Mano: ossa, muscoli, nervi e patologie della mano

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La mano, segmento estremo dell`arto superiore dell`uomo, è dotata di una struttura complicata. Il suo scheletro è molto mobile, i muscoli sono in grado di muoverne indipendentemente ogni segmento.

Le ossa della mano

Lo scheletro della mano è costituito da un gran numero di parti di piccole dimensioni. A livello del polso si trovano due file di ossicini (ossa del carpo) fra cui si ricordano il semilunare e lo scafoide per le frequenti fratture. Segue lo scheletro del metacarpo, costituito da cinque ossa (dal primo al quinto osso metacarpale) e quello delle dita vere e proprie. Il primo dito, il pollice, è composto da due soli segmenti scheletrici (prima e seconda falange); le rimanenti dita sono invece composte da tre falangi, rispettivamente prossimale, intermedia e distale.

Carpo

Il carpo è formato da otto ossa corte, disposte in due serie. La serie superiore, che si articola con il radio e l’ulna, è costituita da scafoide, semilunare, piramidale e pisiforme. La serie inferiore, che si articola con le sei ossa metacarpali, comprende trapezio, trapezoide, capitato (o grande osso) e osso uncinato.

L’articolazione del carpo permette di eseguire i movi menti di flessione ed estensione della mano. Le fratture degli ossicini del carpo sono difficili da diagnosticare. La più frequente è quella dello scafoide, percepibile alla palpazione tra i tendini situati alla base del pollice.

Metacarpo

Lat. metacarpus. Parte dello scheletro della mano compreso tra il carpo (che corrisponde al polso) e le dita. Il metacarpo forma lo scheletro della parte piana della mano, palmo e dorso. È composto da cinque ossa lunghe, le ossa metacarpali, che si articolano a un’estremità con il carpo e all’altra con la prima falange delle dita.

Ossa metacarpali

Ossa lunghe della mano. Le ossa metacarpali sono cinque per mano, e costituiscono il metacarpo. La prima, alla base del pollice, è molto mobile, le altre, poco mobili o fisse, formano lo scheletro del palmo della mano. La base di ogni osso metacarpale si articola con il carpo (insieme di ossa che forma lo scheletro del polso) attraverso l’articolazione carpo-metacarpale, mentre la testa si articola con la prima falange delle dita grazie all’articolazione metacarpo-falangea, molto mobile.

Le fratture delle ossa metacarpali, soprattutto del primo e del quinto, sono estremamente frequenti, ed è talvolta necessario ridurle chirurgicamente prima di immobilizzarle, con una stecca o un gesso, per un periodo compreso tra le 3 e le 6 settimane.

Osso semilunare

Lat. os lunatum. Osso intermedio del carpo (scheletro del polso), posto tra lo scafoide e il piramidale. Mantenuto in sede da forti legamenti, è praticamente immobile.

Lussazioni dell’osso semilunare

Sono lesioni gravi, prodotte da un trauma del polso che lacera tutto il sistema di legamenti del carpo; possono accompagnarsi a una frattura del semilunare o dello scafoide carpale. Questi danni vanno trattati d’urgenza con riduzione manuale, seguita da immobilizza zione con gesso o chiodi percutanei (senza apertura chirurgica). In caso di insuccesso dell’intervento ortopedico o di fratture associate, il trattamento deve essere chirurgico.

Necrosi dell’osso semilunare o malattia di Kienböck

Deriva da una cattiva vascolarizzazione dell’osso, conseguente a frattura o lussazione. Il trattamento chirurgico può consistere nell’ablazione delle ossa della prima serie carpale, nell’inserim ento di un impianto protesico o in un’artrodesi (blocco dell’articolazione) del polso.

Muscoli della mano

Numerosi muscoli concorrono all’esecuzione dei movimenti della mano e delle dita. I muscoli estrinseci, situati nell’avambraccio, trasmettono i movimenti tramite i tendini, che decorrono sia lungo il palmo che lungo il dorso. I muscoli della mano, o muscoli intrinseci, di dimensioni ridotte, permettono i precisi movimenti delle dita: muscoli interossei, muscoli lombricali, muscoli dell’eminenza tenar per il pollice, muscoli dell’eminenza ipotenar per il mignolo.

Tenosinovite

Infiammazione della guaina sinoviale (membrana sierosa che circonda alcuni tendini e ne facilita lo scorrimento). I principali tendini muniti di una guaina sinoviale sono quelli dei muscoli estensori e flessori delle dita di mani e piedi.

Le tenosinoviti possono essere dovute a sovraffaticamento di un’articolazione, a un reumatismo infiammatorio (in particolare poliartrite reumatoide), a un’infezione batterica (stafilococco, bacillo di Koch) o a un’infiammazione locale: appartengono a quest’ultima categoria la tenosinovite crepitante, che colpisce la guaina dei tendini estensori delle dita a livello del polso, e la tenosinovite stenosante, che colpisce la guaina comune ad alcuni tendini dei muscoli del pollice e delle altre dita.

I sintomi sono gli stessi della tendinite: edema, dolore che si esacerba alla palpazione e quando il tendine viene messo in movimento.

In caso di tenosinovite infettiva, è necessaria una pulizia chirurgica (lavaggio della guaina sinoviale con soluzione fisiologica se il liquido è solamente infiammatorio, ablazione della guaina se è presente pus), associata a una terapia antibiotica mirata, poiché queste tenosinoviti comportano il rischio di rottura del tendine. Negli altri casi, il trattamento è basato sul semplice riposo della zona dolorante e sull’assunzione di antinfiammatori.

Malattia di De Quervain o tendinite di De Quervain

Disturbo di mano e polso caratterizzato da tenosinovite cronica, che può insorgere in seguito ad attività che richiedono movimenti ripetitivi del polso. È causato dall’infiammazione della guaina del tendine estensore del pollice e si manifesta con dolore alla base del pollice, che si acutizza con il movimento della mano.

Nervi della mano

Alla vascolarizzazione della mano concorrono le arterie radiale e ulnare. La sua innervazione, molto ricca, è assicurata da tre nervi principali: il mediano, l’ulnare e il radiale, ognuno dei quali è preposto a una zona cutanea specifica e svolge un ruolo motorio e sensitivo, assicurando ai polpastrelli delle dita una percezione molto fine.

Palmo

Lat. palma manus. Parte anteriore della mano, compresa tra il polso e la radice delle dita. Il palmo della mano presenta una depressione centrale (incavo della mano), delimitata ai due lati rispettivamente dall’eminenza tenar (sporgenza formata dai muscoli del p ollice) e dall’eminenza ipotenar (sporgenza formata dai muscoli del dito mignolo). È percorsa da tre pieghe più marcate (dette comunemente linee della mano) a forma di M, determinate dai movimenti delle dita.

La malattia di Dupuytren interessa soprattutto l’anulare e il mignolo, i quali assumono una posizione flessa verso il palmo e perdono la facoltà di distendersi, sia spontaneamente sia con l’aiuto dell’altra mano. È dovuta alla retrazione fibrosa dell’aponeurosi (membrana connettiva) palmare. L’evoluzione della malattia può essere ritardata da infiltrazioni locali di corticosteroidi, il cui effetto è comunque transitorio. Il solo trattamento risolutivo è di tipo chirurgico e consiste nell’escissione dell’aponeurosi palmare.

Le tenosinoviti, infiammazioni delle guaine sinoviali che circondano i tendini del palmo, sono causate da inoculazione diretta mediante puntura o dall’estensione di un giradito.

Palmare

Relativo al palmo della mano. Si distinguono diversi territori ed elementi costitutivi del palmo, in particolare l’aponeurosi palmare, le arcate palmari (unione dei vasi radiali e cubitali) e i muscoli palmari.

È una membrana fibrosa biancastra, resistente e non estensibile, situata sottocute, che ricopre i muscoli del pollice (eminenza tenar) e del dito mignolo (eminenza ipotenar), i tendini dei muscoli flessori delle dita, i vasi e i nervi della mano. La malattia di Dupu ytren è caratterizzata dalla retrazione progressiva e irriducibile di tale membrana, che impedisce la distensione completa delle dita, in particolare dell’anulare e del mignolo.

Sono due, una superficiale, l’altra profonda. Si tratta di vasi che descrivono un semicerchio dal quale hanno origine tutti i vasi che irrorano la mano e le dita. Le arcate palmari nascono alla congiunzione tra i vasi provenienti dall’arteria ulnare e dall’arteria radiale e quelli della mano.

Hanno origine nell’avambraccio e proseguono nel palmo.
Comprendono il grande palmare, che rende solido il polso e consente la flessione della mano verso l’avambraccio, e il piccolo palmare, muscolo flessore del polso. Il muscolo palmare cutaneo è una sottile lamina situata sotto la cute dell’eminenza ipotenar (prolungamento del dito mignolo). La sua unica funzione consiste nel consentire il corrugamento della pelle dell’eminenza ipotenar.

Sindrome di Andrews

Eruzione pustolosa sterile che colpisce il palmo delle mani e la pianta dei piedi. Nelle mani sono generalmente colpite le eminenze tenar e ipotenar; nei piedi i calcagni e l’area adiacente, costituita dalla parte dorsale dell’arco del piede compresa tra le dita e la caviglia.

La malattia segue un decorso cronico ricorrente. Ha alcune particolarità in comune con la psoriasi, a cui è talvolta associata.

Patologie e lesioni della mano

Piaghe e ustioni

Questo tipo di lesione è molto frequente nella mano, in partic olare sul palmo e sulle dita. Quando colpiscono elementi funzionalmente indispensabili, come i tendini, i nervi, i vasi, possono comportare postumi irreversibili. Le infezioni (patereccio, flemmone) sono da ritenersi importanti quando raggiungono le guaine dei tendini flessori e possono aggravarsi se il loro trattamento non è tempestivo.

Fratture

Possono verificarsi in qualsiasi osso della mano. A volte richiedono interventi di chirurgia specialistica.

Paralisi

Molto invalidanti, possono avere varie cause: ictus cerebrale, malattia del plesso brachiale o dei nervi a livello dell’arto superiore.
Alcune malattie neurologiche, come il morbo di Parkinson, possono ostacolare i movimenti della mano pur senza provocare una vera e propria paralisi.

Artrosi

Può colpire la mano, in particolare alla base del pollice.

Malattie reumatiche

Le malattie reumatiche, per esempio l’artrite reumatoide, possono avere come conseguenza deformazioni importanti della mano dovute al danno delle articolazioni. Tra queste la più caratte ristica è la deviazione laterale delle dita.

Tenar

Lat. thenar. Sporgenza arrotondata situata sul palmo della mano, nel prolungamento del pollice, corrispondente al rilievo dei muscoli del pollice.

Il tenar può appiattirsi quando i muscoli che lo costituiscono si atrofizzano, per esempio nel caso di alcune malattie neurologiche (polineurite, poliomielite, sclerosi laterale amiotrofica), o in se guito a sezione del nervo mediano.

Sindrome di Ballard

Brachidattilia di tipo B ed E combinata. Presenta i segni clinici della classificazione di Julia Bell tipo B ed E: ipoplasia delle falangi distali sul lato ulnare della mano e accorciamento di uno o più meta carpi.
I soggetti non presentano bassa statura come nel tipo E. È stata notata in diversi casi una trasmissione padre-figlio, che ha suggerito una modalità di trasmissione autosomica dominante.

Sindrome di Bonnevie Ullrich

Sindrome congenita caratterizzata da linfoedema delle mani e dei piedi, ipoplasia delle ossa e dei muscoli, bassa statura, rilassamento cutaneo, unghie distrofiche, disturbi motori dei nervi cranici.
Eziologia sconosciuta, ereditarietà legata al cromosoma X e autosomica dominante.

Brachidattilia

Malformazione ereditaria a trasmissione autosomica dominante, caratterizzata da un anomalo accorciamento delle dita delle mani o dei piedi. La condizione è confermata dall’esame radiografico delle estremità, da cui emerge una diminuzione della lunghezza delle falangi. È spesso associata ad acondroplasia (anomalia responsabile di una bassa statura).

Artrosi delle mani

Malattia cronica, deformante e non infiammatoria delle articolazioni della mano.

L’artrosi della mano colpisce nell’80% dei casi il sesso femminile, insorgendo molto spesso dopo i 50 anni, con la menopausa.

L’artrosi della mano si manifesta con dolori più o meno intensi, che appaiono durante i movimenti e li limitano. Possono essere colpite diverse articolazioni.

Noduli di Bouchard

Sono deformazioni che si sviluppano tra la prima e la seconda falange.

Noduli di Heberden

Sono l’equivalente dei noduli di Bouchard tra la seconda e l’ultima falange.

Rizartrosi del pollice

Limita e rende dolorosi i movimenti di presa tra il pollice e l’indice.
Colpisce spesso entrambi le mani.

Il trattamento si basa sull’assunzione di analgesici e antinfiammatori non steroidei (FANS). Quando i dolori sono troppo intensi, è possibile immobilizzare temporaneamente le articolazioni colpite con l’aiuto di un tutore in gesso, in cuoio o in plastica. A volte i fanghi si rivelano efficaci.

Corno cutaneo

Escrescenza dura, di colore grigiastro o brunastro, localizzata sul volto o sulle mani. Colpisce soprattutto i soggetti anziani. Consistente in un accumulo locale di cheratina, ha la forma di un rilievo piramidale, che cresce lentamente e può misurare sino a 2 cm. Il trattamento consiste nell’ablazione chirurgica, seguita dall’esame istologico per verificare l’assenza di un cancro (carcinoma) sottostante.

Sindrome di Iso Kikuchi

Sindrome caratterizzata da un’anomalia della mano, anonichia, micronichia o macronichia del dito indice. Non sono disponibili informazioni sull’ereditarietà.

Discondroplasia

Malattia genetica che determina la comparsa di numerosi condromi (tumori cartilaginei benigni) sulle ossa delle mani e dei piedi e sulle ossa lunghe degli arti.

I condromi, indolori, possono provocare deformazioni e, quando sono voluminosi, rendere fragili le ossa al punto da causare fratture.

Non esiste un trattamento specifico per l’encondromatosi. I condromi vanno tenuti sotto controllo radiologico perché sussiste il rischio, per quanto basso, di degenerazione maligna.

Sindrome di Maffucci

Sindrome da malformazione congenita che si manifesta con encondromatosi e anomalie vascolari quali angiomi cavernosi, flebite e dilatazione dei vasi linfatici. La malattia esordisce generalmente entro la pubertà.

Sindrome di Gerhardt

Affezione caratterizzata da sensazione di dolore alle mani e ai piedi, che diventano rossi, gonfi e caldi al tatto.

L’eritromelalgia, dovuta alla dilatazione dei vasi delle estremità, può rivelare una anomalia del sangue, per esempio un eccesso di piastrine.         In tal caso viene alleviata dall’acido acetilsal icilico e guarisce con il trattamento dell’anomalia del sangue.

Microdattilia

Malformazione congenita caratterizzata dalle dimensioni ridotte di una o di più dita delle mani o dei piedi. La microdattilia deriva da un’anomalia dello sviluppo dell’embrione (assenza o arresto dello sviluppo di alcune falangi). La malformazione può essere visibile all’ecografia, durante la gravidanza.

Sindrome di Akless Graham

Malformazione congenita caratterizzata da articolazioni corte di mani e piedi, nel 90% dei casi da deficienza mentale, e da facies peculiari quali testa schiacciata, brachicefalia, naso piccolo e ampio, mandibola sporgente. Sono in genere presenti anche ritardo dello sviluppo intrauterino e della statura. Possono verificarsi anormalità a livello della pelle, degli organi genitali, dei denti e dello scheletro.

Nodulo dei mungitori

Lesione virale a carico delle mani, dovuta a un virus del gruppo dei parapoxvirus.

Si osserva in contesti rurali, sotto forma di casi sporadici o, talvolta, di epidemie. Imputabile al contatto delle mani dei mungitori con le mammelle di una mucca infetta, dà luogo a una o più lesioni sferiche, di diametro variabile dai 3 ai 15 cm, in leggero rilievo, arro ssate e talvolta ricoperte da una crosta, ma non dolorose. Il trattam ento si basa sull’applicazione di antisettici e sull’assunzione di antibiotici (tetracicline) per via orale. Le lesioni di solito scompaiono ne l giro di 3 settimane.

Idroa vacciniforme

Lesioni disseminate sul dorso di una mano. Alcune vesciche si sono rotte.
Lesione estesa sulla fronte. L’aspetto crostoso può essere predominante, in particolare sul viso.Fotodermatosi (affezione cutanea favorita dalla luce) del bambino.

L’idroa vacciniforme, estremamente rara, si manifesta con un’eruzione di vescicole che in un secondo tempo si ricoprono di una crosta, per lasciare infine il posto a una cicatrice depressa di colore biancastro, soprattutto sul viso (naso, guance, orecchie), sul dorso delle mani e sugli avambracci. È talvolta associata a congiuntivite. La malattia compare in genere prima dei 10 anni di età, poi evolve con accessi, scatenati dall’esposizione al sole. Guarisce spontaneamente nel giro di qualche anno. Il trattamento mira ad alleviare i sintomi con l’ausilio di antisettici. La prevenzione degli accessi si basa sulla protezione dal sole; nelle forme gravi si ricorre alla somministrazione di antimalarici di sintesi.