Fibrosi cistica del seno (mastopatia fibrocistica): sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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La fibrosi cistica della mammella, o mastopatia fibrocistica, è una displasia diffusa del tessuto mammario, condizionata dalla produzione di ormoni da parte delle ovaie e caratterizzata da un eccessivo sviluppo sia della parte ghiandolare sia del tessuto connettivale che formano le mammelle.

Evoluzione della fibrosi cistica del seno

La fibrosi cistica della mammella è di per sé una malattia benigna, che evolve con lentezza, non provoca gravi disturbi e tende a regredire dopo la menopausa. Que- sta malattia non deve però essere trascurata, perchè i continui fenomeni proliferativi dell’epitelio ghiando- lare possono favorire la comparsa di lesioni neoplastiche maligne. La trasformazione maligna può insorgere anche in più punti dell’area interessata dalla displasia, senza provocare, nelle prime fasi, sintomi evidenti. Per questo motivo è necessario curare con decisione la fibrosi cistica della mammella, e sottoporsi a controlli ed esami periodici.

I sintomi della fibrosi cistica della mammella

Questa affezione displasica compare sempre dopo la pubertà, ma è estremamente rara nelle donne giovani: il periodo di massima incidenza è negli anni che precedono la menopausa. Il primo sintomo è costituito di solito da un senso di dolenzia, di indurimento e di turgore di una mammella, che si accentua nei giorni che precedono la mestruazione. A volte, una mammella appare vistosamente ingrossata.

La diagnosi viene comunque posta semplicemente tastando con delicatezza il tessuto mammario: sotto le dita si avvertono numerosissime cisti, che danno una sensazione simile a quella di numerosi pallini da caccia. La ghiandola mammaria resta mobile sia rispetto alla cute che rispetto ai piani profondi e il capezzolo non è retratto. A volte si possono avvertire noduli di maggiori dimensioni. I linfonodi dell’ascella sono normali o solo leggermente ingrossati.

La fibrosi cistica della mammella non deve essere confusa con un disturbo molto comune, la mastodinia, un senso di fastidio e di peso che compare nei giorni che precedono le mestruazioni, soprattutto nelle donne giovani. Il fastidio provocato dalla mastodinia può essere molto intenso, tanto da rendere penosi i movimenti delle braccia e intollerabile la pressione del reggiseno: in questi casi, è molto frequente che la paziente ritenga di essere affetta da qualche disturbo più grave.

Per distinguere questa banale affezione dalla mastopatia fibrocistica è sufficiente la palpazione della mammella, che deve essere però eseguita a una certa distanza dalle mestruazioni. Infatti, nei giorni che precedono il flusso mestruale, la normale proliferazione del tessuto mammario può provocare una maggiore evidenza degli acini ghiandolari e dare una sensazione simile a quella caratteristica della fibrosi cistica.

Terapia e cura della fibrosi cistica mammaria

In passato, quando ancora non erano ben conosciuti i fenomeni ormonali che sono alla base della fibrosi cistica, questa displasia veniva curata con una terapia a base di ormoni maschili: un trattamento che arrestava l’evoluzione della malattia, ma provocava anche numerosi effetti indesiderabili e conferiva un aspetto mascolino alla paziente. Oggi, la terapia ormonale è basata sulla somministrazione di progestinici a lunga durata d’azione, che servono a bilanciare l’eccessiva increzione di estrogeni.

Se la terapia ormonale non ha effetto, oppure si teme, in una forma grave e trascurata a lungo, la comparsa di una trasformazione neoplastica, è indicato l’intervento chirurgico di asportazione della parte ghiandolare della mammella. Questo intervento non provoca gravi alterazioni sul piano estetico: si effettua un’incisione nel solco situato sotto alla mammella, e si asporta esclusivamente la parte ghiandolare, lasciando intatti sia la cute e il capezzolo che il tessuto adiposo della mammella.

Dopo l’intervento è comunque consigliabile sottoporre a un accurato esame istologico la ghiandola mammaria asportata. Se l’esame istologico mette in evidenza l’evoluzione verse la malignità delle lesioni mammarie, può essere consigliabile sottoporsi a cure ulteriori per prevenire le recidive ; solo in rari casi è necessario sottoporsi a un nuovo intervento chirurgico.