Curare paranoia: la terapia

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PARANOIA
Nel campo delle malattie psichiatriche la paranoia viene comunemente classificata come una psicosi cronica in cui la presenza di un più o meno marcato delirio si accompagna ad allucinazioni acustiche o visive e ad idee cosiddette di riferimento.

PARANOIA: LA TERAPIA
Anche se lasciata a se stessa la paranoia è una delle poche psicosi che non necessariamente porta ad un grave deterioramento mentale; infatti spesso le forme psicotiche croniche arrivano nel tempo ad avere caratteristiche simili a certe demenze, specie nella senilità. Ovviamente la presenza o meno del deterioramento è in gran parte legata alla gravità della malattia ed alla possibilità residua di questi soggetti di mantenere in parte un contatto col mondo circostante: più i deliri e le allucinazioni si fanno invasivi meno messaggi “”di realtà”” potranno trovare spazio nella mente del paranoico con immaginabili conseguenze sul suo inserimento sociale. Per questi motivi è necessario, nei limiti del possibile, un intervento terapeutico diretto in due sensi: da una parte ci si deve preoccupare di limitare il procedere della malattia, dall’altra di salvare quanto ci sia di sano in questi pazienti; il primo tipo di intervento è particolarmente improntato al tamponamento farmacologico dei sintomi deliranti con speciale riferimento alle allucinazioni. I farmaci di uso comune in queste situazioni sono i neurolettici o tranquillanti maggiori che vengono impiegati sia in ambiente ospedaliero che nelle cure domiciliari, ma hanno il limite di diminuire i propri effetti nel tempo, particolare molto importante quando si ha a che fare con terapie croniche; la seconda possibilità terapeutica ci è fornita dalla psicoterapia. Questa può essere basata sul colloquio, quando sia possibile, o sfruttando l’aiuto di strutture adeguate come i day-hospital in cui far “”agire”” pazienti, senza ricorrere al loro ricovero in un ospedale tradizionale.

LE MANIFESTAZIONI DELLA PARANOIA
Caratteristiche della paranoia sono le idee di riferimento nel senso che i soggetti pensano che molti eventi esterni abbiano in qualche modo influenza sulla propria esistenza per lo più in senso negativo senza apparente motivo; il delirio che va insinuandosi nei processi mentali è in genere di tipo persecutorio ma può anche avere carattere di gelosia o di grandezza; sono tipici i comportamenti di diffidenza nei confronti degli altri che siano conosciuti o meno, le abitudini di vita possono essere bizzarre con sensazione soggettiva di onnipotenza che si manifesta nei modi più svariati. Queste persone possono essere, malgrado la loro situazione, particolarmente colte ed intelligenti e se avvicinate in particolari momenti può essere difficile accorgersi del loro stato. Come nella gran parte delle malattie psichiatriche appartenenti al gruppo delle psicosi sono state fatte numerose ipotesi circa le cause che possano condurre ad una tale situazione: alcuni sostengono teorie di tipo genetico poiché sono note forme che si ripetono in determinati gruppi familiari con frequenza superiore alla media. Altri studiosi ammettono la possibilità che alterazioni neurochimiche modifichino il funzionamento delle attività cerebrali con conseguenze di questo genere ed in tal caso queste ipotesi potrebbero spiegare non solo la paranoia ma praticamente tutte le malattie del gruppo delle psicosi. Infine, sulla spinta delle teorie psicoanalitiche di Freud, sono numerose le ipotesi cosiddette psicodinamiche: qualsiasi malattia della mente troverebbe origine non solo all’interno dei soggetti ma dall’interazione tra questi e l’ambiente socio-culturale circostante. Purtroppo allo stato attuale delle ricerche in questo oscuro campo della clinica medica non si è ancora in grado di capire gli intimi meccanismi che stanno alla base dei processi mentali più profondi.