Idronefrosi: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Dilatazione acuta o cronica dei calici (condotti renali che raccolgono l’urina primitiva dal rene) e del bacinetto (segmento collettore, formato dalla riunione dei calici, che si prolunga nell’uretere).

Nella semplice idronefrosi, l’ambiente intrarenale ed urinario rimane sterile; in caso di infezioni, molto frequenti nei ristagni urinari di questo tipo, si parla piuttosto di idro-pionefrosi o di vera e propria pionefrosi. La dilatazione degli spazi interni del rene si accompagna sempre, nell’idronefrosi, ad una atrofia del tessuto attivo del rene, con diminuzione fino alla scomparsa della capacità filtrante.

L’idronefrosi è detta aperta quando la parte dilatata comunica con le vie sottostanti. In questo caso la ostruzione che causa il formarsi della idronefrosi non è completa, oppure è stata in qualche modo eliminata.

L’idronefrosi invece è detta chiusa quando non si riscontra alcuna comunicazione fra gli spazi renali dilatati e le vie urinarie sottostanti. L’idronefrosi è una malattia frequente in età infantile e soprattutto nel sesso femminile, in seguito a malformazioni congenite dell’apparato urinario.

Sintomi dell’idronefrosi

La sintomatologia dell’idronefrosi è assai varia, ma il sintomo più importante e che talora rivela la presenza della malattia è il dolore. Se la ritenzione urinaria avviene bruscamente si assiste ad un quadro di tipica colica renale. Questo evento è caratteristico delle idronefrosi di tipo intermittente e la sintomatologia ricorda quella della calcolosi renale. Durante l’attacco il paziente presenta diminuzione della diuresi, raramente una anuria completa determinata da cause riflesse, che può durare anche diversi giorni. Obiettivamente si riscontra una tumefazione che è pero percepibile solo quando l’idronefrosi abbia superato un certo volume.

Cause dell’idronefrosi

Le malformazioni che a livello dell’uretra possono essere causa di idronefrosi sono l’atresia, la stenosi, la presenza di valvole; anche una fimosi serrata può dare idronefrosi. In questi casi la condizione è assai grave perché si instaura bilateralmente, portando in breve, se non si interviene, ad una situazione di insufficienza renale. A livello dell’uretere sono riscontrabili malformazioni del tratto basso dello stesso (ureterocele) oppure le alterazioni del giunto pielo-ureterale, come la duplicità degli ureteri, la presenza di un uretere bifido, la stenosi, gli inginocchiamenti uretrali. Cause acquisite di idronefrosi sono soprattutto i calcoli urinari. Anche processi neoplastici possono costituire una causa di ostruzione del deflusso urinario che può portare ad idronefrosi.

Evoluzione dell’idronefrosi

Nelle fasi più avanzate a questi sintomi si associano anche l’ematuria e la piuria. L’ematuria, comparsa di sangue nelle urine, è legata alle lesioni del tessuto renale e delle pareti del bacinetto provocate dall’idronefrosi. La piuria, cioè la comparsa di globuli bianchi nelle urine, che divengono torbide, è già segno di una complicazione infettiva, che d’altra parte si verifica con una certa facilita quando l’urina ristagna all’interno del bacinetto renale.

La comparsa di questi sintomi deve indurre il medico a richiedere degli esami radiologici specifici, come l’urografia per via endovenosa o la tomografia assiale computerizzata, che mettono in evidenza la dilatazione del bacinetto renale e le gravi alterazioni della funzionalità del rene.

Diagnosi dell’idronefrosi

Un’ecografia del rene e un’urografia endovenosa permettono di visualizzare sia la dilatazione sia la sede e la natura dell’ost acolo.

Terapia e cura dell’idronefrosi

Il trattamento dell’idronefrosi è di tipo chirurgico e si basa sull’eliminazione dell’ostacolo responsabile della ritenzione di urina.

In caso di idronefrosi congenita, si procede all’ablazione del segmento di uretere malformato e si collega al bacinetto la parte residua mediante chirurgia convenzionale. Anche la chirurgia endoscopica consente di eliminare una stenosi congenita, con la semplice incisione o dilatazione. Dopo il trattamento di un’anomalia congenita, viene lasciata in situ per qualche settimana una sonda uretrale di calibrazione.

Sindrome di Berdon

Rara ipoperistalsi intestinale con microcolon megac istico e idronefrosi. Una dilatazione della vescica urinaria può asso ciarsi a idronefrosi e addome con aspetto a prugna secca. I bambini presentano anche microcolon e dilatazione dell’intestino tenue.
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