Encefalite: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Il termine encefalite indica condizioni infiammatorie, di solito provocate da virus, del sistema nervoso centrale. Queste infiammazioni colpiscono soprattutto la parte superiore del sistema nervoso: l`encefalo, comunemente detto cervello (vedi).

Classificazione delle encefaliti

Le encefaliti si classificano in base a vari criteri, il primo dei quali è il tipo di tessuto nervoso cerebrale colpito. Le polioencefaliti, a carico della sostanza grigia, sono spesso necrotizzanti e irreversibili; le leucoencefaliti colpiscono la sostanza bianca, le cui lesioni possono scomparire definitivamente; le panencefaliti intere ssano sia la sostanza grigia sia quella bianca.

Il secondo criterio riguarda l’estensione dell’infiammazione, che può essere diffusa o localizzata: la romboencefalite, per esempio, interessa il tronco cerebrale.
L’infiammazione dell’encefalo può essere associata a quella del midollo spinale (encefalomielite) o delle meningi (meningoencefalite).

Encefaliti virali

La maggior parte delle encefaliti oggi conosciute è di natura virale; le manifestazioni possono essere di gravità molto variabile da caso a caso, andando dalla infezione del tutto inapparente (svelabile solo tramite la documentazione laboratoristica di un aumento degli anticorpi diretti contro i virus in questione) fino alle gravi encefaliti vere e proprie con compromissione delle funzioni cerebrali. I virus più comunemente responsabili di manifestazioni encefalitiche appartengono alla categoria degli arbovirus (sigla significante ARtropod-BOrne Virus, ossia virus trasportati dagli artropodi); la trasmissione di queste malattie è dovuta alla puntura da parte di insetti parassitati dagli arbovirus, fra cui alcune specie di zanzare, alcune pulci, alcune zecche.

Leucoencefalite emorragica acuta

Forma di infiammazione che colpisce la sostanza bianca cerebrale e il midollo spinale. Il quadro clinico è caratterizzato da stato comatoso, convulsioni, febbre, forme di paralisi. Nei rari casi di recupero si attesta il perdurare di sintomi neurologici.

Leucoencefalite multifocale progressiva

Encefalite demielinizzante a insorgenza lenta, attribuibile all’infezione da parte del poliomavirus, virus della famiglia delle Papovaviridae, che tende a colpire i malati di AIDS.

La leucoencefalite multifocale progressiva colpisce il 4% dei pazienti con AIDS. Pare sia dovuta alla riattivazione di un’infezione latente (patologia inapparente di antica data, nei soggetti sani). Nel 30% dei casi le lesioni sono imputabili all’azione congiunta del virus dell’AIDS e del poliomavirus.

Le lesioni della sostanza bianca cerebrale si traducono in un deficit neurologico: problemi motori, visivi, sensitivi, disturbi del linguaggio e della comprensione. L’evoluzione della malattia è subacuta e rapidamente progressiva, o, in rari casi, cronica.

La diagnosi si basa sulla risonanza magnetica. A tutt’oggi non esiste un trattamento efficace.

Carfologia

Movimento incessante e involontario delle mani e delle dita che attesta un’alterazione dello stato di coscienza. La carfologia rappresenta uno dei sintomi dell’encefalite nelle febbri tifoidee gravi e nell’encefalopatia alcolica (delirium tremens).

Malattia di Bala

Varietà di sclerosi cerebrale in cui le zone di demielinizzazione nella sostanza bianca sono disposte ad anelli concentrici attorno a un cerchio centrale. Si manifesta nell’infanzia. L’eziologia è sconosciuta.

Sindrome di Borries

Encefalite localizzata non suppurativa con alterazioni del liquor cerebrospinale. Potrebbe essere causata da un ascesso cere brale ed è di aiuto per la diagnosi di lesioni intracraniali suppurative o non suppurative. I sintomi includono emicrania, febbre leggera, nausea, vomito, diplopia, vista confusa.

Sindrome di Bickerstaff

Encefalite troncale che si manifesta clinicamente con sonnolenza, emicrania, difficoltà motorie, diplopia. Si riscontra la quasi totale soppressione di tutte le funzioni collegate al tronco, ma non si osservano disordini a livello cardiaco o respiratorio.

Panencefalite subacuta sclerosante di Van Bogaert

Rara forma di encefalite cronica progressiva, che interessa la sostanza bianca, il tronco encefalico, la corteccia, il talamo e il midollo spinale. A una prima fase, asintomatica, fa seguito un progressivo e rapido deterioramento, con disturbi caratteriali e intellettivi, ictus, emiplegia, cachessia, decorticazione cerebrale.
Provocata da una variante del virus del morbillo i cui meccanismi causali restano ignoti, questa encefalite colpisce i bambini e gli adolescenti. La morte sopraggiunge alcuni mesi o poch i anni dopo la prima manifestazione. La diffusione del virus vacc inico del morbillo vivo e attenuato ha ridotto negli ultimi anni la diffusione della malattia.

Sintomi delle encefaliti

L’encefalite si manifesta con febbre associata a segni neuro logici di vario tipo (sonnolenza, confusione, delirio, disturbi del comportamento, cefalee, convulsioni). Alcuni sintomi sono caratteristici, per esempio, in caso di encefalite erpetica, sindrome infettiva franca e segni di localizzazione temporale. In pre senza di meningite, di paralisi e di disturbi sensitivi associati a m ielite, si osserva rigidezza della nuca. La comparsa di questi sintomi richiede l’ospedalizzazione immediata.

Nei bambini piccoli le encefaliti possono manifestarsi con febbre elevata e ad insorgenza improvvisa, convulsioni generalizzate oppure locali, rigidità degli arti, sporgenza delle fontanelle dovuta ad un aumento della pressione endocranica, anormalità dei riflessi (che possono essere aumentati di intensità oppure inibiti a seconda della fase della malattia).

Nei bambini un po’ più grandicelli è possibile raccogliere notizie più precise sulla sintomatologia soggettiva. In questi soggetti l’encefalite determina mal di testa, febbricola, spossatezza per un periodo di due-tre giorni, per poi sfociare nella sintomatologia conclamata con nausea, vomito, dolori muscolari, fotofobia, convulsioni, obnubilamento del sensorio fino alla letargia e più raramente fino ad un coma più o meno profondo. Sono sempre presenti rigidità nucale e tremori all’esecuzione dei gesti volontari. Negli adulti più spesso si assiste ad un inizio acuto, con la comparsa di febbre elevata, nausea, vomito, cefalea intensa a sede solitamente frontale ma non di rado diffusa. Negli adulti è più frequente assistere alla comparsa di sintomi psichici, consistenti in confusione, disorientamento, obnubilamento più o meno profondo fino al coma vero e proprio.

I sintomi neurologici non mancano quasi mai e consistono in tremori intenzionali, disturbi della motilità soprattutto a carico dei nervi cranici (che determinano paresi dei muscoli del viso ed in particolar modo degli oculomotori con comparsa di strabismo e sdoppiamento della vista). Possono svilupparsi difficoltà di deglutizione tali da imporre l’alimentazione tramite sondino nasogastrico. Le varie forme di encefalite differiscono fra di loro soprattutto da un punto di vista epidemiologico; si distinguono così una forma californiana trasmessa da zanzare del genere Aedes, una encefalite equina dell’Est trasmessa da altre specie di zanzare, una encefalite di Saint Louis trasmessa da Culex tarsalis, eccetera.

Le manifestazioni cliniche in molti casi sono sovrapponibili e sembrano dipendere più dalla risposta difensiva dell’organismo che dallo specifico agente eziologico. La terapia è solo sintomatica e di supporto.

Cause dell’encefalite

Le cause dell’encefalite sono soprattutto infettive, in particolare virali. I virus della rabbia e dell’herpes possono provocare la polioencefalite, mentre la leucoencefalite può costituire una complicanza del morbillo, della parotite, di un’influenza e di una mononucleosi infettiva. L’epidemia di encefalite di Von EconomoCruchet, nel 1917, ha fatto seguito alla “spagnola”. Alcune forme dovute ad Arbovirus vengono trasmesse sia dalle zanzare (encefalite giapponese, encefalite da virus di West-Nile), sia dalle zecche (encefalite della taiga).

Diagnosi dell’encefalite

La diagnosi si basa sull’esame del liquor cerebrospinale prelevato con puntura lombare, su elettroencefalografia (registrazione dell’attività elettrica del cervello), TC cerebrale o, meglio, risonanza magnetica.

L’evoluzione permette di distinguere le forme acute da quelle subacute. Le forme acute, dall’evoluzione rapida, si dividono in due gruppi principali: encefaliti virali primitive (per esempio erpet iche), le più gravi, e leucoencefaliti perivenose o postinfettive (nel bambino talvolta successive al morbillo), che abitualmente guariscono , con o senza conseguenze. Le forme subacute sono dovute a virus lenti: encefalite da HIV, leucoencefalite multifocale progressiva, panencefalite subacuta sclerosante.

Terapia e cura dell’encefalite

L’encefalite è una malattia estremamente grave e richiede l’immediato ricovero in ospedale, anche se la diagnosi non è ancora certa. Quindi, se un ammalato presenta i sintomi sopra descritti, che possono ricordare quelli dell’influenza, è indispensabile chiamare subito il medico, che deciderà se è consigliabile il ricovero. Gli ammalati devono essere ricoverati in un reparto di terapia intensiva, in isolamento, e le loro condizioni devono essere tenute sotto continuo controllo: essenziale è il controllo della temperatura, della pressione sanguigna, della frequenza del polso, della concentrazione degli elettroliti del sangue e del suo equilibrio acido-base. Se le condizioni del paziente tendono ad aggravarsi, è necessario mettere subito in atto le misure di rianimazione: respirazione assistita con intubazione della trachea, aspirazione continua dei secreti bronchiali, nutrimento attraverso sondino gastrico o per via endovenosa, profilassi delle infezioni batteriche che potrebbero colpire l’organismo già debilitato.

Nei primi giorni l’infiammazione determina sempre un rigonfiamento dei tessuti cerebrali che aggrava le condizioni dell’ammalato: per ridurre l’infiammazione è consigliabile somministrare dei diuretici di tipo particolare e dei cortisonici. In genere, non esistono farmaci attivi contro i virus responsabili delle infezioni encefalitiche; recentemente, sono stati scoperti dei farmaci efficaci contro il virus della varicella e dell’herpes; questi farmaci non sono ancora in commercio in Italia. Ancora sperimentale è l’uso dell’interferone.