Disinfestazione, disinfezione e farmaci antisettici: definizione, scopi

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Eliminazione da un certo ambiente di una specie vivente dannosa. Il termine disinfestazione è applicato alla eliminazione di organismi complessi (multicellulari); lo stesso concetto applicato a batteri o virus è detto disinfezione (vedi).

Disinfestazione

L’organismo può essere infestato da macroparassiti che vengono eliminati tramite vere pratiche di disinfestazione. Un esempio è costituito dai pidocchi o dagli acari che sostengono la scabbia; la terapia consiste nell’applicazione di shampoo o di lozioni medicate (generalmente con preparati a base di zolfo) che hanno la proprietà di eliminare i parassiti e di rendere non vitali le loro uova.
Mentre una sola applicazione della sostanza disinfestante è sufficiente per eliminare gli acari della scabbia, nel caso delle pediculosi è necessario ripetere la disinfestazione dopo otto giorni, quando si schiudono le uova deposte prima della terapia. Anche la terapia delle parassitosi intestinali è un esempio di disinfestazione: in passato, questo scopo veniva ottenuto con farmaci piuttosto tossici, come l’estratto di felce maschio, che eliminavano i parassiti ma provocavano anche gravi effetti collaterali.

Attualmente, l’eliminazione dei parassiti intestinali è ottenuta mediante l’impiego di farmaci meno tossici, specifici per ogni forma di parassitosi. Le parassitosi intestinali possono essere curate efficacemente solo dopo aver identificato con precisione il parassita responsabile della malattia; è poi molto importante dosare con precisione il farmaco, che deve essere sempre prescritto dal medico, per evitare effetti indesiderati anche molto gravi.

Disinfestazione ambientale

La disinfestazione si applica con frequenza ad ambienti di grandi dimensioni o addirittura a vaste zone territoriali. La lotta contro i topi (derattizzazione), che si effettua con la distribuzione di sostanze che, ingerite, uccidono il topo (topicidi) è una importante misura di salute pubblica.
Anche l’eliminazione delle mosche o la consistente riduzione del loro numero è importante, dato il ruolo che questi insetti rivestono nella diffusione di malattie quali le salmonellosi ed il tifo addominale.

Una particolare importanza riveste l’eliminazione degli insetti che sono vettori essenziali di malattie infettive, come le zanzare anofeli nelle zone di endemia malarica. In questo caso la disinfestazione dell’intero territorio con la completa eliminazione dell’anofele (che si può ottenere con gli insetticidi e con una bonifica dei terreni paludosi nei quali si sviluppano le larve) si identifica con la scomparsa della malattia stessa. Proprio importanti opere di bonifica e disinfestazione ambientale hanno portato alla completa scomparsa della malaria in Italia.

Cianuro

Sale a elevata tossicità, caratterizzato dalla combinazione di un metallo (ferro, mercurio) e di un gruppo chimico composto da carbonio e azoto (CN), detto cianogeno. I cianuri trovano impiego nella lotta contro i roditori e nella disinfezione degli ambienti.
Non sono invece più utilizzati in campo terapeutico, a eccezione del nitroprussiato di sodio, che possiede proprietà ipotensive, riservato all’uso in ambito ospedaliero. Il cianuro può provocare intossicazione, che si manifesta molto rapidamente con accelerazione del ritmo cardiaco, dispnea e coma. Il trattamento sintomatico (assistenza respiratoria, erogazione di ossigeno) è completato dalla somministrazione di un antidoto (vitami na B12 a forti dosi).

Antisettico

Prodotto impiegato per distruggere o inibire la crescita di germi sulla pelle e sulle mucose.
A seconda della struttura chimica e delle proprietà, si distinguono diverse sostanze: alcol, acqua ossigenata, ammonio quaternario (benzalconio), clorexidina, derivati del fenolo, ossidanti, acidi, derivati metallici (mercurio, argento, rame, zinco), coloranti (eosina, blu di metilene), esetidina, esomedina e iodio. La scelta si basa su criteri quali tossicità, probabilità di causare allergie, potere irritante, che impedisce l’applicazione della sostanza sulle mucose o sulle ferite, rapidità di azione e necessità di eliminare radicalmente i germi oppure di impedirne la proliferazione.
Alcuni farmaci non antibiotici da assumere per via orale sono prescritti nel trattamento di infezioni intestinali o urinarie (sulfamidici).
I termini antisettico, o disinfettante sono stati usati indifferentemente nel linguaggio comune. Ma vi sono differenze essenziali nel meccanismo d`azione di queste sostanze che è utile chiarire.

Acido borico

Antisettico per uso esterno. L’acido borico è batteriostatico: si oppone cioè alla proliferazione dei batteri, ma non è in grado di ucciderli. È impiegato in diverse preparazioni, tra cui l’acqua borica al 3%, la vaselina borica e alcuni prodotti oftalmologici. Poco irritante, l’acido borico consente di disinfettare piccole zone della pelle e delle mucose.

In caso di applicazioni prolungate, specialmente nei neonati e nei lattanti, può dar luogo a intossicazioni, che si manifestano con disturbi digestivi, calo della temperatura, disturbi renali, insufficienza circolatoria acuta.

Disinfettanti

Il termine “disinfettante” indica una sostanza in grado di uccidere microrganismi. Il termine “antisettico” va riferito a sostanze che inibiscono la moltiplicazione dei germi. L’azione antibatterica di antisettici e disinfettanti dipende per lo più dalla loro concentrazione, dalla temperatura e dalla durata dell’esposizione. I disinfettanti usati comunemente vanno distinti in due grandi categorie: quelli inorganici e quelli organici. Del primo gruppo fanno parte acidi e basi (acido cloridrico), sali (nitrato d’argento), alogeni (ipoclorito e tintura di iodio) e ossidanti (ozono e acqua ossigenata). Nel secondo gruppo sono compresi cresoli, la formaldeide, gli alcool e le essenze vegetali.

I disinfettanti urinari

Il termine “”antisettico”” viene usato anche per indicare una classe di sostanze che non sono propriamente chemioterapici né antibiotici, ma vengono somministrate normalmente come farmaci e eliminati per via urinaria. Il loro effetto terapeutico viene svolto nelle vie urinarie, dove tali sostanze si trovano in concentrazioni elevate.

Disinfezione

La disinfezione è una procedura tramite la quale si cerca di eliminare i microrganismi, batteri e virus potenzialmente patogeni presenti in un dato ambiente o nella superficie cutanea.
Distruzione momentanea dei microbi presenti su un mat eriale o una superficie. A differenza dell’asepsi, la disinfezione non riguarda il malato bensì l’ambiente: biancheria personale, lenzuola, strumenti medici, locali e mobilio. Per alcune malattie infettive (colera, febbre tifoide) si effettua nella fase finale della patologia. La disinfezione mira a distruggere la maggior parte dei germi patogeni (b atteri, virus e funghi microscopici), responsabili di eventuali infezioni.
Le procedure utilizzate sono di tipo fisico (calore secco, calore umido, radiazioni ionizzanti) o chimico (formaldeide).

Laddove sia richiesta la distruzione completa e duratura di tutti i germi (per esempio, per gli strumenti chirurgici) si fa ricorso anche alla sterilizzazione, che agisce in modo radicale ed è accompagnata da un condizionamento specifico che ne prolunga gli effetti.

Scopi della disinfezione

Lo scopo della disinfezione è duplice. Nel caso si sia verificato un episodio di malattia infettiva facilmente trasmissibile, la disinfezione dell’ambiente nel quale il malato si è trovato è importante per evitare l’insorgenza di una epidemia. Questo tipo di disinfezione è affidata alla autorità di sanità pubblica (ufficio d’igiene) ed è obbligatoria, nel senso che il proprietario dei locali non può rifiutare l’accesso agli addetti. É evidente il valore di questa pratica per la protezione della popolazione dalle malattie contagiose. La disinfezione può avere un valore profilattico nei confronti di un singolo individuo. La detersione di una ferita con un agente disinfettante ha lo scopo di impedire lo sviluppo e la virulentazione di eventuali germi patogeni penetrati nella soluzione di continuità del tegumento; la disinfezione accurata del campo operatorio ha lo scopo di impedire la penetrazione dei patogeni ambientali in profondità durante l’esecuzione dell’intervento.

La disinfezione ambientale non è l’unico mezzo per prevenire la diffusione delle malattie infettive: altrettanto importante è l’isolamento degli ammalati e dei portatori. Inoltre, è preciso dovere del medico sia spiegare alle persone che vivono con l’ammalato quali sono i mezzi per prevenire il contagio, che denunciare all’autorità sanitaria tutti i casi di malattie infettive e contagiose (compresa l’influenza), in modo che possano essere prese le necessarie misure per prevenire la diffusione della malattia.

Sostanze disinfettanti

La disinfezione si realizza tramite l’applicazione o la dispersione nell’aria di sostanze che hanno la capacità di uccidere batteri. I disinfettanti sono di molti tipi e vengono diversamente classificati a seconda della loro struttura chimica. Qui interessa ricordarne solo qualcuno di impiego particolarmente frequente in ambiente domestico.

Il sapone

La detersione di una ferita con acqua e sapone di per sé rappresenta un ottimo mezzo di disinfezione. Il sapone, grazie alle sue proprietà tensioattive, determina la rottura della membrana cellulare di molti fra i più comuni batteri patogeni ambientali. Per ottenere una disinfezione più completa è possibile usare saponi al lisoformio. É importante rimuovere accuratamente dalla ferita tutti i corpi estranei presenti (terriccio, schegge, etc.) che rappresentano importanti fonti di infezione e ritardano notevolmente processi di riparazione della ferita.

L’alcool

Il comune alcool denaturato non è un agente particolarmente efficace ed ha lo svantaggio di provocare un forte bruciore quando è portato a contatto dei tessuti lesi. Per esplicare completamente la propria azione, l’alcool dovrebbe essere tenuto a contatto con la ferita per un periodo di parecchi minuti. Assai più efficaci sono i prodotti esistenti in commercio (disinfettanti “”che non bruciano””) e che sono costituiti da miscele di alcool, acetone, ed altri disinfettanti potenti quali il benzalconio cloruro. Quest’ultimo, pur essendo assai efficace, ha lo svantaggio di provocare facilmente reazioni di sensibilizzazione locale.

L’acqua ossigenata

Un ottimo disinfettante per le piccole ferite è costituito dal perossido d’idrogeno, noto come acqua ossigenata. Il prodotto è posto in vendita a diverse concentrazioni, in soluzione in acqua distillata sterile; la diluizione più comunemente impiegata è quella a 12 volumi. Posto a contatto con la ferita, il perossido d’idrogeno sviluppa ossigeno altamente reattivo sotto forma di minute bollicine. L’ossigeno nascente è molto instabile e tende a reagire con quanto gli si trova attorno; l’azione ossidante distrugge efficacemente i batteri. L’acqua ossigenata ha l’unico svantaggio di essere piuttosto labile; dopo l’uso va accuratamente richiusa e riposta al riparo dalla luce, possibilmente al fresco. Quando è applicata, l’acqua ossigenata deve sviluppare bollicine, altrimenti la sua azione disinfettante non avviene. É consigliabile sostituire periodicamente (ogni due, tre mesi) la boccettina d’acqua ossigenata dell’armadietto farmaceutico di casa; si sarà in questo modo sicuri di avere sempre a disposizione un disinfettante efficace.

Le tinture di iodio

Un altro prodotto molto efficace per la disinfezione è la tintura di iodio, molto usata per la detersione del campo operatorio. Ha lo svantaggio di macchiare in maniera assai tenace la cute, le mucose e le stoffe che vengono a suo contatto.

Il lisoformio

É una soluzione saponosa di formaldeide, e viene comunemente impiegato per disinfettare pavimenti e sanitari. Per ottenere una buona disinfezione, è consigliabile non sciacquare subito, ma lasciare per qualche minuto la soluzione di formaldeide in contatto con la zona da disinfettare.

L’ipoclorito di sodio

Comunemente noto come candeggina, viene di solito impiegato per disinfettare l’acqua, ma può essere utilizzato anche per le pulizie di casa, per disinfettare i pavimenti

Le essenze vegetali

Le essenze di timo, limone, bergamotto, sono disinfettanti deboli, ed entrano a far parte dei cosiddetti disinfettanti che non bruciano. Se non si hanno a disposizione disinfettanti più efficaci, è possibile eseguire una prima disinfezione delle ferite con succo di limone.]4erQuando si assiste una persona affetta da una malattia infettiva contagiosa, bisogna ricorrere a misure di disinfezione più severe, impiegando anche altre sostanze disinfettanti. Per esempio, gli abiti, le coperte e i cuscini dell’ammalato devono essere esposti a vapori di formaldeide, ottenuti riscaldando in un apposito recipiente due o tre compresse di formaldeide sciolte in acqua mentre gli oggetti di vetro e i sanitari devono essere disinfettati con una soluzione di sublimato corrosivo.

Fenolo

Il fenolo fu scoperto nel 1834 comecomponente del catrame. È un antisettico molto tossico e potenzialmente fatale se usato puro; per questo viene utilizzato diluito o combinato con altri composti. Queste preparazioni sono utilizzate per inibire la crescita dei batteri e ridurre le possibilità di infezione delle escoriazioni, tagli e ustioni. Talvolta il fenolo viene incluso in preparati per trattare le punture d’insetto e altre irritazioni cutanee o per dar sollievo al dolore dell’eruzione dentale, al mal di denti vero e proprio, all’Herpes labiale e ad altre lesioni del cavo orale. Combinato con la benzocaina ha un effetto analgesico o anestetico locale che lo rende utile, applicato sulla cute, per ridurre il dolore e il prurito temporaneamente.

Indicazioni del fenolo

Tagli minori, escoriazioni e ustioni (usato come antisettico di pronto soccorso). Infezioni locali (per limitare lo sviluppo e la diffusione delle infezioni). Dolore, piaghe e altre lesioni delle gengive e della bocca causate da apparecchi ortodontici o da protesi, mal di denti o dolore da eruzione dentale, stomatite, afte ed Herpes labiale. Dolore e prurito da punture d’insetto e altre lesioni cutanee.

Effetti collaterali del fenolo

Se usati secondo le istruzioni, i prodotti contenenti fenolo sono sicuri, efficaci e raramente causano effetti collaterali. Potenzialmente gravi Se compare irritazione, dolore, arrossamento, eruzione cutanea, gonfiore o febbre, sospendetene l’uso e contattate prontamente il medico. L’uso eccessivo può portare a effetti collaterali seri e potenzialmente rischiosi.

Informazioni specifiche del fenolo

Il fenolo è fatale se ingerito; tenetelo lontano dai bambini. Non usate il fenolo se siete allergici agli anestetici locali contenenti benzocaina. Non ingeritelo e non portatelo vicino agli occhi. Non usatelo nei bambini con meno di due anni o per l’eritema da pannolino, può essere rapidamente assorbito attraverso la pelle. Non applicatelo su aree molto estese di cute e non coprite l’area trattata con un bendaggio oppure con una medicazione. Non usatelo oltre sette giorni, se l’irritazione non è migliorata entro tale termine, consultate il medico oppure il dentista. Consultatevi con il medico prima di usarlo in gravidanza oppure durante l’allattamento. Nel trattare i disturbi della dentizione di un bambino piccolo, attenetevi alle dosi raccomandate. Non eccedete. In caso di infezione della bocca o di stomatite molto diffusa, consultate il medico o il dentista prima di usare preparazioni contenenti fenolo.

Interazioni del fenolo

Le preparazioni di fenolo non sembrano interagire con farmaci specifici. Comunque informate sempre il medico di eventuali altri farmaci oppure prodotti che state assumendo.

Benzalconio

Sostanza organica che deriva da un sale di ammonio quate rnario e da un acido grasso dell’olio di cocco, e che possiede proprietà antisettiche. Grazie alla sua attività inibitrice e distruttrice degli spermatozoi, è utilizzata per la produzione di ovuli o creme spermicide, che trovano impiego come contraccettivi locali.