Infortuni, infortuni sportivi: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Gli infortuni possono essere definiti come eventi dannosi determinati da una causa fortuita. Il termine causa fortuita indica una causa che non ha la caratteristica della prevedibilità. Molti eventi dannosi sono provocati dall`azione di cause fortuite ed imprevedibili, ma non per questo inevitabili.

Prevenzione degli infortuni

Nella maggior parte dei casi di infortunio, l’applicazione corretta di norme di prevenzione avrebbe potuto evitare l’infortunio stesso; proprio alla prevenzione degli eventi dannosi è dunque rivolta l’attenzione dello studioso di infortunistica, oltre che alla chiarificazione delle modalità lesive, della patogenesi delle lesioni che si determinano, etc. L’infortunistica è un importante ramo della medicina legale, che interessa sia la medicina delle assicurazioni, sia la medicina del lavoro, sia la medicina del traffico. Ogni anno in Italia si verifica un numero enorme di infortuni (domestici, automobilistici, sul lavoro, etc.) che causano tuttora un gran numero di vittime e di infermità ed invalidità permanenti. Compito dello studioso di infortunistica e di chi si occupa a livello pratico della prevenzione è mettere in atto tutte le misure necessarie a fare sí che gli infortuni divengano meno probabili possibile. Naturalmente, per la sua stessa natura fortuita, l’infortunio non è evitabile in maniera assoluta; si può però agire in maniera assai efficace per fare sì che le probabilità di infortunio in un determinato ambiente si riducano al minimo.

Il lavoro di prevenzione degli infortuni si articola su di un triplice fronte. Innanzitutto è necessario chiarire le modalità lesive che entrano in gioco nei vari tipi di infortunio e studiare, per ognuno degli ambienti che si prendono in considerazione a scopo di prevenzione, quali sono le possibili fonti di rischio infortunistico. Superata questa fase è necessario un intervento normativo (a livello di legge o, più comunemente su piccola scala, di regolamento interno) che stabilisca quali sono le norme da seguire per evitare gli infortuni e quali sanzioni vengano destinate a coloro che a queste norme non si uniformano, mettendo in pericolo la propria incolumità oppure quella altrui. Infine è necessario un intervento educativo, di informazione e di formazione dei soggetti a rischio, con il quale si porti a conoscenza l’interessato dei pericoli ai quali va incontro e dei modi attraverso i quali i rischi possono essere massimalmente ridotti. Insito nella definizione di “”infortunio”” è il concetto di “”causa violenta””. Un infortunio infatti è causato sempre da un agente che, a causa della violenza della propria azione, determina una lesione dell’integrità fisica dell’interessato.

La natura della causa violenta può essere diversa (fisica, chimica, etc.); ma la modalità di azione, per configurare un infortunio, necessita della “”violenza””. Altrimenti si parla più correttamente di uno stato di malattia. Per chiarire questo concetto valgano i seguenti esempi: mentre la caduta da una impalcatura rappresenta un infortunio sul lavoro (causa violenta), il contrarre una silicosi dopo vent’anni di lavoro in ambiente ricco di silice rappresenta una malattia professionale (causa lenta). Si usa raggruppare gli infortuni in base all’ambiente nel quale essi hanno principalmente luogo. Si tratta di una classificazione assai utile dal punto di vista pratico, perché rappresenta il primo passo del lavoro di prevenzione più sopra delineato: l’individuazione delle potenziali fonti di rischio infortunistico presenti in un determinato ambiente.

Infortuni domestici

La casa è uno dei luoghi nei quali si concentrano in maniera significativa gli eventi infortunistici. In casa infatti esistono moltissime potenziali fonti di rischio, sotto forma di sostanze chimiche, di energia elettrica, di fonti di calore, etc. Gli infortuni provocati in ambiente domestico da sostanze chimiche scorrettamente impiegate o assunte erroneamente sono moltissimi. Un primo gruppo riguarda sostanze di uso assai comune, dotate di una capacità lesiva notevolissima; si tratta di composti chimici fortemente acidi (acido muriatico: soluzione al 10 0i acido cloridrico) o caustici (soda; prodotti utilizzati per disgorgare lavandini ostruiti; etc.) che vengono usati per pulizie approfondite. Per maneggiare queste sostanze sono necessarie molte cautele; è bene indossare un paio di guanti di gomma ed evitare assolutamente il contatto con gli occhi o le mucose, ed anche con la stessa pelle. In caso di contatto è necessario lavare subito la parte con un grande quantitativo di acqua pulita (meglio se acqua corrente) e contattare un medico se le lesioni appaiono gravi.

Particolarmente pericolosi sono i prodotti utilizzati per disostruire i lavabi, costituiti di solito da soda caustica anidra. Quando si utilizzano è bene proteggersi anche gli occhi con un paio di occhiali. Altre sostanze di uso comune che recano un possibile rischio di infortunio sono i prodotti smacchianti. Da qualche tempo in particolare sono comparsi degli smacchiatori “”alla trielina”” che contengono in realtà una porzione molto bassa di questa sostanza relativamente poco dannosa, e percentuali elevatissime di altri prodotti chimici che, pur costando meno, sono estremamente tossici se assunti anche per semplice via inalatoria. Quando si lavora con uno smacchiatore è necessario operare in un ambiente ben areato, con finestra aperta; inoltre è bene utilizzare la quantità minima necessaria di sostanza. Va anche tenuto presente che gli smacchiatori danno origine a vapori incendiabili e spesso esplosivi. Non bisogna quindi utilizzare queste sostanze dove vi siano fiamme vive o scoperte. Un secondo gruppo di possibili infortuni domestici da cause chimiche è composto dagli infortuni provocati dalla ingestione accidentale di sostanze tossiche o farmacologicamente attive.

Questo capita soprattutto se in casa ci sono dei bambini, che sono irresistibilmente attratti da boccette, bottiglie, pillole, soprattutto se colorate. L’ingestione di alcune sostanze farmacologiche puó portare a morte il piccolo; è pertanto necessario fare tutto il possibile per evitare che il bambino possa entrare in possesso delle sostanze medicamentose o di quelle tossiche conservate in casa. A questo fine è bene riporre sempre i farmaci e le altre sostanze pericolose in un apposito armadietto (farmacia, ripostiglio, etc.) che che sia al di fuori della portata dei piccoli abitanti della casa. Alcune industrie farmaceutiche oggi inoltre forniscono i loro prodotti confezionati in apposite bottigliette di difficile apertura da parte di un bambino. Seguendo queste semplici norme preventive è possibile ridurre significativamente un rischio altrimenti di portata veramente notevole. In ambiente domestico esistono inoltre fonti di rischio di natura diversa da quella chimica. Le fonti di calore (fornelli, stufe) presenti in cucina sono per esempio possibile origine di un gran numero di infortuni anche gravi. Tali infortuni possono essere determinati da una azione diretta del calore (scottature sul fuoco o da liquidi bollenti; incendio di vestiti, in particolare quelli sintetici, che vengono a contatto con una fiamma viva; esalazioni di ossido di carbonio da parte di una combustione incompleta di carbone di legna; etc).

Inoltre le bombole di gas compresso presenti a tutt’oggi in molte abitazioni sono una grave sorgente di rischio; se surriscaldate, possono scoppiare con un effetto devastante; lo stesso può accadere se il gas contenuto nella bombola prende fuoco (per una perdita, per un errore di installazione, etc.). Il gas che fuoriesce dalle bombole, poi, è del tutto irrespirabile pcaratteristico odore pungente, che ha lo scopo di avvertire tempestivamente della fuga di gas. Un ambiente saturo di gas inoltre rappresenta una vera e propria “”bomba”” pronta a deflagrare in presenza di una scintilla minima, anche di quella provocata dalla messa in funzione di un semplice campanello elettrico. L’elettricità è una grande fonte di pericoli in ambiente domestico, sia per gli adulti che lavorano con apparecchi elettrici che per i piccoli che, esplorando l’ambiente che li circonda, vengono facilmente a contatto con le prese di corrente o con cavi elettrici male isolati. Per quanto riguarda gli adulti, è necessario per evitare rischi di folgorazione seguire con attenzione e scrupolo le istruzioni per l’uso degli apparecchi elettrici, evitandone ogni uso imprudente. Particolarmente pericolosi a questo proposito sono gli apparecchi elettrici che si usano in bagno o dopo il bagno, come gli asciugacapelli, i rasoi elettrici, i ferri per capelli, etc. L’ambiente umido del bagno, saturo di vapore, e la presenza di acqua nella vasca, sulla pelle, sotto piedi dell’utente sono tutti ulteriori potenziamenti del rischio che si corre.

Gli apparecchi elettrici vanno sempre usati solo se perfettamente asciutti e con le mani asciutte; é inoltre buona norma isolarsi convenientemente dal terreno, tramite un tappetino di gomma (asciutto!) oppure tramite zoccoli di legno. Non usare mai un apparecchio elettrico tipo asciugacapelli con i piedi scalzi soprattutto su un pavimento umido in presenza di aria satura di vapore d’acqua! I rischi di folgorazione ai quali si va incontro in questo modo sono veramente notevoli. Ancora più tassativamente sconsigliabile è l’uso di apparecchi elettrici (radio, registratori, etc.) collegati con la rete mentre si è immersi nella vasca da bagno, che in queste condizioni si trasforma facilmente in una trappola mortale. Gli incidenti di questo tipo sono ancora molto numerosi, purtroppo. É poi necessario provvedere alla manutenzione degli apparecchi elettrici con tempestività. Quando si vede un cavo di alimentazione spelacchiato od una spina bruciacchiata, è necessario farli sostituire subito dall’elettricista. In caso contrario ci si espone a rischi veramente gravi. Per quanto riguarda invece i bambini, per evitare che possano rimanere fulminati infilando le dita nelle prese elettriche o giocando con apparecchi elettrici è necessario non lasciare alla loro portata alcun apparecchio collegato con la rete; le prese di corrente possono essere protette con appositi cappelletti che rendono inaccessibili le cavità interne. Inoltre esistono apposite prese “”di sicurezza”” che permettono di escludere la presa stessa dalla rete, a meno che non vi sia inserita una spina. Tali prese rappresentano un presidio molto sicuro nei confronti degli infortuni da elettricità.

Sintomi degli infortuni sportivi

Dolore, fastidio, limitazione dei movimenti, indolenzimento al tatto e talvolta gonfiore possono indicare una distorsione o uno strappo. Dolore, gonfiore, indolenzimento al tatto e deformità possono indicare una frattura. Dolore, limitazione dei movimenti e gonfiore di un’articolazione sono sintomi di una lussazione. Un dolore localizzato immediatamente al di sotto della rotula può essere un segno della tendinite patellare. Un dolore al gomito, spesso accompagnato da indolenzimento al tatto nella parte interna o esterna del gomito e dell’avambraccio e talvolta da indebolimento oppure dolore nei movimenti di prensione della mano, può indicare l’epicondilite.

Rivolgetevi al medico se…

I vostri muscoli diventano gradualmente deboli senza motivo apparente; potreste avere un problema neurologico o un’altra malattia. Avvertite dei crampi muscolari cronici. Anche se nella grande maggioranza dei casi è benigno, questo potrebbe essere un segno di problemi circolatori. Pensate che il gonfiore o la tumefazione siano causati da una frattura, da una lussazione, da uno strappo di un muscolo o di un legamento o dalla lesione di una cartilagine. Se non curata tempestivamente da un medico, la zona colpita potrebbe andare incontro a danni permanenti.

Descrizione degli infortuni sportivi

I più comuni sono i traumi dei tessuti molli: muscoli, tendini e legamenti. Una lussazione insorge quando due ossa sono bruscamente separate a livello di un’articolazione ed è spesso accompagnata dallo strappo di un legamento dell’articolazione. Il dolore è provocato dal grave stiramento dei tessuti molli.

Una frattura può essere semplice o chiusa, quando l’osso rotto resta sotto la superficie della pelle e arreca un danno minimo ai tessuti circostanti, complicata o esposta, quando l’osso sporge attraverso la pelle. La caviglia, la mano, il polso e la clavicola sono comuni localizzazioni delle fratture. I traumi delle spalle sono comuni negli sport che richiedono movimenti di lancio o violenti contatti fisici. Le lussazioni sono comuni soprattutto nell’articolazione della spalla. Il distacco dell’articolazione acromioclaveare si verifica quando i legamenti che sostengono la clavicola sono strappati. La cuffia dei rotatori è la zona in cui quattro muscoli raggiungono e si attaccano all’omero; l’uso eccessivo della spalla può infiammare o strappare i tendini della zona, causando la cosiddetta tendinite della cuffia dei rotatori. L’epicondilite colpisce il gomito e tipicamente insorge negli sport che richiedono frequenti movimenti del polso e rotazioni dell’avambraccio. L’epicondilite laterale, che colpisce l’esterno del gomito, è detta gomito del tennista. L’epicondilite mediale interessa l’interno del gomito. Le lesioni della zona lombare, come gli strappi muscolari, sono comuni negli sport che richiedono molti piegamenti.

L’alta velocità e gli scontri fisici tipici dell’hockey, del rugby e del football o calcio americano causano spesso lesioni del collo e della colonna vertebrale, come l’ernia del disco, in cui un disco intervertebrale protrude dalla colonna vertebrale (vedi alla voce Discopatie). Movimenti ampi di una gamba, come le torsioni e le divaricate, possono strappare il muscolo adduttore (strappo dell’inguine), che serve a connettere la gamba all’osso pubico.

Le ginocchia sono coinvolte in alcune fra le più comuni lesioni della parte inferiore del corpo. I salti ripetuti possono determinare uno strappo del tendine subito al di sotto della rotula, o patella, causando la tendinite patellare, o ginocchio del saltatore. Le ginocchia possono essere interessate anche da altre lesioni, come le rotture del menisco, un pezzo di cartilagine situato nell’articolazione del ginocchio fra il femore e la tibia. L’improvviso strappo delle fibre muscolari e il conseguente accumulo di liquidi nel muscolo, che possono insorgere dopo un’attività atletica eccessiva o in seguito a una distorsione del ginocchio, causano dolore, indolenzimento al tatto e anche gonfiore localizzato. L’aumento dell’interesse nei riguardi del jogging e della corsa ha causato una crescita parallela delle lesioni delle gambe, che comprendono le contratture al polpaccio, le tendiniti e le fratture da carico, specialmente nella tibia e nel perone.

Il piede è spesso colpito perché deve sostenere il peso dell’intero corpo. La fascite plantare colpisce i podisti inesperti, causando un dolore localizzato all’interno del tallone e lungo l’arco del piede, spesso accompagnato da indolenzimento e intorpidimento del tallone. Un problema simile, la frattura da marcia, colpisce le ossa del piede quando un carico estremo nel correre o nel marciare è continuamente applicato all’avampiede.

Le lesioni più comuni

Il miglior modo per prevenire le lesioni da sport è essere in buona forma fisica e fare degli esercizi di stretching per diversi minuti, prima e dopo la pratica dello sport. Non cercate mai di “passar sopra” al dolore: comportarsi così può solo causare danni più estesi e allungare il tempo necessario per una guarigione completa.

Oltre agli sport individuali, anche gli sport di squadra praticati a scuola possono essere fonte di infortuni per bambini e ragazzi: soprattutto il calcio, ma anche pallacanestro e pallavolo. – I ragazzi corrono un maggior rischio di traumi rispetto agli atleti adulti perché i componenti della stessa squadra possono aver peso, stadio di sviluppo e forza ampiamente diversi. Cercate di assicurarvi che i partecipanti di uno stesso gruppo abbiano un livello simile di sviluppo fisico.

Cause degli infortuni sportivi

Un distacco acromioclaveare può derivare da un improvviso impatto sul lato della spalla o su un braccio steso in fuori. Uno strappo della cuffia dei rotatori può insorgere se vi impegnate continuamente in sport che richiedono movimenti di elevazione del braccio, come nel tennis. L’epicondilite mediale è causata da  movimenti del braccio traumatici e ripetitivi, come quelli del lanciatore del baseball. Un rigonfiamento del ginocchio è solitamente causato da uno strappo improvviso e acuto della gamba, ma anche carenze di sali minerali, squilibri ormonali, deposizione di calcio nei muscoli o disidratazione possono esserne la causa. Uno squilibrio muscolare, un cattivo allineamento della gamba, o il correre su terreno duro con scarpe poco adatte possono causare una frattura da carico. La rigidità dei tendini può contribuire notevolmente ai problemi lombari e la rigidità del tendine di Achille può predisporre alle tendiniti del piede e della caviglia.

Diagnosi degli infortuni

L’accertamento della natura di una lesione inizia con la vostra storia medica e un esame fisico. Per esaminare le vostre ossa alla ricerca di possibili fratture, lussazioni o altre lesioni può essere richiesta una radiografia. Una scintigrafia ossea è un esame molto sensibile che può rivelare la presenza di fratture da carico che potrebbero sfuggire a una radiografia. L’artroscopia, l’ecografia e la risonanza magnetica nucleare (RMN) sono solitamente usate sulle articolazioni.

L’artroscopia impiega una minuscola telecamera all’interno di un sottilissimo tubo, chiamato artroscopio, per esaminare l’interno delle vostre articolazioni; è utile per diagnosticare e per riparare alcune lesioni delle articolazioni (per esempio, attraverso il tubo possono essere asportati dei frammenti di cartilagine). L’ecografia usa delle onde sonore per generare un’immagine che il vostro medico può vedere su uno schermo. Una RMN produce delle eccellenti immagini dei tessuti molli, permettendo di diagnosticare i danni di muscoli, legamenti e tendini.

Terapia e cura degli infortuni sportivi

La terapia delle lesioni da sport mira ad alleviare il dolore, riparare o riallineare le ossa e riportare il vostro corpo alla sua completa capacità atletica.

Medicina convenzionale

La maggior parte delle lesioni lievi dei tessuti molli è trattata con il riposo, l’applicazione di ghiaccio, la compressione e l’innalzamento della parte interessata (vedi alla voce Distorsioni e Strappi). Lesioni come le tendiniti e la fascite plantare di solito richiedono riposo e un programma di riabilitazione per mantenere la flessibilità e la forza. L’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene possono aiutare a ridurre il dolore e l’infiammazione che accompagnano queste condizioni. A seconda dell’intensità del dolore, il vostro medico potrebbe curare l’epicondilite con un’iniezione di un corticosteroide, con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’ibuprofene, o con l’acido acetilsalicilico.

Potrebbero essere anche indicate una fascia per il gomito e la terapia fisica (vedi alla voce Gomito del Tennista). Per il dolore acuto derivante da un distacco acromioclaveare, può essere prescritta la codeina per il primo paio di giorni. In seguito, possono essere presi l’acido acetilsalicilico e un farmaco antinfiammatorio non steroideo. Il vostro medico può immobilizzare la zona lesionata con un bendaggio a fionda. Se possibile, le ossa messe fuori posto da una lussazione devono essere riportate al loro posto. Se questo non è fattibile, potreste aver bisogno di un intervento chirurgico, dopo il quale l’articolazione viene immobilizzata finché non riacquista stabilità. Se necessario, una frattura è curata con la riduzione, un trattamento in cui le estremità dell’osso rotto vengono manipolate fino a tornare a contatto nella loro posi zione originale.

Il trattamento può essere eseguito chirurgicamente o senza tagliare la pelle. Le fratture più gravi sono risistemate e tenute in posizione con graffette metalliche o con viti, placche o aste sistemate permanentemente nell’osso o sopra di esso. Una frattura da marcia è solitamente trattata tenendo il piede in un’ingessatura o in uno stivale rigido; restate a riposo da tre a sei settimane.

Morbo di OsgoodSchlatter

Il morbo di OsgoodSchlatter è una condizione associata con gli improvvisi scatti di crescita nell’adolescenza (normalmente nei ragazzi dai 10 ai 14 anni). È caratterizzato da dolore e gonfiore sotto alla rotula, dove il tendine patellare si inserisce sulla tibia. Il muscolo quadricipite, localizzato sul davanti della coscia, tira continuamente il tendine interessato, causando la malattia. Questa condizione persiste per un periodo da sei mesi a un anno e di solito si risolve completamente senza terapie, ma finché vostro figlio soffre di questi sintomi, alcuni movimenti, come correre, saltare e accucciarsi devono essere ridotti al minimo se non eliminati.

SCELTE ALTERNATIVE

Agopuntura

L’agopuntura si è mostrata capace di ridurre il dolore e il gonfiore e deve essere eseguita al più presto possibile dopo il trauma.

Terapia fisica

Il massaggio allevia i dolori, è specialmente utile per le tendiniti e le epicondiliti, può diminuire la comparsa dell’indolenzimento muscolare. Eseguiti da un esperto, la tecnica Alexander, il rolfing e il metodo Feldenkrais possono essere molto utili.

Omeopatia

Arnica (12CH) può essere presa ogni 10 minuti per 1 o 2 ore, finché non passa lo shock della frattura, e poi ogni 8 ore per i successivi due o tre giorni. Presa ogni 8 o 12 ore per tre giorni, Ruta (12CH) può aiutare a guarire dopo una lussazione. I sintomi di una distorsione della caviglia possono essere alleviati da Rhus toxicodendron (12CH), preso quattro volte al giorno per una settimana.

Idroterapia

Questa terapia è la migliore per ottenere dei buoni risultati negli atleti convalescenti dopo un trauma. I movimenti in acqua conferiscono resistenza ai muscoli senza sforzare le articolazioni.

Stili di vita

Riscaldarsi prima dell’esercizio fisico può sciogliere le articolazioni e ammorbidire i tessuti. Vari tipi di supporti indossati durante l’esercizio fisico possono proteggere le articolazioni e i tessuti molli e stabilizzare un’articolazione o un tendine dolorante. Chiedete consiglio al vostro medico o a un fisioterapista. Per evitare le lesioni delle caviglie, portate scarpe adatte con un’ampia protezione e un buon sostegno.

Nutrizione e dieta

Molti esperti consigliano agli atleti di seguire una dieta ricca di carboidrati e povera di grassi per aumentare i livelli di energia e potenziare la forza dei muscoli. Presa per via orale o applicata localmente, la vitamina E può proteggere dal danno muscolare durante l’esercizio fisico. Il magnesio mantiene flessibili i muscoli, il che diminuisce la suscettibilità alle lesioni.

Rimedi domestici

Rimpiazzare i liquidi persi con la sudorazione con una bevanda sportiva a base di carboidrati ed elettroliti aiuta a prevenire i crampi. Gli impacchi di ghiaccio riducono il gonfiore; un sacchetto di verdura surgelata può servire da impacco improvvisato. Non usate gli impacchi freddi a base di sostanze chimiche, sono molto più freddi degli impacchi d’acqua. Avvolgete un asciugamano umido intorno all’impacco per non metterlo direttamente a contatto della pelle. Un impacco caldo serve ad alleviare il dolore muscolare, soprattutto prima del massaggio e dello stretching. Se i muscoli sono indolenziti il giorno dopo un allenamento intenso, fate un bagno caldo e lasciate a riposo la zona interessata.

Prevenzione degli infortuni sportivi

Prima di iniziare uno sport o un programma di esercizio fisico, sottoponetevi a un esame medico, soprattutto se avete più di quarant’anni. Le lesioni sportive di solito insorgono quando i muscoli non sono sufficientemente in forma. Dovreste sempre dedicare 10 minuti al riscaldamento, correndo sul posto o facendo saltelli, prima di un’attività sportiva, per aumentare la temperatura corporea e diminuire le probabilità di una lesione muscolare. Eseguire dello stretching dopo il vostro allenamento previene l’indolenzimento del giorno dopo.