Ipofisi, neuroipofisi ed adenoipofisi

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Aiutaci a migliorare SintomiCura votando questo articolo, grazie)
Loading...

Ipofisi

Lat. hypophysis. Piccola ghiandola endocrina (secernente ormoni) connessa alla parte posteriore del cervello.

L`ipofisi, o ghiandola pituitaria, è un importantissimo apparato nervoso ed endocrino situato alla base del cervello, attaccata ad un peduncolo (detto peduncolo ipofisario) che si unisce all`ipotalamo.
L’ipofisi anteriore è posta sotto l’ipotalamo, al quale è collegata mediante un piccolo peduncolo, detto infundibolo dell’ipotalamo. È contenuta nella sella turcica (piccola cavità centrale dell’osso sfenoide). Sopra e davanti all’ipofisi si trova il chiasma ottico, che contiene fibre nervose provenienti da entrambe le retine. La struttura interna dell’ipofisi è articolata in due porzioni separate, che funzionano indipendentemente l’una dall’altra: l’ipofisi anteriore e l’ipofisi posteriore.

L’ipofisi anteriore produce cinque ormoni, detti stimoline: la tireotropina o TSH, la corticotropina (ACTH), le gonadotropine (FSH e LH) e la somatotropina o STH (responsabile della crescita nel bambino). Queste secrezioni sono a loro volta controllate dagli ormoni ipotalamici. L’ipofisi anteriore secerne anche la prolattina, responsabile della lattazione nella donna. L’ipofisi posteriore funge da luogo di raccolta provvisorio di due ormoni ipotalamici, l’ormone antidiuretico o ADH (che impedisce l’eliminazione dell’acqua da parte dei reni quando il suo quantitativo nell’organismo è insufficiente) e l’ossitocina (che stimola le contrazioni uterine durante il parto).

Per studiare l’ipofisi ci si avvale dei dosaggi ematici di ormoni e delle indagini radiologiche (TC, risonanza magnetica). Una radiografia cranica può mettere in evidenza un ingrandimento della sella turcica, indicativo di tumore.

L’ipofisi può essere sede di tumori, in genere benigni (adenoma, craniofaringioma). Un tumore ipofisario può secernere quantità eccessive di ormoni (iperprolattinemia con fuoriuscita di latte dalle ghiandole mammarie, acromegalia dovuta alla somatotropina con ipertrofia degli organi). Per contro, un tumore non secernente (adenoma cromofobo) può provocare una diminuzione delle normali secrezioni della ghiandola (ipopituitarismo) o un’insufficienza dell’ipofisi anteriore, causa di ritardo della crescita e di deficit degli ormoni sessuali. Quando è sede di una neoplasia, l’ipofisi può comprimere il chiasma ottico e provocare emianopsia bitemporale: il soggetto perde il campo visivo laterale, come se indossasse dei paraocchi.

Il trattamento dei tumori ipofisari consiste nell’ipofisectomia (ablazione dell’ipofisi), per via transcranica o transnasale, e nella radioterapia.

Craniofaringioma

Tumore della regione dell’ipofisi. Nella metà dei casi il craniofaringioma insorge nel bambino: rappresenta il 15% dei tumori cerebrali in età pediatrica. I suoi sintomi sono intenso mal di testa, vomito d ovuto a ipertensione intracranica (aumento della pressione del liquor cerebrospinale) e disturbi visivi (amputazione del campo visivo, diminuzione dell’acuità visiva) provocati dalla compressione dei nervi ottici. Si osserva inoltre un’insufficiente secrezione degli ormoni ipofisari, responsabile in particolare di un ritardo della crescita e della pubertà. La diagnosi in genere è semplificata dalla TC e dalla risonanza magnetica. Il trattamento del craniofaring ioma è l’ablazione chirurgica del tumore, eventualmente associata a radioterapia. Inoltre, occorre avviare una terapia definitiva con ormoni sostitutivi. Nonostante il tumore sia di natura benigna, la sua evoluzione è piuttosto grave, per la tendenza a infiltrare i tessuti vicini e la frequente impossibilità di asportarlo completamente.

Neuroipofisi ed adenoipofisi

L’ipofisi è in realtà formata da due parti distinte, di natura completamente diversa anche se funzionalmente complementari: la neuroipofisi o postipofisi, situata posteriormente è un organo nervoso, formato dai prolungamenti di neuroni che hanno il corpo nei nuclei sopraottico e paraventricolare dell’ipotalamo; e l’adenoipofisi

Neuroipofisi

La neuroipofisi è costituita, come detto, da prolungamenti assonici di neuroni il cui corpo cellulare è sito in corrispondenza dei nuclei sovraottico e paraventricolare dell’ipotalamo. Si tratta dunque a tutti gli effetti di un organo nervoso; la dizione corretta è “”neuroemale””, il che significa che i neurotrasmettitori secreti a livello delle sinapsi terminali dei neuroni, invece che andare a stimolare un neurone successivo a livello di una vera e propria sinapsi, si versano nel sangue andando a dare origine ad una risposta più generalizzata. Gli ormoni secreti dalla neuroipofisi sono due: l’ADH e l’ossitocina. · L’ADH od ormone antidiuretico. É di importanza fondamentale nella regolazione del bilancio idrico dell’organismo. Esso viene secreto in risposta ad una situazione di disidratazione, avvertita da particolari recettori ipotalamici, e va ad agire a livello renale. Sui reni l’ADH ha una azione potentissima, determinando una situazione di antidiuresi assai marcata; in sua presenza le urine vengono concentrate massimalmente, e l’organismo in questo modo risparmia acqua, adattandosi alla condizione di disidratazione che ha provocato la secrezione di ADH. Esiste una malattia chiamata diabete insipido (provocata spesso da tumori che distruggono la zona ipotalamica di sintesi dell’ADH) caratterizzata da perdita di un grande quantitativo di urine molto diluite e dalla scarsa secrezione di ADH, sia in condizioni normali che di privazione di acqua. · L’ossitocina. É un ormone dal significato ancora poco compreso. Oggi si conosce la sua azione sulla muscolatura uterina, che consiste nella induzione di una forte contrazione; questa azione è indispensabile subito dopo il parto per indurre la formazione del cosiddetto “”globo di sicurezza”” uterino, cioè per indurre la contrazione della muscolatura uterina, e per impedire l’insorgenza di emorragie gravi. Inoltre, durante il periodo dell’allattamento, l’ossitocina favorisce la secrezione del latte dalle ghiandole mammarie. In questo periodo la produzione di ossitocina da parte della neuroipofisi è indotta dalla stimolazione del capezzolo da parte del neonato. Anche durante l’allattamento la produzione di ossitocina provoca la comparsa di brevi contrazioni uterine leggermente dolorose, cosiddetti morsi uterini del puerperio. L’ossitocina ha però molto probabilmente implicazioni più vaste, che a tutt’oggi non sono comprese.

Adenoipofisi

E’ la parte anteriore della ghiandola, che invece è un vero organo endocrino capace di secernere ormoni.

L’ipofisi è stata definita, con una immagine assai pittoresca, “”il direttore d’orchestra del grande concerto ormonale””; la sua parte endocrina infatti è in grado di secernere ormoni detti “”tropine”” che vanno a loro volta a regolare l’attività di secrezione di altre ghiandole endocrine.
Il ritmo di secrezione delle tropine ipofisarie in genere è collegato alla concentrazione ematica dell’ormone che esse controllano da un fenomeno di feedback negativo; ad un aumento della concentrazione ematica dell’ormone corrisponde una diminuzione della secrezione della tropina ipofisaria, e viceversa.
In questo modo il sistema costituito dalla tropina e dall’ormone da essa controllato tende ad autoregolarsi a livelli corretti, perché eventuali aumenti o diminuzioni della concentrazione dell’ormone vengono corretti da aggiustamenti successivi della concentrazione della tropina e del suo ritmo di secrezione.

Insufficienza ipofisaria

Affezione caratterizzata da un deficit globale di ormoni ipofisari, essenzialmente quelli prodotti dall’ipofisi anteriore (corticotropina, tireostimolina, ormone della crescita, gonadotropine e prolattina).
Questo deficit può colpire le secrezioni dell’ipofisi complessivamente (panipopituitarismo) o soltanto alcune di esse (ipopituitarismo dissociato).

Si tratta di una malattia rara, riconducibile a varie cause.

Nella maggior parte dei casi si tratta di forme acquisite, che di solito fanno seguito a un tumore o all’irradiazione dell’ipota lamo o dell’ipofisi, a emocromatosi (accumulo di ferro nell’organ ismo) o a sindrome di Sheehan (necrosi dell’ipofisi anteriore, di origine vascolare). La forma congenita è rarissima, spesso caratter izzata da un deficit isolato di ormone della crescita e di causa ignota.

Poiché i segni insorgono in modo molto progressivo, talvolta la diagnosi richiede molto tempo.

Sintomi dell’insufficienza ipofisaria

Il soggetto è pallido e si affatica facilmente. Le zone che in condizioni normali sono pigmentate (capezzolo, organi genitali) vanno incontro a progressiva decolorazione. La pelle diventa sottile e segnata da rughe, fredda al tatto e secca. I capelli assumono un aspetto fine e setoso; l’apparato pilifero si riduce, con scomparsa della barba nell’uomo, del pelo pubico e ascellare in entrambi i sessi.
Nel bambino si osserva una brusca frattura nella curva della crescita con arresto o assenza di sviluppo puberale. Nella donna l’ipopituitarismo è responsabile di amenorrea (assenza del ciclo mestruale).
Sul piano psichico insorgono rallentamento intellettivo (spesso), disturbi della memoria (talvolta), scomparsa della libido (sempre). L’ipopituitarismo si accompagna a ipotensione arteriosa e a un rallentamento del ritmo cardiaco.

Dagli esami biologici emergono anemia (diminuzione della quantità di emoglobina nel sangue) e ipoglicemia (riduzione dei livelli ematici di glucosio). Gli esami ormonali rivelano un deficit degli ormoni secreti dall’ipofisi anteriore associato a una carenza di ormoni tiroidei, corticosurrenali e gonadici, la cui produzione non viene più stimolata. Si rendono necessari indagini radiologiche e lo studio del campo visivo per ricercare i segni di una compressione delle vie ottiche a opera di un tumore.
Se non trattato, l’ipopituitarismo può aggravarsi all’impro vviso in seguito a uno stress (infezione, atto chirurgico). La fase acuta è contraddistinta da ipoglicemia, ipotensione arteriosa, diminuzione della temperatura corporea e alterazione dello stato di coscienza sino al coma profondo.

Terapia e cura dell’insufficienza ipofisaria

Consiste nel sostituire gli ormoni mancanti con i farmaci: tiroxina, idrocortisone, 9-a-fluoroidrocortisone e ormoni sessuali (estroprogestinici o progesterone) o gonadotropine (ormone follicolostimolante e luteinizzante). Un tumore ipofisario va operato o sottoposto a radioterapia.

Ipofisectomia

Intervento neurochirurgico consistente nell’ablazione chirurgica dell’ipofisi.

Indicata nei tumori dell’ipofisi (ghiandola endocrina alla base del cervello), viene praticata sia per via cranica (in genere mediante lembo frontale destro), sia per via nasale. Ha conseguenze di tipo endocrino: il malato, colpito da ipopituitarismo (insufficiente secrezione degli ormoni ipofisari), deve sottoporsi per tutta la vita a un trattamento sostitutivo (glucocorticosteroidi, ormoni tiroidei, estrogeni nella donna e androgeni nell’uomo).

Ormoni dell’andenoipofisi

La parte endocrina dell’ipofisi è in grado di secernere un certo numero di tropine diverse.
La secrezione delle tropine è regolata sia dal basso (dal circuito di feedback negativo al quale si accennava più sopra) sia dall’alto, e precisamente dall’ipotalamo. L’adenoipofisi ha una strettissima correlazione con l’ipotalamo, che anatomicamente si esprime con la presenza di un circolo “”portale”” ipotalamo-ipofisario, che assicura il trasporto all’ipofisi di alte concentrazioni di fattori di controllo prodotti dall’ipotalamo, cosiddetti RH (Releasing Hormones).

Gli RH dunque controllano la secrezione delle tropine ipofisarie, che a loro volta controllano la secrezione degli ormoni da parte delle ghiandole endocrine bersaglio; le tropine inoltre sono a loro volta controllate dagli ormoni-bersaglio con un feedback negativo. Si vede come questa complessa rete di relazioni sia mirata non solo al mantenimento statico di valori corretti di concentrazioni ormonali nel sangue, ma anche e soprattutto a dotare l’intero sistema di una grande plasticità che permetta all’organismo di adattarsi a situazioni metaboliche ed ambientali diverse.

La tireotropina

Detta anche ormone tireotropo o TSH, è una glicoproteina secreta all’adenoipofisi. La sua secrezione stimola la produzione di tiroxina e di triiodotironina, due ormoni che stimolano il metabolismo, da parte della tiroide.

La corticotropina

Detta anche ormone adrenocorticotropo o ACTH è un polipeptide di 39 aminoacidi che attiva la secrezione di steroidi ad azione soprattutto glucocorticoide da parte della corteccia surrenale. La secrezione dell’aldosterone è più controllata dal sistema renina-angiotensina che dall’ACTH, essendo più direttamente collegata con il bilancio idrosalino dell’organismo.

Le gonadotropine

Questo termine comprende due ormoni: l’FSH e l’LH-ICSH (rispettivamente, ormone follicolo-stimolante ed ormone luteinizzante stimolante le cellule interstiziali). Nella donna la ciclica variazione di queste tropine ipofisarie, interagendo con livelli estrogenici e progestinici nel sangue, determina il fenomeno dell’ovulazione con tutto il suo corteo di modificazioni cicliche dell’organismo; nell’uomo i livelli ematici di questi ormoni invece sono stabili e la loro presenza è importante (soprattutto quella dell’ LH-ICSH) per il mantenimento della funzionalità dell’apparato riproduttore.

La somatotropina

Detta anche ormone della crescita o GH ha una influenza generalizzata sui processi di accrescimento dell’organismo, agendo per mezzo di intermediari detti somatomedine. Una sua carenza determina nanismo; una sua eccessiva secrezione nel bambino determina la comparsa di gigantismo, nell’adulto di una particolare manifestazione di accrescimento delle parti distali dell’ organismo detto acromegalia.

La prolattina

É un altro degli ormoni secreti dall’ipofisi. Nella donna essa è fondamentale per la maturazione del sistema mammario, donde il nome; le sue funzioni però non sono ancora ben comprese. Sicuramente il suo ruolo va ben al di là della semplice stimolazione alla maturazione delle ghiandole mammarie: è infatti noto che un eccesso di prolattina provoca un blocco del ciclo mestruale. Essa è presente anche nell’uomo, in cui ha funzioni del tutto ignote.

Ormone plasmatico della crescita o ormone somatotropo

Ormone proteico prodotto dalle cellule a dell’ipofisi anteriore, la cui azione principale consiste nel promuovere l’accrescimento corporeo, lo sviluppo di muscoli e visceri, l’aumento della glicemia e la ritenzione di sodio, potassio, calcio e fosforo. La secrezione del STH plasmatico è indotta dall’ormone ipotalamico GRH ed è inibita dalla somatostatina, mentre l’azione periferica è mediata dalle somatomedine. Stimoli come l’ipoglicemia, il digiuno, l’attività fisica e l’arginina ne promuovono la liberazione.
I valori basali sono molto variabili, per cui nella diagnostica dei deficit di GH (ipopituitarismo totale o parziale, nanismo) o nel sospetto di acromegalia si ricorre anche al dosaggio della somatomedina e ai test di stimolo (con arginina, insulina, L-dopa) o di inibizione con iperglicemia.

Somatostatina

Ormone secreto dall’ipotalamo, dal sistema nervoso centrale, da alcune cellule neuroendocrine del tubo digerente e dal pan creas.
La sua funzione è di inibire la produzione di molti ormoni: TRH e corticoliberina (ipotalamo), TSH, ormone della crescita (ipofisi), gastrina (stomaco), insulina e glucagone (pancreas). Riduce i noltre i movimenti dei muscoli coinvolti nella digestione.

Sostanze analoghe alla somatostatina, sintetizzate e mod ificate in modo da prolungarne la durata d’azione, vengono iniettate per correggere l’ipersecrezione di ormone della crescita, ma anche combattere la diarrea e la perdita d’acqua in caso di VIPoma (tumore del pancreas) e l’ipersecrezione di corticotropina o serotonina imputabile ai carcinoidi (tumori maligni o benigni dell’apparato digerente). La somatostatina viene inoltre utilizzata per attenuare vari tipi di secrezione digestiva, in caso di pancreatite o fistola postchirurgica, oppure per limitare la crescita di alcuni tumori maligni dell’apparato digerente.

Somatostatina plasmatica

Polipeptide presente in molti organi e tessuti con molteplici funzioni.
Il nome deriva dalla capacità di inibire la liberazione ipofisaria dell’ormone della crescita (GH). A livello gastrico inibisce la gastrina e la secrezione acida, a livello pancreatico la secrezione di insulina o glucagone. I valori plasmatici normali di somatostatina aumentano progressivamente sino ai 50 anni, per poi tornare a diminuire.

Risultano molto elevati in caso di acromegalia, mentre sono bassi in caso di ipopituitarismo o malnutrizione. A differenza dei valori di GH, la concentrazione della somatostatina è costante durante le 24 ore (assenza di ritmo circadiano).

Sindrome di Marie

Ipersecrezione dell’ormone della crescita da parte del lobo anteriore dell’ipofisi, dovuta, nella maggior parte dei casi, a un tumore ipofisario benigno. La sindrome si manifesta con eccessivo ingrandimento e deformazione di orecchie, naso, mandibola, mani e piedi, ass ociato a progressiva perdita di forza muscolare, alterazioni metabo liche e i–pertensione.

Può colpire persone di ogni età, ma si riscontra più frequentemente negli adulti di età compresa tra i 18 e i 30 anni.

Sindrome di Simmonds

Forma di ipopituitarismo, non legato a complicanze postpartum o alla presenza di tumori dell’ipofisi, caratterizzata dall’insufficienza di tutte le secrezioni pituitarie (panipopituitarismo).
I segni clinici comprendono nanismo, insufficienza funzionale di tiroide, g onadi e surreni, amenorrea, scomparsa della lattazione, perdita di peso, invecchiamento precoce, sintomi psichici e cachessia.
Colpisce soprattutto le donne.