Calcoli renali (colica renale): sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Descrizione dei calcoli renali

I calcoli di solito si formano nella parte centrale del rene dove si accumulano le urine prima di raggiungere l’uretere che le porta alla vescica. Si formano quando alcune sostanze presenti nelle urine, come il calcio e l’acido urico, formano agglomerati cristallini. I calcoli più piccoli riescono ad essere eliminati con le urine spesso senza dare segni di sé. I calcoli più grossi irritano e stirano l’uretere durante il loro passaggio verso la vescica, causando un dolore molto intenso e un blocco del flusso delle urine. Qualche volta un calcolo può raggiungere le dimensioni di una palla da golf e in questo caso rimane intrappolato nel rene determinando una malattia molto grave.

I calcoli sono più frequenti nel giovane adulto e nei soggetti di mezz’età e colpiscono gli uomini più delle donne. Le persone che vivono nei climi caldi sono più predisposte ai calcoli perché il corpo si disidrata con un aumento della concentrazione dei sali minerali nelle urine. Spesso i calcoli renali recidivano. È quindi importante determinare nel miglior modo possibile la causa dei calcoli per cercare di prevenire le recidive.

Sintomi dei calcoli renali

Ondate di dolore acuto che inizia al fianco e si irradia verso l’inguine. Nausea e vomito. Sudorazione profusa. Sangue nelle urine. Talvolta vi è un’infezione concomitante che può causare anche questi sintomi: febbre e brividi; aumento dello stimolo ad urinare; minzioni con dolore anche intenso; urine torbide o con cattivo odore.

Rivolgetevi al medico se…

Pensate di avere dei calcoli renali; una visita medica è fondamentale per la diagnosi e il trattamento. Avete un dolore acuto che ricorre a ondate al fianco o a livello addominale; il dolore può anche essere il segno di altre malattie gravi come calcoli della colecisti, malattia infiammatoria della pelvi, ostruzione intestinale. Consultate il medico immediatamente.

Avete dolore o difficoltà ad urinare; potrebbero essere i segni di una cistite, di una malattia a trasmissione sessuale, di un problema vaginale come una vaginite, di un aumento delle dimensioni della prostata (vedi alla voce Problemi della Prostata), o di un tumore della vescica o della prostata.

Consultate il medico senza indugio. Notate del sangue nelle urine: può indicare anche una malattia dei reni di altra natura, un tumore della vescica o del rene, un’infezione delle vie urinarie o della prostata (vedi alla voce Problemi della Prostata). Consultate il medico senza indugio.

Cause dei calcoli renali

Non è chiaro per quale motivo alcuni soggetti abbiano i calcoli renali e altri no. Nel 90% dei casi la causa è sconosciuta. Sembra che la malattia ricorra in alcune famiglie e sembra che alcune malattie ne aumentino la predisposizione: la gotta, le malattie intestinali infiammatorie, le infezioni croniche delle vie urinarie. Alcune evidenze suggeriscono che bere scarse quantità di liquidi e un riposo a letto eccessivamente prolungato possono causare i calcoli. Anche l’uso continuativo di antiacidi contenenti il calcio può essere correlato alla formazione di calcoli. Altri fattori coinvolti nella formazione dei calcoli sono carenze dietetiche soprattutto di vitamina B6, magnesio ed eccessive quantità di vitamina D.

Lo squilibrio di queste vitamine e sali minerali può aumentare la quantità di ossalato di calcio nelle urine. Quando i livelli diventano troppo alti, l’ossalato di calcio non si scioglie e si possono formare dei cristalli. Nelle persone geneticamente predisposte, un elemento che favorisce la formazione di calcoli è l’assunzione di cibi ricchi in ossalato di calcio, come il cioccolato, l’uva, gli spinaci e le fragole.

Diagnosi dei calcoli renali

Dal momento che molti dei sintomi presenti in caso di calcoli renali possono essere indicativi anche di altre malattie, è fondamentale che il medico confermi la presenza dei calcoli. Durante la visita è necessario un esame del sangue e delle urine e talvolta una pielografia intravenosa, una tecnica radiologica per vedere i reni, oppure un’ecografia per localizzare la sede e le dimensioni dei calcoli.

Terapia e cura dei calcoli renali

Il 90% dei calcoli renali esce dall’organismo spontaneamente entro 36 settimane e quindi il medico vi prescriverà inizialmente solo grandi quantità di acqua, almeno 12 litri al giorno, e un farmaco antidolorifico come l’acido acetilsalicilico o il paracetamolo con la codeina. La borsa dell’acqua calda può aiutare a ridurre il disagio. Vi potrà essere chiesto di urinare in un colino per poter raccogliere e analizzare il calcolo.

Quando la composizione del calcolo sarà nota, il medico potrà prescrivere i farmaci appropriati e suggerire cambiamenti dietetici per prevenire le recidive. La grande maggioranza dei calcoli renali è costituita di ossalato di calcio e quindi il medico può prescrivere un diuretico tiazidico per prevenire le recidive. Se si verifica una complicanza come un’infezione o un blocco totale dell’uretere, il calcolo deve essere rimosso chirurgicamente.

Il calcolo può essere asportato sia con la chirurgia convenzionale che, più frequentemente, con un sottile endoscopio, in base alla dimensione, tipo, sede. Il chirurgo introduce l’endoscopio nell’uretra verso la vescica o l’uretere e può sia asportare il calcolo che bombardarlo con ultrasuoni o raggi laser, che lo frantumano in piccoli pezzi. Se il calcolo è situato nel rene, l’endoscopio viene inserito attraverso una piccola incisione della cute del fianco. Un nuovo metodo è la litotripsia extracorporea che usa onde ad alta energia per frantumare i calcoli renali senza intervento chirurgico.

Nefrolitotomia

Estrazione di un calcolo dal rene mediante apertura del tessuto renale.

Viene praticata previa apertura chirurgica della regione lombare e del rene o, più spesso, per via percutanea; la seconda tecnica consiste nell’introdurre un apparecchio ottico nelle cavità renali attraverso un’incisione cutanea di 2 cm, nell’individuare il calcolo e infine nel frantumarlo o asportarlo. La nefrolitotomia tende a essere sempre più spesso sostituita dalla litotripsia extracorporea (procedura consistente nel frantumare i calcoli dall’esterno del corpo con l’ausilio di onde d’urto).

Nefrotomia

Incisione del rene praticata per estrarre un calcolo. La nefrotomia può essere eseguita in anestesia locoregionale o generale, previa apertura chirurgica della parete addominale, oppure in anestesia locale o locoregionale, per via percutanea. Quest’ultima tecnica consiste nell’introdurre, sotto controllo radioscopico o ecografico, un ago da puntura attraverso la parete lombare del paziente per estrarre il calcolo. Le principali complicanze della nefrotomia sono emorragiche e infettive; può capitare (per quanto sia un’evenienza rara) che un organo dell’apparato digerente rimanga leso in seguito all’intervento.

Scelte alternative

In aggiunta ai rimedi con le erbe cinesi indicati qui di seguito, si può considerare inoltre l’agopuntura e l’omeopatia. Entrambe le terapie aiutano a ridurre il dolore e l’agopuntura può anche facilitare l’espulsione del calcolo. Gli esperti di agopuntura come quelli di omeopatia consigliano sempre di rivolgersi ad un medico.

Erbe cinesi

Gli esperti di medicina cinese possono prescrivere i frutti dell’Averrhoa carambola per ridurre il dolore e facilitare la produzione di urina. Mettete 3 frutti freschi in una pentola con 2 cucchiaini di miele; fate bollire la frutta finché si ammorbidisce e poi mangiate sia il frutto che il suo succo. Ripetete ogni giorno finché il calcolo viene definitivamente eliminato e il dolore scompare.

Prevenzione dei calcoli renali

Sono possibili alcuni rimedi, soprattutto dietetici, per prevenire le recidive. Fate prima un controllo medico. La composizione del calcolo è fondamentale per determinare i passi preventivi più utili. Bevete almeno 12 litri di liquidi al giorno, di più se il clima è caldo. Evitate o limitate i cibi contenenti ossalato di calcio: cioccolato, sedano, uva, peperoni, fagioli, fragole, spinaci, asparagi, barbabietole, tè scuro. Può essere necessario anche limitare l’introduzione di calcio, ma solo dietro consiglio di un medico. Assumete quotidianamente quantità supplementari di vitamina B6 (10 mg) e magnesio (300 mg), perché entrambi riducono la formazione di ossalati.

Evitate i cibi che aumentano i livelli di acido urico: le acciughe, le sardine, lievito di birra e interiora come fegato, rene, cervello, ecc. Riducete l’acido urico con una dieta povera di proteine. Evitate gli antiacidi perché spesso contengono alte quantità di calcio. Non introducete più di 3 g di sale al giorno; quantità maggiori possono aumentare i livelli di ossalato di calcio nelle urine. Evitate di assumere vitamina D che può aumentare i livelli di ossalato di calcio.