Diverticolo: diverticoli vescicali e del colon

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Cavità naturale o patologica che comunica con un organo cavo.
L’appendice per esempio è un diverticolo naturale dell’organismo.
I diverticoli patologici si dividono in digestivi e urinari. I primi possono essere faringei (diverticoli di Zenker), esofagei, duodenali, ileodigiunali e, nel caso più frequente, colici. Nell’apparato ur inario i diverticoli colpiscono i calici renali, la vescica o l’uretra. Le forme patologiche possono essere congenite, avere un’origine traum atica o infettiva o essere la conseguenza di un ostacolo che ostruisce le vie digestive o urinarie.

Spesso privi di sintomi apparenti, i diverticoli creano talvolta problemi per le loro dimensioni, sono so ggetti a infezione o rottura. Quando si manifestano simili complic anze, si procede La protuberanza scura in basso a destra rappresenta un voluminoso diverticolo formatosi dietro l’esofago.
Alla radiografia, eseguita previa ingestione del pasto baritato, i diverticoli, che trattengono il mezzo di contrasto, si presentano come masse rotondeggianti, visibili con particolare chiarezza tutto intorno al colon. all’ablazione chirurgica.

Coprolito

Frammento di materia fecale indurita e calcificata sino ad assumere l’aspetto di un piccolo sasso. I coproliti vengono scoperti di solito in occasione di indagini radiografiche, ma di rado rivestono un ruolo patogeno. Tuttavia, possono stabilirsi nell’appendice o in un diverticolo colico, provocando talvolta un’appendicite o una diverticolite.

Diverticoli del colon

La diverticolosi, in sé, non è una malattia grave. A partire dalla mezz’età, molte persone sono portatrici di diverticoli, che non provocano disturbi. L’incidenza della diverticolosi è sempre più elevata col passare dell’età: il trenta per cento degli uomini e delle donne che hanno superato i sessant’anni ha questi diverticoli. Le persone che soffrono di stitichezza cronica e mangiano poche fibre vegetali sono più vulnerabili. Le fibre vegetali sono la parte indigeribile della verdura, della frutta e della crusca ed aumentano la massa delle feci. Durante la defecazione si sviluppa una pressione creata dai muscoli all’interno del colon e dell’intestino retto.

La pressione più intensa si sviluppa nel sigma, ed è per questo motivo che il sigma è il tratto dell’intestino in cui più frequentemente si sviluppano i diverticoli. Se si consuma una dieta praticamente priva di scorie vegetali (per esempio molto latte, uova, carne, pane bianco), i muscoli dei colon sono sempre sotto sforzo, perché devono spingere avanti una piccola massa di materiale su cui non possono far presa. Alla fine, dopo una quarantina d’anni di sforzi, i muscoli del colon diventano ipertrofici e poco efficienti come i muscoli di un culturista. A questo punto, quando aumenta la pressione all’interno del colon, i punti deboli situati fra le fibre muscolari spesse e rigide sporgono, formando dei sacchetti costituiti solo dalla mucosa del colon, scivolosa e lubrificata, e dal rivestimento peritoneale. Questo è quanto avviene nella diverticolosi del colon.

Naturalmente, quando i materiali di rifiuto scendono per il colon, tendono a depositarsi in tutti questi sacchetti. Nella parete dei diverticoli non ci sono muscoli, e la loro cavità resta piena di feci anche quando il resto dell’intestino si svuota; anzi, i movimenti dell’intestino possono spingere altro materiale fecale e renderlo più compatto al loro interno. Se questo avviene, uno o più diverticoli possono infiammarsi: la situazione è molto simile all’appendicite (vedi). I materiali di rifiuto e il pus possono restare intrappolati in un diverticolo, o fuoriuscirne solo in parte, provocando una diverticolite: quando l’infiammazione è acuta, questa malattia è detta appendicite di sinistra. Nei casi più gravi, l’infiammazione del diverticolo può assumere una tale importanza da provocare una violenta emorragia o la perforazione del diverticolo; si rende allora necessario un intervento chirurgico d’urgenza.

Diverticoli vescicali

Nella parete della vescica urinaria si possono formare dei diverticoli tutte le volte che lo svuotamento della vescica sia reso difficoltoso da malattie come l’adenoma della prostata (vedi) o i restringimenti dell’uretra. Quando la vescica si contrae per espellere l’urina, il diverticolo, che ha una parete costituita unicamente dalla mucosa e priva di muscoli, si lascia distendere dall’urina; al termine della minzione, la vescica si rilascia e il diverticolo lascia cadere l’urina nella vescica: il paziente può cosi sentire nuovamente il desiderio di urinare. Altre volte, l’urina ristagna nel diverticolo, provocando un’infezione con sintomi molto simili a quelli della cistite (vedi); nelle urine compaiono sangue e pus.

Infine, all’interno del diverticolo vescicale si possono formare dei calcoli urinari. Nelle persone anziane compaiono spesso piccoli diverticoli, che non provocano disturbi; queste lesioni non richiedono cure particolari, mentre i diverticoli vescicali grossi e infetti devono essere asportati chirurgicamente. Per dimostrare la presenza di un diverticolo vescicale si può eseguire un particolare esame radiologico, la cistografia, che viene effettuato iniettando il mezzo di contrasto nella vescica attraverso l’uretra. Le immagini più evidenti si ottengono con la cistografia minzionale, cioè svuotando la vescica piena del mezzo di contrasto: durante la contrazione del muscolo che vuota la vescica, il diverticolo viene disteso dal mezzo di contrasto. Se le pareti del diverticolo appaiono irregolari è bene eseguire altri esami per escludere la presenza di lesioni più gravi. Spesso la cistografia dimostra la presenza di calcoli all’interno del diverticolo.

L’esame cistoscopico (vedi: cistoscopia) permette di mettere in evidenza l’imbocco del diverticolo, e di eseguire una biopsia della mucosa vescicale se si sospetta la presenza di una lesione più grave. Non bisogna dimenticare che alcuni diverticoli possono sfuggire all’esame cistoscopico: questo avviene se il loro imbocco è particolarmente ristretto, o nascosto da una piega della mucosa. Prima dell’esame cistoscopico bisogna, quindi, sempre eseguire un’urografia, che evidenzia tutti diverticoli vescicali.