Dilatazione: definizione, dilatazione dello stomaco, dilatazione del cuore e dilatazione dell'intestino

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DILATAZIONE
Aumento delle dimensioni della cavità di organi cavi, accompagnato di solito da un aumento delle dimensioni esterne dell`organo stesso, a meno che la dilatazione della cavità interna non avvenga a spese dello spessore della parete.
Aumento del diametro o del volume di un organo cavo, di un orifizio o di un condotto. Può essere spontanea (tanto fisiologica quanto patologica) o artificiale.
Molti organi o parti d’organo aumentano naturalmente di diametro o di volume: la pupilla, per esempio, in questo modo consente alla luce di penetrare nell’occhio quando la luminosità esterna è scarsa.

Dilatazione del collo uterino
È l’aumento di diametro del collo uterino all’inizio del parto, per consentire il passaggio del bambino. Spesso nelle prim ipare la dilatazione è molto lenta (18 ore in media) e si svolge in tre fasi. La prima dura circa 12 ore e consiste nell’obliterazione del collo uterino, che perde il suo rilievo, e in una dilatazione di 2 cm di diam etro; la seconda dura da 4 a 6 ore, trascorse le quali l’orifizio ha raggiunto i 6 cm; l’ultima dura 2 ore, sino alla dilatazione completa (10 cm).
La cervice uterina si allinea alla parte alta della vagina. Nella multipara (la donna che ha già partorito) la fase dilatativa è molto più rapida.
Molti organi o parti d’organo aumentano di diametro o volume in modo anomalo. Alcune dilatazioni patologiche sono congenite, come quella dei ventricoli cerebrali, che determina idrocefalia, o quella del colon, osservabile nella malattia di Hirschsprung. Quanto alle forme acquisite, si riscontrano nella maggior parte degli organi cavi e dei condotti, in genere a monte di un ostacolo (stenosi o calcolo): vie urinarie (calici renali, pelvi, uretere), vie digestive (esofago, stomaco, intestino tenue, colon, vie biliari), apparato cardiovascolare (cavità cardiache, arterie e vene) e apparato respiratorio (bronchi).
Le dilatazioni artificiali sono manovre atte ad allargare un condotto.
Si praticano talvolta con un dito, ma più spesso con strumenti appositi (sonde e candelette di calibro crescente, palloncini gonfiabili a pressione controllata). In ginecologia la dilatazione della cervice permette di procedere al curettage dell’utero, in urologia trova impiego in caso di stenosi uretrale e in gastroenterologia nelle stenosi della parte inferiore dell’esofago e dell’ano.
La cardiochirurgia si avvale della dilatazione in caso di stenosi valvolare (valvole aortiche sigmoidi). Una tecnica partic olare, la dilatazione endoluminale, viene utilizzata soprattutto in angioplastica, per dilatare le coronarie, le arterie degli arti o la vena porta dopo un trapianto. Trova impiego anche nel trattamento delle stenosi delle vie biliari, dell’esofago e dei bronchi.

DILATAZIONE DELLO STOMACO
Molti visceri ed organi cavi possono andare incontro a dilatazione patologica. Nel caso dell’apparato digerente quasi tutti i settori che lo costituiscono possono dilatarsi, a partire dall’esofago. La dilatazione gastrica è un fenomeno abbastanza comune che va di pari passo con lo sviluppo di una atonia della parete. La muscolatura liscia che costituisce la parete gastrica per la maggior parte del suo spessore va incontro a un progressivo rilasciamento con perdita del tono di contrazione basale che normalmente la caratterizza. Questa situazione viene evidenziata frequentemente all’esecuzione di un esame radiologico del tubo digerente con l’immagine tipica dello stomaco che nella stazione eretta si dispone “”ad uncino”", con il fondo disposto nella parte più bassa dell’immagine; si accompagna di solito a ptosi gastrica, consistente nell’abbassamento dell’organo in toto. L’atonia gastrica accompagnata da abbassamento è caratteristica dei pazienti longilinei che presentano vaghi disturbi digestivi ed è indicatrice di una distonia neurovegetativa.

DILATAZIONE DEL CUORE
Virtualmente ogni viscere cavo, in condizioni adatte, può andare incontro a dilatazione. Un esempio di dilatazione da insufficiente funzione contrattile è dato dal cuore in stato di scompenso conclamato. L’impossibilità di pompare fuori dalle cavità ventricolari tutto il sangue che esse ricevono durante la diastole determina dapprima una ipertrofia ed in uno stadio più avanzato una dilatazione dovuta al vero e proprio “”sfiancamento”" delle pareti contrattili. Questa dilatazione, che a seconda dell’eziologia può colpire prevalentemente l’una o l’altra delle cavità, oppure essere generalizzata, è ben visibile sul radiogramma del torace. Il cuore può anche dilatarsi nel corso di alcune particolari malattie che colpiscono primitivamente il miocardio, le miocarditi.

DILATAZIONE DELL`INTESTINO
La dilatazione intestinale può essere indice di difficoltoso passaggio del contenuto dell’intestino; si dilatano segmenti a monte dell’ostruzione a causa del progressivo accumulo di liquidi e di gas. La dilatazione del grosso intestino (megacolon) si presenta in forma congenita od in forma acquisita. La varietà congenita, nota anche come malattia di Hirshprung, ha una fisiopatologia del tutto sovrapponibile a quella dell’acalasia, essendo dovuta all’agangliosi di un tratto più o meno esteso della parete colica, che determina un arresto delle onde peristaltiche. La varietà acquisita si vede spesso nei pazienti che soffrono di stipsi cronica. Un tipo particolare di megacolon acquisito, detto “”tossico”" per la sua notevole gravità, è caratteristico di una malattia del colon ad eziologia sconosciuta, la colite ulcerosa. Un diverso meccanismo tramite il quale si può giungere alla dilatazione dell’intestino è l’ostruzione meccanica determinata da una neoplasia.