Cocchi e le malattie causate dai cocchi, osteomielite e impetigine: sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Cocco

Denominazione data ad alcune specie batteriche rotondeggianti: streptococco, stafilococco, gonococco, enterococco, ecc. É la forma cellulare più semplice che si riscontra nelle specie batteriche: forma globosa o coccoide.
Batterio di forma rotondeggiante, a volte lievemente ovale. I cocchi misurano 2-3 µm di diametro. Dal tipo di aggregazioni cui danno luogo, grazie alla colorazione con il metodo di Gram, si può dedurre il genere di appartenenza: tra i cocchi Gram-positivi, gli stafilococchi generalmente si dispongono in ammassi o grappoli, gli streptococchi in catenelle, gli pneumococchi a coppie. I cocchi Gram-ne gativi sono sempre appaiati; essi comprendono la Neisseria meningitidis (meningococco responsabile della meningite) nel liquor cerebrospinale, e la Neisseria gonorrhoeae (gonococco responsabile della blenorragia) in un prelievo di secrezioni genitali.

I cocchi più comuni

I cocchi possono essere raggruppati in diverse famiglie. La famiglia delle micrococcacee è rappresentata da un gruppo di cocchi usualmente Gram-positivi, comprendente numerosi generi di cui i più importanti sono gli stafilococchi. La famiglia delle streptococcacee è rappresentata anch’essa da Gram-positivi, i cui generi più importanti sono i diplococchi e gli streptococchi. Stafilococchi e streptococchi sono batteri più frequentemente responsabili delle comuni infezioni batteriche. La famiglia delle neisseriacee è rappresentata da un gruppo di cocchi Gram-negativi che comprende due generi: Neisseria e Veillonella. La Neisseria gonorrheae è l’agente patogeno responsabile della gonorrea o blenorragia. Gli enterococchi appartengono alla famiglia degli streptococchi ed hanno la caratteristica di essere resistenti alle variazioni di pH dell’ambiente intestinale; sono implicati in diverse forme di intossicazioni alimentari e dissenterie.

Gli streptococchi

Sono batteri rotondeggianti, disposti in catenelle: producono diverse tossine, dette streptolisine, capaci di distruggere i globuli rossi, e la tossina eritrogenica, che produce, in caso di infezione, un caratteristico arrossamento diffuso della pelle. Gli streptococchi possono provocare numerose malattie: otiti, meningiti, ascessi cerebrali, una grave infezione cutanea, l’erisipela, e la temibile sepsi puerperale. Alcuni ceppi di streptococchi possono provocare la scarlattina, la cardiopatia reumatica e la glomerulonefrite acuta.
Gli stafilococchi

Questi germi sono disposti a grappolo, e producono numerose tossine che uccidono i globuli rossi e i globuli bianchi; possono provocare numerosi lesioni purulente, dai banali foruncoli ad ascessi e setticemie mortali, e gravi forme di polmonite e meningite.· I diplococchi. Si tratta di batteri rotondeggianti sempre disposti a coppie, responsabili della polmonite, ma anche di ascessi, otiti e meningiti.

Aslo titolo antistreptolisinico, tas

Test utilizzato nella diagnosi sierologica di infezioni da streptococco ß-emolitico di gruppo A (più raramente di gruppo C e G).

Dopo la prima infezione il test diviene positivo nei 7-10 giorni successivi al contagio, raggiunge il picco verso la terza o quarta settimana, per poi decrescere gradualmente in circa 12-18 mesi.
In caso di reinfezione, l’innalzamento del titolo è più rapido e più duraturo. Un titolo elevato non indica di per sé un’infezione in atto, a meno che non si dimostri un aumento significativo a un secondo controllo, dopo 2-3 settimane. La profilassi della malattia reumatica con penicillina non porta automaticamente alla riduzione del titolo.

Le neisserie

Anche questi batteri sono disposti a coppie, con un caratteristico aspetto a chicco di caffè.
Le Neisserie patogene per l’uomo sono due: il meningococco e il gonococco. Il primo è il batterio responsabile della meningite epidemica: è molto poco resistente nell’ambiente esterno e viene sempre trasmesso direttamente, da un ammalato o da un portatore sano, attraverso le goccioline di saliva emesse con un colpo di tosse. Il gonococco provoca la gonorrea o blenorragia, una malattia trasmessa quasi sempre per contagio sessuale. La malattia si localizza all’apparato genitale e alle articolazioni, e può essere trasmessa dalla madre al figlio durante il parto, provocando gravi lesioni degli occhi.

Stafilococco

L’infezione di una ferita a opera dello Staphylococcus aureus si manifesta con arrossamento, gonfiore e suppurazione.
Al microscopio elettronico è visibile una colonia di stafilococchi della specie Staphylococcus aureus, due dei quali si stanno dividendo (al centro).Genere batterico formato da cocchi Gram-positivi riuniti in agglomerati, di cui molte specie sono commensali (ossia v ivono su un ospite senza danneggiarlo), presenti nella cute e nelle mucose dell’uomo e degli animali. Alcune specie di stafilococco sono patogene per l’uomo: la più virulenta è lo Staphylococcus aureus, batterio in grado di secernere numerose tossine (emolisina, leucocidina, tossina epidermolitica, enterotossina, tossina della sindrome dello shock settico, o TSST-1) ed enzimi (coagulasi, fibrolisina, ialuronidasi) che causano lesioni suppurative e necrotiche, nonché varie malattie, chiamate infezioni stafilococciche e stafilococcemie.

Tra le molte altre specie, riunite nella categoria degli stafilococchi coagulasi-ne gativi (in quanto non secernono coagulasi), quelle più spesso patogene sono Staphylococcus epidermidis, Staphylococcus hominis e Staphylococcus saprophyticus (all’origine, in particolare, di un’infezione delle basse vie urinarie nella donna). Queste specie, la cui virulenza per l’ uomo è di gran lunga inferiore a quella dello Staphylococcus aureus, si comportano spesso come batteri opportunisti (setticemie su materiale estraneo, in particolare cateteri).

Infezioni da stafilococco

Lo stafilococco piogeno aureo è la specie più importante di stafilococchi in quanto rappresenta l’agente eziologico di vari e frequenti processi infettivi a carattere suppurativo (vedi pus). Diverse cause possono provocare la virulentazione dello stafilococco e quindi l’infezione. Questa può essere trasmessa per contagio diretto o indiretto da un malato ad un individuo sano, e può rivestire caratteri clinici diversi a seconda della sede del processo morboso, dei caratteri biologici del ceppo batterico e della efficienza delle difese organiche dell’individuo. L’infezione stafilococcica, a carattere spiccatamente purulento e per lo più circoscritta, interessa nel maggior numero dei casi la cute e suoi annessi (foruncolo, favo, impetigine, etc.); ceppi batterici ad azione molto invasiva possono passare in circolo e localizzarsi negli organi profondi: ossa (osteomieliti stafilococciche), apparato respiratorio (particolarmente grave è la polmonite stafilococcica dei neonati), cuore (enterocardite batterica), etc.

Nel caso delle localizzazioni gastroenteriche, gli stafilococchi e le loro tossine penetrano per via digestiva; così avviene per le intossicazioni alimentari a causa di alimenti inquinati, ad esempio.
Ma forme stafilococciche di enterocolite possono verificarsi in corso di trattamenti antibiotici (specialmente se assunti per via orale) quando questi alterano i normali processi fermentativi e permettono la sopravvivenza degli stafilococchi, i quali acquistano rigoglioso sviluppo e notevole virulenza. Gli antibiotici distruggono, infatti, la normale flora batterica dell’intestino, lasciando maggiori possibilità di crescita ai germi patogeni giunti dall’esterno.

Terapia e cura delle infezioni da stafilococco

La cura delle infezioni stafilococciche è un difficile e complesso problema, a causa soprattutto della sempre crescente diffusione dei ceppi antibiotico-resistenti e del modificarsi di molti aspetti patologici di tali infezioni. In genere, accertata la natura stafilococcica di un quadro morboso, è opportuno saggiare la sensibilità dei germi patogeni ai diversi antibiotici, tra i quali sono più frequentemente indicati l’eritromicina, il cloramfenicolo, la neomicina (molto attiva ma poco usata per via interna a causa dell’elevata tossicità), la novobiocina. Tali antibiotici possono essere associati tra loro in modo vantaggioso così come si può fare ricorso alla somministrazione di vaccini antistafilococcici polivalenti o meglio gli autovaccini (questa è la cosiddetta terapia immunizzante attiva). Molto utili sono anche alcuni sulfamidici (sulfametossipiridazina) nei casi di antibiotico-resistenze multiple.

Diplococco

Batterio di forma sferica o leggermente allungata, sempre accoppiato a un altro batterio identico ed evidenziabile all’esame microscopico previa colorazione. Rientrano in questo gruppo pneumococchi, meningococchi e gonococchi.

Neisseria gonorrhoeae gonococco

Diplococco (batterio formato da due elementi sferici congiunti a chicco di caffè), Gram-negativo, responsabile della gonorrea.
Si tratta di un germe patogeno specifico dell’uomo, trasmesso per via sessuale, che si sviluppa soltanto in un’atmosfera arricchita di ossido di carbonio (anidride carbonica). Attualmente molti ceppi sono resistenti alla penicillina G e vanno quindi trattati con altri antibiotici.

Neisseria meningitidis meningococco

Diplococco (batterio formato da due elementi sferici uniti a chicco di caffè), Gram-negativo, responsabile della meningite cerebrospinale e delle meningococcemie.

La Neisseria meningitidis è un germe patogeno specifico dell’uomo che può essere responsabile di infezioni sporadiche o di epidemie mortali (Brasile, Africa, tra i pellegrini di ritorno dalla Mecca). È trasmesso per via aerea da portatori sani (che possono albergare il batterio e causare il contagio ma non sviluppano la malattia); la milza svolge un ruolo importante nella sua eliminazione. Esistono vari tipi di meningococco: quelli più spesso isolati in occidente sono i sierotipi B, C, A e W135 (in ordine di frequenza decrescente). In caso di epidemia, può essere proposta una vaccinazione contro i sierotipi A, C, Y e W135; non esiste un vaccino contro il sierotipo B.

Coccobacillo

Batterio di forma intermedia tra quella del cocco (sferica) e quella del bacillo (allungata).
I germi con aspetto coccobacillare sono in molti casi i bacilli Gram-negativi (Yersinia, Pasteurella, Haemophilus, Brucella, Acinetobacter, Moraxella).

Streptococco

Gli streptococchi sono batteri a forma sferica che al microscopio si presentano ammassati in colonie e allineati a filo di perle. La scarlattina, il reumatismo articolare acuto, certe forme di nefrite sono malattie causate da streptococchi. Fotografia al microscopio elettronico di uno streptococco sul punto di dividersi.Famiglia batterica comprendente diversi generi di cocchi (batteri di forma rotondeggiante) Gram-positivi, che formano colonie disposte in catenelle.
I due generi riscontrabili nell’uomo sono lo Streptococcus propriamente detto (che comprende una specie particolare, lo Streptococcus pneumoniae o pneumococco) e l’Enterococcus (enterococco).
Gli streptococchi si classificano in vari gruppi (A, B, C ecc.), in base alle proprietà antigeniche di un costituente della loro parete o alle loro proprietà biochimiche. Se ne distinguono più di 20 gruppi, dei quali i più virulenti sono l’A, per la presenza di una capsula e di un antigene di superficie (la proteina M), e, in misura minore, il B e il D.

Streptococchi di gruppo A

Comprendono in particolare lo Streptococcus pyogenes. Secernono numerose sostanze responsabili di manifestazioni cliniche eterogenee (angina, erisipela, infezione cutanea, scarlattina) e delle complicanze legate a queste patologie (reumatismo articolare acuto, glomerulonefrite acuta, eritema nodoso).

Streptococchi di gruppo B

Colonizzano l’intestino e gli organi genitali femminili; sono all’origine di setticemie e meningiti neonatali.

Streptococchi di gruppo D

Comprendono lo Streptococcus bovis e le specie del genere Enterococcus (Enterococcus faecalis, Enterococcus fae cium). Sono ospiti normali dell’intestino, talvolta responsabili di setticemie ed endocarditi. Inoltre, gli enterococchi spesso provocano infezioni urinarie e suppurazioni a partire da focolai digestivi; la loro caratteristica principale è la resistenza agli antibiotici.
Streptococchi non raggruppabili o streptococch i orali
Sono batteri commensali (che vivono sull’ospite senza nuocergli) del cavo orale umano; contribuiscono all’insorgenza della carie dentaria e sono responsabili della maggior parte delle endocarditi a evoluzione lenta (malattia di Osler).

Diffusione degli streptococchi

Questi microbi, che sono particolarmente sensibili ai sulfamidici e alla penicillina, misurano 0, 8 1 micron di diametro, sono dei Gram-positivi e vivono allo stato saprofitico sulla pelle e sulle mucose dell’uomo. Alcuni, come già espresso, sono patogeni per l’uomo, cui provocano malattie molto diverse. In base alla loro azione vengono distinti: streptococco del gruppo A, emolitico o streptococco longus, responsabile direttamente di parecchie infezioni (angina, erisipela, pleurite, otite, etc.) e indirettamente della nefrite glomerulare e del reumatismo articolare acuto; streptococco dei gruppo D, o enterococco, capace di indurre infezioni biliari, digestive, urinarie ed endocardiche; streptococco viridans, agente dell’endocardite di Osler.

La diffusione degli streptococchi e la frequenza con cui questi germi provocano malattie è spiegata da alcuni studiosi con il fatto che gli streptococchi hanno una struttura antigenica relativamente simile a quella delle cellule del corpo umano. A causa di questa particolarità, quando gli streptococchi penetrano nell’organismo, non vengono prontamente riconosciuti come estranei dai sistemi di difesa dell’organismo, e possono così, in molti casi, proliferare relativamente indisturbati e provocare uno stato di malattia, prima che il sistema immunitario li attacchi.

Streptozyme test

Test impiegato nella diagnostica delle infezioni da streptococco emolitico di gruppo A, sensibile ad anticorpi diretti contro diversi antigeni dello streptococco (streptolisina, ialuronidasi, streptochinasi, DNA-asi). È più sensibile del titolo antistreptolisinico (TAS).

Streptococcemia

Setticemia (stato infettivo generalizzato) da streptococco (cocco, ossia batterio di forma rotondeggiante, Gram-positivo).
Le streptococcemie, piuttosto rare, sono dovute al passaggio nel sangue di streptococchi provenienti da un focolaio infettivo iniziale.
Fanno seguito a endocardite (infezione delle valvole cardiache) o infezione streptococcica neonatale (streptococco del gruppo B), quando non derivano da un focolaio infettivo cutaneo (streptococco A, B, C, G), orofaringeo, uterino oppure, più spesso, digestivo o urinario (streptococco D, enterococco).

La setticemia da streptococco può portare alla formazione di un focolaio infettivo suppurante a localizzazione epatica, polmonare o osteoarticolare.
L’infezione da streptococco è diagnosticata mediante emocoltura.
Il trattamento consiste nella somministrazione precoce di antibiotici come la penicillina, per qualche settimana.

Azione lesiva dei streptococchi

Gli streptococchi secernono numerose sostanze quali le emolisine, la streptochinasi, la streptodornasi, la ialuronidasi e la tossina eritrogena. Tutte queste sostanze sono antigeniche, provocano cioè, da parte dell’organismo, l’elaborazione di anticorpi (vedi antistreptolisina, antistreptochinasi, etc.) che si possono ricercare e dosare per provare indirettamente l’esistenza di un’infezione streptococcica.

Lo streptococco, generalmente piogeno (vedi pus) è responsabile di numerose affezioni locali (v. ascesso) e generali (vedi setticemia). Alcune malattie infettive determinate da streptococchi possono dar luogo alla comparsa di complicazioni tardive, dette anche non piogene: si tratta della glomerulonefrite e della malattia reumatica. La glomerulonefrite è legata alla presenza di conglomerati di antigeni e anticorpi che vengono trattenuti dal filtro renale e scatenano localmente un processo infiammatorio; la malattia reumatica è provocata dagli anticorpi diretti contro gli streptococchi, che attaccano anche i tessuti articolari e cardiaci.

Enterococco

Genere batterico appartenente alla famiglia degli streptococchi, cocchi Gram-positivi uniti a formare catenelle. Tra le otto specie principali di enterococchi, le due più spesso riscontrate nell’uomo sono l’Enterococcus faecalis e l’Enterococcus faecium.

Questi due enterococchi vivono da commensali nel tubo digerente, ma possono essere responsabili di infezioni urinarie (trasmissione del germe attraverso l’uretra, nella donna, durante i rapporti sessuali o un intervento endovescicale), di setticemie e di endoc arditi, in concomitanza con un indebolimento delle difese immunitarie o con uno squilibrio nella flora batterica intestinale, sopra ttutto al termine di un’antibioticoterapia. Gli enterococchi, resi stenti ad antibiotici come le cefalosporine di terza generazione e, talvolta, le glicoproteine, sono sempre più spesso responsabili di infezioni ed epidemie nosocomiali.

Malattie causate dai cocchi

Osteomielite

L`osteomielite è una malattia delle ossa caratterizzata da una infezione purulenta che colpisce, oltre al midollo, tutte le parti dell`osso. Essa è sostenuta da germi di natura piogena che, raggiunto il tessuto osseo, vi si impiantano.
Grave malattia infettiva, cronica o acuta, del tessuto osseo.

Il microbo responsabile è lo Staphylococcus aureus, che si trasmette alle ossa per via ematica a partire da un’infezione locale (ferita infetta, ascesso, frattura aperta). L’osteomielite colpisce soprattutto le ossa lunghe (tibia, femore, omero), in particolare nel bambino e nell’adolescente.

Sintomi dell’osteomielite

L’osteomielite si annuncia con dolore intenso all’osso colpito, accompagnato da impotenza funzionale totale, infiammazione e tumefazione localizzata, febbre elevata e alterazione dello stato generale. L’intensità dei sintomi può essere variabile.

Diagnosi dell’osteomielite

La diagnosi si basa sull’emocoltura (coltura del sangue per mettere in evidenza il germe) e sulla scintigrafia ossea. Il trattamento, intrapreso d’urgenza, consiste in un’antibioticoterapia prolungata (molti mesi) e nell’immobilizzazione con gesso dell’osso infetto. L’intervento chirurgico (ablazione e trapianto osseo) può rendersi necessario in caso di osteomielite acuta, per asportare un sequestro (frammento osseo isolato), o in caso di osteomielite cronica.

Classificazione delle osteomieliti

Nella maggior parte dei casi i germi responsabili delle osteomieliti sono stafilococchi e streptococchi, più raremente gonococchi e batteri di altro genere. Si distinguono forme primarie e forme secondarie. Le forme primarie sono anche dette ematogene ed insorgono su di un terreno osseo inizialmente sano; i germi arrivano fino al futuro focolaio di osteomielite tramite la via ematica, nel corso di un episodio batterico o setticemico. Le forme secondarie al contrario prevedono l’instaurazione dell’infezione su di un osso danneggiato da un processo primitivo locale quale un trauma, una infiammazione, un tumore. Frequenti erano, nel passato, le osteomieliti che rendevano penose le fasi terminali della vita dei pazienti colpiti da tumori maligni delle ossa quali gli osteosarcomi. Si distinguono, in base al tipo del decorso, osteomieliti acute, subacute e croniche.

L’osteomielite acuta

É in genere primitiva ed è del tutto caratteristica del giovane nella prima e seconda decade di vita.
Da un focolaio infettivo sito in qualunque parte del corpo (ma più frequentemente da un dente cariato, da una tonsilla suppurante, da un patereccio periungueale) parte una ondata batteriemica che porta alla localizzazione degli agenti patogeni a livello della metafisi delle ossa lunghe in attività metabolica molto elevata per i processi della crescita. In genere la localizzazione riguarda una delle ossa lunghe degli arti inferiori, che posseggono una attività metabolica maggiore e costituiscono pertanto un migliore terreno per l’attecchimento dei germi. Di solito il confine fra la diafisi e l’epifisi rappresenta una valida barriera alla propagazione dell’infezione; le articolazioni pertanto non vengono quasi mai interessate in queste forme suppurative. La suppurazione dopo un certo periodo induce la comparsa di una vera e propria necrosi del tessuto osseo; tale zona necrotica viene ad essere delimitata, nei confronti del tessuto sano, da un vallo di tessuto granuleggiante molto simile a quello che delimita le pareti di un ascesso.

Il processo patologico in effetti in questo caso ha le caratteristiche di un ascesso simile a quello dei tessuti molli; le sue peculiarità sono date da fatto di svilupparsi nel contesto di un tessuto fortemente mineralizzato quale l’osso. Le porzioni di osso necrotico contenute all’interno dell’ascesso vengono indicate con il termine di “”sequestro””. Tutt’attorno al sequestro si viene a formare una zona inspessita di osso reattivo che lo delimita e lo isola dall’osso sano; essa viene indicata col nome tradizionale di “”sarcofago””. In molti casi il sequestro è in comunicazione con l’esterno per mezzo di tragitti fistolosi che si aprono sulla cute dell’arto, denominati “”cloache””.

L’osteomielite sub-acuta

Le forme di osteomielite subacuta sono simili a quella ora descritta, ma i segni ed sintomi clinici sono spesso attenuati in modo da ritardare la diagnosi e l’istituzione di una adeguata terapia.
Una forma subacuta può anche insorgere in conseguenza del trattamento non tempestivo o non sufficientemente incisivo di una forma acuta diagnosticata in tempo.

L’osteomielite cronica

É di solito una forma a parte e non la conseguenza della cronicizzazione di una forma primitivamente acuta. Si tratta di malattie che insorgono come croniche “”ab initio”” con i segni di una suppurazione lenta, attenuata e persistente. Forse la cronicità della malattia può essere dovuta ad una attenuata virulenza dei batteri responsabili della infezione. Il dolore locale è notevole e spesso compaiono febbre e tumefazione locale del segmento di arto interessato.

Impetigine

L`impetigine è una malattia infettiva che colpisce la cute soprattutto in età pediatrica. Si esprime con la comparsa di lesioni vescicolari prima, pustolose in un secondo tempo. Se le lesioni si ulcerano, dando luogo a perdite di sostanza purulente e ricoprentisi in un secondo tempo di croste nerastre, si parla di ectima.

Batteri responsabili dell’impetigine

L’impetigine è provocata dalla colonizzazione della pelle da parte di batteri che che si moltiplicano attivamente al suo interno, assumendo caratteri di patogenicità. La maggior parte dei casi di impetigine sono provocati da un singolo tipo di batterio, lo streptococco beta-emolitico di gruppo A.

Associato allo streptococco si può anche trovare lo stafilococco; ancora più raramente lo stafilococco è il solo responsabile della malattia. Questi due batteri, detti piogeni cioè produttori di pus, sono del resto responsabili della maggior parte delle infezioni batteriche della pelle, come i foruncoli e l’erisipela. I sintomi di queste infezioni dipendono dal punto di attacco dei batteri: l’impetigine è un’infezione della parte superficiale della pelle.

Sintomi dell’impetigine

I sintomi dell’impetigine consistono nella comparsa a livello della cute delle braccia, delle gambe, del volto di lesioni le cui dimensioni variano da meno di mezzo centimetro fino a misure assai maggiori. Le lesioni caratteristiche dell’impetigine sono costituite inizialmente da papule infiammate ed arrossate, che si trasformano rapidamente in vescicole ed in seguito in pustole, od anche in vere e proprie bolle estese. Lo scoppio del tetto delle lesioni lascia sulla superficie cutanea una perdita di sostanza giallastra, ricoperta da una crosticina sierosa.

Il prurito causato da queste lesioni spinge il paziente che spesso è un piccolo bambino e come tale non controllabile) a grattarsi molto; il grattamento peggiora le condizioni della lesione singola e favorisce l’estensione del contagio a zone cutanee prima indenni. Si tratta pertanto di una malattia autoinoculabile (impetigine contagiosa). É anche possibile il contagio da un malato ad un sano, anche se tale evenienza non è molto frequente. I batteri necessitano infatti di un particolare ambiente cutaneo per potersi moltiplicare attivamente; essi vivono da saprofiti, senza causare danno, sull’epidermide della maggior parte delle persone sane.

Terapia e cura dell’impetigine

La terapia consiste nell’assunzione, per via orale e per al meno 10 giorni, di antibiotici contro stafilococchi e streptococchi.

Sono inoltre molto importanti le cure prestate a livello cut aneo, per ammorbidire le croste (applicazione di antisettici due volte al giorno, pulizia con un sapone antisettico, bendaggio delle f erite).
Per quanto possibile, le federe, i tovaglioli e gli asciugamani utilizzati dal paziente devono essere lavati separatamente e disinfettati.

Nei bambini, che non devono recarsi a scuola sino alla completa guarigione (8-10 giorni), si raccomanda di tagliare le unghie, detergere le lesioni due volte al giorno e ricoprirle con una garza.

Prognosi dell’impetigine

La prognosi, se la malattia non viene trattata, pur non essendo grave data la superficialità delle lesioni prevede un decorso prolungato, anche di mesi, soprattutto nei bambini piccoli. Le lesioni guariscono lasciando talora degli esiti cicatriziali e delle macchie scure. Se la malattia è sostenuta dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A essa, nel piccolo bambino, può essere seguita dalla comparsa di una glomerulonefrite acuta post-streptococcica. Non sono invece stati segnalati casi di febbre reumatica.

In questo caso la glomerulonefrite è provocata dalla presenza nel sangue di numerosi conglomerati di antigeni batterici e anticorpi prodotti dall’organismo; questi vengono trattenuti dal filtro renale e provocano un’infiammazione locale. La febbre reumatica è invece provocata da un’anomala risposta immunitaria contro l’infezione.

Impetigine contagiosa

Una delle forme principali di piodermite è costituita dalla impetigine contagiosa. Si tratta di una forma di riscontro frequente in età pediatrica, il cui agente eziologico è di solito lo streptococco beta-emolitico; in alcuni casi si isola anche lo stafilococco aureo. Alcune forme sono poi sostenute da una flora mista. L’obiettività clinica inizia con la comparsa di una bollicina che rapidamente si trasforma in pustola per intorbidamento del contenuto, inizialmente sieroso. La lesione è molto superficiale ed il tetto della stessa è costituito unicamente dallo strato corneo, che al primo piccolo trauma si rompe lasciando fuoriuscire il pus che ben presto si secca formando delle croste giallastre. Gli elementi presenti sono sempre multipli e accanto ad elementi ancora integri se ne possono trovare altri che presentano già la formazione di croste (polimorfismo evolutivo).

La malattia si cura con l’applicazione locale di creme antibiotiche e solo raramente necessita di una terapia per via sistemica; è tuttavia bene seguire il bambino in vista di possibili, per quanto rare, complicanze reumatiche o nefropatiche nelle forme sostenute da streptococco beta-emolitico di gruppo A.
Il pus contenuto nelle lesioni è contagioso e può determinare l’insorgenza della malattia in una seconda persona. Inoltre le lesioni presentano la caratteristica dell’autoinoculabilità; il bambino frequentemente si gratta e in un secondo tempo trasporta piccoli quantitativi di materiale infetto su cute sana, che presto presenta una lesione. Per questo motivo è bene medicare con cura le lesioni attive.

Impetigine erpetiforme

Affezione caratterizzata da un’eruzione cutanea acuta con febbre, che colpisce essenzialmente le gestanti a partire dal sesto mese di gravidanza.

L’impetigine erpetiforme è una malattia molto rara, la cui causa e il cui meccanismo sono sconosciuti, senza alcun rapporto con l’impetigine né con l’herpes. Si manifesta con placche rosse estese, ricoperte da pustole, sulle grandi pieghe del tronco, associate a febbre molto elevata, disturbi digestivi (vomito, diarrea) e neuromuscolari (convulsioni, dolori muscolari), e a ipocalcemia (diminuzione della concentrazione di calcio nel sangue). I disturbi scompaiono al momento del parto.

Questa patologia richiede un ricovero immediato. Viene curat a con la somministrazione di corticosteroidi per via orale e, in caso di forte ipocalcemia, con iniezioni di gonadotropina, vitamina D e calcio. La prognosi della madre è favorevole, quella del feto riservata. Le lesioni cutanee possono lasciare cicatrici, soprattutto se sono state grattate.