Gengive e gengivite: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Le gengive (superiore ed inferiore) sono delle strutture mucose, corrispondenti alla parte della tonaca mucosa della cavità buccale disposta a ricoprire i processi alveolari superiori ed inferiori rispettivamente della mandibola e delle ossa mascellari.
Tessuto della mucosa orale che ricopre le facce interne ed esterne delle ossa mascellari.

Le gengive costituiscono una fascia dello spessore di 2-4 mm che circonda i denti. La loro superficie è cheratinizzata e impedisce la penetrazione dei microbi nei punti di congiunzione con i denti. Una gengiva sana appare compatta e di colore rosa pallido.

Oltre a essere soggette a gengiviti (infiammazioni delle gengive) e parodontiti (infiammazioni dei tessuti di sostegno del dente, che si traducono in una distruzione più o meno estesa dell’osso alveolare), le gengive possono essere sede di tumori benigni o maligni (epulide).

Gengivite

Infiammazione delle gengive, che appaiono arrossate e gonfie, diventano molto sensibili e sanguinano facilmente, soprattutto durante la pulizia dei denti. Può essere dovuta a un uso scorretto dello spazzolino, che determina un accumulo di placca dent aria e di tartaro, o essere provocata da modificazioni ormonali temporanee, per esempio durante la gravidanza (in tal caso l’infiammazione scompare dopo il parto). Anche l’assunzione di farmaci antidepressivi e antiepilettici può causare gengivite.

L’asportazione completa del tartaro, seguita da un’igiene quotidiana molto scrupolosa, può fare scomparire i sintomi in alcuni g iorni.
In assenza di trattamento, la gengivite può evolvere in parodontite, infiammazione del tessuto di sostegno del dente che provoca un assottigliamento dell’osso in cui esso è inserito. La riduzione dell’osso può determinare la perdita dei denti.

La gengivite ulceronecrotica è un’affezione che provoca molto rapidamente distruzioni importanti della gengiva e dell’osso sottostante. La si riscontra tanto negli adolescenti quanto nei pazienti in cui è presente un deficit immunitario. Evolve rapidamente in parodontite acuta.

Struttura delle gengive

La mucosa gengivale è presente sia sulla faccia esterna (vestibolare) che su quella interna (linguale) dei processi alveolari; la sua disposizione quindi è prevalentemente verticale. Fra dente e dente il tessuto gengivale si insinua per costituire attorno a ciascun dente un cercine completo, che ne abbraccia il colletto. Nel lattante, prima che abbia luogo l’eruzione dei denti, il tessuto gengivale riveste senza interruzione alcuna l’intero processo alveolare. Sul lato vestibolare la mucosa gengivale si continua con quella che ricopre il solco vestibolare. Sul versante linguale la gengiva superiore si continua nella tonaca mucosa che ricopre il palato duro, mentre la gengiva inferiore si continua con la mucosa del solco sottolinguale. Dietro gli ultimi denti molari le gengive ricoprono anche i corrispondenti lembi alveolari retrodentali. La colorazione delle gengive sane è uniformemente rosea.

L’aderenza della mucosa al periostio delle sottostanti arcate alveolari è intima, dimodoché essa risulta assolutamente non scorrevole sui piani più profondi. La struttura delle gengive è quella tipica delle mucose. In superficie si trova un tessuto epiteliale di tipo pavimentoso stratificato, simile a quello che ricopre tutta la mucosa della bocca. Nel versante rivolto verso il vestibolo orale può frequentemente presentare dei fenomeni di cheratinizzazione, senza che questo assuma un chiaro significato patologico. L’esagerazione patologica di tale tendenza alla cheratinizzazione è rappresentata dalla comparsa di zone biancastre note come leucoplasie gengivali.

Al disotto dell’epitelio si trova la lamina propria della mucosa, composta soprattutto da fibre collagene assai tenaci e povera di fibre elastiche. Tale composizione della tonaca propria contribuisce a conferire caratteristiche di grande robustezza alla mucosa gengivale. La lamina propria della mucosa presenta in superficie un gran numero di papille all’apice delle quali si trovano infiltrati linfoidi. Al disotto della lamina propria si trova immediatamente il periostio delle ossa alveolari, senza l’interposizione di una sottomucosa.

Problemi delle gengive

Una pellicola batterica, chiamata placca, può accumularsi lungo la linea gengivale alla base del dente se non viene adeguatamente spazzolata via. La placca può indurirsi formando quello che viene chiamato calcolo che irrita la gengiva costringendola a retrarsi. Le tasche che si formano tra gengiva e dente finiscono col raccogliere ancora più placca e calcoli. Come conseguenza, l’osso e i legamenti di sostegno del dente vengono erosi e si può addirittura arrivare a perdere il dente.

Epulide

Pseudotumore infiammatorio delle gengive. L’epulide è una proliferazione anomala in un tessuto di cellule che, a differenza di quelle tumorali, non sono autonome rispetto al loro ambiente. Forma un piccolo rilievo rosso violaceo, spesso compreso nello spazio tra due denti. Alcune forme regrediscono spontaneamente. Negli altri casi, può essere sufficiente un trattamento antinfiammatorio (sciacqui decongestionanti); talvolta occorre far ricorso all’ablazione chirurgica.

Descrizione della gengivite

La malattia parodontale (malattia delle gengive) è una delle malattie croniche più diffuse. Circa il 98% delle persone sopra i 60 anni ne sono affette con forme diverse. Una dieta ricca di zuccheri raffinati è in genere da condannare, ma l’odontoiatria moderna, le buone paste dentifricie e gli ottimi spazzolini oggi disponibili hanno consentito di allontanare alcuni degli effetti più negativi determinati dalle nostre abitudini alimentari.

In conseguenza di ciò solo l’8% degli adulti sviluppa qualche problema alle gengive. Tale cifra si ridurrebbe ulteriormente se la gente facesse un ulteriore sforzo nell’eliminare i cibi troppo ricchi di zuccheri raffinati e prendesse più sul serio la necessità di mantenere una perfetta igiene orale. Ancora oggi troppa gente non ha l’abitudine di andare dal dentista almeno una volta all’anno.

Sintomi della gengivite

Gengive arrossate, tumefatte, che sanguinano facilmente. Dolore localizzato, uno o più denti mobili e alito cattivo suggeriscono la presenza di una parodontite; una radiografia potrà evidenziare la perdita di sostanza ossea nella mandibola. Gengive infiammate, estremamente dolenti e coperte da un essudato biancogrigiastro; talora febbre modesta, malessere generale, alito cattivo, eccessiva salivazione e deglutizione dolorosa.

Questi sono i segni di un’angina di Vincent. Improvvisa perdita non spiegata di sostanza ossea attorno ai molari e agli incisivi, specialmente in ragazze di colore; sono segni indicativi di parodontite giovanile. Gengive facilmente sanguinanti, tumefatte e dolenti, talora con mal d’orecchio, sinusite, sanguinamento nasale, febbre, calo di peso, malessere generale; potrebbe trattarsi della granulomatosi di Wegener, una malattia molto rara, ma potenzialmente fatale.

Cardiopatie e parodontite

Le persone giovani che non curano la loro bocca non sanno che potrebbero essere a rischio di malattie cardiache. Uno studio del 1993 su circa 10.000 soggetti (uomini e donne) ha osservato un aumento del 25% delle malattie cardiache in coloro che erano affetti da parodontopatia. I ricercatori non sono stati in grado di definire se ciò dipendesse dalla scarsa igiene orale e dall’alimentazione o se vi fosse qualche correlazione diretta tra problemi cardiaci e parodontopatia. Comunque, le malattie delle gengive sono un segnale d’allarme.

Rivolgetevi al medico se…

Presentate uno qualsiasi dei gruppi di sintomi sopra descritti, un trattamento tempestivo può evitare la diffusione di infezioni e salvare i denti.

Cause della gengivite

La malattia parodontale è un’infezione delle gengive e degli altri tessuti che fanno da supporto ai denti. I problemi insorgono quando i residui alimentari, la saliva e i batteri si accumulano attorno alla linea gengivale determinando la formazione di una massa batterica morbida nota come placca.

Con l’aumentare di questa, possono formarsi delle tasche tra il dente e la gengiva dove ulteriormente va ad accumularsi la placca e i batteri proliferano tranquillamente. Un eccesso di zucchero nella dieta riduce la produzione di saliva (la prima barriera del nostro organismo contro i batteri nella bocca) e altera i globuli bianchi che dovrebbero difenderci contro le malattie.

Il primo stadio dell’infezione è noto come gengivite ed è caratterizzato da un’infiammazione non fastidiosa, gonfiore, arrossamento e talora sanguinamento delle gengive. La carenza di alcune vitamine, alcuni farmaci, le malattie endocrine e le malattie del sangue possono rendere più suscettibili alla gengivite; in genere, però, la causa principale è la scarsa igiene orale. Se le tasche formatesi attorno ai denti diventano più profonde e le gengive diventano intensamente arrossate, il problema è diventato una parodontite, cioè un’infiammazione dei legamenti che mantengono il dente saldamente ancorato all’osso della mandibola.

Se l’infezione progredisce, può causare la perdita di sostanza ossea e la caduta dei denti. La parodontite di solito progredisce lentamente ed impercettibilmente. I dentisti ritenevano che le gengive sanguinanti fossero un preciso indicatore della presenza di una parodontopatia, ma le ricerche moderne hanno verificato che non è così. Non si è più a rischio di parodontopatia se le gengive sanguinano ogni volta che si passa lo spazzolino. In quei rari casi in cui la parodontite sembra insorgere improvvisamente, può trattarsi di un’altra forma della malattia: una parodontite giovanile o un’angina di Vincent.

Per ragioni non del tutto chiare, forse di natura genetica, la parodontite giovanile colpisce soprattutto le giovani donne di colore e comporta un’importante perdita di sostanza ossea attorno ai molari permanenti e talora agli incisivi. Anche in questa malattia, comunque, la scarsa igiene orale è un fattore contributivo importante. L’angina di Vincent, conosciuta anche come febbre delle trincee perché un gran numero di soldati durante la prima guerra mondiale ne fu colpito, è causata dalla combinazione di cattiva nutrizione, stress e, ovviamente, batteri.

Particolarmente frequente negli adolescenti che praticano una scarsa igiene orale e un’alimentazione ricca eccessivamente di zuccheri, l’angina di Vincent è caratterizzata da dolore intenso, sanguinamento, un tipico essudato mucoso biancogrigiastro sulle gengive. Possono esserci febbre modesta, malessere, alito cattivo, salivazione eccessiva e deglutizione dolorosa. Una condizione conosciuta come gengivite a fragola per via dell’aspetto che assumono le gengive può essere il primo segno di una malattia rara, ma potenzialmente fatale: la granulomatosi di Wegener.

Le gengive appariranno estremamente gonfie e dolenti con un’estrema facilità al sanguinamento.
Tra gli altri sintomi possono esservi: mal d’orecchio, un’infezione a tipo sinusite, sanguinamento dal naso, febbre, perdita di peso, tosse e malessere generale. La causa della malattia è sconosciuta, ma questa progredisce come un’infezione. Colpisce a tutte le età ed entrambi i sessi, anche se con più frequenza i maschi. Se non curata comporta dei danni al cuore, ai polmoni e ai reni sino all’insufficienza renale.

In generale, i fumatori hanno un rischio di sviluppare dei problemi alle gengive che è circa il doppio rispetto ai non fumatori. Altri soggetti a rischio sono coloro che sono affetti da diabete, leucemia, morbo di Crohn e le donne in gravidanza. Gli studi hanno evidenziato che alcuni batteri crescono in presenza di elevati livelli ormonali come nella donna in gravidanza, ma anche nelle donne che assumono contraccettivi orali. La chemioterapia e la radioterapia di per sé incrementano il rischio di sviluppare qualche problema alle gengive e così pure l’esposizione a metalli pesanti tossici come il mercurio.

Terapia e cura della gengivite

Il miglior trattamento della malattia parodontale è la prevenzione. Appena presentate qualche problema alle gengive, rivolgetevi al vostro dentista.

Medicina convenzionale

Il miglior modo di affrontare e prevenire i problemi delle gengive è un’accurata e completa igiene orale quotidiana e regolari visite dal dentista per completare la pulizia di quelle zone che voi non potete raggiungere. Talvolta una gengivite è aggravata da qualche fattore che un dentista o un ortodonzista possono rimuovere, come, ad esempio, un non perfetto allineamento della dentatura o ponti ed otturazioni non perfette. Nelle forme aggressive di gengivite, il dentista rimuoverà dapprima tutta la placca e poi prescriverà degli sciacqui a base di clorexidina.

Questa è più efficace degli altri collutori da banco, ma può avere degli effetti collaterali come una reazione allergica oppure una colorazione dei denti reversibile. Lo stesso percorso è seguito dal dentista per trattare la parodontite, anche se, in qualche caso, può essere necessario un approccio chirurgico più deciso per rimuovere l’osso danneggiato e pulire a fondo le tasche gengivali. Poi è compito del paziente proseguire nel mantenere quotidianamente un’adeguata igiene orale con lo spazzolino, con il filo interdentale e con il collutorio. Nell’angina di Vincent si dovrà pulire o rimuovere il tessuto danneggiato o necrotico e di solito il dentista prescriverà anche un farmaco antidolorifico. Talvolta può anche essere necessario un antibiotico.

Nella maggioranza dei casi però, una dieta adeguata, una buona introduzione di liquidi, riposo adeguato, l’igiene della bocca e smettere di fumare sono più che sufficienti. La tempestività del trattamento della granulomatosi di Wegener è cruciale. L’associazione di farmaci antiblastici come la ciclofosfamide ai corticosteroidi ha abbattuto drasticamente il tasso di mortalità di questa malattia, che era elevato sino al 90% dei casi, quando non si disponeva purtroppo di alcuna cura. L’odontoiatria moderna è diventata meno dolorosa e fastidiosa e molto più efficace. Gli ultrasuoni non hanno ancora del tutto sostituito gli strumenti tradizionali, ma sono oggi il mezzo preferito per rimuovere la placca.

Un tempo il dentista aveva difficoltà ad identificare i batteri responsabili della parodontite, ma oggi test diagnostici migliori consentono una diagnosi più precisa e un trattamento più efficace.

Scelte alternative

Le terapie alternative disponibili sono molte, dai collutori alle paste che riducono la placca, combattono l’infezione e l’infiammazione e riducono il sanguinamento. Questi prodotti non sono però superiori ai prodotti del commercio nel raggiungere le aree al di sotto della linea gengivale dove fiorisce la parodontite. Dovrete comunque sempre sottoporvi a dei controlli dal dentista per mantenere lontano il rischio della gengivite e della perdita dei denti.

Agopuntura

Un agopunturista esperto tratterà i meridiani dello stomaco e dell’intestino crasso per stimolare l’energia nell’area gengivale.

Medicina ayurvedica

Massaggiate le gengive sanguinanti con il succo di mezzo limone in una tazza d’acqua. L’acidità contribuirà a ridurre i batteri.

Fitoterapia

Per combattere l’infezione massaggiate le gengive con l’idraste (Hydrastis canadensis) o la mirra (Commiphora molmol). Per stimolare la circolazione, specialmente nel caso di gengive sanguinanti, fate dei gargarismi con le bacche d’alloro 390 (Myrica spp.) o con il frassino (Zanthoxylum americanum).

Un eccellente collutorio è dato dalla combinazione della salvia (Salvia officinalis) con la camomilla (Matricaria recutita). L’echinacea (Echinacea spp.) combatte l’infezione: preparate un infuso bollendo 12 cucchiai da tavola della radice, lasciate decantare per 10 minuti e bevetelo tre volte al giorno.

In alternativa potete usare 14 ml del prodotto in tintura. Per combattere l’infiammazione delle gengive, potete bere un infuso di camomilla romana (Anthemis nobilis) o di mirra (Commiphora molmol).

Omeopatia

Per le gengive dolenti e sanguinanti e l’eccessiva salivazione prendete del Mercurius vivus; due volte al giorno per tre giorni. Se il problema persiste, consultate un omeopata.

Massaggio

Massaggiare le gengive può migliorare la circolazione ed accelerare la guarigione. Usate il polpastrello lungo la linea gengivale o l’esterno della guancia con piccoli movimenti circolari. Può essere utile anche uno spazzolino stimolante con solo due file di setole, usato senza dentifricio.

Nutrizione e dieta

Per la salute delle gengive è cruciale un’alimentazione povera di zuccheri raffinati e ricca di fibre (le fibre agiscono come l’osso per il cane o il biscotto per mantenere puliti i denti). Altri elementi nutrizionali importanti sono le vitamine A (specialmente il betacarotene), C, ed E e pure lo zinco, i flavonoidi (presenti nelle cipolle) e l’acido folico (particolarmente per le donne gravide o che fanno uso di contraccettivi orali). La gengivite è comune nei pazienti malnutriti e questo indica il ruolo importante che la vitamina C ha nel mantenere la salute della bocca.

Rimedi domestici

A casa si possono preparare diversi collutori e paste dentifrice. Alcuni degli ingredienti ritenuti più efficaci sono: bicarbonato ed acqua ossigenata come collutorio o per spazzolare i denti; una mistura di bacche d’alloro e frassino per i gargarismi; l’olio di anacardi, la vitamina E in soluzione oleosa o un impasto di idraste e mirra accelerano la guarigione e proteggono dalle infezioni.

Prevenzione della gengivite

La prevenzione della malattia parodontale comincia a casa con una buona igiene orale. Troppe persone lavano i denti solo due volte al giorno e non usano mai il filo interdentale. Per una efficace cura dei vostri denti, dovreste passare il filo interdentale tutti i giorni, spazzolare a lungo, fare uso di un buon collutorio e massaggiare le gengive.

Usate sempre per primo il filo per rimuovere i residui alimentari e la placca, poi spazzolate i denti delicatamente, ma estesamente con uno spazzolino morbido compiendo dei movimenti circolari. Passare uno spazzolino a setole dure con movimenti orizzontali ed energici può determinare la regressione delle gengive. Il collutorio combatte i batteri, ma non deve sostituire lo spazzolino che va usato comunque almeno due o tre volte al giorno. Anche se qualche dentista ritiene che una buona igiene orale a casa sia sufficiente, almeno una o due volte all’anno sottoponetevi comunque ad un controllo dal vostro dentista per rimuovere la placca e i calcoli residui.

Per raggiungere un’ottima igiene orale dovreste passare almeno 15 minuti due volte al giorno per pulire i denti e altri 15 minuti per massaggiare le gengive. Se state programmando una gravidanza, consultate prima un dentista per un’adeguata pulizia. Le donne che non hanno placca o ne hanno poca prima della gravidanza, in genere non sviluppano particolari problemi alle gengive. I diabetici e i pazienti trattati con chemioterapia o radioterapia dovrebbero consultare il dentista diverse volte all’anno.

I soggetti con gengivite o parodontite dovrebbero essere visitati dal loro dentista ogni tre mesi, o al bisogno, per mantenere la situazione sempre sotto controllo e prevenire le ricadute.