Ileo, occlusione intestinale e ileo paralitico: definizione, sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione e operazioni chirurgiche

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L`ileo è la porzione più distale dell`intestino tenue, la parte di canale digerente che rimane compresa fra il piloro, prossimalmente, e la valvola ileo-ciecale, distalmente. Un secondo significato del termine ileo è quello di occlusione intestinale, utilizzato in patologia chirurgica.
ileo Lat. ileum. Parte terminale dell’intestino tenue, posta tra il digiuno e il cieco (parte iniziale del colon).

L’ileo assicura l’assorbimento dell’acqua, degli elettroliti, della vitamina B12 e dei sali biliari. In caso di asportazione del digiuno, può supplire alla sua funzione.

L’ileo può essere esplorato tramite radiografia con bario, enteroscopia, biopsia. Gli ultimi centimetri possono essere osservati anche mediante colonscopia.

L’anatomia patologica di questo tratto intestinale comprende ileiti (infiammazioni), tumori primitivi (tumori che si sviluppano a spese delle cellule della mucosa dell’ileo) e linfomi.

È possibile vivere senza ileo, purché il digiuno sia integro.

L’ileo segue il digiuno, rispetto al quale non esiste una netta soluzione di continuità (tanto che si parla comunemente di digiuno-ileo per riferirsi all’intero tratto compreso fra la fine del duodeno e la valvola ileo-ciecale). Distalmente l’ileo si mette invece in comunicazione con il grosso intestino a livello del cieco. Qui è presente una valvola che ha il compito di impedire il riflusso di materiale contenuto nel cieco verso le parti più alte dell’apparato digerente.

Occlusione intestinale

Una occlusione intestinale è sempre un evento assai grave, in quanto il viscere occluso impedisce il normale transito del contenuto intestinale che si accumula a monte dell’ostruzione. Le condizioni locali peggiorano inoltre rapidamente a causa di una trasudazione di liquidi dalle pareti del viscere verso il lume, che si distende sempre di più; questo causa una notevole difficoltà alla circolazione del sangue, predisponendo il viscere a processi di vera e propria gangrenizzazione con perforazione intestinale.
Si distinguono diverse varietà di ileo, a seconda della causa che lo determina.

L’ileo meccanico

Si parla di ileo meccanico quando l’ansa intestinale interessata è chiusa da un corpo mobile contenuto nel suo interno. Tale corpo mobile può essere costituito da un grosso calcolo biliare migrato in ambiente intestinale per la formazione di una fistola fra intestino e cistifellea calcolosica, un fecaloma, un corpo estraneo ingerito. Anche neoformazioni intestinali di natura benigna o maligna, se raggiungono dimensioni sufficienti, possono determinare un ileo meccanico.

In questo caso è però essenziale, per potersi parlare di ileo, che la neoformazione sia peduncolata, attaccata cioé alla parete intestinale per mezzo di un peduncolo vascolare. La forte mobilità di un tumore siffatto, collegata con la lunghezza che il peduncolo può assumere, facilita la comparsa di una occlusione intestinale. Altre forme di ileo meccanico sono quelle determinate da stenosi (provocate da tumori benigni o maligni, da anomalie congenite di sviluppo, da processi infiammatori); da compressione dall’esterno, provocata a sua volta da tumori, da cicatrici, etc.; da strangolamento o da strozzamento di un’ansa intestinale, che implica sempre una notevole sofferenza ischemica della parete intestinale per la forte componente di disturbo circolatorio che si viene a determinare, dovuto all’occlusione sia dell’arteria che porta sangue all’ansa, sia della vena in cui il sangue defluisce.

L’ileo dinamico

Contrapposto all’ileo meccanico si trova l’ileo detto dinamico o funzionale, nel quale l’occlusione intestinale è dovuta non ad una situazione meccanica, ma ad un malfunzionamento dei processi di motilità peristaltica che normalmente determinano la regolare progressione del contenuto intestinale.
Un ileo dinamico si verifica con frequenza in seguito ad un trauma importante che coinvolge la parete addominale. Anche la manipolazione operatoria dell’intestino provoca regolarmente un temporaneo arresto della progressione del suo contenuto, che in un decorso postoperatorio normale si risolve nel giro di 24-48 ore. Altre cause di ileo dinamico sono rappresentate dalle infiammazioni peritoneali (peritoniti), dalla somministrazione di particolari farmaci in dosi eccessive, da alcune lesioni di natura neurologica.

Sintomi dell’occlusione intestinale

L’occlusione intestinale si manifesta con alcuni sintomi tipici, diversi nelle forme dinamiche e nelle forme meccaniche, che possono variamente associarsi. Il semplice sospetto di un’occlusione intestinale, basato sulla comparsa di questi sintomi anche in forma non conclamata, è un motivo sufficiente per chiamare il medico o portare l’ammalato al pronto soccorso. Se si sospetta la presenza di un’occlusione intestinale non bisogna somministrare all’ammalato nessun farmaco, né lassativi né antidolorifici, non bisogna eseguire enteroclismi né forzare l’ammalato a mangiare o bere: l’unica cosa da fare è richiedere l’intervento del medico. Il dolore addominale è caratteristico dell’ileo meccanico, ed è provocato dalle violente contrazioni dell’intestino che cerca di superare il blocco: ha di solito un carattere discontinuo, cioè compare a crisi separate da intervalli di calma.

Il vomito compare precocemente se l’occlusione intestinale è alta, mentre nelle occlusioni del colon può mancare o comparire solo nelle fasi più avanzate. L’arresto dell’emissione di feci e gas dall’ano è un sintomo sempre presente nell’ileo paralitico, mentre nelle occlusioni intestinali alte di tipo meccanico la porzione a valle dell’intestino può continuare a emettere il proprio contenuto residuo, rappresentato non dagli alimenti, ma da prodotti di secrezione, dai residui della flora batterica e da cellule intestinali desquamate. Un sintomo sempre presente, sia nell’ileo meccanico che nell’ileo dinamico, è il rigonfiamento dell’addome, diffuso nel primo caso, localizzato a un tratto dell’intestino nel secondo. Le contrazioni dell’intestino che cerca di liberarsi e di superare l’occlusione sono spesso visibili anche guardando l’addome: questo fenomeno prende il nome di peristaltismo, ed è accompagnato da caratteristici rumori di gorgoglio, detti borborigmi.

Diagnosi dell’occlusione intestinale

La diagnosi di occlusione intestinale può essere facilmente confermata da un esame radiologico, che mette in evidenza la presenza di aria e liquido ristagnanti nell’intestino. Nel caso dell’ileo meccanico la parte dell’intestino che si trova a monte del restringimento è dilatata dai gas e contiene notevoli quantità di liquido. Le pareti delle anse intestinali a monte appaiono contratte in modo molto evidente. Nel caso dell’ileo paralitico, invece, tutte le anse intestinali sono dilatate, non sono presenti evidenti segni radiologici del ristagno di liquidi, e le anse intestinali appaiono lisce e non contratte.

Terapia e cura dell’occlusione intestinale

La diagnosi di ileo meccanico impone un intervento chirurgico d’urgenza, necessario per eliminare la causa dell’occlusione. Il tipo di intervento dipende naturalmente dalla natura e dalla localizzazione della lesione occlusiva. L’ileo paralitico non richiede un intervento chirurgico (anzi, costituisce una complicazione transitoria di molte operazioni sull’addome): per evitare conseguenze è però necessario correggere l’equilibrio idroelettrolitico del paziente. Questa terapia deve essere eseguita con cautela, con la guida di ripetuti esami del sangue.

Ileo paralitico

Occlusione intestinale dovuta a una paralisi transitoria dell’intestino tenue.

Un ileo paralitico è provocato dalla ripercussione, sui nervi o sui vasi dell’intestino tenue, di una patologia vicina: una distensione acuta delle vie urinarie (colica renale), un ascesso
intra-addominale, i postumi di un intervento chirurgico ecc.

Sintomi dell’ileo paralitico

I sintomi principali sono dolori addominali, nausea e vomito, associati a distensione dell’addome. L’esame radiologico mostra una dilatazione globale dell’intestino in assenza di un ostacolo meccanico (tumore, volvolo ecc.).

Diagnosi dell’ileo paralitico

La diagnosi viene confermata dall’identificazione della causa e la terapia dipende essenzialmente da quest’ultima. L’alimentazione e le bevande sono sostituite in via provvisoria da perfusioni endovenose.
Può essere necessaria un’aspirazione temporanea del contenuto gastrico.

Operazioni chirurgiche dell’ileo

Ileocolostomia

Intervento chirurgico consistente nel collegare l’ileo (porzione terminale dell’intestino tenue) al colon.

L’ileocolostomia permette di ristabilire la continuità digestiva in seguito a una colectomia parziale (asportazione di una parte del colon) del colon destro (la parte iniziale del colon, situata subito dopo l’ileo). Dopo l’ablazione della porzione malata del colon, il segmento di ileo viene collegato alla parte restante dell’organo mediante sutura manuale con filo o graffe.

Ileocistoplastica

Intervento chirurgico consistente nella sostituzione della vescica con una porzione dell’ileo (parte terminale dell’intestino tenue).
L’ileocistoplastica, praticata dopo un’ablazione della vescica, consiste nel prelevare una porzione dell’ileo con successiva sutura dei due segmenti restanti, allo scopo di ricavarne un serbatoio in grado di raccogliere l’urina in sostituzione della vescica originaria. La nuova vescica, collegata a monte ai due ureteri provenienti dai reni, a valle può essere connessa a un orifizio praticato nella pelle (in tal caso le urine vengono raccolte in una sacca) o al retto.

L’ileocistoplastica è un’operazione piuttosto complessa, che dà solitamente risultati soddisfacenti, a seconda dell’affezione in causa (quasi sempre un tumore).

Ileostomia

Intervento chirurgico consistente nel far sfociare l’ileo all’esterno dell’addome, attraverso un orifizio praticato nella parete addominale.

L’ileostomia viene praticata dopo una colectomia (ablazione di tutto il colon o di una sua parte), quando la patologia del colon è troppo severa perché si possa conservare l’organo, o quando il chirurgo non può ripristinare immediatamente la continuità digestiva (sutu rando i due segmenti residui), per esempio a causa di una peritonite.
L’intervento permette allora la fuoriuscita della materia f ecale, che va a raccogliersi in una sacca incollata alla pelle (ano artificiale).
Nella maggior parte dei casi, si tratta di una soluzione provvisoria e la continuità digestiva viene ristabilita in un secondo tempo mediante il raccordo dell’ileo al tratto rimanente del colon (ileocolosto mia), al retto o all’ano. Poiché il materiale contenuto nell’ileo è semiliquido, esso rischia di irritare la cute e causare eccessive perdite di acqua e sali minerali. Pertanto è necessario prevedere cure cutanee particolarmente regolari e attente, nonché apporti significativi di acqua e sali minerali.