglia) soffrite di altre allergie, quali la dermatite o l’asma, avete buone probabilità di presentare anche la febbre da fieno. I termini rinite allergica e febbre da fieno sono specifici per indicare una reazione causata dai pollini delle Graminacee, delle Composite, della Parietaria officinalis, o altre piante il cui polline è trasportato dal vento.

Gli stessi sintomi possono essere però prodotti da altre particelle sospese nell’aria e inalate: muffe, polvere e derivati epidermici animali. Per esempio, se siete allergici ai derivati epidermici (forfora, ma anche alla saliva) del vostro animale preferito, stando vicino a questo comincerete a starnutire, avrete il respiro affannoso, vi colerà il naso. Le allergie alle muffe sono invece causate dalle spore trasportate dall’aria. Le muffe si trovano sia nell’ambiente esterno che in quello interno. Le muffe dell’ambiente interno (aspergillus, penicillum, mucor e rhizopus) crescono tutto l’anno in locali umidi (per esempio, scantinati e bagni).

La polvere causa invece allergia perché può contenere molti allergeni quali polline, spore delle muffe e i microscopici acari della polvere; può, inoltre, contenere fibre provenienti da stoffe, tappezzeria e tappeti.

Asma brionchiale

L’asma è provocata da un meccanismo praticamente uguale a quello responsabile del raffreddore da fieno: solo che in questo caso, le cellule sensibilizzate sono situate nelle pareti dei bronchi. Anche gli allergeni causa sono gli stessi: pollini, derivati animali e la polvere di casa. In questo caso, la reazione antigene-anticorpo provoca un’infiammazione delle pareti bronchiali, che diventano edematose, e la costrizione della muscolatura.

Come risultato, il lume dei bronchi diviene molto ristretto e l’aria passa con difficoltà, soprattutto durante l’espirazione, perché l’inspirazione avviene con contributo dei muscoli respiratori. L’attacco d’asma viene percepito dal paziente come una sensazione di difficoltà respiratoria; è anche possibile sentire il sibilo prodotto dall’aria che passa nei bronchi ristretti. La terapia causale dell’asma è analoga a quella della rinite allergica: allontanamento dell’allergene e desensibilizzazione.

Anche gli attacchi acuti di asma richiedono una terapia medica: si somministrano farmaci che provocano una broncodilatazione, come i betamimetici e la teofillina; nei casi più gravi si impiega il cortisone. Molto utile per prevenire gli attacchi è il disodiocromoglicato, che inibisce la degranulazione dei mastociti.

Allergie alimentari

Si stima che circa il 70 per cento delle persone che soffrono di allergia alimentare abbia meno di 30 anni; molti sono bambini al di sotto dei 6. A volte è difficile individuare gli specifici allergeni responsabili dell’allergia alimentare. Spesso infatti le reazioni sono ritardate, o causate da additivi. Comunque, circa il 90 per cento delle allergie alimentari è causato dalle proteine del latte vaccino, dell’albume dell’uovo, arachidi, frumento, soia.

Altri allergizzanti comuni sono: bacche, frutti di mare, mais, fagioli, il colorante alimentare giallo n°5 e la gomma arabica (additivo utilizzato nelle preparazione degli alimenti). I sintomi classici dell’allergia alimentare includono: crampi allo stomaco, diarrea, nausea. Nei casi più gravi possono insorgere anche vomito, gonfiore della faccia e della lingua, grave difficoltà respiratoria, vertigini, sudorazione abbondante, svenimenti.

Allergie da farmaci

La maggior parte delle allergie da farmaci sono provocate dalle sostanze appartenenti alla famiglia della penicillina. Gli altri farmaci che danno più frequentemente allergia sono: sulfamidici, barbiturici, anticonvulsivanti, insulina, anestetici locali e le sostanze introdotte nei vasi sanguigni per eseguire le radiografie. Almeno 200 mila italiani risultano “sensibili” all’acido acetilsalicilico; non si tratta di una vera e propria allergia ma di una sorta di ipersensibilità.

Allergie alle punture degli insetti

Come risulta da alcuni studi, le persone che soffrono di allergie (farmaci, alimentari o respiratorie) sono predisposte a sviluppare anche un’allergia alle punture degli insetti. Circa il 15% della popolazione presenta quest’allergia provocata, generalmente, dal veleno contenuto nel pungiglione delle api, vespe, calabroni e di altri insetti.

Allergia o intolleranza agli alimenti

In Italia il 2% degli adulti e l’8% dei bambini presentano allergie alimentari: di gran lunga superiore la percentuale di quanti credono di essere allergici agli alimenti. Scambiano per allergia un’intolleranza a determinati cibi dovuti alla mancanza di enzimi specifici. Alcuni soffrono di intolleranza al lattosio, uno zucchero contenuto nel latte; generalmente, però possono mangiare alcuni prodotti caseari quali yogurt, panna fermentata, formaggi a pasta dura. Alcuni bambini, poi, hanno un’intolleranza al glutine del frumento.

Il glutammato monosodico, un esaltatore di sapidità, può causare sonnolenza, mal di testa, rossori. I solfiti, usati come conservanti sia in numerosi alimenti che nel vino, possono causare sensibilizzazione o scatenare delle vere e proprie allergie.

Cause dell’allergia

Meccanismo allergico

In altri termini, l’allergia è una particolare ed anomala modalità di reazione dell’organismo nei confronti di stimoli solitamente esterni detti antigeni (nel caso specifico chiamati allergeni) di regola inefficienti nell’individuo normale.
É di frequente osservazione il ripetersi di manifestazioni allergiche nella stessa famiglia, tanto da giustificare una ipotesi di ereditarietà del fenomeno.

Tuttavia, la presenza di manifestazioni diverse nei componenti di una stessa famiglia dimostra che non si eredita tanto una determinata malattia allergica, quanto una generica predisposizione a questo tipo di patologia. Vari fattori possono intervenire nella prima manifestazione di una malattia allergica, e nelle manifestazioni successive, come elementi scatenanti o coadiuvanti. Fra questi vanno ricordati in particolare i fattori psichici, endocrini e le infezioni. É infatti di frequente osservazione l’insorgenza di un’asma a seguito di una malattia infettiva, per lo più di una sindrome (insieme di sintomi) a carico delle prime vie respiratorie.

Analoghe considerazioni possono essere fatte ad esempio per la tiroide, la cui iperfunzione (funzionalità eccessiva) gioca un ruolo aggravante e talora precipitante di una sindrome allergica. Quanto ai fattori psichici, è da ricordare il ruolo favorente che uno stato di tensione emotiva ha sullo scatenarsi di una crisi: asmatica, rinitica, orticariosa o cozematosa. Gli anticorpi (sostanze difensive specifiche) responsabili delle manifestazioni allergiche vengono chiamati reagine: tale termine sta ad indicare la capacità di tali anticorpi di fissarsi ai recettori della cute e delle mucose, in particolare respiratorie, e determinare, a contatto con l’allergene, la liberazione di sostanze attive con attività infiammatoria.

Si definiscono allergèni le sostanze capaci di provocare manifestazioni allergiche. L’allergene può indurre uno stato di sensibilizzazione attraverso uno o più contatti con l’organismo per via inalatoria, alimentare cutanea, parenterale (punture di insetti, iniezioni).

Gli allergeni possono essere raggruppati in quattro categorie: allergeni inalanti, allergeni alimentari, allergeni batterici, allergeni medicamentosi.
Gli allergeni inalanti sono tutti materiali a capacità allergizzante che vengono veicolati per via aerea. Sono principalmente in causa nelle sindromi allergiche dell’apparato respiratorio. Va ricordato l’esempio più tipico dei pollini, che hanno la capacità di provocare manifestazioni allergiche (pollinosi) ed asma in particolare.

Si può senz’altro affermare che i pollini rappresentano l’allergene più diffuso e più frequentemente in causa nella malattie allergiche. Anche le spore di funghi sono in gioco nelle forme allergiche dell’apparato respiratorio e provocano sintomi stagionali che vengono confusi, per la loro periodicità, con le manifestazioni allergiche da pollini.

La polvere domestica è un allergene molto spesso responsabile di manifestazioni stagionali o perenni di allergia respiratoria, e frequentemente di asma bronchiale; questa polvere è un miscuglio di sostanze diverse (spore fungine, materiale di decomposizione proveniente da cibi, fibre vegetali, ecc.) dove è sempre presente un piccolo insetto, il dermatofagoide (Dermatophagoides). Ricordiamo ancora le farine, le fibre vegetali, il crine ed alcuni materiali di derivazione industriale.

Anche fra gli alimenti, molti sono quelli che possono essere causa di allergia: in ordine di frequenza il latte, le uova, i crostacei, il cioccolato ed i cereali. L’allergia al latte è frequente soprattutto nei bambini molto piccoli.

La terza categoria di allergeni sopra citata è quella degli agenti batterici. Il loro ruolo non è stato ancora ben definito: si tende a dare particolare importanza ad alcuni antigeni derivati soprattutto dagli streptococchi. Infine, anche i più diversi medicamenti possono essere causa di fenomeni allergici e sensibilizzare l’organismo quando somministrati per via iniezione, per bocca o localmente. Tra questi gli antibiotici, i sieri terapeutici, i vaccini antibatterici ed antivirali, gli antistaminici ecc.

Allergeni

Sostanza che, in alcuni soggetti, scatena una reazione allergica. Gli allergeni sono un tipo particolare di antigeni, sostanze che provocano la risposta del sistema immunitario (secrezione di anticorpi o produzione di cellule citotossiche).
Un allergene è generalmente una proteina presente nell’ambiente, ma può anche essere formato dall’associazione di più sostanze. I pazienti sono spesso polisensibili, ovvero allergici a più allergeni. Esistono inoltre allergie incrociate: un malato sensibile a una sostanza reagisce anche a quelle con strutture affini.

Allergeni inalatori o inalanti

Penetrano nell’organismo attraverso le vie respiratorie e sono contenuti negli acari della polvere domestica, in pollini, peli e squame, nelle penne e piume di animali, nelle muffe e negli inquinanti industriali.

Allergeni alimentari

Penetrano per via digestiva e sono presenti in latte, uova, carne, pesce e in molti frutti e ortaggi. Alcuni alimenti, detti pseudoallergeni, producono sintomi che simulano un’allergia, perché sono ricchi di istamina, la sostanza che scatena i disturbi allergici (è il caso di formaggi, bevande fermentate, crauti, salame e conserve) o perché determinano la liberazione di istamina da parte delle cellule dell’organismo (uova, crostacei, fragole, pomodori, cioccolato, pesce, noci, arachidi e alcol).

Altri allergeni

Penetrano nell’organismo per le vie più diverse, per esempio attraverso il sangue; sono gli allergeni presenti nei farmaci. La comunità scientifica tuttora si interroga circa l’esistenza di allergie a determinate sostanze batteriche.
Preparazioni contenenti allergeni vengono applicate sulla cute, in genere mediante iniezione intradermica (nello spessore cutaneo), per testare la sensibilità del soggetto. Questi test devono essere eseguiti con estrema cautela e circospezione, poiché possono scatenare una reazione allergica grave.

Diagnosi dell’allergia

Dopo avervi fatto domande sulle eventuali vostre precedenti malattie, e su quelle manifestatesi all’interno della vostra famiglia, il medico vi porrà una serie di domande riguardanti la vostra esposizione e le vostre reazioni a diversi allergeni, per identificare il responsabile. Raccolti i dati, il medico deciderà a quale tipo di test sottoporvi. Il test cutaneo è quello più diffuso. Una piccola quantità di allergene viene messa a contatto della pelle o inoculata sottocute: il medico aspetta l’eventuale comparsa della reazione.

I segni dell’allergia (gonfiore, prurito, arrossamento) compaiono di solito entro venti minuti. I test cutanei hanno però delle limitazioni: se viene somministrata una quantità eccessiva di allergene, anche persone non allergiche possono presentare reazione. Inoltre, persone particolarmente sensibili possono andare incontro a shock anafilattico. Per individuare le allergie respiratorie, una valida alternativa al test cutaneo è rappresentata dal RAST (test di radioallergoassorbimento), che misura il livello di anticorpi specifici dell’allergia presenti nel sangue.

Gli esami di laboratorio per essere indicativi si devono eseguire nella maniera più ampia e completa, se occorre valiare le molteplici possibilità date dall’esistenza di una grande varietà di allergeni. Le prove di cutireazione o di intradermoreazione si basano sulla presenza dell’antigene a livello cutaneo o intradermico: a tale scopo, si provvede alla somministrazione per tali vie di antigeni che più frequentemente sono in causa nel determinare la malattia allergica (per esempio, graminacee, spore fungine, polveri domestiche, ecc.).

A intervalli di tempo definiti fa la lettura dei vari test, controllando la reattività locale ai vari gruppi di antigeni. Una volta identificati gli antigeni, è possibile allestire un vaccino.

Prist test

Test radioimmunologico che valuta i livelli sierici di IgE totali, utile per la diagnosi precoce di atopia nel neonato, mielom a IgE o sindrome di Buckley.

Oltre che nei casi di allergia/atopia, aumenta nei fumatori o nei soggetti affetti da patologie quali sindrome di Wiskott-Aldrich, displasie timiche, periarterite nodosa, pemfigoide, parassitosi, neoplasie (mieloma IgE, morbo di Hodgkin).

Diminuisce in caso di deficit isolato di IgE, ipogammaglobulinemia congenita e acquisita e atassia teleangectasica.

Test di Prick

Test cutaneo utile per individuare l’ipersensibilità nei confronti di allergeni inalanti (graminacee, parietaria, artemisia, olivo, Alternaria, forfora di gatto e di cane, acaro della polvere ecc.), alimentari, farmaci e veleno di insetti. Consiste nella somministrazione, per via intradermica, di una serie di estratti allergenici noti diluiti, utilizzando il diluente come controllo negativo (non deve mai dare reazione) e l’istamina come controllo positivo (deve sempre dare una reazione), e nell’osservare l’eventuale reazione cutanea (cutipositività).

Un test è considerato positivo se entro 15 minuti si forma un pomfo di tipo istaminico di diametro superiore ai 3 mm (Prick tes t) o ai 10 mm (test intradermico). Sono possibili falsi positivi (iperreattività cutanea, presenza di sostanze irritanti o inquinanti negli estratti, eccessiva concentrazione degli estratti stessi ecc.) e falsi negativi (estratti inattivi, iporeattività cutanea, utilizzo di antistaminici o cortisonici).

I test alimentari sono scarsamente attendibili e in questi casi occorre dosare le IgE specifiche o effettuare test di provocazione.

Patch test

Test per l’individuazione di allergie cutanee o respiratorie. I test cutanei vengono eseguiti in caso di dermatite da contatto, dovuta al contatto di un allergene (sostanza responsabile di un’allergia) con la pelle. Applicando determinate sostanze sulla pelle e osservando se alcune determinano la comparsa di una reazione locale di piccola entità, si perviene all’individuazione degli allergeni responsabili della reazione. La tecnica richiede l’impiego di batterie standard di allergeni ed eventualmente le sostanze connesse alla profes sione del soggetto (parrucchiere, operaio edile che lavora il cemento ecc.).
Il medico dermatologo o allergologo può testare in una sedut a sino a 50 prodotti, ciascuno contenente un potenziale allergene, depositando sulla cute della schiena o del braccio del paziente alcune gocce e ricoprendole poi con un cerotto ipoallergenico.

La verifica viene eseguita 48-72 ore più tardi: il test risulta po sitivo per una determinata sostanza se, al suo contatto, la pelle assume un aspetto particolare (arrossamento, prurito, bolle). Tuttavia, il test può essere falsamente positivo in conseguenza di un’allergia crociata: a provocare i sintomi non è l’allergene, ma una sostanza dalla struttura chimica simile. Al contrario, il test può risultare falsamente negativo se la concentrazione in allergene del prodotto è insufficiente o se il test viene eseguito a meno di 1 settimana dall’interruzione di un trattamento con antistaminici o corticosteroidi. Se il valore dei test cutanei è indiscutibile, anche solo per la loro semplicità, la loro interpretazione è talvolta delicata e richiede la massima attenzione anche per i segni clinici collaterali, le abitudini di vita del paziente ecc.

Terapia dell’allergia

Il metodo più efficace per combattere l’allergia è quello di non entrare in contatto con l’elemento allergizzante, ma questo non sempre è possibile. I farmaci di base antiallergici sono gli antistaminici, che contrastano appunto la formazione dell’istamina, causa della reazione allergica. In caso di allergia grave vengono prescritti anche i corticosteroidi.

In situazioni di emergenza, in presenza di shock anafilattico, viene somministrata adrenalina. Alcune allergie, poi, possono essere curate con l’immunoterapia: introducendo piccole quantità di allergene nell’organismo, si insegna al corpo a reagire in misura minore allo stimolo (iposensibilizzazione).

Cosa innesca lo shock anafilattico?

L’anafilassi, o shock anafilattico, è la reazione allergica più grave e pericolosa. Inizia pochi minuti dopo essere entrati in contatto con l’allergene e i suoi sintomi si fanno via via più imponenti. Sebbene qualsiasi allergene può provocare anafilassi, le cause più comuni di essa sono: punture di insetti, alcuni cibi (frutti di mare e noccioline) e l’iniezione di alcuni farmaci.

Il trattamento standard prevede la somministrazione di adrenalina, nei casi più gravi può essere necessario effettuare massaggio cardiaco e ventilazione assistita.

Medicina convenzionale

Allergie della pelle

Le dermatiti atopiche e da contatto possono essere trattate con diversi corticosteroidi, normalmente l’idrocortisone. Le orticarie e l’angioedema spesso non necessitano di trattamento farmacologico, ma le manifestazioni gravi richiedono la prescrizione di antistaminici, o corticosteroidi per via orale.

Allergie respiratorie

La febbre da fieno è trattata generalmente con antistaminici. Lo stesso trattamento si applica alle altre allergie respiratorie, ma se i sintomi sono gravi, il vostro medico potrebbe prescrivervi corticosteroidi per via orale, o sotto forma di spray nasale. L’immunoterapia ottiene grandi successi nella cura delle allergie respiratorie: dal 70 all’80 per cento dei soggetti che la praticano non soffrono più di questa allergia.

Allergie alimentari

L’unico trattamento è quello di astenersi dall’ingerire il cibo allergizzante. Se l’ingestione di determinati cibi provoca reazioni, ma non mette in pericolo la vostra vita, il medico potrà prescrivervi antistaminici o creme per uso locale.

Allergie da farmaci

L’unico trattamento è quello di astenersi dall’assumere le sostanze allergizzanti. Gli arrossamenti cutanei associati alle allergie da farmaci vengono generalmente trattati con antistaminici; a volte sono trattati con corticosteroidi. Allergie da punture di insetti: cercare di non essere punti è il trattamento migliore, ma l’immunoterapia risulta un ottimo rimedio.

Desensibilizzazione dalle allergie

Metodica terapeutica impiegata nella cura delle malattie allergiche, che sono dovute ad una particolare sensibilità dell`organismo verso sostanze normalmente ben tollerate. Si può praticare una desensibilizzazione aspecifica e una desensibilizzazione specifica, estremamente più efficace.

La  desensibilizzazione aspecifica viene tentata se l’antigene che provoca la malattia non è conosciuto. Il tentativo terapeutico tende a diminuire in generale la risposta del sistema immunitario del paziente nei confronti di tutti gli antigeni, impiegando sostanze che modulano la risposta immunitaria.

Scopo della desensibilizzazione

Metodo terapeutico destinato a diminuire la sensibilità allergica di un soggetto a un antigene. Una volta identificato l’allergene (fattore scatenante l’allergia), la desensibilizzazione consiste nell’iniettarne dosi dapprima molto basse, poi progressivamente crescenti; questa procedura aiuta il soggetto a sviluppare tolleranza nei confronti della sostanza responsabile dell’allergia.

Procedimento della desensibilizzazione

È un metodo relativamente impegnativo, che deve essere intrapreso sempre sotto stretto controllo medico e richiede molti mesi, o addirittura anni, di trattamento regolare.

Risultati della desensibilizzazione

La desensibilizzazione dà risultati molto buoni nei bambini quando gli allergeni coinvolti sono pochi , oltre che nei casi di allergia alle punture di insetti, imenotteri in particolare (api, calabroni e vespe).

Desensibilizzazione specifica

La desensibilizzazione specifica ha fondamenti teorici più precisi e porta a risultati assai più soddisfacenti di quella aspecifica. Può essere attuata solo se si conosce con precisione l’antigene che causa la malattia; questa ricerca può essere effettuata tramite test cutaneo (vedi: cutireazioni), tramite dosaggio delle immunoglobuline nel siero (che viene eseguito con una tecnica radio-immunologica ed è denominato RAST, Radio Allergo Sorbent Test), o tramite altre metodiche di provocazioni.

La diagnosi precisa dell’agente eziologico delle malattie asmatiche o delle riniti allergiche può essere ottenuta tramite test di provocazione bronchiale o nasale. Le malattie per le quali è indicata la desensibilizzazione specifica sono l’asma bronchiale, il raffreddore da fieno, l’orticaria, l’eczema da contatto, etc. Si pensa che la somministrazione in dosi scalari di estratti dell’antigene in causa possa stimolare nell’organismo la produzione di anticorpi capaci di agire da “”bloccanti”” nei confronti degli antigeni, proteggendolo così dalle conseguenze patogene dell’incontro dell’antigene con gli anticorpi legati alle cellule mediatore-secernenti.

Queste malattie allergiche sono infatti provocate dalla reazione dell’antigene con particolari anticorpi, detti IgE, situati sulla superficie dei mastociti, cellule che contengono granuli di sostanze capaci di scatenare la risposta allergica. L’incontro fra antigene e IgE provoca, infatti, la liberazione delle sostanze contenute nel mastocita; a seconda del punto di ingresso dell’antigene nell’organismo e della zona di massima concentrazione dei mastociti, si scatena una particolare malattia allergica, per esempio un attacco d’asma o una crisi di orticaria.

Scelte alternative

Sebbene le allergie siano difficili da diagnosticare, e in molti casi non esista un trattamento per curarle, si sono diffusi i rimedi alternativi per combatterle. Se soffrite però di una grave allergia, o per un’emergenza, contattate un medico convenzionale.

Digitopressione

Per alleviare i sintomi associati alle allergie respiratorie individuate il punto Grosso Intestino 4, il punto pù alto tra il dito indice e il pollice. Massaggiatelo con forza per un minuto e ripetete l’operazione sull’altra mano. Non fatelo in gravidanza. Per rafforzare il sistema immunitario massaggiate con forza il Triplo Riscaldatore 5, alla fine dell’avambraccio, a due dita dal polso, specialmente nella zona compresa tra l’ulna e il radio.

Aromaterapia

Per alleviare la congestione nasale mescolate una goccia di olio di lavanda (Lavandula officinalis) con un cucchiaino di olio di mandorle dolci, o di girasole. Massaggiate una volta al giorno con questo composto la zona intorno alle narici. Gli oli di eucalipto (Eucalyptus globulus), di legno di cedro e di menta piperita (Mentha piperita) hanno proprietà decongestionanti: versateli su di un fazzoletto e inalate.

Erbe cinesi

L’efedra (Ephedra sinica) ha le stesse proprietà decongestionanti dell’adrenalina: dilata le vie aeree quando avete difficoltà respiratorie. Fate attenzione: grandi quantità di quest’erba equivalgono a grandi quantità del farmaco e possono avere seri effetti collaterali. Non usate l’efedra se soffrite di ipertensione o avete avuto un infarto o altre malattie cardiache. Preparate un’infusione unendo 5 grammi di efedra, 4 grammi di stecche di cinnamomo (Cinnamonum cassia), 1,5 grammi di liquirizia (Glycyrrhiza uralensis) e 5 grammi di semi di albicocca (Prunus armeniaca); metteteli in acqua fredda e fate bollire. Filtrate e bevete l’infuso caldo.

Fitoterapia

Le erbe seguenti hanno un effetto antimuco e antinfiammatorio: camomilla (Matricaria recutita), fiori di sambuco (Sambucus nigra), eufrasia (Euphrasia officinalis), aglio (Allium sativum), ortica (Urtica dioica) e achillea (Achillea millefolium). OMEOPATIA Secrezione nasale, prurito alla gola e starnuti: la medicina omeopatica suggerisce l’Arsenicum album; la Pulsatilla quando si ha secrezione di mucose dense croniche; quando cola il naso, gli occhi prudono ed è irritata la zona sopra il labbro superiore l’Allium cepa.

Nutrizione e dieta

La vitamina C e i bioflavonoidi (presenti nelle verdure a polpa bianca e negli agrumi) sono degli antistaminici naturali. Per potenziare le vostre difese potete, quindi, aumentare il consumo di agrumi e verdure a polpa bianca, o prendere 500 mg di vitamina C tre volte al giorno. La vitamina A e quelle del complesso B stimolano il sistema immunitario. Il polline delle api e la pappa reale possono alleviare o eliminare i sintomi dell’allergia respiratoria. Non vanno presi se siete allergici alla puntura delle api. In presenza di allergia alimentare leggete attentamente le etichette di composizione dei cibi. Eliminate quelli che contengono la sostanza allergizzante.

Prognosi delle allergie

Non esiste una cura per le allergie. Sebbene la maggior parte dei sintomi di allergia possono essere trattati con successo con i farmaci, questi non possono evitare in futuro altre reazioni allergiche. Alcune allergie migliorano nel tempo, ma spesso peggiorano. Sebbene l’asma grave e l’anafilassi possono essere pericolose per la vita, imparando a riconoscere ed evitare le cause allergiche la maggior parte delle persone può condurre una vita normale.

I bambini che sviluppano intolleranze alimentari dopo i tre anni di età hanno meno probabilità che l’allergia cresca.
Le allergie agli alimenti come noci, pesci e frutti di mare durano in genere per tutta la vita.

Prevenzione delle allergie

Allergie respiratorie: installate in casa dei filtri d’aria per assicurarvi l’allontanamento dei pollini e delle spore delle muffe. Durante la stagione calda, in casa e nella vostra automobile, usate il condizionatore. Pulite le zone umide della vostra abitazione con candeggina per estirpare le muffe. Rivolgetevi a ditte di pulizia che assicurino l’allontanamento dell’acaro della polvere dalla vostra casa. Tenete fuori casa il più possibile il vostro animale e, quando è in casa, assegnategli uno spazio ben definito.

Fate bagni regolari al vostro beniamino: aiuteranno a ridurre la quantità dei derivati epidermici (forfora). Allergie alimentari: al posto dei latticini mangiate “formaggi” a base di soia (tofu). Importante: controllate sempre le etichette sulle confezioni dei cibi per vedere se contengano additivi allergizzanti, quali il colorante giallo N°5 e la gomma arabica.

Evitare gli allergeni è la prima linea di difesa. Identificando gli allergeni, la maggior parte delle persone può imparare a evitare le reazioni allergiche da alimenti, farmaci e gli allergeni da contatto come l’edera velenosa o il lattice. Molti allergenici degli alimenti, come arachidi, uova e latte, sono usati come ingredienti di altri prodotti alimentari.

Dal 2006 ai produttori di alimenti negli Stati Uniti è stato chiesto di chiarire se un prodotto contiene uno degli otto allergeni alimentari più importanti che sono responsabili di oltre il 90% delle reazioni allergiche alimentari: latte, uova, arachidi, noci, i pesci, crostacei, grano e soia. Gli allergeni dispersi nell’aria sono più difficili da evitare.

Le raccomandazioni includono:

  • evitare irritanti ambientali come il tabacco fumo, profumi, detergenti per la casa, vernici, colle, deodoranti e pot-pourri
  • controllare gli acari della polvere con coperture su materassi e cuscini, lavaggi frequenti e la rimozione di tale di polvere, come i giocattoli di peluche
  • aspirare spesso la polvere
  • tenere chiuse porte e finestre per evitare che il polline entri in casa
  • ridurre la crescita di muffe, riducendo l’umidità interna, ridurre le infiltrazioni e installare sistemi di scarico per ventilare aree in cui si genera vapore, come il bagno e la cucina. La riduzione dei peli di animali domestici, evitare allergeni di animali domestici tra cui quelli nella saliva, secrezioni del corpo, pelli, urine e feci.
  • aree in cui il gas è scarsamente ventilato e la presenza di stufe a legna e caminetti artificiali producono più biossido di azoto il quale è stato collegato alle cause dell’asma. I bambini sembrano essere più sensibili agli allergeni durante i primi sei mesi di vita. Alcuni medici credono che i bambini sono particolarmente vulnerabili alle allergie perché il loro sistema immunitario è ancora in via di sviluppo.

L’allattamento al seno è raccomandato per ridurre la probabilità di reazioni allergiche, in quanto i bambini non sono mai allergici al latte materno.
Tuttavia tracce di qualunque sostanza consumi la madre passa nel latte materno, per cui è importante prestare attenzione alle possibili connessioni tra sintomi allergici di un bambino e gli alimenti, farmaci o anche vitamine ingerite dalla madre. Eruzioni cutanee nei bambini sotto il prino anno di età sono probabilmente causate da una allergia alimentare. I medici spesso consigliano cibi solidi che devono essere introdotti gradualmente se la famiglia presenta allergie in uno o più membri.

I neonati e i bambini piccoli possono avere reazioni allergiche agli ingredienti in lozioni, saponi, detergenti e salviette per bambini. Durante gli anni in età prescolare, il controllo della dieta di un bambino e dell’ambiente diventa più difficile. I bambini possono sentirsi stigmatizzati. Anche i bambini possono iniziare a incontrare potenziali allergeni, tra cui peli di animali domestici, a scuola e le case dei compagni di gioco.

I genitori dei bambini in età scolare con allergie hanno bisogno di educare i loro figli circa la loro condizione e informare gli insegnanti e l’infermiera della scuola di eventuali restrizioni e / o procedure di emergenza. I bambini non sono in genere autorizzati a trasportare farmaci, inalatori per l’asma o Epi- Penne a scuola, quindi devono esserci predisposizione per gli infermieri della scuola o altri adulti di controllo che amministrano le emergenze.

Shock anafilattico

La manifestazione più severa dell’allergia acuta, che comporta una grave insufficienza circolatoria e difficoltà respiratorie. Lo shock anafilattico è dovuto a un meccanismo di ipersensibilità immediata (tipo I), scatenato da una sostanza con cui il soggetto era già entrato precedentemente in contatto: ha come conseguenza l’ingresso in circolo di istamina e altre sostanze che determinano la dilatazione dei vasi sanguigni e la costrizione dei bronchi. Le sostanze in causa sono talvolta alimenti (latte, uova, pesce, frutti di mare) o farmaci (sieri, antibiotici, analgesici, anestetici locali). A volte reazioni iniziali altrettanto gravi si verificano già in occasione del primo contatto con determinate sostanze (punture di insetto).

Lo shock anafilattico si manifesta nei minuti o nelle ore successivi al contatto, preceduto da un’intensa sensazione di male ssere.
Si accompagna a prurito, che colpisce inizialmente il palmo delle mani, brividi, sudorazione, pallore seguito da arrossamento diffuso, orticaria. Poco dopo si manifestano problemi respiratori severi e brusco calo della pressione arteriosa, mentre il polso diventa impercettibile. Talvolta insorgono vomito e diarrea ematica, una crisi asmatica, edema di Quincke (gonfiore del volto). Nelle forme più gravi e in assenza di trattamento, l’importanza dello shock e le difficoltà respiratorie possono portare al decesso.

Il trattamento, che richiede il ricovero d’urgenza in reparto di rianimazione, si basa principalmente sulla pronta somministrazione per via endovenosa di adrenalina o altri vasocostrittori ed eventualmente sull’iniezione di corticosteroidi e antistaminici, di efficacia meno immediata. Nei casi estremi può rendersi necessaria l’intubazione tracheale.

Le misure preventive sono le stesse che per le altre forme di allergia: impedire il contatto con la sostanza in causa, se possibile, o praticare una desensibilizzazione (iniezioni ripetute della sostanza a dosi infinitesimali, aumentandole molto gradualmente), in partic olare nei casi di allergia al veleno degli insetti. Al soggetto a rischio si consiglia di tenere sempre a portata di mano l’adrenalina, che in caso di necessità potrà assumere autonomamente in attesa del medico.

Il meccanismo dello shock anafilattico

Si tratta di una manifestazione improvvisa, spesso acutissima, caratterizzata da collasso cardio-circolatorio, insufficienza respiratoria, talora vomito, crampi addominali e perdita della conoscenza. Se non è prontamente riconosciuta e trattata, l’anafilassi può portare a morte il paziente. Per comprendere i meccanismi che stanno alla base della reazione anafilattica è necessario richiamare alcune semplici nozioni di immunologia. L’organismo è dotato di un sistema (il sistema linfatico) destinato, fra l’altro, a riconoscere gli elementi appartenenti all’organismo stesso discriminandoli da quelli estranei. Il riconoscimento dell’elemento estraneo è seguito dalla messa in opera di meccanismi di varia natura, tendenti alla eliminazione dell’intruso. Il fine difensivo di tale sistema detto immunitario, è evidente: l’invasione nell’organismo ad esempio, da parte di batteri patogeni, può venire beneficamente contenuta ed evitata proprio grazie all’intervento tempestivo del sistemo immunitario. Fra le varie “”armi”” che il sistema immunitario ha a disposizione per allontanare dall’organismo elementi estranei figurano in primo piano gli anticorpi. Si tratta di molecole proteiche complesse, sintetizzate da cellule di derivazione linfatica (le plasmacellule), dotate di una zona che si “”modella”” sulla forma dell’elemento che ne ha stimolato la formazione. Una sostanza capace di dare luogo alla sintesi di un anticorpo è detta antigene. Esiste dunque una precisa corrispondenza antigene-anticorpo: se essi si trovano assieme (in circolo, o in altri compartimenti dell’organismo) si combinano, formando un complesso antigene-anticorpo.

Questo meccanismo ha finalità difensive in quanto il complesso antigene-anticorpo viene eliminato più facilmente dai meccanismi immunitari dell’antigene da solo. Una particolare classe di anticorpi, detti IgE (immunoglobuline E) ha la capacità di andar a fissarsi saldamente sulla superficie di cellule particolari, chiamate mastociti, che sono in grado di rilasciare in circolo come risposta alla reazione antigene-anticorpo sostanze come l’istamina e la SRS-A. Per ragioni ancora non note, alcuni individui (detti atopici) sintetizzano forti quantitativi di IgE dirette non contro agenti patogeni, bensì contro sostanze non nocive. I mastociti di tali soggetti sono letteralmente ricoperti da IgE, e dunque pronti a liberare in circolo grandi quantitativi di mediatori chimici. Quando l’organismo entra in contatto con quantitativi anche minimi della sostanza che aveva provocato la sintesi di IgE (alla quale esso è dunque allergico) avviene una reazione antigene-anticorpo di portata assai vasta, con liberazione dai mastociti dei mediatori chimici: lo shock anafilattico è corrispettivo clinico di tale processo immunologico. La terapia dello shock anafilattico sempre d’urgenza si basa sulla somministrazione per iniezione di farmaci antishock (principalmente amine simpatico-mimetiche, corticosteroidi e liquidi). Un meccanismo analogo a quello che sta alla base dello shock anafilattico può provocare altre malattie allergiche, molto diffuse e molto più banali: l’asma, l’orticaria e il raffreddore da fieno. Queste malattie sono provocate dalla localizzazione di mastociti ricoperti di IgE rispettivamente nella parete dei bronchi, nella cute, e nella mucosa nasale. L’incontro con l’allergene provoca delle tipiche reazioni infiammatorie in queste sedi. Le persone affette da queste malattie hanno spesso sofferto, in età neonatale, di un’altra malattia connessa con un’abnorme produzione di IgE, la dermatite atopica o eczema costituzionale.

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