Sindrome di Ménière sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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La malattia di Ménière e le sindromi ad essa correlate (dette menieriformi) sono contraddistinte dalla associazione di vertigini, acufeni e sordità. Si tratta quindi di patologia di competenza otorinolaringoiatrica.

La sindrome di Ménière, una patologia dell’orecchio interno, col tempo può peggiorare a tal punto da portare a riduzione dell’attività lavorativa, incidenti e stress psicologico. È stata descritta più di un secolo fa dal medico francese Prosper Ménière. È caratterizzata da numerosi sintomi, tutti correlati all’orecchio interno, sede dell’organo sensoriale dell’udito e dell’equilibrio.

Descrizione della sindrome di Meniere

Più del 96% dei pazienti ha episodi di vertigini che possono durare da meno di un’ora a 2 giorni e verificarsi da una volta all’anno a molte volte all’anno. Dopo un attacco, il paziente si sente spesso completamente esausto e si addormenta e al risveglio si sente bene. I pazienti possono anche avere un certo numero di problemi dell’udito con o senza vertigini.

Per esempio si può verificare una graduale perdita dell’udito, la presenza nelle orecchie di rumori di campana roboanti o un ronzio, chiamati tinniti, oppure la sensazione di udire suoni con tonalità diverse nelle due orecchie, un fenomeno che è noto come diplacusia. La sindrome di Ménière di solito si verifica tra i 20 ed i 60 anni di età, mediamente a 40 anni.

La malattia può colpire anche bambini fino ai 4 anni di età e anziani sopra i 90. Il problema di solito inizia in un solo orecchio e in molti pazienti progredisce poi a coinvolgere anche l’altro orecchio. Talvolta la malattia scompare spontaneamente per ragioni non chiare. Sfortunatamente nessuno sa quali pazienti miglioreranno e quali invece avranno progressione della malattia.

Sintomi della sindrome di Meniere

Vertigini intermittenti, talvolta accompagnate da nausea, vomito, pallore e stanchezza estrema.
Problemi all’udito, compresa la sordità, tinniti (nelle orecchie si sente un suono di campanello, un rumore roboante, oppure un ronzio), sensibilità ai rumori forti, sensazione di sentire un suono in modo molto diverso nelle due orecchie. Sensazione di ovattamento nelle orecchie, talvolta poco prima dell’attacco di vertigini. Mal di testa.

Le vertigini della sindrome di Ménière possono essere tanto forti da impedire la stazione eretta e costringere il paziente a letto. Gli acufeni consistono in vere e proprie allucinazioni acustiche; il soggetto ha l’impressione di udire un suono (dalla frequenza di volta in volta acuta o grave, e dalle caratteristiche diverse) in assenza di alcuna stimolazione delle strutture dell’orecchio. La sordità può essere mono o bilaterale, ed è in genere, almeno all’inizio, temporanea. La natura della malattia di Ménière non è ancora completamente chiara. Sembra che alla base di tutti i disturbi dell’orecchio interno sia uno squilibrio fra produzione e riassorbimento dei liquidi del labirinto, in cui sono immerse le delicate strutture dell’orecchio interno, cioè gli organi dell’udito e dell’equilibrio.

Rivolgetevi al medico se…

Sospettate di avere una malattia di Ménière. Avete episodi ricorrenti di vertigini; la difficoltà a mantenere l’equilibrio può indicare la presenza di un problema dell’orecchio interno. Avete difficoltà crescenti a sentire; una perdita graduale dell’udito può indicare un problema in una parte qualsiasi dell’orecchio (interno, medio, esterno) o del cervello. Sentite i suoni in modo diverso nelle due orecchie; questo segno può indicare malattie dell’orecchio interno diverse dalla sindrome di Ménière.

Cause della sindrome di Meniere

Gli attacchi della malattia possono essere scatenati dall’ansia, dalla tensione, dall’eccessivo apporto di sale. Gli scienziati stanno ancora discutendo sull’esatta causa della malattia, ma si sa che implica l’eccessiva quantità di endolinfa, un liquido che riempie l’orecchio interno o il labirinto.
L’orecchio interno è realmente un organo sensoriale incastrato nell’osso temporale, una camera sottile situata ai lati del capo. In una parte 516 sizione del corpo (da sdraiati, alzandosi in piedi, stendendosi su un fianco).

I segnali dai canali semicircolari, insieme con le informazioni captate dagli occhi e dalle terminazioni nervose cutanee, aiutano il cervello a capire se il corpo è in posizione eretta o se sta cadendo.
Per diverse ragioni, nella sindrome di Ménière l’orecchio interno si riempie con troppo liquido, alterando l’equilibrio. Qualche volta, il fluido può anche diffondersi nella coclea danneggiando l’udito.

I soggetti con anomalie della forma dell’orecchio interno o dell’osso temporale, sia congenite che acquisite in seguito ad una lesione, sono più predisposti a sviluppare la sindrome di Ménière.
La forma e il livello del liquido nell’orecchio interno possono anche alterarsi a causa di malattie o situazioni come: infezioni dell’orecchio medio (otite media), sifilide, leucemia, otosclerosi (ispessimento dell’osso nell’orecchio medio), disturbi del sistema immunitario.

Il danno all’orecchio interno

Si pensa che la sindrome di Ménière sia causata dall’aumento dei liquidi in una parte del labirinto, o orecchio interno. All’interno del labirinto ci sono 3 strutture simili ad anelli chiamati canali semicircolari, pieni di un fluido fondamentale per mantenere l’equilibrio del corpo e la sensazione di movimento. L’eccesso di questo liquido può danneggiare l’orientamento e condurre pertanto a vertigini.

Diagnosi della sindrome di Meniere

Nella maggior parte dei casi, un otorinolaringoiatra (specialista di orecchie, naso, gola) può fare la diagnosi di sindrome di Ménière, semplicemente analizzando la storia medica ed eseguendo in ambulatorio alcuni semplici test. Visto che le vertigini e i problemi dell’udito possono essere causati da una certa varietà di malattie, alcune senza conseguenze, altre molto gravi, la diagnosi corretta può talvolta essere difficile. Per escludere altri problemi, è bene che il medico esegua una visita completa.

Tra le procedure diagnostiche: l’audiometria analizza l’udito; le radiografie studiano la forma della teca cranica o la presenza di esiti di pregressi traumi; l’elettrococleografia utilizza uno strumento che viene inserito nel timpano per analizzare le caratteristiche elettriche dell’orecchio interno alla ricerca della natura dei problemi dell’udito.

Terapia e cura della sindrome di Meniere

Non esiste cura per questa malattia, il trattamento prevede di alleviare i sintomi e ridurre l’impatto psicologico. La chirurgia è lasciata come ultima risorsa per i casi estremamente gravi.

Medicina convenzionale

Il trattamento inizia con farmaci che tentano di ridurre la pressione e il liquido nell’orecchio interno. Farmaci tipicamente prescritti includono i diuretici (per aumentare l’eliminazione renale dei fluidi corporei) e i sedativi (per calmare il paziente e ridurre la sensazione di vertigini). La meclizina e il diazepam sono di solito impiegati per ridurre le vertigini; alcuni medici usano anche antistaminici come la prometazina e il dimenidrinato. Di recente vengono raccomandati cerotti cutanei di scopolamina, di solito usata per combattere il mal di mare. Alcuni pazienti traggono benefici da questi farmaci, ma non tutti gli studi scientifici concordano sul loro uso.

Molti di questi farmaci causano notevoli effetti collaterali indesiderati e nessuno è in grado di curare la malattia. Alcuni medici prescrivono anche trattamenti in camera iperbarica nel tentativo di migliorare la pressione all’interno dell’orecchio cambiando la pressione al suo esterno. Se un paziente ha gravi vertigini, il medico può prescrivere un aminoglicoside nel tentativo di distruggere la funzione esercitata dal labirinto per l’equilibrio conservando la capacità di sentire.

Questo tipo di farmaco di solito viene prescritto quando la malattia colpisce entrambe le orecchie. Sono stati sviluppati diversi interventi chirurgici con lo scopo analogo di distruggere intenzionalmente il labirinto per bloccare le vertigini che alterano le attività quotidiane. Le tecniche chirurgiche prevedono la neurectomia vestibolare che comporta il taglio dei nervi che sono diretti alla parte dell’orecchio interno che regola l’equilibrio e la labirintectomia, ovvero l’asportazione del labirinto.

Queste procedure drastiche distruggono in modo grave l’organo che controlla l’equilibrio e l’udito e sono di solito riservate ai pazienti con vertigini particolarmente gravi. Con la chirurgia endolinfatica il medico tenta di conservare sia l’organo dell’equilibrio che dell’udito drenando l’orecchio interno oppure installando piccole valvole o circuiti alternativi nel labirinto per ridurre la pressione. I risultati di solito sono buoni dopo il primo anno, ma in molti pazienti col tempo purtroppo si verifica un ritorno dei disturbi vertiginosi.

Scelte alternative

Come la maggior parte delle terapie convenzionali, i trattamenti alternativi cercano di ridurre lo stress e i sintomi.

Agopuntura

In caso di vertigini consultate un agopuntore per stimolare i seguenti punti dell’orecchio: cancello nervoso, simpatico, renale, occipitale, surrenale, cardiaco. Nei casi cronici i punti del corpo sono quello renale, il Triplo Riscaldatore e i meridiani della milza. Vedi alla voce Appendice per la localizzazione precisa dei punti.

Aromaterapia

Per ridurre lo stress, fate un bagno con oli essenziali di lavanda, geranio, sandalo. Potete tentare un massaggio delicato con essenza di lavanda e olio di camomilla.

Terapia fisica

Per i casi cronici, è utile consultare un osteopata o un esperto di chiropratica per la manipolazione del capo, della mandibola, del collo e del fondo schiena. Nei casi acuti di vertigini, un esperto di riflessologia potrà suggerire di massaggiare la zona dell’orecchio; questa zona ed altre possono portare un notevole beneficio.

Erbe cinesi

Sebbene alcuni esperti di erbe cinesi distinguano vari tipi di vertigini, i rimedi in genere proposti sono Xanthium sibiricum, fiore di magnolia (Magnolia liliflora), liquirizia (Glycyrrhiza uralensis), fiore di caprifoglio (Lonicera japonica) e altre erbe. Rivolgetevi ad un esperto di medicina cinese per le prescrizioni appropriate; ricordatevi che potreste essere allergici ad alcune erbe. prescrizioni appropriate; ricordatevi che potreste essere allergici ad alcune erbe.

Riflessologia

Per migliorare i sintomi, stimolate l’area dell’orecchio, premendo con i pollici lungo la base delle dita dei piedi, cominciando dal mignolo per spostarvi poi verso il terzo ed il secondo dito. Muovete il pollice su e giù in corrispondenza della parte superiore della zona della colonna vertebrale e l’area del collo sull’alluce. Poi stimolate l’area del plesso solare.

Omeopatia

Diverse sono le possibilità omeopatiche, tutte con diluizione 12x ogni 46 ore. Tentate la Bryonia per gli attacchi acuti di vertigine che peggiorano con i movimenti e sono accompagnati da mal di testa o da sensazioni di rumori roboanti o ronzanti nell’orecchio. Usate il Cocculus se la nausea accompagna l’attacco acuto di vertigine.

Il Conium è utile per le vertigini che peggiorano sdraiandosi o girandosi, accompagnate da fotosensibilità. Se non vi sentite meglio in 1 o 2 giorni avete bisogno dei consigli di un omeopata esperto.

Medicina psicosomatica

I pazienti subiscono cicli aggressivi di attacchi seguiti da ansia e stress che, a loro volta, possono provocare un attacco. Numerosi gruppi di supporto per la sindrome di Ménière permettono ai pazienti di discutere delle loro difficoltà insieme ad ascoltatori che capiscono i loro problemi. Varie forme di massoterapia e yoga sono ritenute in grado di ridurre lo stress.

Nutrizione e dieta

Alcuni esperti di nutrizione consigliano una dieta che aumenti le calorie, i grassi e le proteine, sebbene non vi siano certezze che questa dieta possa curare la malattia. È consigliato l’apporto giornaliero di 2 g di vitamina C, 50 mg di vitamina B1, B2, B6, 20 mg di zinco, altre vitamine e minerali. È utile ridurre sia l’introduzione di sale che causa ritenzione idrica sia l’ingestione di liquidi.

Alcuni esperti suppongono che la riduzione dei liquidi corporei impedisca l’aumento della pressione nell’orecchio interno, ma questo dato non è certo. Un esperto di nutrizione vi potrà prescrivere la dieta appropriata per ogni problema specifico.

Rimedi domestici

Durante un attacco acuto, state sdraiati e cercate di rilassarvi. Riducete l’introduzione di liquidi e di sale; qualcuno ritiene che diminuire la quantità di liquidi nel corpo possa aiutare a ridurre la pressione dei fluidi nell’orecchio interno. Evitate la caffeina, il fumo di sigaretta e l’alcol che peggiorano lo stress e interferiscono con il corretto riposo. Cercate di riposare bene di notte. Evitate di guidare, di nuotare, di salire sulle scale a pioli e tutte quelle attività per le quali un attacco di vertigini improvviso può essere pericoloso.

Prevenzione della sindrome di Meniere

Il modo migliore per prevenire un attacco acuto è ridurre lo stress. Cercate di divertirvi, anche attraverso hobby o sport. Trovate il tempo per fare le cose che vi piacciono: ascoltare musica, fare un bagno rilassante, leggere una rivista, bere un infuso, la camomilla (Matricaria recutita) è un’ottima scelta o semplicemente cercate di stare seduti a non far nulla. Se lo stress e l’ansia continuano a rappresentare un problema, è bene cercare l’aiuto di uno psicoterapeuta.

Decorso della sindrome di Ménière

Si tratta di una malattia che colpisce in particolare le persone dai cinquanta anni in su. La malattia decorre a crisi successive fra le quali il paziente può anche essere completamente asintomatico. Il tipico attacco (di solito), inizia con la comparsa degli acufeni che spesso in questa fase sono di tonalità acuta, e che il paziente impara a riconoscere come sintomo premonitore. Agli acufeni si aggiungono ben presto le vertiggini, talora così violente da provocare la caduta a terra del soggetto. Alle vertigini si sovrappone la perdita dell’udito.