Tubercolosi urinaria sintomi, cura, cause, terapia, diagnosi e prevenzione

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Il rene è molto spesso colpito da una forma di tubercolosi per lo più tardiva. Tale forma viene riscontrata di solito in individui di 30-50 anni, che abbiano sofferto di una lesione polmonare o di una pleurite o che siano portatori di un focolaio osseo spento (stabilizzato). Il bacillo giunge al rene, che è il primo organo ad essere compromesso, per via sanguigna.

Le lesioni iniziali sono corticali e tendono spontaneamente alla guarigione. In un certo numero di casi la lesione si propaga verso la midollare dando origine ad una caverna chiusa o comunicante con le vie escretrici. La lesione dell’uretere, della vescica, dell’apparato genitale dell’uomo (v. tubercolosi genitale) è molto spesso associata a quella del rene ed avviene per via linfatica più che per via canalicolare.

Sintomi della tubercolosi urinaria

I sintomi sono molto vari. Le forme latenti sono sempre esistite; finché la tubercolosi è puramente renale, non dà alcun segno. Può esistere per mesi ed anni prima di estendersi alla vescica e provocare una cistite. Soltanto una colibacilluria od una radiografia renale, praticate per un cattivo stato generale, metteranno in evidenza la malattia tubercolare, ignorata dal paziente. Quando la malattia ha colpito l’apparato escretore, compaiono i sintomi detti “”urinari’ cioè una cistite ribelle, pus nelle urine, ematuria.

Diagnosi della tubercolosi urinaria

La diagnosi di tubercolosi renale si basa sull’esame citobatteriologico delle urine alla ricerca di bacilli tubercolari. Un altro esame essenziale è l’urografia endovenosa (discendente). L’immagine tipica della tubercolosi è la stenosi di un calice con dilatazione delle cavità escretrici a monte della stenosi stessa. La caverna tubercolare, molto suggestiva, viene osservata più raramente.

Si debbono ricercare immagini patologiche anche sugli ureteri, la cui principale alterazione è la stenosi con dilatazione sovrastenotica e sulla vescica che è spesso atona e di ridotta capacita. L’urografia permette, inoltre, di stabilire se sono compromessi entrambi i reni o solo uno.

Terapia e cura della tubercolosi urinaria

Consiste essenzialmente nella somministrazione di antibiotici (streptomicina, isoniazide) e deve continuare ininterrottamente per almeno due anni, impone controlli regolari delle urine per accertare se il bacillo è scomparso e numerose urografie per valutare l’evoluzione della malattia. In molti casi l’opportuna terapia ottiene guarigioni complete, in altri invece persistono lesioni renali (in questo caso bisogna praticare la nefrectomia) o più spesso ureterali e vescicolari, che possono dar luogo ad una insufficienza renale o ad una piccola vescicola tubercolare, cioè a gravi complicazioni che solo la chirurgia può combattere.