Fibromi, fibroma uterino e firbromatosi: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Fibroma

Tumore benigno del tessuto connettivale fibroso. Il fibroma è raro e si localizza soprattutto nella pelle. Di solito, la proliferazione fibrosa si associa a quella di altri tessuti: vascolare (angio-istiocitoma), muscolare (fibromioma), cartilaginoso (fibrocondroma) o lipidico (fibrolipoma).

L’uso del termine “fibroma” per alcune forme di tumori uterini è improprio, in quanto il cosiddetto fibroma uterino si sviluppa in realtà dalle cellule muscolari lisce.

Fibroma uterino

I fibromi sono tumori benigni dell`utero, molto comuni, che si sviluppano all`interno del miometrio, il tessuto muscolare dell`utero; possono essere singoli o multipli, provocare disturbi o essere asintomatici.
Leiomioma del fondo dell’utero (massa rotonda centrale). Occupa praticamente tutta la cavità uterina.
Fibroma uterino. Nel triangolo bianco dell’utero (centro) visto all’isterografia, una macchia scura (a sinistra) rivela la presenza di un leiomioma. – leiomioma uterino, mioma uterino
Tumore benigno che si sviluppa a partire dal muscolo uterino.
A questa definizione, ormai di uso corrente, si dovrebbe preferire quella di mioma uterino. Il fibroma dell’utero è più frequente nelle donne tra i 40 e i 50 anni e in quelle di colore.

Un fibroma può avere sede nel collo, nell’istmo o nel corpo dell’utero.
Viene detto sessile quando presenta una base larga e pedunc olato se questa è sottile. In base alla localizzazione nel muscolo ut erino, si possono distinguere fibromi intramurali, situati nello spessore del muscolo, fibromi sottosierosi, che originano dalla cavità addominale, e fibromi sottomucosi, in rilievo nella cavità uterina. Un fibroma sottomucoso peduncolato è detto anche polipo fibroso.

Il tumore si manifesta frequentemente con problemi mestruali: menorragie (mestruazioni molto abbondanti), associate a metrorragie (sanguinamento tra una mestruazione e l’altra). A volte si associano dolori uterini, pesantezza pelvica e aumento di volume dell’addome.
Nel 10% dei casi il fibroma non provoca alcun sintomo.

L’esame ginecologico rivela un aumento di volume dell’ utero, che appare duro, fibroso, più o meno irregolare. La gran dezza e la localizzazione del fibroma vengono valutati con isterografia (radiografia dell’utero in seguito a iniezione di un mezzo di contrasto opaco) e con ecografia. L’isteroscopia permette di visuali zzare i fibromi sottomucosi.

Alcuni fibromi rimangono piccoli e, a seconda della loro localizzazione, non provocano alcun disturbo. Al contrario, altri possono causare complicanze, in particolare emorragie abbondanti, che si osservano principalmente in caso di fibroma sottomucoso e sono resistenti al trattamento medico. Questo tipo può dare origine ad anemia associata ad astenia e palpitazioni cardiache.

Le compressioni sono abbastanza comuni: alcuni fibromi del fondo uterino possono diventare molto voluminosi senza portare a una compressione grave, in quanto comprimono i visceri addominali molli; quelli del collo o dell’istmo comprimono invece gli organi confinanti (rete venosa, uretere, vescica, retto) contro le pareti ossee, provocando alterazioni della circolazione sanguigna, problemi
Leiomioma (al centro, blu scuro) che comprime la vescica (in alto). urinari o stipsi. Molto rare le altre complicanze, quali la tor sione di un fibroma sottosieroso sul proprio peduncolo, che causa dolori lancinanti, la degenerazione e la necrosi del fibroma (necrobiosi asettica). La trasformazione maligna è rarissima.

La presenza di un fibroma non costituisce un ostacolo alla gravidanza, ma il rischio che il tumore cresca e diventi molle o le possibili complicanze rendono indispensabile uno stretto controllo medico. Tra le possibili conseguenze vi sono un aborto spon taneo o un parto prematuro. Il parto può essere complicato dall’inerzia dell’utero, da una presentazione fetale non corretta o dalla ritenzione placentare.

Un fibroma asintomatico viene semplicemente mantenuto sotto controllo. Il trattamento è indicato nel caso in cui il fibroma arrechi problemi e ciò dipende dal volume, dalla localizzazione e dalla risonanza. Un trattamento ormonale (farmaci progestinici) può rallentare la sua evoluzione. Si può prendere in considerazione l’intervento chirurgico quando il fibroma è sottomucoso, voluminoso o si complica a causa di torsione o necrosi: in questi casi deve essere rimosso. La sua ablazione (miomectomia) può essere eseguita per via addominale (laparoscopia) o per isteroscopia operatoria.

L’isterectomia totale (ablazione dell’utero, delle tube e delle o vaie)
è presa in considerazione soltanto se la paziente non desidera più avere figli o si avvicina alla menopausa.

Fibroma osteogenico delle ossa

Tumore osseo benigno tipico dei soggetti giovani, che si sviluppa a spese degli osteoblasti. È ricco di vasi sanguigni e ha caratteristiche tissutali simili a quelle dell’osteoma osteoide, altro tumore benigno rispetto al quale è in generale più voluminoso. Tende a svilupparsi nelle ossa lunghe e nella colonna vertebrale, manifestandosi in quest’ultimo caso con dolori dovuti alla compressione del midollo osseo e delle radici nervose afferenti.

L’osteosarcoma, che va asportato chirurgicamente, ha evoluzione benigna. L’eventuale trasformazione maligna è un fatto eccezionale e controverso.

Localizzazione dei fibromi

É difficile dire quanto comuni siano in realtà i fibromi, perché la loro presenza spesso passa inosservata, senza sintomi o disturbi evidenti. Si ritiene che circa il venti per cento delle donne sopra i trentacinque anni ne sia affetto. In genere i sintomi dovuti alla presenza di un fibroma insorgono verso la fine dell’età fertile, fra i trentacinque e i quarantacinque anni. Un fibroma è una massa solida, rotondeggiante, che si sviluppa nella parete muscolare dell’utero. Le sue di dimensioni possono restare pari a quelle di un chicco di riso oppure, se la malattia viene trascurata, crescere fino a raggiungere quelle di un melone. I fibromi che raggiungono più facilmente delle dimensioni considerevoli sono quelli che si formano negli strati più esterni della muscolatura uterina: infatti in questo caso non si ha, da parte del tessuto muscolare sovrastante, una pressione sufficiente a reprimere la crescita del fibroma. La parte più esterna dei fibroma è costituita da una capsula di tessuto fibroso, che rende più facile l’intervento chirurgico di asportazione.

A volte, la vascolarizzazione del fibroma è insufficiente per nutrire il suo centro. Di solito, questa carenza di sangue non provoca problemi, ma a volte, soprattutto durante la gravidanza, può insorgere quella che viene chiamata degenerazione rossa del fibroma, che si manifesta con un dolore acuto e con un senso di tensione nella parte più bassa dell’addome. I fibromi non assumono praticamente mai un’evoluzione maligna: solo in casi eccezionali una lesione andata incontro a fenomeni degenerativi e trascurata a lungo può dare origine a un sarcoma maligno. Molto spesso, fibromi non provocano alcun sintomo; in caso contrario, i sintomi più comuni sono la comparsa di flussi più abbondanti durante le mestruazioni e di emorragie fra un flusso e l’altro, e l’anemia. Emorragie intense compaiono di solito in concomitanza del flusso mestruale, e sono causate da fibromi situati immediatamente al di sotto della mucosa che riveste la cavità uterina.

A volte, l’emorragia, provocata sempre da un fibroma situato in questa posizione, è scatenata da un rapporto sessuale o da una visita ginecologica. Un fibroma può anche provocare delle saltuarie emorragie dopo la menopausa. É raro che un fibroma provochi dolore, a meno che non sia insorta una degenerazione rossa, o che la massa del fibroma non comprima i nervi della pelvi.
In quest’ultimo caso il dolore si diffonde alla schiena e alla cosce. Un fibroma molto voluminoso può provocare un ingrossamento dell’addome, simile a quello provocato dalla gravidanza; se il fibroma si infetta può provocare delle perdite vaginali.

Diagnosi del fibroma uterino

La diagnosi viene di solito basata su una semplice visita ginecologica che comprende un esame detto esplorazione vaginale, in cui il medico, con un dito introdotto nella vagina, spinge il corpo dell’utero in avanti, e con l’altra mano lo tasta, attraverso la parete addominale. Se la diagnosi è dubbia, il medico può consigliare una laparoscopia, un esame in cui uno strumento ottico è introdotto nell’addome attraverso un piccolo taglio, per vedere la superficie dell’utero.

Terapia e cura del fibroma uterino

Se la paziente è ormai vicina alla menopausa, e l’unico sintomo è costituito dalle mestruazioni abbondanti, è di solito consigliabile aspettare, piuttosto che affrontare un intervento chirurgico, perché i fibromi si restringono, quasi sempre, dopo la menopausa. Se le emorragie provocano qualche disturbo, è possibile controllarle con i farmaci, e per curare l’anemia è sufficiente una terapia a base di ferro. In molti casi, invece, la miglior cura è un intervento di isterectomia (rimozione dell’utero) o di miomectomia (rimozione del fibroma), se la paziente vuole rimanere fertile.

Miomectomia

Ablazione di uno o più miomi (impropriamente chiamati fibromi uterini). Questo intervento è praticato solo se il fibroma (o i fibromi) causa sintomi quali dolore pelvico, aumento di volume dell’addome, disturbi urinari e digestivi, sterilità. La miomectomia preserva quanto più possibile l’integrità degli organi genitali femminili, al fine di consentire in seguito un’eventuale gravidanza. Può essere eseguita con varie tecniche.

Richiede un’incisione addominale in anestesia generale o peridurale.
Si esegue nelle donne con fibroma interstiziale (localizzato sulla parete dell’utero) o sottosieroso (che risale nella cavità addominale).

Consente di trattare i fibromi accessibili attraverso la cavità uterina (intracavitari, sottomucosi). Praticata per via vaginale, sotto controllo diretto, consiste nell’ablazione del fibroma utilizzando un bisturi elettrico. L’anestesia può essere locale o locoregionale (anestesia peridurale, rachianestesia). La paziente può lasciare la struttura ospedaliera in giornata.

È riservata ai piccoli fibromi interstiziali o sottosierosi. Si esegue in anestesia generale e spesso la paziente viene dimessa subito dopo.

Altri aspetti delle ultime due tecniche, più recenti e con indicazioni più specifiche, sono in corso di valutazione.

Lacuna metafisaria

Zona di tonalità anormalmente chiara, più o meno delim itata, che appare sull’immagine radiologica delle ossa lunghe nel punto di congiunzione (metafisi) tra il corpo dell’osso e uno dei suoi rigonfiamenti articolari, da cui si deduce la presenza di un fibroma osseo (tumore benigno frequente nell’adolescente).

Fibromatosi

Patologia caratterizzata dall’apparizione di fibromi (tumori fibrosi) o di una fibrosi (aumento delle fibre all’interno di un fascio) più o meno sparsi.

Le fibromatosi comprendono diversi tipi di malattie, in alcuni casi ereditarie, la cui causa è generalmente ignota, che coinvolgono soprattutto la pelle e i tessuti superficiali, a volte le ossa, le articolazioni e il sistema nervoso. Sulla pelle si manifestano in forma di placche, noduli o bande induriti, di colore bianco, giallo, rosa o bruno.

Le principali fibromatosi sono: la retrazione dell’aponeurosi palmare (malattia di Dupuytren); la retrazione dell’aponeurosi della pianta del piede; la fibromatosi del pene; la pachidermodattilia (ispessimento dell’estremità delle dita) e i tumori dermoidi (fibromatosi profonda che si manifesta con placche addominali indurite).

Prognosi della fibromatosi

La prognosi delle fibromatosi varia moltissimo: a volte il danno è soprattutto estetico; in altri casi la conseguenza dei problemi organici arrecati dalla malattia è molto più infausta. Infine, alcuni fibromi hanno un’evoluzione simile a tumori che recidivano dopo l’ablazione, senza produzione di metastasi.

Terapia e cura della fibromatosi

Si basa su immunosoppressori e sull’ablazione chirurgica. Tuttavia, alla luce dei rischi provocati dagli immunosoppressori (aplasia midollare e, a lungo termine, possibile sviluppo di un tumore) e della frequenza delle recidive in caso di ablazione chirurgica, questo tipo di trattamento deve essere deciso e condotto con la massima prudenza.

Fibroma mollusco, fibroma molle, neo mollusco

Piccolo tumore cutaneo benigno. Il mollusco pendulo, molto frequente, è verosimilmente dovuto all’aumentata sintesi dei fattori di crescita (molecole che favoriscono o inibiscono la moltiplicazione delle cellule). Non è contagioso e forma una piccola massa di 2-10 mm, molle, rosata, attaccata alla cute tramite un peduncolo e localizzata generalmente sulle pieghe (del collo, dell’ano, dell’ascella).
Le lesioni sono uniche (e in questo caso abbastanza voluminose) o, soprattutto nei soggetti obesi, multiple.
Il trattamento, che consiste nell’asportazione delle lesioni con elettrobisturi, è giustificato solo in casi specifici, per ragioni estetiche.

Sindrome di Jaffe Campanacci

Fibromatosi multipla non ossificante dall’eziologia sconosciuta.

Comporta anomalie extrascheletriche congenite, come macchie color caffelatte, ritardo mentale, ipogonadismo o criptorchi dismo e malformazioni oculari o cardiovascolari.