Discopatie (Ernia del disco): sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Descrizione delle discopatie (Ernia del disco)

Solo i soggetti che hanno avuto un problema alla colonna vertebrale possono capire il dolore e la frustrazione che derivano da questa patologia, perché il dolore è insopportabile e peggiora in seguito a qualsiasi tipo di movimento. Quando il paziente avverte questi sintomi e adotta le azioni opportune o, in modo più appropriato, rimane inattivo, i disturbi di solito si riducono e il problema viene rapidamente corretto.

Quando invece si ignora questo tipo di allarme, possono insorgere danni neurologici e fisici permanenti. La maggior parte di noi ha sentito parenti o amici lamentarsi per un dolore causato da un’ernia del disco. Forse in quel momento ci siamo immaginati una fila instabile di monetine con una che sporge in modo tale da far cadere tutto il resto. Come altri miti e credenze, c’è una piccola verità in questa immagine, ma solo in parte. I dischi intervertebrali sono corpi flessibili che si intercalano tra le vertebre, le ossa che formano la colonna vertebrale (vedi alla voce Problemi alla Schiena).

Il disco vertebrale è una capsula rotonda e piatta del diametro di circa 2,5 cm e alto circa 0,5 cm, composto di un corpo centrale elastico, chiamato nucleo polposo, rivestito di una membrana fibrosa e dura chiamata anello fibroso. I dischi sono situati in modo stabile tra le vertebre e vengono mantenuti in sede da legamenti, che connettono le varie ossa della colonna, e dal rivestimento muscolare. È veramente limitato lo spazio per i movimenti dei dischi. I punti di contatto tra le vertebre sono organizzati in strutture simili ad ali situate ai due lati del corpo vertebrale e impediscono che i movimenti di piegamento e torsione danneggino il midollo spinale.

Il disco talvolta viene descritto come una struttura che assorbe i traumi che colpiscono la spina dorsale, facendo pensare che sia più flessibile e maneggevole rispetto alla realtà. Sebbene queste strutture fibrose mantengano separate le vertebre impedendo lo sfregamento dei capi ossei, non sono dei veri e propri ammortizzatori pneumatici.

Nei bambini sono gelatinosi e pieni di liquido e cominciano a diventare più solidi durante il fisiologico processo d’invecchiamento. Nel giovane adulto, l’apporto di sangue ai dischi viene interrotto e il morbido nucleo polposo interno comincia a diventare più duro e il disco meno elastico. Nell’adulto di mezz’età i dischi hanno consistenza dura e poco flessibile diventando simili a un pezzo di gomma dura.

Sotto stress, il nucleo polposo 300 la membrana, il disco protruso può ledere il midollo spinale o i nervi che ne derivano causando un dolore molto intenso e debilitante, un segnale inequivocabile che indica di interrompere immediatamente qualsiasi tipo di movimento. Tali danni possono diventare irreversibili.

La maggioranza delle lesioni ai dischi vertebrali si verifica nella regione lombare della schiena e meno del 10% colpisce la zona cervicale. Non è detto che l’ernia del disco eserciti una pressione sui nervi ed è possibile che la deformazione non causi nessun dolore o disturbo. Per tale motivo è possibile fare degli errori: se le radiografie o la RMN dimostrano la presenza di una patologia discale, non è detto che il dolore dipenda realmente da quella patologia. L’ernia del disco è più frequente negli uomini sotto i 50 anni di età, sebbene possa verificarsi nei bambini e nei giovani adulti attivi.

Negli anziani i dischi non hanno più il nucleo polposo fluido e quindi la probabilità di avere questa patologia è inferiore. Gli individui che fanno esercizio fisico regolare moderato sono meno vulnerabili dei coetanei che conducono una vita sedentaria, anche perché il loro organismo tende ad essere più flessibile e per un periodo più prolungato evitando quindi le fastidiose rigidità che insorgono con l’invecchiamento.

Schiacciamento del disco intervertebrale

Diminuzione dell’altezza di un disco intervertebrale (cuscinetto fibroso che funge da ammortizzatore tra due superfici vertebrali). Lo schiacciamento del disco, che abitualmente viene evidenziato nel corso di esami radiologici alla colonna vertebrale, può insorgere a livello cervicale, dorsale o lombare; essere unico o interessare vari dischi; colpire un dato disco globalmente o in modo localizzato.

Qualunque patologia di un disco intervertebrale può determinarne lo schiacciamento. Nelle malattie degenerative (artrosi, ernia del disco) il fenomeno è legato all’usura; in tal caso è spesso localizzato e colpisce la colonna vertebrale a vari livelli. Nelle malattie infiammatorie e infettive (brucellosi, infezione da Staphylococcus aureus, tubercolosi) il fenomeno è dovuto a un’infiammazione del disco, a sua volta associata a un’infiammazione dell’osso adiacente (spondilodiscite); in tal caso lo schiacciamento del disco è globale e unico. Lo schiacciamento del disco può essere più o meno doloroso, a seconda della causa, e comportare una diminuzione dell’a ltezza del malato. Il trattamento è rivolto alla malattia responsabile.

Sintomi della discopatia (Ernia del disco)

La maggior parte dei pazienti con dischi vertebrali danneggiati non ha sintomi rilevanti.

Quando una patologia del disco interessa anche i nervi spinali, è possibile avere uno o più dei seguenti sintomi: dolore acuto alla schiena che talvolta si irradia a una o ad entrambe le gambe, dopo un tempo relativamente breve da uno sforzo o un trauma; incapacità a piegare o a raddrizzare la schiena; questi movimenti sono accompagnati da un dolore intenso; sviluppo graduale di dolore al collo o nella parte inferiore della schiena, talvolta si intensifica quando ci si alza oppure durante uno starnuto o un colpo di tosse; insensibilità o formicolii alle braccia o alle gambe e spesso progressiva perdita della forza in una o entrambe le gambe.

Rivolgetevi al medico se…

Si verifica un dolore persistente nella parte superiore o inferiore della schiena; si potrebbe trattare di una spondilite anchilosante o di una forma di artrite.
Il dolore alla schiena è accompagnato da febbre; si potrebbe trattare di una infezione virale o batterica. Si verifica una perdita improvvisa della sensibilità alle estremità che sembrano anche più deboli; si è verificata una lesione al midollo spinale.

L’ernia del disco

Il disco intervertebrale normale agisce come un cuscinetto tra le ossa della colonna spinale. Si dice che si verifica un’ernia o un prolasso di un disco quando il nucleo centrale morbido viene spinto all’esterno attraversando la membrana fibrosa indebolita o fissurata. Se il disco comprime un nervo, compare immediatamente un dolore molto intenso.

Cause delle discopatie (Ernia del disco)

Se un trauma violento può danneggiare un disco, anche altre attività quotidiane possono essere alla base di questa patologia: sollevare oggetti pesanti nel modo sbagliato, stirarsi in modo eccessivo durante una partita a tennis, oppure scivolare su un marciapiede ghiacciato. Numerosi eventi possono rompere o alterare la forma del rivestimento fibroso esterno al punto tale che è possibile l’interessamento dei nervi spinali. Qualche volta il disco diventa edematoso, si fissura oppure degenera senza una causa apparente.

I problemi dei dischi talvolta vengono classificati sotto il termine di malattia degenerativa dei dischi vertebrali. Cambiamenti nella struttura e consistenza sono il naturale risultato dell’invecchiamento con graduale perdita di flessibilità. In realtà la degenerazione dei dischi è un problema molto più grave in alcuni individui rispetto ad altri.

I casi gravi possono dipendere dalla carenza di collageno, la struttura che compone la cartilagine. Un tono muscolare scarso e l’obesità possono sottoporre ad uno sforzo eccessivo la colonna vertebrale e i legamenti che dovrebbero mantenere in sede i dischi.

Diagnosi delle discopatie (Ernia del disco)

La normale procedura per fare diagnosi di ernia del disco è un test che comporta il sollevamento delle gambe tese. Il paziente è sdraiato supino e il medico solleva lentamente le gambe dalle caviglie; la comparsa di un dolore nella parte posteriore delle gambe suggerisce spesso, ma non sempre, l’ernia di un disco della colonna lombare. Il medico valuterà anche l’indebolimento e la perdita dei riflessi osteotendinei degli arti inferiori e dei piedi.

La localizzazione del dolore può essere sufficiente per identificare la sede precisa dell’ernia. La radiografia della colonna permette di escludere altre cause potenziali ma, dal momento che non mostra in modo dettagliato i tessuti molli, può essere necessario eseguire ulteriori indagini per identificare e stabilire l’entità dell’ernia: la risonanza magnetica nucleare (RMN), la tomografia assiale computerizzata (TAC), oppure la mielografia, una tecnica radiologica per vedere direttamente il midollo spinale.

Terapia e cura delle discopatie (Ernia del disco)

Sia le terapie convenzionali che alternative hanno lo scopo di ridurre il dolore, di favorire il riposo, di ridurre l’infiammazione e di ripristinare la forza e le normali attività quotidiane. Generalmente l’ernia del disco guarisce spontaneamente e solo raramente è necessario l’intervento chirurgico.

Medicina convenzionale

Le prescrizioni più frequenti comportano il riposo a letto e l’uso di antidolorifici come l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e in alcuni casi corticosteroidi e miorilassanti. Qualsiasi movimento della schiena può accentuare il dolore e aggravare potenzialmente i danni e quindi il riposo a letto completo è un obbligo almeno per i primi giorni dopo l’esordio.

Quando il paziente si sente in grado di muoversi, il medico può suggerire un corsetto per la schiena o un collare per limitare i movimenti e ridurre la pressione meccanica sui nervi sensibili in attesa della guarigione. Nei casi gravi possono essere necessarie procedure di trazione parziale o totale. Quando il disco viene distorto temporaneamente, le possibilità di guarigione completa sono eccellenti. Se l’anello fibroso esterno si rompe o si fissura permettendo la fuoriuscita del nucleo polposo gelatinoso, il danno può essere permanente.

Quando l’ernia del disco determina l’indebolimento o la paralisi dei nervi che controllano la muscolatura della schiena e degli arti inferiori, il medico può raccomandare l’intervento chirurgico oppure l’iniezione di farmaci nello strato epidurale. Quest’ultimo intervento comporta l’iniezione endorachide della combinazione di un anestetico e di corticosteroidi, utilizzando un lungo ago che viene inserito nello spazio tra il disco malato e il rivestimento delle strutture nervose.

L’intervento chirurgico comporta la rimozione di una parte del nucleo polposo del disco tumefatto in modo che non si verifichi più la compressione meccanica sui nervi. Con altre procedure di microchirurgia è possibile asportare i piccoli frammenti del nucleo polposo che sono fuoriusciti attraverso la membrana esterna fibrosa. La discectomia è l’intervento che implica l’asportazione della parte di disco erniato con lo scopo di ridurre la pressione sulle eminenze nervose.

Con questa operazione viene rimosso solo il nucleo centrale e viene lasciata in sede la membrana fibrosa esterna situata tra le due vertebre contigue. Come l’iniezione epidurale, può dare un sollievo ai sintomi per un lungo periodo di tempo, ma non ci sono garanzie certe di guarigione permanente. Qualsiasi intervento invasivo in prossimità del midollo spinale è potenzialmente pericoloso e quindi dovrebbe essere effettuato solo nei casi estremi, cioè quando l’ernia del disco comporta l’indebolimento o la paralisi muscolare, a causa della compressione.

L’iniezione di farmaci come la colchicina può alleviare il dolore acuto e l’infiammazione. La chemonucleolisi è un trattamento altamente controverso e attualmente sconsigliato da molti, consiste nell’ottenere la dissoluzione del disco erniato tramite l’iniezione di un enzima, chiamato chemopapaina. Proprio come altre protesi artificiali vengono attualmente impiantate con un intervento chirurgico in altre parti del corpo, la sostituzione dei dischi intervertebrali è passata da uno stadio sperimentale ad una procedura applicata regolarmente in diversi paesi del mondo.

Non sono ancora chiari il livello di sicurezza e le percentuali di successo a lungo termine di questo tipo di intervento ma, come le protesi in acciaio dell’anca e le valvole cardiache in plastica, i dischi intervertebrali sintetici possono offrire un’altra opportunità terapeutica in un futuro non poi così lontano.

Scelte alternative

Oltre a suggerire l’uso di antidolorifici e il riposo a letto immediatamente dopo un episodio di ernia di un disco, le terapie alternative tendono maggiormente a stimolare il rilassamento e l’esercizio fisico blando per permettere quindi di ripristinare completamente le possibilità di movimento.

Digitopressione

La digitopressione può essere molto efficace per il trattamento del dolore localizzato nella zona lombare della schiena, ma gli esperti di questa disciplina sono molto cauti quando devono gestire i sintomi che dipendono da un’ernia del disco. Invece di applicare la pressione sulla spina dorsale o sui punti lungo i meridiani vicini alla colonna, consigliano i trattamenti per far rilassare i muscoli della schiena.

Una di queste raccomandazioni prevede di dormire in una posizione a gambero, sdraiandosi su un fianco con la schiena curvata e utilizzando impacchi tiepidi o caldoumidi per favorire in questo modo la circolazione sanguigna.

Yoga

La posizione Rotazione sul ginocchio stira i muscoli della colonna lombare. Sdraiatevi con le braccia aperte, inspirate e mettete il piede destro sul ginocchio sia sulla posizione Fetale stira i muscoli della colonna lombare. Sedetevi sui talloni, a ginocchia unite. Espirate e piegatevi sulle anche. Estendete la parte superiore del corpo sulle ginocchia tenendo le braccia lungo il corpo con il l’altro lato.

La posizione della Bambola di pezza aiuta a ripristinare la flessibilità. Dalla posizione eretta, piegatevi lentamente in avanti sulle anche, portando la testa il più in basso possibile senza sforzare la schiena e senza piegare le gambe. Mantenete questa posizione per 1520 secondi respirando lentamente. Inspirate mentre ritornate in posizione eretta. palmo delle mani rivolto verso l’alto. Toccate il pavimento con la fronte. Respirando lentamente, mantenete questa posizione per 15-20 secondi e poi tornate in posizione seduta.

Agopuntura

Un agopuntore è in grado di determinare in modo preciso la localizzazione del nervo o dei nervi compressi da un disco erniato ed anche di impostare il trattamento seguendo i punti situati sui meridiani del Vaso Governatore (vedi alla voce Appendice per ulteriori informazioni).

Esercizio fisico

Le terapie alternative si basano sui meccanismi corporei che hanno messo sotto stress il disco. Con la riflessologia vengono manipolate alcune zone delle mani e dei piedi. Per ridurre il dolore e la tensione della zona lombare della schiena, i sostenitori della riflessologia citano i risultati positivi applicando una compressione decisa sul malleolo e sul bordo esterno del cavo del piede.

Dopo aver controllato i sintomi iniziali, un esperto qualificato nella tecnica di Alexander o nel metodo di Feldenkrais può aiutare i pazienti con problemi cronici a ristabilire posizioni corrette e il controllo dell’organismo per prevenire le recidive della patologia.

Chiropratica

Le tecniche manuali per correggere i disturbi muscolari ed articolari, con le dovute precauzioni per non peggiorare il danno sul disco, devono essere seguite da un programma di massaggi e di esercizi che rilassino e rafforzino la muscolatura circostante.

Prevenzione delle discopatie (Ernia del disco)

Lo yoga è un approccio ben utilizzabile per lunghi periodi di tempo per rilassare e condizionare sia il corpo che la mente.