Intossicazione ambientale sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Le capacità dell’organismo umano nell’affrontare gli insulti di un ambiente ostile sono notevoli. È in grado di neutralizzare o espellere molti agenti potenzialmente dannosi siano essi microbi, agenti chimici industriali o sostanze minerali tossiche. Se però per mesi o anni vengono assorbite quote anche piccole, ma costanti nel tempo, di sostanze chimiche o minerali, si può sviluppare uno stato di intossicazione cronica.

Un’altra forma di intossicazione ambientale è quella acuta che deriva dall’esposizione o dall’ingestione di quantità pericolose di una sostanza tossica; per informazioni su come affrontare un avvelenamento acuto, vedi alla voce Avvelenamenti.

Descrizione dell’intossicazione ambientale

I sintomi dell’avvelenamento cronico sono spesso vaghi e possono essere di diversa gravità; spesso questa condizione non viene del tutto riconosciuta o i disturbi vengono erroneamente attribuiti a qualche altra patologia. Alcuni soggetti non possono tollerare l’esposizione anche a minime quantità di certe sostanze chimiche perché un difetto genetico determina la loro incapacità a produrre gli enzimi che normalmente metabolizzano le tossine e neutralizzano i loro effetti nocivi. Altri possono essere semplicemente più sensibili a tossine presenti nell’ambiente: questa aumentata sensibilità può essere dovuta all’età (i più giovani e i più anziani sono in genere i più soggetti all’intossicazione ambientale) o ad altri fattori influenzanti lo stato di salute (il fumo di sigaretta, il bere, la dieta, il tipo di attività fisica o l’esistenza di una malattia cronica).

Molte condizioni possono essere incluse nel concetto di intossicazione ambientale. Per esempio, in alcuni soggetti, l’avvelenamento ambientale può assumere la forma di un’allergia, una reazione dell’organismo a una sostanza che la maggior parte delle persone sono in grado di tollerare. Coloro che lavorano in edifici poco ventilati con livelli insalubri di inquinanti aerei, possono sviluppare quella che è popolarmente conosciuta come “sick building syndrome” (“sindrome dell’edificio malato”), mentre gli agricoltori che fanno uso quotidianamente di pesticidi sono a rischio di avvelenamento da pesticidi.

Un’altra condizione determinata dall’esposizione cronica a potenziali tossici ambientali, anche se non unanimemente ma di sostanze, dai profumi alla plastica, che normalmente non creano alcun problema alla maggior parte degli altri individui.

Diversi studi suggeriscono che le sostanze tossiche, una volta localizzatesi nell’organismo, contribuiscono allo sviluppo di molte altre patologie e condizioni che potrebbero anche non apparire immediatamente correlabili in modo diretto ad un’intossicazione ambientale. Tra queste si possono annoverare, ad esempio, i difetti congeniti, l’endometriosi, la sterilità, altri disturbi dello sviluppo e della riproduzione, le cardiopatie, malattie respiratorie e molti tipi di cancro, specialmente del polmone, cute e mammella.

Dato che nella vita di tutti i giorni siamo esposti costantemente a bassi livelli di innumerevoli tossine ambientali, può essere difficile identificare la singola tossina o le tossine responsabili di un’intossicazione. Alcune delle tossine più comuni e più pericolose sono il piombo, l’asbesto, la benzina ed altri distillati del petrolio, il radon, il monossido di carbonio, gli esteri organofosforici, la formaldeide e i contaminanti dell’acqua potabile. Il benzene è una sostanza pericolosa presente nell’ambiente in molte forme. È usato nella produzione di deodoranti, di prodotti per la pulizia dei forni, di saponi e profumi ed è un componente delle vernici, pesticidi, asfalto, benzina e carburante per aerei. Può contaminare le falde acquifere e le acque di superficie e inquinare l’aria attraverso gli scarichi delle automobili, i processi di produzione industriale e il fumo di sigaretta.

Benché sia diffusamente presente nell’ambiente e venga considerato tra gli agenti in grado di causare il cancro (cancerogenesi), il benzene è ufficialmente considerato un rischio solo per i lavoratori delle industrie esposti ad elevati livelli durante l’attività lavorativa. Un altro composto industriale comune è la formaldeide che è contenuta in un’ampia gamma di prodotti, inclusa la plastica, la carta, i cosmetici e i tappeti.

I materiali da costruzione come il cartongesso, i materiali isolanti e il legno pressato possono emettere formaldeide per diversi anni dalla loro produzione e installazione. Sin dagli anni ’80 diversi studi hanno indicato che l’esposizione alla formaldeide a lungo termine è sempre un rischio per la salute.
L’asbesto è un minerale a tipo fibre sottili che fino a poco tempo fa era comunemente impiegato nell’edilizia. Il radon e i suoi derivati, che sono normalmente presenti nella crosta terrestre, sono rilasciati nell’aria con il decadimento radioattivo. Entrambi sono inquinanti aerei degli ambienti interni e sono significativamente correlati allo sviluppo di cancro del polmone.

Comunque non tutti gli edifici contengono asbesto e il radon è emesso a livelli considerati pericolosi per la salute solo in alcune aree geografiche. Il monossido di carbonio è un gas comune e velenoso rilasciato nell’aria dalla combustione di carburanti, legno e tabacco. Il traffico delle ore di punta può generare alti livelli di monossido di carbonio e talora livelli letali possono formarsi in garage poco ventilati o a causa di caldaie malfunzionanti che emettono gas di combustione all’interno di ambienti chiusi.

Quando il monossido entra nel sangue, altera il normale meccanismo di assorbimento e trasporto dell’ossigeno. I casi di intossicazione lieve possono comportare cefalea, nausea o vertigini; i casi gravi possono portare a insufficienza respiratoria e addirittura alla morte. Il piombo è un altro contaminante dell’aria, acqua ed alimenti.

Tossico anche per bassi livelli, ha un effetto dannoso sul sistema riproduttivo, i reni, il sistema nervoso e la produzione delle cellule del sangue. Da quando si è diffuso l’uso della benzina senza piombo, i suoi livelli nell’aria si sono significativamente ridotti. Tuttavia i bambini sono ancora particolarmente a rischio di sviluppare l’intossicazione a seguito dell’ingestione di frammenti di vernici che sono state usate in molte case ed edifici prima che il piombo venisse completamente bandito da questi prodotti.

Gli organofosforici sono un rischio per i lavoratori dell’agricoltura, i giardinieri, i veterinari e altre persone che usano per lavoro pesticidi e insetticidi. Questi prodotti chimici, che sono usualmente assorbiti attraverso la cute, mantengono la loro potenza per parecchi giorni dopo essere stati sparsi sui campi seminati. I loro effetti tossici possono andare dalla semplice estrema stanchezza, irritazione cutanea e nausea sino alla depressione, ai problemi respiratori, convulsioni e coma.

Le misure preventive, come far valutare la propria casa per le emissioni di radon o portare maschere protettive quando ci si espone per lavoro a sostanze chimiche pericolose, servono per affrontare qualunque livello tossico nell’ambiente.

Disintossicazione dell’organismo

Per disintossicarsi, va assunta una dieta ad alto contenuto di fibre che eliminano dall’intestino le sostanze tossiche non ancora assorbite nella circolazione o depositatesi in altre parti dell’organismo stesso. Per aiutare i reni ad eliminare le tossine, ogni giorno andrebbero bevuti almeno due litri di acqua pura.

Sintomi dell’intossicazione ambientale

Per gli avvelenamenti acuti, vedi alla voce Avvelenamenti.
I sintomi degli avvelenamenti ambientali cronici sono spesso vaghi ed eterogenei.

Tra i più comuni: tosse, cefalea, irritazione nasale ed oculare, diarrea, vertigini, offuscamento visivo, agitazione, stordimento, perdita di memoria, sonnolenza, formicolii alle estremità, dolori muscolari o articolari, difficoltà a concentrarsi, stanchezza eccessiva; nei casi severi, depressione, una sensazione opprimente di debolezza, difficoltà respiratoria; scomparsa dei sintomi quando ci si allontana dal possibile agente tossico (ad esempio, durante il fine settimana quando non si è al lavoro).

Rivolgetevi al medico se…

I sintomi sono persistenti senza alcuna ovvia spiegazione e ritenete di essere stati esposti a qualche possibile agente tossico; occorre essere esaminati e sottoposti ad indagini di laboratorio per accertare l’eventuale presenza di un’intossicazione.

L’intossicazione acuta, conseguente a qualche disastro ecologico ambientale o ad eventi individuali come l’ingestione da parte di un bambino di qualche prodotto chimico tossico, richiede un intervento immediato. Chiamate subito uno dei Centri AntiVeleni.

Cause dell’intossicazione ambientale

Le sostanze tossiche possono penetrare nell’organismo per via inalatoria (ad esempio, il monossido di carbonio), attraverso la cute (pesticidi) o per ingestione (piombo). Alcune sostanze possono colpire il feto attraverso la placenta; altre possono contaminare il latte materno ed essere così ingerite dal lattante. Una volta nell’organismo le tossine possono svolgere la loro azione in modi diversi.

Indipendentemente da come o da dove una tossina entri nell’organismo, gli effetti principali si manifestano su alcuni organi bersaglio. Il fegato e i reni, che filtrano le impurità dell’organismo, sono spesso i più suscettibili alle tossine, specialmente ai solventi industriali inalati. Altre sostanze si possono concentrare nel grasso corporeo oppure nelle ossa ed essere rilasciate più tardi.

Ad esempio, il piombo accumulatosi nelle ossa può essere rilasciato quando una donna diventa gravida e l’organismo ricorre alla mobilizzazione dei depositi ossei di calcio.

Diagnosi dell’intossicazione ambientale

Il medico valuterà dettagliatamente la vostra storia clinica. Potrebbe richiedere di tenere un diario dell’alimentazione personale e di altre abitudini. Si può analizzare il contenuto chimico di sangue, urine, capelli e tessuto adiposo. La funzione del fegato può essere indagata per valutare la sua capacità di affrontare certe sostanze chimiche.

Alcuni medici stanno attualmente studiando l’utilità di vere e proprie unità di controllo ambientale, speciali camere chimicamente sterili dove i pazienti, sospettati di avere un’ipersensibilità multipla, vengono esposti a varie sostanze in modo da identificare quelle specificatamente coinvolte nella loro malattia.

Terapia e cura dell’intossicazione ambientale

Il trattamento dipende dal tipo di sostanza tossica identificata. Ad esempio, l’intossicazione da piombo è spesso trattata con la terapia chelante basata sull’iniezione di farmaci che, legandosi al piombo nel sangue, ne consentono la successiva eliminazione con le urine. Comunque la maggior parte dei trattamenti nei casi di intossicazione di origine ambientale è diretta a controllare i sintomi e ad eliminare la sostanza in causa dall’ambiente del paziente.

Scelte alternative

L’esercizio fisico regolare, una dieta bilanciata e le tecniche di riduzione dello stress, come lo yoga e la meditazione, possono aiutare a rinforzare il sistema immunitario consentendo all’organismo di essere più resistente alle diverse tossine ambientali.

Fitoterapia

La disintossicazione del fegato può essere aiutata con il cardo mariano (Sylibum marianum), la lappa (Arctium lappa) e il tarassaco o dente di leone (Taraxacum officinalis). Per un supporto generale al sistema immunitario possono essere utilizzati il ginseng siberiano (Eleutherococcus senticosus), l’astragalo (Astragalus membranaceus), il caglio (Galium spp.).

Per avere consigli su come tratta478 re al meglio la vostra specifica condizione, consultate un esperto erborista.

Prevenzione dell’intossicazione ambientale

Prestate attenzione all’ambiente in cui vivete. Uno studio recente, il più grande mai effettuato sugli effetti delle particelle aeree prodotte dalle ciminiere e dal traffico, ha dimostrato che i residenti delle città americane più inquinate hanno un 15% di probabilità in più di morire precocemente rispetto a coloro che vivono in città con l’aria più pulita.

Ecco alcune azioni preventive che potete intraprendere: chiedete agli uffici preposti di verificare se la vostra abitazione sia situata in un’area nota per contaminazione da radon; se così fosse, fate eseguire una misurazione in loco; se state rimuovendo la tinteggiatura dalle pareti della vostra casa fatela testare per l’eventuale contenuto di piombo.

Ritinteggiare sopra lo strato di vernice precedente è preferibile rispetto al rimuovere quest’ultima, perché il carteggiare può sospendere nell’aria particelle contenenti piombo; quando usate prodotti pericolosi, seguite sempre le istruzioni e indossate abiti ed occhiali protettivi; tenete i bambini e gli animali domestici lontani da aiuole appena trattate con pesticidi. Restate in casa con le finestre chiuse se nelle vicinanze stanno trattando degli alberi con pesticidi o altri prodotti chimici; nella vostra casa usate prodotti per pulizia e insetticidi non tossici.

Molti di questi prodotti sono oggi disponibili nei negozi oppure su ordinazione; negli edifici state attenti agli odori chimici apparentemente normali o anche in eccesso che possono essere emessi dalle vernici, pesticidi, tappeti nuovi, macchine da ufficio o altro.

Assicuratevi che il sistema di ventilazione nel vostro ufficio corrisponda alle norme o abbia anche prestazioni superiori; alcuni studi sottolineano come certe piante da interno possano aiutare a rimuovere le impurità dell’aria. Consultate un centro giardinaggio o un’associazione locale di floricoltura; per evitare i pesticidi lavate e sbucciate accuratamente la frutta e gli ortaggi e prendete in considerazione anche l’acquisto di prodotti biologici; evitate di camminare o correre nelle vicinanze di strade con un pesante traffico automobilistico; la vostra respirazione più veloce aumenterebbe la quota di monossido di carbonio e altre tossine che potreste inalare; installate a casa vostra un rilevatore di monossido di carbonio. Senza tale strumento non potreste mai realizzare quando si verifica una fuga di gas; una dieta equilibrata vi aiuterà a mantenere la capacità del vostro corpo di eliminare le tossine.

I deficit vitaminici sono stati associati ad un aumentato effetto tossico di diverse sostanze.
La suscettibilità dell’organismo all’avvelenamento da piombo, per esempio, aumenta in presenza di un deficit di calcio, fosforo, rame, magnesio, ferro, vitamina C o vitamina E.

Comunque, poiché alcune vitamine e minerali, se assunti in grandi dosi, possono essere tossici, non superate mai i livelli quotidiani raccomandati senza consultare prima un nutrizionista; le diete dimagranti, che fanno metabolizzare al vostro organismo il grasso presente a fini energetici, determineranno un rilascio anche di tutti gli eventuali tossici accumulati in questo tessuto.

Se volete perdere peso, fatelo lentamente cosicché il vostro organismo non si trovi ad affrontare una quantità improvvisamente enorme di tossine.