Malattie dell'utero sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Sintomi delle malattie dell’utero

Emorragie abbondanti, prolungate o irregolari con dolore nei quadranti addominali inferiori o alla schiena; possono indicare la presenza di fibromi (tumori uterini benigni). Difficoltà ad urinare e a scaricarsi, con emissione di piccole quantità di urina quando si ride o si tossisce, mal di schiena; potrebbe trattarsi di un prolasso uterino. Emorragie durante i cicli mestruali oppure dopo la menopausa, che possono talvolta indicare la presenza di un cancro dell’utero. Emorragie croniche anormali nel periodo premenopausa, note come emorragie uterine disfunzionali.

Rivolgetevi al medico se…

Avvertite un dolore acuto o cronico nei quadranti addominali inferiori. Si potrebbe trattare di un fibroma o di un’altra malattia pelvica grave come una malattia infiammatoria della pelvi acuta oppure l’endometriosi. Consultate subito il medico. Le mestruazioni sono eccessivamente abbondanti. Potrebbe conseguirne anemia e possono anche essere sintomo di fibroma, di emorragie uterine disfunzionali, di un cancro dell’utero oppure di altri problemi dell’utero.

Descrizione delle malattie dell’utero

L’utero è un organo cavo con parete muscolare a forma di pera situato nella cavità pelvica dietro alla vescica e davanti al retto. La porzione inferiore si restringe nell’apertura cervicale che conduce verso la vagina. Le tube di Falloppio sono situate ad entrambi i lati della porzione superiore dell’utero che è rivestito all’interno da una membrana mucosa chiamata endometrio, le cui caratteristiche variano in base alla fase del ciclo mestruale. Durante un normale ciclo riproduttivo, l’ovulo fecondato si impianta nella parete dell’utero dove l’embrione diventa un feto, cresce e viene nutrito fino al momento della nascita. In condizioni normali, l’utero è rivolto in avanti, ma nel 20% delle donne è retroverso (inclinato verso il dietro).

Queste normali variazioni della posizione di solito sono già presenti alla nascita, ma alcuni cambiamenti possono essere indotti da tumori, dalla malattia infiammatoria della pelvi, oppure dall’endometriosi. La presenza di un utero retroverso di solito non dà nessun tipo di problema. L’emorragia endometriale anomala può essere correlata a una particolare malattia chiamata emorragia uterina disfunzionale in cui i sanguinamenti possono verificarsi sotto forma di menorragia (mestruazione abbondante oppure che dura per più di 8 giorni), metrorragia (sanguinamento nell’intervallo tra i flussi) o polimenorrea cronica (il ciclo dura meno di 18 giorni); in tutte queste situazioni può verificarsi un’anemia da carenza di ferro. Il prolasso uterino comporta la discesa dell’utero verso il basso rispetto alla sua normale posizione nell’addome.

Nei casi gravi, l’utero diventa visibile dalla vulva. Questa patologia è più frequente nelle donne di mezz’età che hanno avuto figli che alla nascita pesavano più di 4 kg, ma può anche verificarsi nelle donne senza figli. Negli ultimi anni, l’incidenza del prolasso uterino si è ridotta perché le donne partoriscono un minor numero di bambini. I fibromi crescono in modo specifico all’interno o sull’utero e sono tumori benigni di tessuto muscolare e fibroso. Possono variare molto di dimensioni, di solito crescono lentamente all’interno dell’utero, nella sua parete, oppure sulla superficie esterna. Colpiscono più del 20% delle donne con più di 35 anni di età.

Per ragioni sconosciute sono più frequenti nelle donne di colore. Sebbene di solito non causino problemi, possono indurre l’aumento delle dimensioni dell’utero che può anche cambiare forma; queste alterazioni possono in qualche modo rendere più difficile la gravidanza. Talvolta un fibroma situato sulla parete uterina può torcersi oppure può diventare troppo grande rispetto all’apporto di sangue e ossigeno che riceve. Se si verificano queste due situazioni, può comparire un dolore addominale improvviso e acuto. Consultate immediatamente un medico per asportare il fibroma. I fibromi possono anche esercitare una pressione sulla vescica, sull’intestino, oppure rendere dolorosi i rapporti sessuali. Se le mestruazioni diventano eccessivamente abbondanti, si potrebbe sviluppare anemia.

Nella maggior parte dei casi, comunque, i fibromi non danno nessun sintomo. Visto che queste formazioni sono particolarmente suscettibili alle variazioni ormonali, tendono a diventare di dimensioni maggiori durante la gravidanza e invece a rimpicciolirsi dopo la menopausa.

Prolasso dell’utero

L’invecchiamento, l’obesità o i parti numerosi possono indebolire i muscoli e i legamenti della pelvi, favorendo il prolasso dell’utero, cioè il suo scivolamento dalla sede fisiologica. Il prolasso di terzo grado porta la testa della cervice ad allinearsi con l’apertura della vagina. Nei casi gravi di prolasso, l’utero, insieme alla vescica,
protrude all’esterno della vagina.

Cause delle malattie dell’utero

Sebbene la causa dei fibromi non sia nota, la loro crescita in dimensioni è correlata ai livelli ormonali e quindi i contraccettivi orali, la terapia sostitutiva a base di estrogeni e la gravidanza possono causarne l’espansione. L’emorragia uterina disfunzionale si verifica quando una stimolazione estrogenica incontrollata colpisce l’endometrio. Tra le numerose patologie caratterizzate da un aumento dei livelli di estrogeni con conseguente emorragia uterina disfunzionale, vi sono i tumori dell’ovaio, l’obesità e cicli anovulatori (blocco dell’ovulazione) in donne intorno ai 40 anni d’età.

La causa più frequente di prolasso uterino è lo stiramento dei legamenti che supportano e mantengono nella sua sede l’organo. Ciò si verifica tipicamente durante il parto. Il peso corporeo eccessivo può anche contribuire e talvolta peggiorare questa patologia. Per ulteriori informazioni vedi alla voce Cancro dell’Utero.

Diagnosi delle malattie dell’utero

Spesso ci si accorge della presenza di un fibroma solo quando un medico lo palpa durante una visita ginecologica di controllo. Per accertarsi della presenza di questi noduli, è necessaria l’ecografia. Per confermare la diagnosi di emorragia uterina disfunzionale, suggerita dalla storia personale della paziente, può essere necessaria la biopsia dell’endometrio (oppure, nei casi di emorragie particolarmente abbondanti, la dilatazione e la pulizia della cavità uterina).

La diagnosi di prolasso uterino si effettua con la semplice visita ginecologica. La tumefazione della parete vaginale è un segno indicativo. Durante la visita ginecologica, viene inserito lo speculum per permettere al medico di vedere il prolasso dell’utero, che appare più evidente quando si chiede alla paziente di fare un colpo di tosse.

Terapia e cura dell’utero

In passato il trattamento di scelta per qualsiasi tipo di malattia dell’utero era l’isterectomia ma, con i progressi della medicina e con l’aumento dell’interesse nei confronti della salute della donna, si sono rese disponibili molte altre possibilità di trattamento sia di medicina convenzionale che alternativa.

Medicina convenzionale

Il trattamento del fibroma è variabile e dipende dalla specifica situazione clinica della paziente. Questa attenzione all’individuo è molto importante perché l’isterectomia (asportazione completa dell’utero) è frequentemente raccomandata per i fibromi, ma può anche non essere necessaria. Se non ci sono problemi particolari, è possibile prendere in considerazione l’opportunità di non fare nulla, anche perché non tutti i fibromi continuano a crescere. Inoltre, anche fibromi molto grandi possono essere asintomatici e di solito le dimensioni diminuiscono con la menopausa. È importante controllarne lo sviluppo con visite ginecologiche periodiche (ogni 6 mesi).

Per prevenire l’ulteriore crescita dei fibromi, il ginecologo potrebbe suggerire l’interruzione della contraccezione orale o del programma di terapia ormonale sostitutiva; entrambi questi trattamenti forniscono all’organismo un apporto aggiuntivo di estrogeni sintetici. Gli agonisti dell’ormone che fa rilasciare le gonadotropine (GnRH) potrebbero essere consigliati per favorire la riduzione delle dimensioni del fibroma, soprattutto prima dell’intervento chirurgico; questi farmaci sono molto costosi e non dovrebbero essere assunti per più di 6 mesi per evitare il rischio di insorgenza di osteoporosi.

Inoltre, gli agonisti del GnRH possono causare la comparsa di sintomi precoci di menopausa e con l’interruzione della somministrazione spesso i fibromi tendono a ripresentarsi. I fibromi possono essere asportati chirurgicamente con un intervento chiamato miomectomia. Di solito questo intervento chirurgico è importante e quindi non viene suggerito a meno che le dimensioni del fibroma non causino dolori importanti dell’addome oppure la paziente desideri conservare la possibilità di avere altri figli. Si è visto che nel 1030% dei casi, i fibromi tendono a recidivare entro 5 anni dalla miomectomia. Nella maggior parte dei casi di emorragia uterina disfunzionale, può essere prescritta la pillola anticoncezionale per regolarizzare i cicli mestruali.

Questo tipo di trattamento non cura la patologia, ma è un modo semplice e comodo per eliminare i sintomi; il ginecologo potrebbe suggerirne l’uso fino all’epoca prevista per la menopausa. I progestinici, o ormoni che stimolano il rilascio delle gonadotropine (GnRH), possono essere prescritti per controllare le emorragie, ma sono necessari almeno 30 giorni per avere i primi benefici e inoltre possono causare un gran numero di effetti collaterali. L’isterectomia può essere offerta come trattamento per i problemi uterini gravi tra cui i grossi fibromi che premono sulla vescica o che danno emorragie abbondanti e incontrollabili, dolore continuo oppure frequente necessità di urinare. È possibile distruggere l’endometrio, al fine di controllare le emorragie, con il laser utilizzando una procedura, chiamata ablazione endometriale.

Questa terapia è un’alternativa importante all’isterectomia soprattutto perché è meno invasiva. Nei casi di prolasso uterino grave con utero a livello vulvare, può essere necessaria l’isterectomia vaginale, che comporta l’asportazione dell’utero attraverso la vagina. Se la paziente rifiuta l’intervento chirurgico, il ginecologo può inserire all’interno della vagina uno strumento di plastica chiamato pessario che, come un diaframma, riporta e mantiene l’utero nella sua sede fisiologica. Sebbene il pessario aiuti a dare un supporto all’utero, deve comunque essere sostituito ogni 36 mesi e non rappresenta assolutamente una soluzione a lungo termine.

Isterectomia

In passato, l’isterectomia era il trattamento tradizionalmente indicato per i problemi dell’utero, ma questa procedura attualmente è necessaria solo in casi estremi. Qui di seguito indichiamo delle scelte alternative da discutere col medico. Per i fibromi: la terapia con l’agonista dell’ormone che rilascia le gonadotropine (GnRH) e che riduce le dimensioni dei fibromi; la miomectomia, un intervento chirurgico per la rimozione dei fibromi; permette il controllo delle emorragie e dei sintomi causati dalla compressione su altri organi. Per il prolasso dell’utero: esercizi del pavimento pelvico per rafforzare i muscoli che sostengono l’utero nella sua posizione fisiologica; un pessario: è uno strumento di plastica inserito nella vagina per mantenere l’utero nella sede corretta. Per le emorragie uterine disfunzionali: la terapia con GnRH e progestinici che controllano le emorragie; l’ablazione endometriale: questa procedura col laser distrugge l’endometrio allo scopo di controllare i sanguinamenti.

Scelte alternative

Le terapie alternative alleviano i sintomi delle malattie dell’utero, ma è bene utilizzarle solo come complemento al trattamento convenzionale.

Digitopressione

I crampi che accompagnano il flusso mestruale e la presenza di fibromi possono essere trattati con una specie di digitopressione di “pronto soccorso” che si basa sulla pressione di punti specifici che determinano un sollievo temporaneo dal dolore. I punti che danno beneficio comprendono: Milza 6 e 8, Fegato 3, Vasi Concezionali 4 (vedi alla voce Appendice per la precisa localizzazione dei punti).

Massoterapia

I massaggi e il t’ai chi migliorano il flusso energetico alla pelvi con riduzione delle dimensioni dei fibromi.

Fitoterapia

Miscelate parti uguali di tinture di caulofillo (Caulophyllum thalictroides), cimicifuga (Cimicifuga racemosa) e agnocasto (Vitex agnuscastus). Assumete mezzo cucchiaino di questa miscela 3 volte al giorno perché si ritiene che sia un tonico che migliora la vitalità dell’utero. Per i crampi aggiungete alla miscela una parte di igname (Dioscorea villosa).

Omeopatia

Richiedete il trattamento ad un omeopata professionista. La Pulsatilla, la Belladonna, la Sabina e la Sepia sono tra i rimedi che possono essere prescritti per le malattie dell’utero.

Stile di vita

Se le emorragie abbondanti sono il sintomo della presenza di fibromi, la paziente dovrebbe cercare di alleggerire le attività quotidiane e riposare più a lungo durante il ciclo.

Nutrizione e dieta

Aumentare l’apporto di fibre e ridurre i grassi diminuisce la produzione di estrogeni e ripristina l’equilibrio ormonale con conseguente effetti positivi sulla crescita del fibroma. Questo stesso beneficio si ottiene aumentando l’introduzione di vitamina C, bioflavonoidi (presenti negli agrumi, nelle cipolle rosse e nelle verdure a foglia), vitamine A ed E. Per ridurre la difficoltà a scaricarsi che si verifica nel caso di prolasso uterino o fibroma di grosse dimensioni è consigliabile una dieta ricca in fibre. L’equilibrio dei livelli ormonali può contribuire a ridurre i problemi uterini e d’aiuto sono le supplementazioni multivitaminiche e minerali, una dieta ricca in fibre e povera in grassi con verdure e cereali.

Rimedi domestici

Quando i fibromi crescono sulla parete esterna dell’utero (fibromi subsierosi), la paziente si rende conto della presenza di una massa addominale. Sdraiarsi supine e mettere uno scaldino o una bolla dell’acqua calda sull’addome allevia il dolore. Lo scaldino dovrebbe essere utilizzato 3 volte alla settimana per almeno 60 minuti ogni volta. Per aiutare a mantenere l’utero prolassato nella sua sede normale, i medici spesso raccomandano gli esercizi per il pavimento pelvico (noti anche col nome di esercizi di Kegel) che servono a rafforzare maggiormente i legamenti di sostegno dell’utero e per controllare la minzione.

La paziente può imparare ad esercitare questi muscoli interrompendo e iniziando con la propria volontà il flusso dell’urina. Una volta che si acquisisce familiarità con gli esercizi indirizzati a questi muscoli specifici, è consigliato fare esercizi di contrazione e rilassamento. All’inizio, vengono suggeriti 5 gruppi di esercizi 10 volte al giorno. A discrezione personale, è possibile gradualmente salire fino a 10 gruppi di esercizi 10 volte al giorno.

Prevenzione delle malattie dell’utero

In senso generico, le malattie dell’utero non sono causate da un qualcosa di specifico che possa essere evitato anche se sono strettamente correlate con i livelli di estrogeni e le fasi, o il mal funzionamento, del ciclo mestruale. Una dieta povera in grassi, ricca in fibre, associata a riposo adeguato e riduzione dello stress può aiutare le donne a prevenire le malattie dell’utero.