Leucemia: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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La leucemia è un tumore del sangue. A differenza di altre forme di cancro, la leucemia non produce un nodulo, ma causa una rapida ed eccessiva produzione di globuli bianchi anormali nel sangue. Il termine leucemia deriva delle parole greche “bianchi” e “sangue” ed è più frequente nel bambino, malgrado attualmente colpisca sempre più spesso anche gli adulti.

È più frequente nell’uomo che nella donna e nei soggetti di razza bianca. Dire che il sangue “dà la vita” non è un’esagerazione. Il plasma è la parte liquida del sangue e contiene: i globuli bianchi che combattono le malattie; le piastrine che riparano le lesioni; i globuli rossi che trasportano l’ossigeno in tutti i tessuti del corpo.

Cellule del sangue

Il sangue normale contiene soprattutto globuli rossi e una piccola percentuale di globuli bianchi. Nel sangue di un paziente con leucemia linfatica cronica, il numero di globuli bianchi è alto.

Questi globuli bianchi leucemici vivono più a lungo del normale e quindi le cellule “vecchie” tendono ad accumularsi mentre vengono prodotte le cellule nuove. Le cellule leucemiche inoltre interferiscono con la produzione di globuli bianchi normali che combattono le infezioni.

Descrizione della leucemia

Ogni giorno nel midollo osseo vengono prodotte centinaia di milioni di cellule del sangue, la maggior parte delle quali sono globuli rossi. In corso di leucemia il corpo produce una quantità maggiore rispetto al necessario di globuli bianchi. La maggior parte dei globuli bianchi che è in eccesso non segue il normale processo maturativo e, per questo motivo, tende a vivere molto più a lungo della normale vita media. Nonostante il numero enorme, le cellule leucemiche non sono capaci di combattere le infezioni come fanno normalmente i globuli bianchi. Se si accumulano, possono interferire con le funzioni vitali di vari organi, compresa la produzione fisiologica dei globuli bianchi stessi.

Alla fine il corpo non ha una quantità sufficiente di globuli rossi che forniscono ossigeno, di piastrine che assicurano una corretta coagulazione e di globuli bianchi che combattono le infezioni, rendendo il soggetto affetto da leucemia anemico, predisposto all’insorgenza di ematomi, emorragie, infezioni. Le leucemie sono classificate in acute e croniche. Le cellule patologiche nelle leucemie acute iniziano a moltiplicarsi quando sono in uno stadio immaturo. Nelle leucemie croniche la progressione è molto più lenta e le cellule malate raggiungono la piena maturità.

Le leucemie sono anche classificate in base al tipo di globuli bianchi coinvolti. Grazie ad un microscopio si possono facilmente distinguere due tipi principali di globuli bianchi: le cellule mieloidi contengono sottili particelle o granuli; le cellule linfoidi di solito non contengono granuli.

La leucemia acuta linfatica, o linfoblastica, (LLA), talvolta chiamata leucemia dell’infanzia, è il tumore più frequente nei bambini; la leucemia mieloide acuta (LMA) è la leucemia più frequente nell’adulto.
Senza trattamento le leucemie acute di solito sono fatali entro pochi mesi.. Il trattamento efficace varia in base al tipo e allo stadio della malattia, ma più giovane è il paziente maggiori sono le possibilità di remissione. Remissione significa che non sono più riscontrabili cellule leucemiche e che il midollo osseo è normale. Pazienti adulti trattati per LLA hanno l’80-90% di possibilità di andare in remissione; circa il 40% di questi sopravvive per almeno 5 anni, con buone possibilità di guarigione completa.

I pazienti trattati per LMA hanno un 6070% di possibilità di remissione; circa il 20% di questi sopravvive per almeno 3 anni con buone possibilità di guarigione completa. Le leucemie croniche tendono a colpire gli adulti di mezz’età. La leucemia linfatica cronica (LLC) è più benigna, perché progredisce lentamente.
Può essere efficacemente controllata con i farmaci e non richiede trattamento negli stadi precoci.

La leucemia mieloide cronica (LMC) è più aggressiva. La sopravvivenza media è di circa 4 anni perché è difficile prevenire in queste malattie il momento in cui inizia la fase acuta, anche sotto trattamento. Ognuno di questi 4 tipi di leucemia può essere suddiviso in molti sottotipi. Altre forme rare di questa malattia sono la leucemia a cellule cappellute, la leucemia prolinfocitica, megacariocitica, basofila ed eosinofila.

Leucemoide

Aggettivo che qualifica un’anomalia della formula sanguigna simile a quella di una leucemia, ma dovuta a un’altra patologia.

Una reazione leucemoide può riscontrarsi nel rachitismo, in alcune infezioni e nelle metastasi del cancro del midollo osseo. Si osserva inoltre in modo transitorio nei soggetti colpiti da trisomia 21.

Sintomi della leucemia

Molti tipi di leucemia non danno sintomi evidenti nelle fasi iniziali della malattia.
Quando presenti, i sintomi possono essere: anemia e sintomi correlati come affaticamento, pallore, sensazione generale di malessere; facile tendenza ad avere ematomi o emorragie, compreso sanguinamento dalle gengive, dal naso o sangue nelle feci o nelle urine; maggior suscettibilità alle infezioni come, per esempio, mal di gola o polmonite, accompagnate da mal di testa, febbricola, dolore alla bocca ed eruzioni cutanee; tumefazione dei linfonodi soprattutto laterocervicali, ascellari, inguinali; perdita di appetito e di peso; sensazione di fastidio al di sotto dell’arcata costale sinistra, per tumefazione della milza.

Negli stadi avanzati i sintomi possono includere improvvisi rialzi febbrili, stato confusionale, convulsioni, incapacità a parlare o a muovere gli arti, alterato stato di coscienza.

Rivolgetevi al medico se…

Si verificano i sintomi sopra elencati senza una causa apparente. Una conta delle cellule del sangue è fondamentale. Si verifica un’emorragia inspiegata, febbre alta, convulsioni. È fondamentale il trattamento di emergenza per leucemia acuta.

In remissione di malattia notate segni di recidiva, come un’infezione o un’emorragia. È sempre utile una visita di controllo.

Cause della leucemia

Nessuno conosce esattamente che cosa causi la leucemia, ma alcuni soggetti sembrano geneticamente predisposti. Alcune anomalie cromosomiche sono associate con la leucemia e con una malattia preleucemica chiamata mielodisplasia. Circa 9 persone su 10 con LMC, per esempio, hanno un’anomalia cromosomica nei globuli bianchi malati chiamata cromosoma Philadelphia.

Questo cromosoma è un’anomalia acquisita; non è ereditario e non può essere trasmesso ai figli. Anomalie cromosomiche associate con malattie congenite, come la sindrome di Down, correlano strettamente con alcuni tipi di leucemia; anche un virus della famiglia del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) è stato associato con una rara forma di leucemia. Alcuni fattori ambientali sembrano influenzare il rischio di sviluppare la leucemia. I fumatori di tabacco sono più predisposti.

Alcuni ricercatori ritengono che vi sia associazione tra leucemia e prolungata esposizione alle radiazioni, ad alcune sostanze chimiche nell’ambiente di lavoro e di casa, a campi elettromagnetici a bassa frequenza, ma non vi sono prove definitive.

Inquinamento, cause della leucemia infantile

Secondo alcuni ricercatori inglesi, l’inquinamento ambientale causato da pesticidi e altri prodotti chimici potrebbe essere correlato al notevole aumento dei casi di leucemia infantile. Dall’inizio del secolo scorso infatti i casi di leucemia che hanno colpito i più piccoli sono aumentati di ben cinque volte. Inoltre negli ultimi cinquant’anni l’aumento è stato pari all’un percento all’anno, benché la mortalità correlata a questa patologia sia diminuita. Nel corso di una conferenza, M. Coleman (London School of Hygiene and Tropical Medicine) ha affermato che in Inghilterra si è passati da dieci casi per milione negli anni 1911-1915, a quarantasei casi per milione alla fine del secolo scorso. Secondo Coleman siamo in presenza di un netto aumento della diffusione delle leucemie infantili; questa patologia è il tumore più diffuso in età infantile, pari a circa un terzo del totale. Coleman ritiene in particolare che l’aumento colpisca soprattutto la fascia di età fra 1 e 4 anni.

Secondo D. Henshaw (università di Bristol), una possibile causa di questa situazione è costituita dall’aumento di agenti chimici nell’ambiente negli ultimi decenni. Si ritiene che i bambini siano predisposti alla malattia da meccanismi in atto durante la gravidanza; in seguito la patologia viene innescata da cause attualmente sconosciute. Alcune delle cause scatenanti potrebbero essere le radiazioni ionizzanti, i campi elettromagnetici, i virus, le infezioni, i pesticidi e l’inquinamento chimico. A. Preece (università di Bristol) ha presentato una ricerca che evidenzia una particolare sensibilità dei feti all’esposizione a questo insieme di agenti. Secondo Preece gli agenti ambientali attraversano la placenta e si accumulano in determinati organi del feto. I livelli esatti sono difficili da determinare, ma Preece ritiene che la leucemia infantile inizi già nell’utero materno, e questo attacco combinato tossicologico sia uno dei fattori che la causano.

Htlv

Oncovirus a RNA della famiglia delle Retroviridae, respon sabile di leucemia a cellule capellute (tricoleucemia), linfomi cu tanei e mielopatie, ossia paralisi degli arti con contratture musc olari, a evoluzione lenta (paralisi spastica tropicale).

Diagnosi della leucemia

Molti tipi di leucemia non danno chiari sintomi nelle fasi precoci, la diagnosi può essere occasionale durante una visita medica o in seguito a esami del sangue di controllo. Il medico dovrebbe sospettare la leucemia se il paziente ha tumefazione dei linfonodi, tumefazione delle gengive, aumento delle dimensioni del fegato o della milza, ematomi significativi, un’eruzione puntiforme.

L’esame del sangue che mostra anomalie nella conta dei globuli bianchi è di solito sufficiente per sospettare la diagnosi. Per la conferma e la caratterizzazione del tipo specifico, è necessario un aspirato di midollo osseo prelevato da un osso pelvico.
Nei casi di LMC, analisi del DNA servono per cercare il cromosoma Philadelphia.

Marker Citochimici

Reazioni utilizzate nella diagnosi delle leucemie, per individuare specifiche componenti biochimiche o particolari attività enzimatiche cellulari. Di seguito sono elencati alcuni tra i principali marker citochimici.

L’esterasi leucocitaria è presente nelle cellule mieloidi e monocitiche.

La positività della reazione PAS dipende dalla presenza di glicogeno citoplasmatico. Le cellule mature della serie rossa sono PAS negative.
Nei granulociti la PAS positività aumenta con la maturaz ione.
I monociti e i linfociti presentano talvolta granuli dispersi PAS positivi. Nella leucemia mieloide acuta i mieloblasti e i monoblasti sono PAS negativi o scarsamente PAS positivi; nella leucemia linfoblastica acuta le cellule presentano ammassi più o meno irregolari di materiale PAS positivo.

L’enzima noto come perossidasi leucocitaria è utile per tipi zzare le cellule in corso di leucemia acuta (leucemia mieloide o linfoide).

Il composto chiamato Sudan nero B determina una reazione positiva nelle cellule con attività perossidasica. Nella leucemia mieloide acuta la reazione è intensamente positiva, mentre nella leucemia monocitica o mielomonocitica si osservano granuli sudanofili dispersi.

Un TdT (desossinucleotidiltransferasi terminale) è utile per distinguere le leucemie acute linfoidi dai mieloidi all’esordio, e per tipi zzare le trasformazioni blastiche della leucemia mieloide cronica.

La fosfatasi acida è un enzima presente nei lisosomi di quas i tutte le cellule ematopoietiche: mieloidi, fungoidi, piastrine, monocitimacrofagi.
La positività è particolarmente spiccata nelle cellule linfoidi T e nelle cellule monocitarie.

Gli enzimi ß-glucuronidasi e ß-glucosaminidasi sono presenti soprattutto nelle cellule linfoidi T. Anche le cellule mieloidi e monocitarie presentano debole positività.

La 5′-nucleotidasi è un marker delle cellule ß normali. Le cellule delle malattie linfoproliferative presentano bassa attività. I blasti della leucemia megacarioblastica sono caratterizzati da un’intensa positività.

Leucemia del bambino

La leucemia, o qualsiasi altro tumore, è una malattia spaventosa, sia per un bambino che per un adulto, ma la diagnosi di cancro non è necessariamente una sentenza di morte e tutte le persone affette da queste malattie meritano una vita piena e ricca. Se vostro figlio ha un tumore, la cosa più importante da ricordare è prima di tutto che è un bambino e poi che è un paziente affetto da tumore.

Gli atteggiamenti emotivi possono essere sorprendentemente contagiosi. Non pretendete che la malattia non esista; questo non inganna né voi né vostro figlio e non vi aiuta ad affrontare i problemi e le emozioni suscitate dal cancro. Cercate di essere ottimisti e di buon umore. Stimolate le amicizie e la famiglia nella vita di vostro figlio per aiutarlo a condurre un’esistenza normale.

Questo significa curarlo senza coccolarlo e stargli vicino senza essere eccessivamente protettivi o indulgenti. Durante la cura di questo bambino particolare, non dimenticate i suoi fratelli  anche loro hanno bisogno di voi quando vi sentite oppressi, ricordate che le possibilità di guarigione sono maggiori del 50%.

Farmaco contro la leucemia infantile

Ilex Oncology Inc. e Bioenvision Inc. ha sviluppato un farmaco che ha dato buoni risultati nel trattamento di bambini colpiti da leucemia, che non abbiano avuto risultati positivi con altri trattamenti. La clofarabina ha mostrato effetti positivi in circa il 30% dei piccoli pazienti, secondo i dati preliminari dello studio divulgati in un incontro della American Society of Clinical Oncology. A partire dagli anni Settanta le percentuali di sopravvivenza sono progressivamente migliorate grazie ai progressi terapeutici; attualmente ogni 100 bambini ammalati di leucemia 95 guariscono completamente entro un mese di terapia. Vi sono però 25 bambini su 100 in cui la patologia si ripresenta, con possibilità di guarigione meno favorevoli. Secondo S. Jeha, leader della ricerca e specialista nel trattamento di leucemie e linfomi presso il St. Jude Children’s Research Hospital, i bimbi per i quali le terapie standard non danno risultati hanno una prognosi drammatica, con un’aspettativa di vita limitata a sei, otto settimane. Jeha aggiunge che durante la fase II di studio sull’effetto della clofarabina, molti pazienti hanno evidenziato una riduzione della patologia, ed è stato così possibile sottoporli a trapianto del midollo osseo, che è tutt’ora il trattamento migliore per una sopravvivenza a lungo termine.

Alcuni dei pazienti trattati durante lo studio erano stati inutilmente sottoposti a sei precedenti trattamenti diversi prima di utilizzare clofarabina. Nel corso dello studio sono stati trattati 49 pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta e 35 affetti da leucemia mieloide acuta. Nel primo gruppo, il 31% ha risposto positivamente alla clofarabina, con sette remissioni complete; nel secondo gruppo si è avuto un responso positivo nel 26% dei casi, con sei pazienti in grado di ricevere un trapianto di midollo osseo. La clofarabina è un farmaco di nuova generazione in grado di aggredire il Dna delle cellule tumorali, inibendone la riproduzione.

Terapia e cura della leucemia

L’incidenza della leucemia non è cambiata rispetto agli anni ’50, ma la probabilità di sopravvivenza e di guarigione è migliorata soprattutto grazie ai progressi della chemioterapia. La leucemia del bambino (LLA), per esempio, rappresenta uno dei successi più evidenti nella cura del cancro: circa il 95% dei bambini con questa diagnosi ottiene la remissione e circa il 6070% guariscono completamente.

La sopravvivenza a 5 anni di tutti i pazienti con LLA è aumentata dal 4% negli anni ’60 a più del 50% negli anni ’90.

Medicina convenzionale

In caso di leucemia acuta, lo scopo principale del trattamento è la remissione. Il paziente viene sottoposto a trattamento chemioterapico aggressivo in ospedale per diverse settimane e viene mantenuto con misure igieniche intense per ridurre le possibilità di infezioni. Quando i pazienti con leucemia acuta hanno cellule del sangue con conte estremamente basse, vengono trattati con trasfusioni di sangue e di piastrine per bloccare le emorragie. Utili sono i farmaci per combattere le infezioni e ridurre la nausea e il vomito che possono comparire come effetti collaterali della chemioterapia.

I pazienti con LLA hanno buone possibilità di ottenere la remissione dopo alcune settimane di terapia aggressiva in ospedale. Per mantenere la malattia sotto controllo, è necessario proseguire la chemioterapia per tempi lunghi (mesi o anni a seconda delle forme) e talvolta eseguire radioterapia con lo scopo di eliminare le tracce residue di malattia. A domicilio riceveranno un protocollo di mantenimento.

Visto che la LMA non risponde così bene alla chemioterapia, le possibilità migliori di remissione e/o guarigio496 ne dipendono in molti casi dal successo di un trapianto di midollo osseo, che richiede un donatore compatibile, di solito un membro della famiglia. Il trapianto di midollo osseo prevede 3 fasi: la fase di preparazione, il trapianto, la fase di ripresa. Durante la prima fase, il midollo osseo del paziente viene completamente distrutto dalla chemioterapia e dalla radioterapia intensiva per evitare il rigetto del nuovo midollo.

Il paziente poi riceve il midollo del donatore. La fase di ripresa è la più pericolosa: finché le cellule del midollo del donatore iniziano a produrre il sangue nuovo, il paziente è virtualmente senza globuli bianchi, rendendo la morte da infezione una possibilità reale. Da quando il midollo del donatore comincia a moltiplicarsi in modo sufficiente  di solito in 26 settimane  le prospettive di remissione a lungo termine e talvolta di guarigione completa sono buone.

Il trapianto di midollo osseo è sia costoso che rischioso, ma offre le migliori possibilità di remissione e guarigione per le LMA e per i casi di recidiva di LLA. Dal momento che la LLC di solito colpisce i soggetti più anziani e progredisce lentamente, il trattamento convenzionale tende ad essere conservativo. Finché i sintomi sono assenti, la malattia non richiede trattamento. Quando compare tumefazione dei linfonodi o di altri organi, la LLC può essere controllata per anni con chemioterapia somministrata per via orale. Molte persone con LLC conducono una vita normale e muoiono per cause non correlate alla leucemia. La chemioterapia per via orale può efficacemente controllare i sintomi della LMC per molti anni prima della fase acuta.

I pazienti con LMC possono sopravvivere più a lungo grazie all’interferone, una proteina naturale che uccide o rallenta la crescita delle cellule leucemiche. Visto che molti casi di LMC possono progredire in fase acuta nonostante il trattamento, molti medici consigliano il trapianto di midollo osseo quanto prima durante la fase cronica. In aggiunta ai trattamenti standard, alcuni medici stanno sperimentando terapie immunologiche.

La speranza è che l’interferone o altre sostanze che modificano le risposte biologiche possano sia uccidere le cellule leucemiche che ripristinare le caratteristiche e le funzioni normali. Gli scienziati stanno cercando altri metodi per uccidere le cellule leucemiche senza però danneggiare quelle normali, anche utilizzando farmaci sperimentali, come le interleukine, oppure identificando specifici anticorpi che riconoscono le cellule leucemiche che possono essere distrutte da un’iniezione di sostanze radioattive. Per ulteriori informazioni sulla chemioterapia, sulla radioterapia e su altri trattamenti, vedi alla voce Cancro.

Chemioterapia

I pazienti affetti da cancro che ricevono la chemioterapia possono andare incontro a spiacevoli effetti collaterali. Questo è particolarmente vero per i pazienti leucemici. Fortunatamente, alcuni farmaci possono ridurre gli effetti collaterali fino ad un livello accettabile, così come varie terapie complementari. Non è importante il metodo, l’importante è che funzioni. L’agopuntura serve per ridurre il dolore e il disagio di molte malattie, compreso il cancro.

Molte tecniche di rilassamento, compresi i massaggi, lo yoga, il qigong, la meditazione, il rilassamento muscolare progressivo, possono alleviare il dolore e la nausea, frequenti dopo la chemioterapia.
Alcuni pazienti traggono beneficio dagli hobby, dall’ascolto della musica, dalla lettura di un buon libro.

Per controllare la nausea che si verifica prima d’iniziare la chemioterapia, alcuni adulti trovano aiuto nel biofeedback, mentre i bambini rispondono sicuramente meglio a vari tipi di distrazioni o all’ipnoterapia.

Terapie complementari

Realisticamente, non esistono sostituti accettabili del trattamento convenzionale per il cancro. Sebbene molte terapie alternative siano incorporate nelle cure principali, nessuna si è dimostrata una cura per il cancro. Le terapie alternative possono migliorare la qualità della vita del paziente, ma è meglio vederle come un complemento potenziale non come un sostituto delle terapie convenzionali.

Le terapie complementari migliori sono quelle che aiutano a controllare il dolore, il disagio e l’ansia causate dal tumore e dal suo trattamento. Gli esercizi che riducono lo stress possono essere particolarmente utili, insieme ad alcune vitamine, sostanze nutritive, rimedi con le erbe che possono migliorare il funzionamento del sistema immunitario. Per ulteriori informazioni sulle terapie complementari, vedi alla voce Cancro.

Rimedi domestici

Per ridurre la possibilità di nausea causata dalla chemioterapia, è utile mangiare piccoli pasti nell’arco della giornata piuttosto che pranzi e cene abbondanti. Per ridurre le possibilità di infezione, evitate contatti con persone sicuramente malate; lavate bene le mani prima di mangiare e prima e dopo l’uso della toilette; fate una doccia calda o un bagno ogni giorno e asciugatevi tamponandovi piuttosto che strofinando la cute.

Se vi tagliate o vi graffiate, disinfettatevi; se si verificano sintomi di infezione come febbre, brividi, mal di gola, tosse, cute tumefatta o rossa, assumete immediatamente dei farmaci. I pazienti con leucemia sono predisposti alle emorragie a causa del basso numero di piastrine e quindi non dovrebbero essere loro somministrati farmaci contenenti acido acetilsalicilico che può inibire la coagulazione.

Antiblastici

Farmaci antiblastici sono impiegati per trattare i diversi tipi di tumori maligni come la leucemia, il linfoma, il cancro della prostata, del colon, delle ovaie, del seno. Questi farmaci, somministrati secondo schemi particolari, sono i componenti della cosiddetta chemioterapia e in genere agiscono distruggendo o prevenendo la crescita di cellule tumorali anormali. Alcuni di questi farmaci si ritiene agiscano bloccando gli effetti degli ormoni che potrebbero stimolare la crescita delle cellule maligne. Gli effetti collaterali comprendono: perdita di appetito, nausea, vomito, diarrea, perdita temporanea dei capelli, eruzioni cutanee, prurito, iperpigmentazione della cute e delle unghie, stanchezza importante.

Anticorpi monoclonali e rischi nella sperimentazione

Le differenze esistenti in una proteina presente nell’uomo e negli animali potrebbero spiegare in parte le reazioni gravi e inattese subite da sei giovani soggetti a cui è stato somministrato in via sperimentale un nuovo farmaco in Gran Bretagna. I soggetti sono stati i primi esseri umani a ricevere il farmaco, mirato al trattamento della leucemia e delle patologie infiammatorie croniche. Poco dopo avere assunto il farmaco, sono stati colpiti da uno stato infiammatorio intenso e da dolori fortissimi. I medici non hanno ancora chiarito le cause dell’incidente. Il nuovo farmaco, la proteina TGN1412, è prodotto dall’azienda tedesca TeGenero AG, ed è stato sperimentato su animali da laboratorio senza provocare effetti negativi. TGN1412 appartiene alla categoria degli anticorpi monoclonali, concepiti per agire su molecole specifiche, e ha come obiettivo la proteina CD28 del sistema immunitario. D. Glover, esperto nel campo dei trattamenti con anticorpi, ritiene che la proteina colpita potrebbe non essere la stessa nell’uomo e negli animali utilizzati per i test preliminari.

Secondo Glover, l’anticorpo è stato progettato specificamente per la proteina umana, per cui i test condotti sugli animali non hanno dato risultati significativi per l’uomo. T. Hanke, responsabile scientifico di TeGenero, afferma che gli esperimenti condotti sugli animali non hanno dato alcun esito infausto. CD28 è una proteina che si trova sulla superficie di alcuni globuli bianchi e contribuisce alla loro attivazione nelle risposte immunitarie. Hanke afferma che TGN1412 è stato progettato per attivare questa proteina, piuttosto che per bloccarla, come avviene nel caso della maggior parte degli anticorpi monoclonali. Glover ritiene che sia essenziale non perdere di vista l’estrema importanza dei benefici degli anticorpi monoclonali; non è pensabile interrompere questo tipo di sperimentazioni. Nel corso del 2005 sono stati autorizzati diciotto farmaci di questa categoria, per contrastare patologie di vario genere. Ad esempio, Herceptin, prodotto da Roche, agisce intervenendo sul recettore HER2 delle cellule tumorali nel cancro al seno, impedendo la crescita delle cellule stesse.

Tuttavia è evidente che l’utilizzo di TGN1412 e il trattamento della proteina CD28 debbano essere rivisti; Glover ritiene che la sperimentazione di questo farmaco debba essere sospesa in attesa di ulteriori approfondimenti e soprattutto in attesa di capire cosa non abbia funzionato come previsto.