Orzaiolo

Curare l’orzaiolo: sintomi, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Descrizione dell’orzaiolo

Un orzaiolo è un brufolo o un ascesso sulla rima palpebrale superiore o inferiore che indica l’infezione di una ghiandola delle palpebre. Sebbene gli orzaioli di solito siano all’esterno, possono anche crescere all’interno della palpebra. Un orzaiolo esterno si presenta come un brufolo vicino alle ciglia. Poi progredisce verso una tumefazione arrossata e dolorosa che di solito dura diversi giorni prima di scoppiare e quindi guarire. La maggior parte degli orzaioli esterni ha decorso clinico breve.

L’orzaiolo interno (sul lato interno delle palpebre) di solito causa una tumefazione arrossata e dolorosa ma, vista la sede, non si vede la comparsa di pus sul bordo delle palpebre. L’orzaiolo può scomparire completamente quando l’infezione guarisce, oppure può lasciare una piccola cisti piena di liquido o un nodulo che può però persistere e quindi deve essere aperto.

Il calazio è anch’esso il segno di un’infezione di una ghiandola delle palpebre ma, a differenza dell’orzaiolo, è un brufolo duro, rotondo, liscio non dolente che di solito cresce ad una certa distanza dalla rima palpebrale. Gli orzaioli ed i calazi di solito non sono pericolosi e raramente danneggiano l’occhio o la vista. Possono verificarsi a qualsiasi età e tendono a recidivare in qualsiasi parte della palpebra.

Sintomi dell’orzaiolo

Orzaiolo: una tumefazione arrossata, calda, tesa, fastidiosa e talvolta dolorosa vicino al bordo delle palpebre.

Calazio: nodulo poco doloroso, liscio e rotondo all’interno di una ghiandola sebacea delle palpebre.

La sintomatologia è caratteristica. I prodromi sono costituiti da una lieve dolorabilità della palpebra interessata, accompagnata da lacrimazione dell’occhio corrispondente. Rapidamente si determina la comparsa di una piccola formazione dura inclusa nello spessore della palpebra, che è il corpo stesso della ghiandola che diviene edematoso e congesto.

Il margine palpebrale si arrossa e l’orifizio d’uscita della ghiandola, normalmente non visibile, diviene evidente per la congestione. Il dolore si fa rapidamente più acuto perché la ghiandola edematosa tende ad espandersi in uno spazio poco estensibile come il tarso. In molti casi il processo si arresta a questo stadio e regredisce senza una vera e propria suppurazione, forse a causa dell’azione antibatterica del lisozima contenuto nel secreto lacrimale. Altrimenti avviene la suppurazione e lo svuotamento del piccolo ascesso (del tutto paragonabile come patogenesi ed anatomia patologica ad un foruncolo cutaneo) attraverso lo sbocco della ghiandola sul margine ciliare.

L’apertura dell’orzaiolo determina la scomparsa della sintomatologia locale.

Rivolgetevi al medico se…

Entrambe queste due piccole tumefazioni non guariscono entro poche settimane. Il nodulo interferisce con la vista. C’è dolore agli occhi. Si verificano episodi ricorrenti di orzaioli. Un orzaiolo può essere il sintomo di altre malattie come il diabete e problemi cutanei cronici.

Cause dell’orzaiolo

Di solito gli orzaioli sono causati da un’infezione da stafilococco che spesso alberga nelle narici.
È possibile trasferire il batterio sulle palpebre toccandosi il naso e poi sfregando gli occhi senza lavarsi le mani. Il calazio è causato da un blocco nel sottile dotto ghiandolare che facilita la lubrificazione delle palpebre. I batteri possono crescere nella ghiandola bloccata; l’infiammazione che ne risulta è la causa del brufolo duro.

Infezione delle ghiandole del meibomio

Ogni ciglio è dotato della propria ghiandola del Meibomio, o ghiandola tarsale. Si tratta di una struttura composta da un condottino quasi rettilineo, perpendicolare al margine palpebrale, che si insinua nella lamina fibrosa che costituisce lo scheletro del tarso e dà alla palpebra la sua particolare consistenza. Le cause dell’orzaiolo sono da ricercare nella penetrazione nel lume di una di queste ghiandole di batteri capaci di indurre un processo suppurativo. Nella maggior parte dei casi l’agente eziologico è costituito dallo stafilococco aureo; la virulentazione dell’agente può essere dovuta ad ostruzione del lume ghiandolare per ispessimento del sebo prodotto.

Terapia e cura dell’orzaiolo

Anche se dolorosi e di aspetto poco piacevole, la maggior parte degli orzaioli guarisce spontaneamente entro pochi giorni oppure con un trattamento molto semplice. Anche i calazi molto spesso scompaiono spontaneamente, ma la guarigione richiede un mese o più.

La terapia dell’orzaiolo consiste nell’applicazione locale di antibiotici sotto forma di colliri o, meglio ancora, sotto forma di pomate oftalmiche, che hanno il vantaggio di rimanere più a lungo a contatto con il tessuto infetto. Per calmare il dolore provocato dall’orzaiolo è anche possibile applicare sull’occhio delle compresse di garza imbevute di infuso di malva o camomilla.

La maturazione delle piccole pustole può essere accelerata applicando sull’occhio delle compresse imbevute di acqua salata, ottenuta sciogliendo due cucchiaini di sale in mezzo litro d’acqua calda. In ogni caso è importante non premere mai l’orzaiolo, ma lasciare che il pus esca da solo.

Medicina convenzionale

Utilizzare impacchi tiepidi sull’occhio colpito per 10-15 minuti 4 volte al giorno per diversi giorni. Questa terapia non solo riduce il dolore e l’infiammazione, ma aiuta anche l’orzaiolo a maturare più rapidamente. Cercate di tenere gli occhi chiusi mentre applicate gli impacchi. Quando l’orzaiolo matura, continuate ad applicare gli impacchi tiepidi per ridurre la pressione e facilitarne la rottura.

Non schiacciate l’orzaiolo. Lasciate che si apra da solo. Se si verifica una recidiva, il medico potrà suggerire un unguento o una soluzione a base di antibiotico. Applicatelo sulla rima palpebrale (con gli occhi chiusi) seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo. Se si verifica un’infezione stafilococcica anche in un’altra sede del corpo, il medico potrà prescrivere un antibiotico da assumere per via orale. Se questo trattamento conservativo non è efficace, può essere necessaria la rimozione chirurgica dell’orzaiolo.

Un piccolo intervento chirurgico può essere anche utile per asportare la piccola cisti che potrebbe rimanere in seguito alla comparsa di un orzaiolo interno. In anestesia locale, l’oculista apre la cisti per asportarne il contenuto. Sebbene il calazio scompaia spontaneamente, l’applicazione di impacchi tiepidi, e talvolta unguenti a base di corticosteroidi, possono accelerare il processo.

Anche il calazio può essere rimosso con un semplice intervento chirurgico in anestesia locale. Sarà necessario poi coprire l’occhio per ore con una benda compressiva per bloccare l’emorragia e la tumefazione.

Scelte alternative

Sebbene alcuni trattamenti alternativi possono essere utili nel risolvere e nel prevenire le infezioni delle palpebre, non mettete mai delle sostanze negli occhi senza una specifica indicazione da parte del medico. La superficie degli occhi può essere facilmente danneggiata da alcuni farmaci e antisettici. Quando applicate un qualsiasi tipo di lozione o di impacco sulle palpebre, tenete gli occhi chiusi.

Agopuntura

La medicina cinese tradizionale ritiene che tutti i tipi di foruncoli, compresi gli orzaioli, siano causati da un eccesso di calore nell’organismo. Per favorire la dispersione di questo calore, un esperto agopuntore inserisce gli aghi nei punti Vescica 54, Milza 10 e Fegato 11 (vedi alla voce Appendice per la localizzazione precisa dei punti).

Fitoterapia

Per ridurre il dolore e l’infiammazione degli orzaioli, gli erboristi suggeriscono delle gocce oculari a base di eufrasia (Euphrasia officinalis). Possono comunque anche essere prescritte preparazioni orali di lappa (Arctium lappa).

Nutrizione e dieta

In caso di orzaioli e calazi ricorrenti vengono suggerite supplementazioni con vitamina A e vitamina C che sembra promuovano la salute della cute. È anche possibile provare una dieta che purifichi l’organismo a base di frutta e verdure crude, yogurt, infusi alle erbe, succhi di frutta, acqua minerale per più di una settimana. Ripetuta ad intervalli regolari, sembra che questa dieta sia efficace nel prevenire lo sviluppo degli orzaioli.

Rimedi domestici

Applicate un impacco tiepido 4 volte al giorno per 1015 minuti per diversi giorni sia sugli orzaioli che sui calazi. È possibile fare un impacco utilizzando una bustina di tè imbevuta di acqua tiepida che viene messa sulle palpebre, con gli occhi chiusi, per 5 minuti, 3 o 4 volte al giorno.

Prevenzione dell’orzaiolo

Se gli orzaioli tendono a recidivare, è necessario pulire quotidianamente la parte esterna delle palpebre. Mettete poche gocce di shampoo delicato per bambini in una tazza di acqua tiepida e girate. Usando un cottonfioc, pennellate con delicatezza la miscela sulle rime palpebrali quotidianamente, sempre mantenendo gli occhi chiusi. È molto importante evitare il contatto delle palpebre con cosmetici, salviette sporche, mani infette.

L’applicazione frequente di impacchi tiepidi ai primi segnali d’infezione previene il blocco delle ghiandole palpebrali. Per impedire la diffusione dell’infezione ad altri membri della famiglia, usate per gli impacchi dei teli puliti e monouso e non condividete salviette e asciugamani.