Dermatite e acrodermatite: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Aiutaci a migliorare SintomiCura votando questo articolo, grazie)
Loading ... Loading ...

Dermatite significa infiammazione della pelle, ma questo termine abbraccia una varietà di malattie. Nella maggior parte dei casi gli stadi precoci sono caratterizzati da secchezza, rossore e prurito della pelle, anche se gli attacchi acuti possono dar luogo a squame crostose o a bolle che gocciolano siero. Dal momento che molti agenti possono irritare la pelle, il medico cercherà di restringere la diagnosi su una categoria specifica di dermatiti, anche se la terapia è simile per la maggior parte dei tipi di irritazione e infiammazione della pelle.

Dermatosi

Questo termine è genericamente impiegato per indicare tutte le malattie della pelle, ma andrebbe riservato alle malattie ad evoluzione cronica, caratterizzate da una degenerazione dei tessuti.
Qualunque malattia della pelle, a prescindere dalla sua causa.
Per estensione il termine si applica anche alle affezioni delle mucose e degli annessi cutanei (capelli, unghie).

Sintomi della dermatite

La pelle secca, rossastra, pruriginosa indica la presenza di una dermatite, o infiammazione della pelle, di cui esistono diversi tipi. Uno sfogo rosso limitato all’area di pelle esposta a una sostanza irritante è probabilmente una dermatite da contatto, una reazione allergica. Chiazze rosse, pruriginose, circolari di pelle trasudante, squamosa o incrostata segnalano la dermatite nummulare, comune nelle persone anziane che hanno la pelle secca o vivono in ambienti particolarmente secchi.

Squame untuose, giallastre sul cuoio capelluto e sulle sopracciglia, dietro alle orecchie e intorno al naso indicano la dermatite seborroica; nei lattanti è chiamata crosta lattea. Zone di pelle squamosa, dall’aspetto untuoso, talvolta ulcerata che compaiono all’interno della parte inferiore delle gambe e intorno alle caviglie possono indicare la dermatite da stasi. Un prurito di estrema intensità e persistente può segnalare la dermatite atopica, o eczema atopico.

Rivolgetevi al medico se…

La vostra pelle ha delle piaghe che gocciolano siero o altri segni di infezione. Potreste aver bisogno di una terapia con antibiotici o altri farmaci. La malattia della pelle non risponde alla terapia con creme o shampoo da banco. Dovreste ottenere una diagnosi e una terapia medica.

Durante un attacco di eczema venite in contatto con una persona affetta da una malattia virale della pelle come l’herpes labiale o le verruche. Correte maggiormente il rischio di contrarre la malattia virale.

Cause della dermatite

Si elencano i più comuni tipi di dermatite e le loro cause tipiche. La dermatite da contatto sviluppa sulla pelle un’eruzione rosa o rossa, che può prudere o no. Centrare la causa esatta della dermatite da contatto può essere difficile. Fra le piante, la responsabile più nota è l’ortica, anche se il contatto con alcuni fiori, erbe, frutta e verdura può dare irritazione in alcune persone.

Comuni irritanti chimici comprendono i detergenti, i saponi, il cloro, alcune fibre sintetiche, i solventi per la lacca delle unghie, gli antitraspiranti e la formaldeide (che si trova nei tessuti stampati, nei lucidanti, nella colla per unghie artificiali, nei truciolati, nei materiali isolanti schiumosi): portare guanti di gomma, abiti nuovi non lavati o gioielli placcati può anche causare la dermatite da contatto. L’infiammazione è spesso causata da cosmetici e da prodotti per la cura della pelle.

La dermatite nummulare consiste in caratteristiche chiazze rosse a forma di moneta che si trovano più comunemente sulle gambe, sulle natiche, sulle mani e sulle braccia di persone dai 55 anni in su. Vivere in un ambiente secco o fare delle docce molto calde può essere la causa di questa malattia, così come lo stress e altre malattie della pelle. La dermatite seborroica consiste nella formazione di squame untuose e giallastre sul cuoio capelluto e su altre zone pelose, così come sulla faccia o sui genitali, e nelle pieghe della pelle lungo il naso, sotto i seni e dappertutto.

Questa malattia può essere associata con una carenza di biotina nei bambini, in cui è conosciuta come crosta lattea, o con l’eccesso di secrezione e il blocco delle ghiandole sebacee negli adulti. Può essere aggravata dallo stress ed è comune nelle persone affette da AIDS. La dermatite da stasi è causata da una cattiva circolazione. Le vene nella parte inferiore delle gambe non riescono a riportare efficientemente il sangue verso l’alto, causando ristagno di sangue e ritenzione di liquidi.

Questo conduce a una crescita di pelle non sana e all’irritazione, soprattutto intorno alle caviglie. La dermatite atopica, o eczema, causa prurito, desquamazione, gonfiore e talvolta comparsa di bolle sulla pelle. L’eczema solitamente può colpire più persone nella stessa famiglia ed è spesso associata ad allergie, asma e stress. Per maggiori informazioni su altri tipi di malattie della pelle, vedi alle voci Eritema da pannolino, Herpes Zoster, Impetigine, Orticaria, Psoriasi e Scabbia.

Diagnosi della dermatite

La maggior parte dei tipi di dermatite può essere diagnosticata con l’osservazione, da parte del medico, dell’irritazione e della sua localizzazione sul corpo.
Talvolta viene prelevato un frammento di pelle per un’analisi al microscopio.

Per identificare le cause della dermatite da contatto, un medico può provare con i patch test, applicando le sospette sostanze irritanti su delle zone di pelle nella schiena. Se non si sviluppa infiammazione da due a quattro giorni dopo, il medico applica altri potenziali irritanti finché la causa non risulta chiara.

La tendenza alla moda unisex ha svelato un’insospettata differenza fra i due sessi. Gli uomini che portano orecchini col buco o altri tipi di gioielli hanno minori probabilità delle donne di sviluppare una dermatite da contatto, a causa del nichel presente nella bigiotteria. Un gruppo di scienziati ha trovato che il 12% delle ragazze quindicenni del loro studio era sensibile al nichel, mentre meno del 2% dei ragazzi avevano un problema analogo.

Le differenze nel tipo di gioielli portati dai due gruppi possono render conto in parte di questa disparità, ma i ricercatori sospettano anche che gli ormoni maschili e femminili possano avere un ruolo reale, ma non ancora determinato.

Terapia e cura della dermatite

Il primo passo nel curare la dermatite è identificare ed eliminare la causa. La maggior parte delle infiammazioni leggere della pelle risponde bene ai bagni caldi seguiti dall’applicazione di una crema all’idrocortisone. La dermatite seborroica può rispondere a uno shampoo al catrame minerale; evitate la luce del sole per le prime ore dopo averlo usato, perché aumenta il rischio di eritema solare sul cuoio capelluto.

Una volta che le sostanze irritanti che causano la dermatite da contatto sono state identificate, la base della terapia sarà evitarle, alleviare l’allergia e adottare provvedimenti per far loro fronte. Per seccare le piaghe della dermatite nummulare, tenete a bagno la zona in acqua salata, poi applicate una crema a base di corticosteroidi.

Se soffrite di dermatite da stasi, portate calze elastiche e riposate con le gambe sollevate per aiutare a migliorare la circolazione.

Medicina convenzionale

Per ridurre l’infiammazione e guarire l’irritazione della maggior parte dei tipi di dermatite, il medico solitamente consiglia una crema a base di corticosteroidi e può prescrivere un antistaminico per via orale per alleviare il grave prurito o un antibiotico se si sviluppa un’infezione secondaria. I casi gravi di dermatite seborroica possono richiedere delle iniezioni di corticosteroidi. La dermatite da stasi può implicare la terapia con una pasta allo zinco o al catrame, che deve restare sulle ulcere anche per due settimane; questa tecnica richiede l’applicazione di un bendaggio da parte di un infermiere esperto.

Scelte alternative

In molte forme di dermatite croniche, la maggior parte delle terapie alternative riescono solo ad alleviare i sintomi: prurito, bruciore e gonfiore.

Se vi compare uno sfogo sul viso, sul collo, sulle labbra, sul cuoio capelluto, o sull’attaccatura dei capelli, il primo sospetto deve cadere fra i vostri cosmetici o altri prodotti per la cura della pelle, compresi il profumo, i deodoranti, gli antitraspiranti, gli shampoo, il dentifricio, il collutorio e la lozione dopobarba. L’ingrediente irritante nei cosmetici e nei prodotti per la pelle è di solito un profumo o un conservante, ma diffidate anche dei prodotti “non profumati”; potrebbero contenere sostanze chimiche che neutralizzano gli odori naturali, ma possono anche irritare la vostra pelle.

Definire un cosmetico o un prodotto per la cura della pelle “ipoallergenico”, “organico” o “anallergico” può essere analogamente fuorviante, perché nessun prodotto può essere privo di rischi per tutti. Se avete la pelle sensibile, usate sempre cosmetici e prodotti per la pelle semplici e naturali e affidatevi ai prodotti non profumati.

Fitoterapia

Nel corso dei secoli, innumerevoli erbe sono state usate per curare le malattie della pelle. La bardana o lappa (Arctium lappa) potenzia il sistema immunitario e aiuta a ridurre l’infiammazione. Preparate un infuso usando da 1 a 3 cucchiaini di radice secca per tazza d’acqua bollente. Alcuni medici ritengono che l’olio di enagra (Oenothera biennis) sia altrettanto efficace dei corticosteroidi per il prurito della pelle e abbia meno effetti collaterali, ma la dose consigliata di 500 mg tre volte al giorno può essere costosa.

Le persone con una malattia del fegato o il colesterolo elevato dovrebbero usarlo solo sotto controllo medico; le donne in gravidanza non dovrebbero seguire questa terapia perché può alterare i livelli di estrogeno e progesterone. Gli unguenti per uso locale fatti con la calendula (Calendula officinalis) o la camomilla (Matricaria recutita) sono efficaci per curare molti tipi di dermatite. Potete preparare un altro rimedio a base di erbe mescolando le tinture di ortica (Urtica dioica), attaccavesti (Galium spp.) e di idraste (Hydrastis canadensis) oppure di mirra (Commiphora molmol) in parti uguali; prendetene fino a 1 cucchiaino e mezzo al giorno.

Potete anche fare un infuso con l’ortica fresca o l’attaccavesti fresco e berne tre o quattro tazze al giorno. In alcuni casi un’allergia all’ortica può far peggiorare una dermatite atopica (eczema).

Omeopatia

Una crema da banco a base di Calendula può calmare l’infiammazione. Assumere Rhus toxicodendron (D 12) tre o quattro volte al giorno può alleviare il prurito della dermatite da contatto.

Fototerapia

Quando alcuni tipi di dermatite cronica non rispondono alla terapia convenzionale con corticosteroidi o catrame minerale, molti medici consigliano di impiegare i raggi ultravioletti (UV) generati da una sorgente di luce artificiale. Nella fototerapia, i pazienti espongono le zone ammalate a una lampada solare, che emette radiazioni UV, per il tempo prescritto. In quasi tutti i casi, la pelle migliora considerevolmente nel giro di qualche settimana. Nonostante la sua evidente efficacia, la fototerapia ha i suoi svantaggi. Al ritmo di quattro o otto sedute al mese, la terapia può costituire un dispendio di tempo per il paziente e può essere relativamente cara.

La fototerapia può causare un prematuro invecchiamento della pelle e aumentare il rischio di sviluppare tumori della pelle. In alcuni casi, la dermatite può recidivare entro un anno. Nei casi gravi o persistenti, la terapia può essere potenziata con dei farmaci. La fototerapia, associata a un farmaco per via orale chiamato psoralene, ha buoni risultati a lungo termine, ma porta con sé dei rischi aggiuntivi. La terapia con psoralene può causare problemi al fegato. Le donne in gravidanza devono evitare la fototerapia associata ai farmaci, perché lo psoralene può causare malformazioni fetali. Le donne sottoposte a questo trattamento devono aspettare diversi mesi dopo aver interrotto la terapia prima di cercare di restare incinte. Alcune persone cercano di evitare lo studio del medico o l’ospedale frequentando un solarium. Tuttavia, non troveranno le radiazioni benefiche che cercano.

A causa delle preoccupazioni sul rischio di cancro della pelle, i solarium devono filtrare il tipo di raggi UV usati nella 290 fototerapia. Solo un medico specialista può dirvi quanti raggi UV potete tollerare senza rischiare un danno a lungo termine per la vostra pelle. fototerapia. Solo un medico specialista può dirvi quanti raggi UV potete tollerare senza rischiare un danno a lungo termine per la vostra pelle. Dal momento che alcuni casi di dermatite possono essere correlati allo stress, le tecniche di rilassamento come lo yoga possono essere efficaci, particolarmente, per la dermatite atopica e seborroica. L’immaginazione guidata può anche aiutare: voi create e controllate un’immagine opposta alla manifestazione fisica della malattia.

Per esempio, se avete uno sfogo rosso e secco, immaginate di applicare un unguento blu calmante sulla zona ammalata. Questa tecnica funziona meglio se chiudete gli occhi e le orecchie agli stimoli esterni e concentrate tutti i vostri sensi sull’immagine nella vostra mente; dovete sentire l’odore dell’unguento, vedere la guarigione e sentire il sollievo.

Nutrizione e dieta

Poiché si ritiene che alcuni pazienti con la dermatite seborroica abbiano difficoltà a metabolizzare gli acidi grassi necessari per favorire la risposta antinfiammatoria dell’organismo, un medico può consigliare 50 mg di vitamine del complesso B due volte al giorno. La vitamina A (25.000 U.I. al giorno) e lo zinco (da 50 a 100 mg al giorno) possono aiutare la pelle a guarire, mentre un unguento o delle capsule (da 200 a 400 U.I. al giorno) di vitamina E migliorano notevolmente il prurito e la secchezza. Per evitare i rischi di sovradosaggio, in particolare per le vitamine liposolubili, fate controllare attentamente le dosi e seguire i progressi dal vostro medico.

Rimedi domestici

I preparati in libera vendita a base di farina di avena o amido di mais diluiti in un bagno caldo possono calmare la pelle e alleviare il prurito. Fate attenzione a non restare nel bagno troppo a lungo, perché una prolungata immersione può spogliare la pelle delicata dei grassi essenziali. Per la secchezza, passate una pomata a base di vaselina o oli vegetali sulle zone interessate dopo un bagno, o applicate un unguento per uso locale contenente aloe (Aloe barbadensis) o zinco. Evitate di mangiare potenziali allergeni, come il latte, le uova e il frumento.

Potete trovare aiuto nei supplementi delle vitamine A, del complesso B, E, e di zinco. Se sospettate un’allergia a una sostanza chimica o a un cosmetico, provate con un patch test casalingo. Applicate una piccola quantità della sostanza sospetta come irritante su un punto del braccio o della schiena per sette giorni. Se avete una reazione, sapete certamente che si tratta di un potenziale irritante.

Prevenzione della dermatite

Il miglior modo per prevenire l’irritazione causata dal contatto con le ortiche è lavare la pelle esposta con acqua e sapone, al più presto possibile dopo il contatto. La maggior parte degli altri casi di dermatite si sviluppa in persone con la pelle sensibile e può essere prevenuta solo evitando la sostanza irritante. Se avete la dermatite atopica o seborroica, per esempio, avete una probabilità più alta della media di essere allergici al nichel dei gioielli o di avere la pelle secca durante l’inverno.

Le persone con la pelle chiara sembrano essere particolarmente soggette ai problemi della pelle. Se pensate di essere a rischio, prendete in considerazione queste misure preventive: usate un umidificatore a casa e sul lavoro per impedire che l’aria diventi troppo secca; portate vestiti ampi, di fibre naturali; il cotone non trattato è l’ideale; evitate i gioielli placcati, soprattutto sulle orecchie, per prevenire gli sfoghi collegati al nichel; è più sicuro scegliere orecchini con ganci d’acciaio o di oro; non portate un cinturino dell’orologio che prema contro la pelle per lunghi periodi, lo sfregamento e il ristagno di sudore possono causare uno sfogo; arricchite la vostra dieta con le vitamine A, del complesso B, E, e zinco; ungete la vostra pelle dopo il bagno usando una lozione o un unguento non profumati e privi di conservanti.

Tipi di dermatite

Malattia di Sneddon Wilkinson

Dermatosi pustolare recidivante benigna costituita da una bolla sottocorneale contenente leucociti dal nucleo segmentato.

Malattia di Cazenave

Dermatosi bollosa autoimmune, caratterizzata da acantolisi e dalla formazione di bolle e vesciche a livello dello strato subcor neale o granuloso. Nelle fasi successive, alle vesciche subentrano sq uame e croste, prefigurando un quadro di eritroderma esfoliativo.

Sindrome di Gougerot Carteaud

Rara dermatosi caratterizzata dalla presenza di papule verrucose grigio-brunastre, tendenti a confluire in placche di aspetto reticolato a livello della linea mediana del torace e del dorso. Si riscontra solitamente nelle donne dopo la pubertà.  L’eziologia è ancora sconosciuta, ma si ipotizza una risposta abnorme dell’organismo a infezioni da miceti o un difetto della cheratinizzazione.

Malattia di Vidal

Forma di dermatosi caratterizzata dalla comparsa di chiazze localizzate e circoscritte di lichenificazione, associate a intenso prurito, che si manifesta solitamente in conseguenza di un grave affaticamento psichico. Le zone più colpite sono nuca, cosce e gambe. Infezioni e gravidanza possono favorire l’insorgenza della malattia.

Malattia di Duhring

Dermatite erpetiforme polimorfa che colpisce bambini e giovani adulti, pruriginosa e a decorso cronico-recidivante. Viene considerata una dermatite a patogenesi immunologica, espres sione di un’enteropatia digiunale glutine-sensibile clinicam ente e istopatologicamente identificabile nel morbo celiaco.
Le lesioni cutanee sono mediate dal deposito di IgA alla sommità delle papille dermiche (in grado di determinare l’attivazione del complem ento e il reclutamento di neutrofili ed eosinofili).
Una dieta priva di glutine rappresenta il trattamento elettivo.

Dermatite seborroica

É una malattia della pelle molto comune, provocata da un’anomalia della composizione del sebo, che provoca evidenti lesioni cutanee. La malattia si manifesta con sintomi diversi nei lattanti e negli adulti. Nei lattanti la malattia è anche detta crosta lattea; colpisce inizialmente il cuoio capelluto, che si copre di chiazze arrossate dapprima, e successivamente di squame grasse e giallastre che si estendono a tutto il cuoio capelluto e poi al volto. Talvolta le lesioni possono coprire tutto il corpo. Nell’adulto la malattia interessa quasi sempre la regione sternale o interscapolare, oppure il cuoio capelluto e la parte alta della fronte. Le lesioni sono, in questo caso, piccole chiazze di colore rosa salmone, coperte da squamette untuose. Nel caso della crosta lattea non sono di solito necessarie terapie; solo se le lesioni si estendono, sono consigliabili bagni antisettici. Nella forma dell’adulto sono utili lozioni o pomate a base di zolfo o creme cortisoniche.

Dermatite seborroica del lattante

Si manifesta soprattutto a livello del cuoio capelluto, con la comparsa di lesioni arrossate coperte da squame untuose, che spesso provocano la perdita dei capelli. La dermatite si può estendere alle sopracciglia, alla radice del naso, al collo e alle ascelle. Con una certa frequenza, la malattia si può diffondere su tutta la superficie cutanea, provocando disidratazione e gravi disturbi intestinali.

Dermatite seborroica dell’adulto

Negli adulti le lesioni seborroiche interessano quasi sempre la regione sternale o il cuoio capelluto. Nel primo caso, sembra che la comparsa delle lesioni cutanee, chiazze roseo-giallastre coperte di squame, sia legata all’abitudine di portare indumenti di lana a contatto della pelle. Se la dermatosi interessa il cuoio capelluto, le lesioni possono debordare sulla fronte provocando la comparsa della cosiddetta corona seborroica. Spesso la dermatite seborroica del cuoio capelluto provoca alopecia (vedi). La terapia della dermatite seborroica è basata sull’applicazione locale di lozioni o pomate a base di zolfo. Se la malattia è aggravata dagli stati di tensione emotiva, può essere molto utile evitare, per quanto possibile, le situazioni stressanti.

Dermatite attinica cronica

Sindrome che riunisce svariate affezioni (eczema fotosensibile, fotosensibilità persistente e actinoreticolosi) caratterizzate da ipersensibilità della pelle alla luce. Questo insieme di affe zioni, di origine allergica, colpisce principalmente soggetti di sesso maschile di età superiore ai 50 anni. Placche eczematose arrossate, desquamanti e intensamente pruriginose compaiono sulle zone esposte alla luce, soprattutto volto e dorso delle mani. La cute si ispessisce, perde elasticità (lichenificazione) e non tollera la minima esposizione al sole. In seguito grandi lesioni in rilievo possono manifestarsi ed estendersi ad altre zone. Il trattamento della dermatite attinica è molto difficile. In ambito ospedaliero si pratica una corticoterapia associata a PUVA-terapia.

Dermatite atopica

Malattia immunitaria ereditaria che si manifesta con lesioni cutanee eczematose.

La dermatite atopica del lattante si manifesta a partire dai 3 mesi di vita con placche eczematose non ben delimitate, dapprima sul volto poi sul resto del corpo, principalmente in corrispondenza delle pieghe cutanee (polsi, gomiti, ascelle, inguine e cavo popliteo). La pelle è secca e sul viso presenta segni quali pallore e arrossamento.
Le lesioni, molto pruriginose, vengono aggravate dalla ten denza a grattarsi. La malattia è cronica, spesso accompagnata da altre manifestazioni allergiche, soprattutto asmatiche. Si attenua dopo i 3 anni.

La dermatite atopica dell’adulto, più rara, presenta le stesse manifestazioni, cui si aggiungono papule da prurigo e placche di cute ispessita (lichenificazione) che possono essere pigmentate o m eno.
È spesso associata a malattie respiratorie di natura allergica (sindrome dermorespiratoria).

Le lesioni cutanee vengono trattate con dermocorticost eroidi e antisettici locali. L’utilizzo dei corticoidi deve seguire modalità ben precise. Per combattere la secchezza cutanea si utilizzano emollienti (bagni e pomate). Questi trattamenti, applicati quotidianamente, vanno proseguiti per qualche tempo dopo la scomparsa dei sintomi, per evitare le recidive. Occorre inoltre ricercare un fattore scatenante (allergene aereo o alimentare).

Dermatite eczematosa da agenti microbici

Questa dermatite è di natura simile a quella ora descritta; diversa è l’origine dell’antigene che provoca la malattia. Esso è infatti derivato da un agente patogeno che sostiene una infezione, per lo più localizzata a livello cutaneo. Il quadro dermatitico compare sulla cute circostante la lesione principale e sotto forma di arrossamento, vescicolazione, desquamazione. La terapia mira innanzitutto alla cura della lesione infettiva principale.

Dermatite eczematosa o da contatto

Questa malattia, detta anche eczema o dermatite da contatto, è dovuta ad un fenomeno di intolleranza locale conseguente alla sensibilizzazione della pelle da parte di una sostanza che ne viene a contatto. Nello sviluppo di questa patologia è importante l’intervento della immunità cellulare (ipersensibilità di tipo ritardato). La terapia consiste nella somministrazione per via locale o, nei casi più gravi, generale, di farmaci antireazionali come i corticosteroidi, molto attivi sotto forma di pomata; e nell’evitare il contatto con la sostanza che provoca la malattia, che può essere identificata con certezza tramite appositi test cutanei (vedi: cutireazione).

Dermatite pustulosa contagiosa

Malattia virale benigna dell’uomo e della pecora. È imputabile a un virus del gruppo dei parapoxvirus; l’uomo si contamina entrando in contatto con una pecora infetta. Dopo un’incubazione di durata variabile tra i 4 e gli 8 giorni, la malattia si manifesta con un noduletto infiammatorio rosso vivo al centro e biancastro alla periferia, circondato da cute arrossata, in genere sul dorso delle mani o delle dita. Può associarsi aumento di volume di un linfonodo ascellare. Queste lesioni spariscono spontaneamente ne l giro di qualche settimana. Il trattamento, facoltativo tranne che in caso di superinfezione, fa ricorso agli antisettici locali e all’antibioticoterapia generale.

La malattia insorge dopo un’esposizione ripetuta all’allergene.
Dà luogo a un eczema che si ripresenta a ogni nuovo contatto: la prima eruzione interessa la zona esposta all’allergene, ma in seguito le lesioni possono estendersi. Ogni ciclo si preannuncia con semplice prurito, seguito dalla comparsa dapprima di placche arrossat e, poi di vesciche che, rompendosi, lasciano fuoriuscire un liquido chiaro con successiva formazione di croste cicatriziali. Il contatto frequente con sostanze allergizzanti, insieme con la localizzazione delle prime lesioni, induce a sospettare questa patologia e può indicare il tipo di allergene responsabile. Mediante test cutanei la diagnosi riceve conferma e l’allergene viene identificato.

Per le lesioni eczematose si impiegano antisettici e dermocorticosteroidi locali. Il principale trattamento è di tipo preventivo e consiste nell’evitare il contatto con l’aller gene.
Se la dermatite da contatto è una malattia professio nale, si impone un cambiamento di attività.

Dermatite erpetiforme

É una malattia a sé stante, che si manifesta con la comparsa di chiazze eritematose od orticarioidi, spesso figurate, sulle quali sorgono rilievi a carattere bolloso o papuloso. Le lesioni sono distribuite bilateralmente e simmetricamente. Il prurito è un sintomo preminente. La terapia è basata sulla somministrazione di sulfapiridina associata o meno ai corticosteroidi che riducono i processi infiammatori.

Eczema

Si tratta di una malattia della pelle molto comune, di tipo infiammatorio, provocata da una reazione allergica e caratterizzata dalla comparsa di lesioni arrossate e, spesso, coperte di vescicole, crosticine e squame, di solito molto pruriginose. Sindrome che caratterizza varie malattie cutanee di origine immunoallergica ma dai meccanismi variabili. Nella sua forma acuta si manifesta con lesioni arrossate, essudanti e molto pruriginose.

A causare l’eczema possono essere dermatite atopica, di origine genetica, dermatite da contatto, legata alla manipolazione di sostanze allergizzanti, e, più raramente, dermatite conseguente a sensibilizzazione interna, connessa a un focolaio infettivo, batterico o micotico.

Il termine eczema comprende due malattie della pelle provocate da cause diverse: l’eczema topico o da contatto, legato alla reazione allergica verso una sostanza venuta a contatto con la cute, e l’eczema atopico, una malattia infiammatoria della pelle che compare in bambini predisposti; inoltre, vengono spesso definite eczemi due malattie della pelle non legate a fenomeni allergici: la disidrosi, o eczema disidrosico, e la dermatite seborroica, due malattie che sono state già descritte alle rispettive voci. Le lesioni provocate dagli eczemi topici e atopici hanno la caratteristica di evolvere con il tempo: compaiono dapprima delle chiazze arrossate, su cui si formano delle vescicole; quindi queste si rompono, formando delle croste e delle squame; infine la pelle si ispessisce, con accentuazione dei normali solchi cutanei.

Eczema acuto e cronico

L’eczema può manifestarsi in forma acuta o cronica.
L’eczema acuto, caratterizzato da un’evoluzione clinica tipica, esordisce con una fase di prurito intensissimo, cui fa seguito la comparsa di placche rosse dai contorni imprecisi, in cui ben p resto si formano piccole bolle ripiene di siero (vescicole), che poco dopo si aprono, provocando la fuoriuscita dell’essudato. Infine appaiono croste più o meno spesse, che cadono nel giro di 2-3 settimane lasciando cicatrici rosate.
L’eczema cronico, più variegato nelle sue manifestazioni, assume tre forme principali:

  •   le forme secche, che si manifestano con placche rosse coperte di croste non ben delimitate, con desquamazione fine o a larghe falde;
  •   le forme lichenificate, caratterizzate da placche di cute spessa e violacea, percorse da solchi che formano un motivo a losanga;
  •   le forme disidrosiche, che si traducono nella comparsa di vescicole sulle facce laterali delle dita. Le vescicole possono rompersi e formare croste o fissurazioni, in particolare sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi.

È indispensabile identificare la malattia in causa (indagine eziologica) per poter definire, quando possibile, un trattamento a essa rivolto.
Parallelamente, si procede al trattamento dei sintomi.
In fase acuta, le lesioni si affrontano con l’applicazione di antisettici leggeri e non allergizzanti (siero, zinco, permanganato di potassio, nitrato d’argento all’1%) e, una volta al giorno, di un dermocorticosteroide in crema. Queste cure locali possono essere affiancate da un trattamento generale a base di antistaminici (per attenuare il prurito) e antibiotici (in caso di importante superinfezione delle lesioni).
In fase cronica, il trattamento mira a favorire la cicatrizza zione delle lesioni mediante l’applicazione di prodotti detti rid uttori: pasta a base di acqua o di ittiolo. I dermocorticosteroidi, applicati nella formulazione in pomata, sono efficaci per alleviare il p rurito
Eczema di tipo disidrosico: le mani della paziente sono costellate da macchie rosse, la pelle si secca e tende a staccarsi a lembi.

Eczema da contatto

Un eczema da contatto può essere scatenato dalla fibbia di una cintura o da un braccialetto di metallo.
Nell’eczema lichenificato, la pelle si ispessisce e assume una colorazione scura, con placche estese.
Eczema acuto tipico, alla piega del gomito: la pelle è di un colore rosso vivo, essudante, con microsanguinamenti e macchie disseminate tutt’intorno. e attenuare ogni arrossamento residuo. Le cure termali, infine, soprattutto grazie alle docce filiformi (a getto fine e pulsante), possono aiutare nel trattamento delle forme ostinate di eczema cronico.

Eczema topico

Questo tipo di eczema è legato ad una reazione allergica verso determinate sostanze: la risposta allergica di solito si sviluppa in due tempi. Nella prima fase, le difese della cute vengono menomate da traumi o dal contatto con sostanze acide, alcaline o solventi. Questa lesione permette alla sostanza allergizzante di entrare in contatto con le proteine della pelle e di scatenare la risposta allergica. Le sostanze capaci di provocare un eczema da contatto sono numerosissime: farmaci, prodotti cosmetici, indumenti, piante, sostanze d’uso professionale, prodotti per la pulizia della casa. Le lesioni cutanee compaiono inizialmente nella zona di contatto con la sostanza allergizzante, e quindi si diffondono sia localmente che a distanza, secondo schemi fissi. La malattia si ripete ogni volta che la persona allergica entra nuovamente in contatto con la sostanza responsabile dell’eczema.

Terapia e cura dell’eczema topico

La prima regola è quella di evitare il contatto con la sostanza responsabile dell’eczema.
Se sono presenti delle lesioni cutanee, la terapia deve essere piuttosto blanda: nelle fasi più acute si applicano degli impacchi di camomilla e acido borico, mentre in fase cronica sono utili delle paste a composizione semplice. I farmaci a base di cortisone sono indicati solo in casi particolari.
Per calmare il prurito è utile la somministrazione di antistaminici per via generale.

Eczema atopico

Questa dermatite colpisce bambini predisposti, che hanno acquisito ereditariamente la tendenza a sviluppare malattie allergiche come l’asma, l’orticaria e il raffreddore da fieno. La vera causa della malattia non è conosciuta: spesso si sente dire che la dermatite atopica è legata a un’allergia al latte, e per questo la malattia è anche detta crosta lattea; ma questa credenza non è mai stata provata. Di solito la malattia compare dopo il secondo mese di vita, in bambini con la pelle piuttosto secca: le lesioni sono quasi uguali a quelle dell’eczema topico, e si localizzano inizialmente al volto.

Negli anni successivi le lesioni cutanee interessano il torace e gli arti. Nella maggior parte dei casi la malattia guarisce spontaneamente con la pubertà. I bambini affetti da eczema atopico sono particolarmente predisposti alle infezioni virali cutanee: molto pericolosa è l’infezione da herpes labiale, che può avere conseguenze anche mortali; per questo è importante che i parenti affetti da herpes labiale facciano particolare attenzione a non contagiare i bambini colpiti dall’eczema topico. Molto pericolosa era anche, per questi bambini, la vaccinazione antivaiolosa.

Eczema disidrossico

Questa malattia è denominata, forse un po’ impropriamente, eczema: le sue cause non sono note, anche se l’insorgenza delle lesioni sembra favorita dagli stati di stress psichico. L’eczema disidrosico è caratterizzato dalla comparsa, sui lati delle dita, sulle palme delle mani e sulle piante dei piedi, di grosse vesciche, che non tendono a spaccarsi, ma si seccano. Una volta scomparsa la vescica, la zona tende a desquamare a lungo. Le vesciche non sono infiammate e non provocano dolore, mentre è quasi sempre presente il prurito.

Durone o callo

Si tratta di un ispessimento della pelle e più precisamente dello strato corneo. Questo termine è usato come sinonimo di callo (vedi), particolarmente per indicare le callosità estese delle palme delle mani e delle piante dei piedi.

In dermatologia il callo è un ispessimento localizzato degli strati superiori dell`epidermide, in particolare dello strato malpighiano e di quello corneo. Lo strato profondo della pelle rimane invece invariato.

Come si formano i duroni o calli

Generalmente i duroni non sono dolorosi, tranne in qualche caso particolare in cui possono essere aggravati da un’infezione, nonostante si formino in punti abbastanza sensibili del corpo: i punti più frequenti sono infatti le mani (qualora si usi per lungo tempo uno strumento, come per esempio una penna) e i piedi (scarpe troppo strette o troppo a punta). Per eliminare i duroni risultano molto utili i bagni con soluzioni emollienti e l’applicazione di pomate specifiche in grado di ammorbidire la parte indurita.

Dove si formano i duroni o calli

Le sedi più comuni dei calli epidermici sono le mani ed i piedi, in zone dove l’epidermide è sottoposta a microtraumi ripetuti, a volte tanto lievi da passare inosservati (scarpe strette o di foggia particolare che provocano la comparsa di calli a carico delle dita dei piedi o del tallone; uso continuo di strumenti di lavoro come pale, vanghe, picconi od altro, che provocano la comparsa di calli alle mani).

La stimolazione continua dovuta al microtrauma stimola l’epidermide ad un processo di vera e propria iperplasia difensiva; la pelle ispessita si trova meglio adattata a resistere alle continue sollecitazioni alle quali è sottoposta. Si tratta quindi di una reazione di adattamento dell’organismo nei confronti dei traumi provenienti dall’ambiente. Il callo di per sé è insensibile, cioè non provoca dolore. In particolari circostanze esso assume però una forma ed una situazione tale da provocare la compressione dolorosa del derma sottostante (i “”calli dolorosi”" delle dita dei piedi). Se poi si associa una componente infiammatoria cronica, denunciata dalla presenza di un infiltrato linfocitario nel derma, la dolorabilità diviene spiccatissima e può impedire il normale svolgimento delle funzioni dell’arto colpito (talora non è possibile mettere la scarpa e camminare normalmente).

Si ricorre allora ad un piccolo intervento chirurgico molto semplice che permette di rimuovere il callo doloroso; è necessario inoltre rimuovere la causa prima del processo patologico (adottare, per esempio, calzature più morbide). Le varie pomate consigliate contengono di solito principi emollienti ed antinfiammatori e possono essere di qualche giovamento, ma se non si provvede all’eliminazione chirurgica del callo non si risolve il problema.

Sicosi

L’infiammazione dei follicoli piliferi della barba si traduce nella comparsa di una placca crostosa coperta di pustole.Infiammazione dei follicoli pilosebacei del volto (colpisce in particolare i peli della barba). È imputabile a un’infezione batterica (Staphylococcus aureus) o micotica (causata da un fungo dermatofito).

La sicosi si presenta come una placca del diametro di qualche centimetro, arrossata, suppurante e dolorosa. Il trattamento, basato su un’igiene rigorosa e sull’applicazione di prodotti antisettici, va proseguito per molte settimane. Se il responsabile dell’infe zione è un fungo si associa un farmaco antimicotico per via orale. Questa patologia può lasciare cicatrici depresse.

Angiolupoide di Brocq Pautrier

Sicosi batterica cronica associata alla formazione di granulomi follicolari e di cicatrici.

Malattia di Schamberg

Dermatosi pigmentaria progressiva che colpisce principalmente le estremità inferiori, estendendosi in alcuni casi anche al resto del corpo. Si manifesta con la comparsa di eritemi ed eruzioni purpuriche. Colpisce soprattutto i maschi, senza distinzione di età.
L’eziologia è sconosciuta.

Dermatosi pustolosa

Malattia cutanea che insorge in età matura, a evoluzione cronica ma benigna. È un’affezione rara, la cui causa è sconosciuta. Si manifesta con la comparsa, più frequente nella donna, di pustole di diametro inferiore al centimetro disposte ad anelli, soprattutto sul tronco. La malattia esordisce intorno ai 50 anni ed evolve a ondate successive.
Il trattamento si basa sulla somministrazione orale di fa rmaci del gruppo dei sulfoni, che in genere determinano un’attenuazione dei sintomi. Tuttavia, sono sempre possibili recidive non ap pena si diminuiscono i dosaggi.

Dermatosi eritematosquamosa

Malattia cutanea caratterizzata da un eritema rico perto di squame, fini lamelle che tendono a distaccarsi. Le dermatosi eritematosquamose si suddividono in tre categorie: dermatosi pitiriasiche (pityriasis versicolor), psoriasiche (psoriasi) e crostose (lupus eritematoso cronico). Si manifestano con eritema (arrossamento cutaneo dovuto a dilatazione dei vasi, che scompare alla pressione), disposto a formare una o due placche del dia metro di qualche centimetro e associato a squame (piccole la melle di cheratina che normalmente si distaccano di continuo dalla cute, ma che in condizioni patologiche diventano visibili come una membrana bianca più o meno aderente alla cute). Le altre caratteristiche delle dermatosi eritematosquamose, tra cui causa, evoluzione e trattamento, variano a seconda della malattia correlata.

Dermatosi anulare o dermatosi circinata

Qualunque affezione cutanea in cui le lesioni si dispongono ad anello o ad arco. Si manifesta sotto forma di una o più chiazze con un’area periferica di colore scuro chiaramente patologica, spesso arrossata, mentre la parte centrale è più chiara. L’aspetto delle lesioni può variare nel tempo, anche da un giorno all’altro. Non si tratta di una malattia ma del segno caratteristico di patologie diverse quali eritema anulare centrifugo, eritema polimorfo, granuloma anulare, eritema cronico migrante, granuloma anulare, herpes circinato, psoriasi, orticaria e lupus eritematoso sistemico.

Dermatosi precancerose

Particolarmente temibili sono alcune dermatosi che, con il passare degli anni, evolvono quasi invariabilmente verso la malignità. Ne sono esempi la dermatosi di Kaposi, o xeroderma pigmentosi, una rara malattia ereditaria che si manifesta con una abnorme sensibilità alla luce del sole, e l’epidermodisplasia verruciforme, caratterizzata dalla comparsa di numerose verruche. Molto meno gravi, ma più comuni, sono altre due dermatosi che possono provocare la comparsa di neoplasie cutanee.
La cheratosi (vedi) solare è provocata dalla prolungata esposizione alla luce del sole; compare di solito dopo i 60 anni, e si manifesta con la comparsa di piccole chiazzette a superficie secca.
La leucoplachia è una lesione delle mucose, soprattutto del cavo orale, provocata da un’irritazione di lunga durata: si manifesta con la comparsa di una chiazza biancastra e secca, a limiti netti.

Dermatosi di Barber

Associazione di ipertricosi, pelle atrofica, ectropion-macrostomia.
Psoriasi pustolosa che colpisce le estremità, il palmo delle mani e la parte centrale della pianta dei piedi, i polpastrelli, i fianchi e le anche.
L’eziologia è sconosciuta.

Herpes gestazionale

Dermatosi bollosa che colpisce le donne in stato di gravidanza.

L’affezione, di natura immunologica, insorge intorno al quarto o quinto mese di gravidanza e si manifesta con un prurito spesso molto intenso, soprattutto intorno all’ombelico. In seguito appare l’eruzione, sotto forma di grosse placche arrossate e in rilievo, ben delimitate e disseminate di vescicole nella zona periferica. Ta lvolta le vescicole sono isolate.

Il trattamento, basato sull’assunzione orale di corticosteroidi, viene intensificato via via che ci si avvicina al parto, per poi essere ridotto progressivamente. La malattia può recidivare in occasione di gravidanze successive. Talvolta il neonato stesso presenta lesioni vescicolobollose, destinate a regredire spontaneamente. Il rischio, per quanto remoto, di parto prematuro o di morte in utero rende necessaria una sorveglianza attenta durante la gestazione.

Malattia di Unna

Dermatosi cronica che si manifesta con squame lamellari gial lastre e untuose associate a chiazze eritematose e a piccole formazioni crostose responsabili di prurito talvolta intenso. Le aree interessate sono quelle ricche di ghiandole sebacee, come il cuoio capelluto, la zona mediana del volto, la fronte, i padiglioni retroauricolari, la zona prosternale, oltre al torace e al dorso. La malattia ha un primo picco di incidenza entro i 6 anni, con tendenza alla regressione spontanea, e un altro tra l’età dello sviluppo e i 40-45 anni.

L’eziopatogenesi non è del tutto chiara: si ipotizzano vari fattori su base ambientale, genetica, ormonale, neuropsicologica e infettiva, di tipo sia batterico sia micotico (in particolare Malassezia ovale).

Acrodermatite

Forma di dermatite caratterizzata da lesioni pustolose recid ivanti alle falangi distali delle dita di mani e piedi.

Dermatosi che colpisce soprattutto il palmo delle mani e la pianta dei piedi.

Acrodermatite continua di Hallopeau

Esordisce con pustole peri o sottoungueali, confluenti in piccole chiazze che evolvono verso la desquamazione, con distruzione della lamina ungueale.
Può estendersi prossimalmente, in alcuni casi associarsi a psoriasi o evolvere in una forma pustolosa generalizzata.

È una dermatosi cronica caratterizzata da lesioni pustolose disseminate all’estremità di uno o più dita, che possono estendersi anche alla mano. L’acrodermatite evolve in diversi stadi che possono causare la distruzione delle unghie e del tessuto osseo. Può essere associata a psoriasi o evolvere in modo totalmente autonomo. Sono disponibili diversi trattamenti, locali (corticosteroidi topici, catrami, retinoidi, PUVA-terapia localizzata) e generali (eritromicina, retinoidi), la cui efficacia è comunque dubbia.

Acrodermatite pustulosa infantile

Detta anche sindrome di Gianotti-Crosti, è una dermatosi di origine virale che colpisce principalmente i bambini di età compresa tra i 2 e i 6 anni. Si manifesta come un’eruzione di piccole papule rossastre non pruriginose del diametro di 1-2 mm, inizialmente sugli arti, poi sul tronco e sul viso. Ha una durata compresa tra 15 e 20 giorni. Tale dermatosi deve indurre a ricercare un disturbo epatico con citolisi (distruzione delle cellule epatiche), che può essere causato da diversi virus (epatite A o B, virus di Epstein-Barr ecc.). Non esiste alcun trattamento per questo tipo di acrodermatite, se non la cura dei sintomi o dell’affezione soggiacente, qualora sia stata individuata con certezza. La prognosi è generalmente favorevole, ma esiste la possibilità di un’evoluzione cronica.

Acrodermatite enteropatica di Danbolt-Closs

È una dermatosi ereditaria grave del bambino causata dall’assorbimento difettoso dello zinco. La pelle diviene rossa, squamosa e ricoperta di pustole in corrispondenza di bocca, occhi, narici, regione anogenitale, pianta dei piedi e palmo delle mani. A tali segni cutanei sono spesso associati disturbi intestinali e l’alterazione delle unghie. Questo tipo di acrodermatite comporta di frequente apatia e ritardo della crescita. La guarigione è garantita dall’assunzione di solfato di zinco per via orale.

Eruzione varicelliforme di Kaposi

Complicanza della dermatite atopica, caratterizzata da eruzione cutanea di elementi vescicolosi di grandi dimensioni, ombelicati, che evolvono verso la formazione di pustole. Queste lasciano in seguito posto a superfici erose, talora necrotiche, con compromissione dello stato generale. La trasmissione avviene direttamente, attraverso il contatto intimo con portatori di lesioni erpetiche attive.

Erisipeloide di Baker-Rosenbach

Dermatite di origine microbica. È imputabile al batterio Erysipelothrix rhusiopathiae, che negli animali provoca la malattia denom inata mal rossino del maiale. Quando si manipola la carne di animali contaminati, il germe può penetrare nell’organismo attra verso una ferita. La malattia colpisce con particolare frequenza macellai, salumieri e pescivendoli.

Questa dermatite si manifesta come una placca infiammatoria dolente, di colore rosso violaceo, che colpisce una mano o un dito per poi risalire progressivamente lungo il braccio, ed è talvolta associata a febbre, dolori articolari e reazioni linfonodali. Il trattam ento si avvale degli antibiotici (penicilline, macrolidi). L’affezione è generalmente locale, ma possono manifestarsi forme gravi associate a uno stato setticemico o a un’endocardite (infiammazione dell’endocardio di origine infettiva).