Omeopatia

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Il termine omeopatia si riferisce ad una forma di medicina poco praticata in Italia, che si basa sulla cura delle malattie tramite la somministrazione di rimedi di natura analoga alla malattia stessa.

Origini dell’omeopatia

L’omeopatia, istituita intorno al 1790 da un medico tedesco chiamato Samuel Hahnemann, è basata sull’idea che “il simile cura il simile” cioè, sostanze che causano certi sintomi in una persona sana possono anche curare gli stessi sintomi Favo, in extrasistole, una persona ammalata.

Da questa cosiddetta legge dei simili deriva il nome omeopatia: “omeo” vuol dire simile, “patia” significa malattia. Grazie ai suoi esperimenti, Hahnemann sviluppò un metodo per potenziare i rimedi omeopatici, diluendoli in una soluzione di acqua e alcool e quindi scuotendo vigorosamente la miscela (succussione).

I risultati lo Wholesale San Francisco 49ers Jerseys convinsero del fatto che un alto grado di diluizione non solo minimizza gli effetti collaterali dei rimedi, ma aumenta anche contemporaneamente i loro effetti terapeutici. I moderni medici omeopatici solitamente prescrivono rimedi con rapporti di diluizione che variano da 1 D (una parte di principio wholesale nba jerseys attivo con nove parti di mezzo di diluizione) a 200 C (200 ripetizioni del processo di diluizione di una parte di sostanza con 99 parti di mezzo di diluizione); rapporti più alti sono indicati con una “M”, che indica un rapporto diluizione di 1 a 999.

Critiche all’omeopatia

I critici dell’omeopatia sostengono che, nei più alti rapporti di diluizione (che sono considerati a più elevata efficacia), i rimedi possono non contenere più neppure una sola Cistografia: molecola della sostanza attiva originaria. D’altra parte, studi hanno dimostrato che i rimedi omeopatici possono essere efficaci per alcune malattie, come la diarrea dei bambini, il raffreddore da fieno, l’asma e l’influenza. La maggior parte dei rimedi omeopatici è stata sottoposta a test, cioè a osservazioni mediche in cui dosi non diluite di sostanze omeopatiche sono somministrate a persone sane. Le variazioni dello stato mentale ed emotivo e delle condizioni fisiche insorte durante questi test possono aiutare i medici omeopatici a identificare il rimedio che meglio si può adattare a un particolare gruppo di sintomi. Negli ultimi duecento anni, sono stati eseguiti test su quasi duemila sostanze.

La messa in pratica dell’omeopatia

La maggior parte degli omeopati pratica l’omeopatia “costituzionale”, basata sull’idea che sia la costituzione di ogni persona (cioè la sua struttura mentale, fisica ed emotiva) a dover essere trattata in caso di qualsiasi malattia. Secondo la teoria classica, i rimedi sono usati uno alla volta. Il medico chiede un’accurata storia clinica del paziente e ne osserva i sintomi fisici e psicologici, quindi prescrive un primo rimedio. Se il farmaco non ha l’effetto desiderato o i sintomi persistono, si esegue una seconda analisi e si giunge a una seconda prescrizione.

Questo processo continua finché non si trova il rimedio corretto per la malattia in corso. La terapia costituzionale è per lo più adottata nel caso di malattie croniche; le malattie acute, o a decorso breve, sono solitamente curate con rimedi specifici al суп caso. Recentemente, si sono diffusi dei rimedi omeopatici composti, da banco, per una vasta gamma di malattie comuni. Questi prodotti contengono alcuni fra gli abituali rimedi omeopatici per un particolare problema e possono essere utili per l’autotrattamento di disturbi banali.

Per malattie croniche o gravi, un medico omeopatico può prescrivere i singoli rimedi specifici. Gli omeopati sono solitamente medici che hanno seguito un corso pluriennale presso scuole private; ma non tutti i corsi di omeopatia sono ugualmente seri e approfonditi. I farmaci omeopatici sono venduti nella maggior parte delle farmacie come medicinali da banco.

Scelta del farmaco omeopatico

In realtà, la scelta del farmaco omeopatico non è basata semplicemente sull’osservazione dei sintomi della malattia, così da prescrivere un farmaco capace di generare sintomi analoghi a quelli provocati dalla malattia stessa. La peritonale: scelta del farmaco è molto più complessa, e richiede un’attenta osservazione delle caratteristiche fisiche e psicologiche del paziente, in modo da identificare con precisione la sua tipologia omeopatica.

I caratteri omeopatici sono assimilati a divinità della mitologia greca: così, le persone colleriche e irascibili sono definite “”tipi Marte””, le persone melanconiche, lente, ingobbite, “”tipi Saturno””, le persone attive, veloci e minute “”tipi Mercurio””, e così via. Ogni carattere omeopatico riconosce diversi sottotipi, legati alla presenza di alcuni caratteri familiari; inoltre, esistono delle tipologie omeopatiche intermedie di più difficile identificazione.

Il carattere omeopatico implica anche una predisposizione ed alcune malattie: per esempio, i tipi Marte, collerici, sono predisposti alle malattie di fegato. Quindi, la scelta del farmaco deve tenere conto anche del carattere del paziente e della sua predisposizione a sviluppare determinate malattie: questo è uno dei motivi per cui l’esame omeopatico Seattle Seahawks Jerseys del paziente richiede un tempo tanto lungo.

Effetti e risultati dell’omeopatia

Secondo gli autori di un’indagine pubblicata sulla rivista Lancet, i benefici clinici attribuiti ai trattamenti omeopatici sono meramente un effetto placebo. L’omeopatia si basa sulla nozione secondo cui “i simili curano i simili”; il trattamento comporta la somministrazione di piccole quantità di farmaci che, se assunti in quantità superiori, provocherebbero sintomi analoghi a quelli sofferti dal paziente. Inoltre prevede un livello elevato di interazione fra medico e paziente. Nell’articolo, M. Egger e i suoi Saunakilt colleghi (università di Berna) hanno effettuato una ricerca su diciannove database elettronici contenenti dati medici relativi agli anni fra il 1995 e il 2003 per esaminare indagini scientifiche condotte sull’effetto dei farmaci omeopatici e confrontarli con gli effetti della medicina convenzionale. Il gruppo di ricerca ha preso in considerazione 110 indagini sull’omeopatia e altrettante per la medicina convenzionale (allopatia). I medici hanno utilizzato strumenti sofisticati di analisi statistica per vagliare i risultati delle indagini; i valori inferiori a 1,0 indicano un effetto benefico del trattamento in rapporto a quello di un placebo.

Dal momento che gli studi presi in considerazione erano particolarmente ampi, gli studiosi ritengono che i risultati ottenuti siano effettivamente affidabili. The Complessivamente, il valore assegnato ai trattamenti omeopatici è molto vicino a 1,0, dunque si discosta poco dall’effetto placebo, mentre quello cheap nba jerseys della medicina convenzionale è pari a 0,67 e ne indica una maggiore efficacia terapeutica. Secondo il gruppo di ricerca guidato da Egger, i risultati non producono prove sufficienti a supporto del fatto che i trattamenti omeopatici siano più 5 efficaci dei placebo, mentre la medicina convenzionale garantisce effetti più evidenti.