Favo, tigna: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Infezione del cuoio capelluto provocata da un fungo Cistografia: microscopico della famiglia dei dermatofiti.

Il favo, frequente soprattutto nell’Africa settentrionale e in Medio Oriente, è provocato da una varietà di tigna, la Trichophyton schönleinii. Si manifesta con una piccola cupola gialla (crosta che ricopre il pus) dalla quale emerge il capello infettato dal parassita. In assenza di trattamento, il favo provoca la caduta definitiva dei capelli.
Il trattamento si basa sull’assunzione di antifungini (terbinafina, cheap NFL jerseys ketoconazolo, griseofulvina) per via locale e orale. I bambini infetti non devono frequentare la scuola sino a cheap jerseys guarigione avvenuta.

Tigna favosa

Detta anche favo, è causata dal fungo Achorion schoenleini. Sulla cute del cuoio capelluto si formano croste a forma di scodella, di colore giallo-zolfo, del diametro da 1 a 10 mm., detti scutuli, contornate da pelle infiammata. Al centro fuoriescono capelli fini, scoloriti, grigi, polverosi come peli di stoppa, facilmente strappabili. Gli scutuli emanano un odore caratteristico di urina di topo. La malattia dà origine all’atrofia delle papille dei peli e all’atrofia e cicatrice di vaste zone del cuoio capelluto (vedi alopecia). Gli scutuli possono anche svilupparsi sulla cute glabra, sulla quale formano chiazze rosse. Inoltre il parassita può invadere le unghie delle dita delle mani rendendole gialle, ispessite, rammollite. La tigna favosa è caratteristica dell’infanzia e della giovinezza (rara oltre 18 anni); si diffonde per contatto diretto, oppure per uso in comune di berretti, pettine, spazzole per capelli. Può essere trasmessa anche da animali domestici (cani, gatti, cavalli, topi, galline). Negli adulti si sviluppa solamente sulla pelle glabra (priva di peli).

Tigna tricofitica

Detta anche tricofizia, è causata da un fungo denominato Trichophyton tonsurans. Sulla cute del cuoio capelluto si formano chiazze rotondeggianti di Summer piccole dimensioni, coperte da squamette biancastre. Nelle chiazze i capelli sono fragili, grigi, rotti all’altezza di 2-4 mm dall’emergenza; esistono anche capelli sani. La tigna tricofitica è caratteristica dell’infanzia e della giovinezza ed ha tendenza a guarire spontaneamente verso i vent’anni. La trasmissione avviene come per la tigna favosa. La malattia può localizzarsi anche dell'extrasistole alla barba e alle ciglia. Sulla regione della barba si formano placche circoscritte o confluenti, infiltrate, protuberanti, coperte da croste. Questa forma è assai contagiosa, specialmente, per mezzo di rasoi, asciugamani, etc. Si può avere anche una tricofizia della pelle glabra, che compare in persone giovani o adulte (a differenza della tricofizia del cuoio capelluto) sotto forma di chiazze rosee o rosse desquamanti, con margini rilevati e con tendenza ad estendersi. In qualche caso alla periferia si formano piccole papulette o vescicole. Spesso sono colpite anche le unghie: si può avere un apparente ispessimento dell’unghia, 2017 oppure assottigliamento, fragilità, irregolarità, depressioni, rilevatezze, accorciamenti.

Sintomi del favo

Inizialmente la zona interessata dal favo si presenta come un piastrone duro, arrossato, assai dolente spontaneamente ed alla palpazione. Il colore è rosso-bluastro; la temperatura locale è aumentata, come pure la temperatura corporea (di solito la febbre è abbastanza alta). Con il passare del tempo compaiono su piastrone numerose “”bocche”” crateriformi che buttano pus, dando alla zona Hospitality una caratteristica somiglianza ad un favo di api (da cui il nome).

Non è infrequente in questi casi la diffusione sistemica dell’infezione, con una vera e propria setticemia. Sono anche frequenti le recidive, soprattutto nei diabetici scompensati. Il favo è un’infezione piuttosto grave, che determina un’evidente compromissione dello stato generale; non sono infrequenti le complicazioni: l’infezione si può diffondere al tessuto sottocutaneo, provocando, soprattutto dopo numerose recidive, un’occlusione 酵素ドリンクを飲み続けると、体調管理でプラスになる dei vasi linfatici. Particolarmente temibili sono i favi che si sviluppano sulla wholesale NBA jerseys nuca: in questo caso l’infezione si può propagare all’interno del cranio, localizzandosi nelle meningi o nel tessuto cerebrale.

Batteri responsabili del favo

L’eziologia del favo è infettiva, e nella maggior parte dei casi è da ricondurre allo stafilococco aureo. Le zone più facilmente colpite sono la nuca ed il perineo. I soggetti diabetici vanno incontro più facilmente delle persone con normale tolleranza al glucosio a questo tipo di infezione cutanea, che ha la particolarità di interessare diffusamente anche il derma oltre che i follicoli piliferi presenti nella cute.

Terapia e cura del favo

Per evitare le complicazioni, è necessario intervenire con una certa decisione: l’infezione deve essere curata con antibiotici o sulfamidici a forti dosi. Localmente si possono applicare impacchi caldi, che calmano il dolore e accelerano l’evoluzione della lesione, e pomate antibiotiche. Se l’infezione non tende a guarire in breve tempo, è necessario eseguire il drenaggio chirurgico del focolaio purulento.

L’intervento deve essere eseguito in anestesia generale: con un wholesale NBA jerseys taglio a croce piuttosto esteso e profondo si mette allo scoperto il focolaio di infezione e si asportano tutte le zone necrotiche; quindi si medica la ferita con una garza imbevuta di iodoformio o glicerina ittiolata. In nessun caso il favo deve essere toccato, spremuto, grattato, inciso prima del tempo: queste manovre possono solo diffondere l’infezione e provocare complicazioni anche molto pericolose.