Pigmenti: melanina, anomalie della pigmentazione

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I pigmenti sono sostanze naturali (animali, vegetali, minerali) o di sintesi chimica che hanno la caratteristica comune di presentare una colorazione particolare, ovvero di assorbire selettivamente alcune bande di frequenza dei raggi di luce, riflettendone altre.

Classificazione dei pigmenti

I pigmenti si distinguono in base allo spettro di assorbimento e alla posizione nei diversi tessuti che costituiscono la pelle.

Pigmenti melanici

Sono situati nell’epidermide e conferiscono una colorazione scura o rosso-arancio (individui con i capelli rossi).

Pigmenti carotenoidi

Sono situati nell’epidermide e nel tessuto adiposo e sono di colore giallo-arancio; sono responsabili della sintesi della vitamina A.

Pigmenti ferrosi

Sono situati nel derma. Di colore rosso-bruno, provengono dai depositi di emosiderina (pigmento proteico contenente ferro) e di ferro.

Sia l’aumento eccessivo della pigmentazione, legato o meno a una disfunzione dei melanociti (cellule responsabili della sintesi dei pigmenti melaninici, o melanine), sia la diminuzione e l’as senza di pigmentazione (acromia), congenita (albinismo, piebaldismo) o acquisita (vitiligine, pityriasis versicolor, lebbra ecc.), sono patologici.

Pigmenti visivi

Altri pigmenti importanti dell’organismo umano sono quelli presenti nell’occhio. A livello retinico sono presenti delle cellule fotosensibili, capaci di trasformare l’energia della luce in impulsi nervosi.
La trasduzione è affidata a particolari molecole di pigmento (pigmenti visivi) che cambiano di stato sotto l’azione della luce, emettendo energia che concorre alla formazione dell’impulso nervoso alla base della visione. I bastoncelli contengono un pigmento assai sensibile ad una vasta gamma di lunghezze d’onda, e sembrano più coinvolti nella rilevazione del livello di intensità della luce e nella visione crepuscolare; i coni contengono invece tre tipi diversi di pigmento e sono coinvolti nella visione dei colori, nella visione distinta, nella percezione dei contorni, etc.

Il meccanismo che permette l’esatta percezione dei colori non è assolutamente chiaro: probabilmente i tre tipi di pigmenti dei coni si scindono quando vengono colpiti da raggi luminosi di tre diverse lunghezze d’onda e quindi di tre differenti colori; non è noto in quale modo questo meccanismo relativamente semplice possa portare alle discriminazione dei numerosi colori che possono essere distinti dall’occhio umano.

Melanina

Nell’organismo umano esistono diversi pigmenti di grande importanza. Il più diffuso è probabilmente la melanina, derivata da una serie di reazioni che hanno come capostipite un aminoacido, la tirosina.
 Il pigmento melanina si trova concentrata in particolare in alcuni tessuti fra i quali i più importanti sono la pelle, le mucose, la coroide. La melanina viene secreta da apposite cellule, i melanociti, che sono dotati di prolungamenti dendritiformi tramite i quali il pigmento, sotto forma di granuli di piccolissime dimensioni, viene passato alle cellule epiteliali. Nella cute la melanina ha la funzione assai importante di proteggere i tessuti sottostanti e la cute stessa dall’azione lesiva delle radiazioni luminose e di lunghezza d’onda ancora inferiore (raggi ultravioletti). Le persone di carnagione chiara, la cui cute produce solo poca melanina, sono molto più esposte ai danni provocati dalla esposizione alla luce solare e, sembra, anche alle neoplasie cutanee.

Il quantitativo di melanina presente nella pelle determina la colorazione di base della pelle stessa, e varia significativamente da razza a razza, essendo massima nelle razze negre e minima in quelle nordiche. L’esposizione al sole determina l’incremento dell’attività di alcuni enzimi ed il conseguente aumento di produzione della melanina, con inscurimento della cute (abbronzatura). La melanina è anche presente a livello dei peli, dei quali determina colorito più o meno scuro.

Azioni della melanina

La melanina determina il colore della pelle e dà all’iride sfumature scure: in sua assenza, gli strati profondi dell’iride, il cui colore è azzurro, risultano visibili. La melanina, inoltre, protegge la pelle dalle radiazioni ultraviolette del sole, che favoriscono il processo di invecchiamento e l’insorgenza di neoplasie cutanee. Sotto l’influsso di queste radiazioni, però, essa inibisce la sintesi della vitamina D nella pelle. Per questo motivo i bambini neri che vivono in Paesi freddi sono più esposti di quelli bianchi a rachitismo (carenza di vitamina D).

La quantità di melanina per ogni individuo dipende da fattori ereditari, dalla stimolazione ormonale dei melanociti e da eventuali fattori patologici (albinismo).

In assenza di melanina

La melanina viene prodotta in uno strato profondo della pelle da cellule specializzate dette melanociti. Oltre a colorare anche i capelli, i peli, gli occhi, la melanina ha il compito di proteggere la pelle dall’azione dannosa dei raggi ultravioletti solari. La quantità di melanina presente nell’organismo varia da individuo a individuo: quando essa è assente, determina l’albinismo, che può presentarsi in forma totale o parziale. L’albinismo totale è raro e caratterizzato da pelle bianchissima, capelli quasi bianchi o giallo paglierino di consistenza setosa, occhi grigio-bluastri o rosei. Proprio a causa della mancanza di melanina, gli albini manifestano più o meno gravi disturbi della vista e non riescono a sopportare la luce, così come la loro pelle non è in grado di restare esposta ai raggi del sole che per brevissmi periodi.

Nell’albinismo parziale, relativamente frequente, la mancanza di pigmentazione è di solito limitata a un solo ciuffo di capelli o a uno solo degli occhi o addirittura soltanto a una ristretta zona cutanea. Per evitare conseguenze anche gravi, gli albini dovrebbero evitare la luce del sole, e proteggere le parti scoperte con creme schermanti.

Melanuria

Presenza nell’urina di pigmenti della stessa natura chimica della melanina. Il fenomeno è il segno di un cancro cutaneo, il melanoma maligno, giunto ormai a uno stadio disseminato nell’organismo (in particolare nel fegato e nello scheletro). Comporta una colorazione nera delle urine.

Piebaldismo

Malattia ereditaria rara caratterizzata dall’assenza locale di pigmentazione della pelle e dei capelli. Si trasmette con modalità autosomica (mediante cromosomi non sessuali) dominante (è sufficiente che il gene responsabile sia ricevuto da un genitore perché il bambino sviluppi la malattia). Comporta la presenza di una ciocca di capelli bianchi sulla fronte e la depigmentazione della pelle della fronte, talvolta accompagnate da decolorazione delle ciglia e delle sopracciglia e da placche bianche sul busto.

Il piebaldismo può essere associato a disturbi oculari e uditivi e ritardo mentale.
Il trattamento è limitato alla protezione delle zone depigmentate durante l’esposizione al sole e al loro mascheramento mediante cosmetici.

Ipomelanosi

Diminuzione anomala, locale o generalizzata, della pigmentazione cutanea, conseguente a una diminuzione della quantità di melanina contenuta nella pelle.

Le ipomelanosi sono talvolta di origine genetica, come l’albinismo o il piebaldismo (ciocca di capelli bianchi sulla fronte), ma possono anche essere acquisite, causate da aggressione dovuta a calore, freddo o una sostanza chimica, da affezione cutanea (psoriasi, eczema), infezione (lebbra, sifilide, pityriasis versicolor), malattia ormonale (diabete), carenza alimentare. L’unico trattamento è quello della causa, quando possibile.

Angiodermite purpurea

Affezione cutanea frequente caratterizzata da pigmentazione bilaterale e simmetrica della parte inferiore delle gambe. Questa angiodermite è causata da un’ipertensione venosa conseguente a varici o a disturbi legati a flebite. L’ipertensione determina la fuoriuscita di globuli rossi dai vasi sanguigni e il deposito sottocutaneo del pigmento ferroso contenuto negli eritrociti. La malattia è caratterizzata dalla comparsa progressiva di placche ocra o brunastre più o meno estese. Le complicanze possono essere atrofia, superinfezione batterica e ulcerazioni degli arti inferiori.

Il trattamento comporta l’antisepsi cutanea, associata a una cura medica o chirurgica dell’insufficienza venosa.

Argiria o argirosi

Affezione caratterizzata da diffusa pigmentazione grigiastra della pelle, dovuta al deposito intradermico di particelle di argento.

Cause dell’Argiria o Argirosi

L’argiria è causata dall’assorbimento prolungato, attraverso l a cute o le mucose, di sali di argento (contenuti in gocce nasali, colliri, nitrato di argento ecc.). La colorazione grigio ardesia della cute si manifesta dapprima nelle zone esposte al sole (viso, mani e congiuntiva), per poi estendersi al resto del corpo. L’argiria è spesso evidente nella lunula delle unghie.

Prevenzione dell’Argiria o Argirosi

Poiché le particelle di argento si depositano nelle ghiandole sudoripare del derma in maniera indelebile, è indispensabile ricorrere a misure preventive per evitare l’argiria.

Ipermelanosi

Accentuazione anomala della pigmentazione cutanea, local izzata o generalizzata, dovuta all’aumento della quantità di melanina contenuta nella pelle.

Le ipermelanosi sono riconducibili ad anomalie dei melanociti, cellule epidermiche che sintetizzano la melanina. Se questa si deposita in uno strato molto superficiale, si parla di melanodermia, che conferisce alla pelle un colorito bruno scuro; se invece si deposita in profondità, dà luogo alla ceruleodermia, il cui colorito tipico è grigio ardesia.

Ipermelanosi con fattori genetici

Sono le lentiggini, macchioline brunastre che tendono ad apparire durante l’infanzia e possono localizzarsi in ogni parte del corpo; la macchia mongolica, frequente negli asiatici, di colore grigio bluastro, localizzata nella parte bassa della schiena; le efelidi, che diventano più evidenti con l’esposizione al sole.

Ipermelanosi senza fattori genetici

Possono essere dovute ad affezioni ormonali come la ma lattia di Addison (insufficienza surrenalica cronica) o l’ipertiroid ismo, ad affezioni legate a una carenza nutrizionale (pellagra, malattia di Biermer) o a un’insufficienza epatica. Altre hanno invece un’origine esterna: farmaci (pillola contraccettiva, antibiotici del gruppo delle tetracicline, antimalarici, fenotiazine), agenti infettivi (malaria, amebiasi, pityriasis versicolor), esposizione al sole. Un’ipermelanosi può essere dovuta anche a una malattia cutanea: melanoma maligno, sequele della psoriasi o dell’eczema. Infine il cloasma (maschera gravidica) provoca la formazione di macchie brune sul volto.

Terapia e cura dell’ipermelanosi

Il trattamento è rivolto innanzitutto alla causa, se nota.
Negli altri casi, è sempre delicato, in quanto gli agenti depigmentanti (corticosteroidi, vitamina A acida, idrochinone) rischiano di provocare depigmentazioni inopportune. Per evitare che l’anomalia si aggravi, occorre proteggere la pelle con filtri solari.

Cloasma

Affezione cutanea caratterizzata da macchie brune sul volto.

Sintomi del cloasma

Il cloasma si presenta sotto forma di macchie brune più o meno scure, dai contorni arrotondati e irregolari, che talvolta confluiscono in chiazze più grandi e sono accentuate dall’esposizione solare. Tali macchie si distribuiscono simmetricamente sulla fronte, su l naso e sulle guance. L’affezione è innanzitutto di origine ormonale, il che spiega perché possa svilupparsi nella donna incinta, dando luogo a una “maschera gravidica” che scompare di solito in maniera spontanea e graduale dopo il parto, salvo recidivare con una nuova gravidanza. Può insorgere anche con l’assunzione di pillole contraccettive a forte dosaggio di estrogeni. Le cause esterne sono meno frequenti: applicazione di cosmetici di scadente qualità, spesso seguita da un’esposizione solare senza adeguata protezione; uso di farmaci diversi dai contraccettivi, ma dagli effetti simili. Entra inoltre in gioco una componente ereditaria.

Terapia e cura del cloasma

Per le forme persistenti, il trattamento fa ricorso ad agenti depigmentanti (associazioni di acido retinoico, corticoste roidi, acido azelaico), sempre prescritti con grande cautela, per il rischio di depigmentazione eccessiva che comportano. La cura richiede un po’ di tempo prima di dare qualche risultato, e le recidive sono frequenti dopo l’esposizione al sole. La prevenzione consiste nell’eliminare i fattori scatenanti e favorenti: cambiam ento o sospensione della pillola contraccettiva o dei cosmetici abituali, protezione solare con crema a schermo totale.