Tumore: tumori benigni, tumori maligni, neoplasie

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Il tumore è una escrescenza patologica dovuta ad una proliferazione di cellule, con formazione di tessuto neoplastico. I tumori sono anomalie ben diverse dalle ipertrofie, nelle quali si ha l`aumento di volume di un organo, ma non la formazione di nuovo tessuto.

Benigno

  • Si dice di malattia che evolve verso la guarigione con decorso semplice, senza gravi conseguenze.
  • Si dice di una lesione non cancerosa, localizzata, che non dà luogo a disseminazione metastatica nei tessuti vicini. È il contrario di maligno.

Tumori benigni

Esistono due tipi principali di tumori: tumori benigni e tumori maligni. Spesso ben delimitati, riproducono più o meno fedelmente un determinato tessuto. Questi tumori guariscono completamente dopo l’ablazione chirurgica, ma devono essere estirpati, perché possono provocare incidenti gravi per il loro volume (per esempio: l’occlusione dell’intestino tenue), per la loro sede (torsione di un fibroma uterino, ad esempio), o per la loro secrezione (adenoma ipofisario, corticosurrenaloma benigno secernente ormoni in gran quantità).

Inoltre alcuni tumori benigni possono, con il tempo, diventare maligni. Questa evoluzione è caratteristica di alcuni tumori dall’aspetto benigno, ma che tendono a recidivare se asportati e ad evolvere verso la malignità, detti tumori a benignità relativa.

Papilloma

Si tratta di un tumore benigno simile a una piccola escrescenza sferica dalla superficie regolare.Tumore benigno, generalmente poco esteso, localizzato sulla cute o su una mucosa e caratterizzato dallo sviluppo eccessivo delle papille del derma.

Tumore benigno del seno

Formazione nodulare benigna del tessuto mammario.

Un tumore benigno del seno è per lo più una cisti (cavità piena di liquido), un adenofibroma (nodulo rotondeggiante, talvolta voluminoso, che si sposta sotto le dita), un lipoma (tumore formato da cellule di grasso), un papilloma intracanalicolare (proliferazione di tessuto in un dotto galattoforo, che provoca fuoriuscita di un liquido limpido o ematico dal capezzolo) o un fillode (tumore mammario voluminoso e bitorzoluto). Gli ultimi due tipi possono andare incontro a trasformazione maligna.

I tumori benigni del seno sono talvolta percepibili alla palpazione.

La diagnosi di tumore benigno del seno trova conferma negli esami complementari, innanzitutto la mammografia (radiografia del seno), l’ecografia e l’agoaspirato o la biopsia del tumore, seguita dall’esame microscopico dei tessuti prelevati. Una volta stabilita la diagnosi, si avvia il trattamento. Una cisti viene svuotata, un nodulo fibroso o un lipoma vengono eliminati se troppo voluminosi. I papillomi e i fillodi vanno asportati sistematicamente, poiché comportano il rischio di evoluzione maligna.

Mesotelioma

Tumore benigno o maligno che si sviluppa a partire dal mesotelio (tessuto che riveste la superficie interna di alcune membrane sierose). Il mesotelioma si forma più frequentemente nella pleura (mesotelioma pleurico, o cancro primitivo della pleura), molto più raramente nel pericardio o nel peritoneo. È in genere causato dall’esposizione all’amianto.

Sindrome di Wermer

Insieme di tumori benigni o maligni che colpiscono contemporaneamente o in successione una o più ghiandole endocrine. La sindrome è caratterizzata da lesioni delle ghiandole paratiroidi e talvolta di tiroide, pancreas, corticale del su rrene, lobo anteriore dell’ipofisi.

Maligno

Si dice di una neoplasia tumorale in grado di infiltrare i tessuti vicini e di metastatizzare.
Più raramente il termine è usato, in opposizione a benigno, per indicare una malattia particolarmente grave e insidiosa.

Tumori maligni

Diversamente da quelli benigni, i tumori maligni formano un tessuto anarchico, sono mal delimitati e tendono, dopo l’ablazione, a recidivare in sito o a distanza. Ciononostante, la malignità di un tumore resta un carattere impreciso: infatti, certe proliferazioni cellulari, microscopicamente anarchiche, non recidivano dopo l’exeresi totale (per es. I’epitelioma basocellulare della pelle), mentre altri tumori formati da cellule apparentemente regolari e normali sono soggetti a ripresentarsi in continuazione (come dimostra il tumore mixoide).In linea di principio, bisogna distinguere i tumori dalle lesioni infiammatorie; in certi casi il processo infiammatorio può provocare la formazione di escrescenze denominate pseudo-tumori, costituite da un tessuto sicuramente neoformato, che ha però i caratteri di un bottone carnoso (sono tali gli pseudo-tumori infiammatori da corpo estraneo).

Talvolta anche il processo infiammatorio, se è cronico, può determinare la formazione di una vera proliferazione tumorale benigna o maligna (I’infiammazione cronica del collo uterino dà luogo ad un poliadenoma del collo, I’irritazione cronica dei bronchi da tabacco (v. tabagismo) produce una metaplasia generatrice di cancro).

Anaplasia

Perdita dei caratteri morfologici e funzionali delle cellule del tessuto originale, osservabile nei tumori maligni. A seconda del grado di affinità con il tessuto in cui si è sviluppato, il tumore può dar luogo a differenziazione o a sdifferenziazione; l’anaplasia è l’ultimo grado della sdifferenziazione.

Qualsiasi tumore può essere anaplasico nel momento in cui si forma, oppure divenirlo durante il processo evolutivo. I dati attuali dell’immunoistochimica (tecnica istologica di marcatura delle cellule mediante reazioni immunologiche) consentono spesso di risalire, in modo piuttosto affidabile, alle cellule dalle quali un tumore anaplasico ha avuto origine o almeno a un gruppo preciso di tessuti.

Stroma

Tessuto che fornisce nutrimento e sostegno a un tumore maligno.
Costituito da tessuto connettivo vascolarizzato, lo stroma si forma in risposta alla presenza di cellule neoplastiche, ma non è a sua volta di natura tumorale. Il suo ruolo è ambiguo: da una parte permette l’accrescimento del tumore assicurandogli il nutrimento; dall’altra costituisce una reazione di difesa dell’organismo, il cui scopo è arginare lo sviluppo del cancro (infatti spesso contiene molte cellule infiammatorie, come granulociti, cellule linfoplasmocitarie o granulomi). Può essere ricco di fibre collagene o contenere depositi particolari: calcificazioni, sostanza amiloide, ossificazioni.

Neoplasie

Proliferazione eccessiva di cellule anormali, più o meno simili al tessuto nel quale si sviluppano, che finiscono per acquisire autonomia biologica.

I tumori possono essere provocati da fattori ereditari, chimici (tabagismo), fisici (radiazioni solari) e biologici (azione di un virus), associabili tra loro, anche se talvolta non è possibile identificare alcuna causa.

Le cellule di un tumore non sono più sensibili ai messaggi dell’organismo (costituiti per esempio dalle secrezioni delle cellule vicine), che in condizioni normali impediscono la proliferazione eccessiva.

In un individuo in buona salute, tutte le cellule tumorali isolate vengono normalmente inibite dai globuli bianchi del sistema immunitario. Un tumore, quindi, può svilupparsi solo se tali cellule sono diventate resistenti al sistema immunitario.

Un tumore è detto differenziato se al microscopio le sue cellule appaiono identiche alle cellule di origine del tessuto a spese del quale si sviluppa, indifferenziato se le sue cellule non assomigliano a nessun’altra cellula del corpo umano adulto; tra i due es tremi, sono possibili tutti i gradi di differenziazione.

Sulla base del meccanismo di proliferazione delle loro cellule, si distinguono due tipi di tumori: benigni e maligni.

Tumori benigni
Di volume solitamente limitato, premono sui tessuti vicini senza invaderli, non danno luogo a metastasi e in genere non hanno conseguenze gravi per il malato.

Un’alterazione dello stato generale (febbre, stanchezza, dimagrimento) e la presenza di segni infiammatori sono indici importanti, ma non specifici (possono denotare anche una semplice infiammazione) di un tumore maligno in uno stadio già avanzato.

Il trattamento dei tumori benigni, se è necessario, consiste nella rimozione chirurgica.

Il trattamento dei tumori maligni comprende, variamente associate, l’ablazione chirurgica, la radioterapia e la chemioterapia.

La prognosi dei tumori benigni, globalmente favorevole, dipende da numerosi fattori: stato generale del malato, organo coinvolt o, tipo e volume del tumore. Alcuni tumori benigni (del cervello o delle ghiandole endocrine) possono avere una prognosi molto sfavorevole, in assenza di trattamento.

La prognosi dei tumori maligni è spesso riservata, ma i trattamenti attuali portano alla completa guarigione in una percentuale di casi elevata e in continuo aumento. Inoltre, certi tumori maligni hanno un’eccellente prognosi: è il caso in particolare degli epiteliomi basocellulari della pelle.

Consiste nell’eseguire esami sistematici per determinati tumori in tutta la popolazione (per esempio con la palpazione periodica del seno nelle donne) o nei gruppi a rischio (colonscopia periodica dopo i 40 anni in caso di precedenti personali o familiari di polipi o tumori dell’intestino) ecc.

Linfangioma

Tumore benigno della rete vascolare linfatica. Il linfangioma, che rientra tra gli angiomi (tumori benigni), in genere dipende da una malformazione, è presente sin dalla nascita e aumenta di volume durante l’infanzia.

Un linfangioma forma una piccola massa molle, di 1-2 cm di diametro, localizzata soprattutto sottocute, nelle regioni della testa, del collo e delle ascelle; più di rado in profondità, negli o tra gli organi.
In alcune forme rare, dette cavernose, il tumore è molto più g rande e rischia di comprimere i tessuti. I linfangiomi cavernosi della lingua sono spesso sede di accessi infiammatori che possono essere pericolosi nel bambino, comportando il rischio di asfissia. Il trattamento consiste nell’ablazione chirurgica del tumore.

Tumore benigno del colon

Tumore localizzato nel colon. I tumori benigni del colon sono molto frequenti e assumono di solito la forma di adenomi (polipi), m entre di più raro riscontro sono leiomiomi, lipomi e angiomi. Spesso asintomatici, vengono alla luce nel corso di un esame radio logico o endoscopico. I polipi sono oggetto di screening nei pazienti a rischio (precedenti personali e familiari) e di ablazione sistematica, perché alcuni di essi costituiscono lesioni benigne precancerose.

Tumore glomico

Piccolo tumore cutaneo benigno che si sviluppa a spese di un glomo (struttura neurovascolare la quale assicura la comunicazione diretta tra un’arteriola e una venula).

Un tumore glomico si presenta sotto forma di una piccola tumefazione rosa, rossastra o violacea, soda, molto dolorosa, soprattutto per effetto del freddo e di microtraumi, posta all’estremità di un dito o, talvolta, sotto un’unghia.

Deve essere eliminato chirurgicamente e ciò permette inoltre di confermare la diagnosi attraverso un esame istologico. Può recidivare varie volte dopo l’ablazione.

Tumore di Brodie

Forma di tumore mammario con una struttura a lamine, com posta da una massa di tessuto connettivale lasso che contiene ep itelio dei dotti. Si manifesta dopo la pubertà con dolori al petto. L’eziologia è sconosciuta.

Tumore di Abrikossov

Mioblastoma, mioma mioblastico, tumore a cellule granulose
Tumore benigno raro situato sotto la pelle o le mucose, in particolare sotto la lingua. Ricoperto di cute normale, questo tumore, di origine nervosa, si presenta come un nodulo indolore e duro che può raggiungere le dimensioni di una nocciola. Deve essere rimosso chirurgicamente, ma può recidivare.

Tumore di Buschke la Wenstein

Papilloma di grosse dimensioni a cellule squamose della regione anogenitale.

Tumore di Pindborg

Tumore delle cellule epiteliali, caratterizzato dalla presenza di isolotti calcificati di cellule tumorali.

Tumore di Gluber

Tumore che si manifesta con la tumefazione delle guaine sin oviali del polso e del dorso della mano, associata a paralisi muscolare e intossicazione cronica da piombo.

Tumore id Codman

Tumore benigno costituito da un tessuto di tipo condroide , ricco di cellule simili ai condroblasti.
Si manifesta in soggetti di età compresa tra i 10 e i 20 anni ed è localizzato a livello delle epifisi delle ossa lunghe adiacenti alla cartilagine del piatto articolare. All’esame radiografico si presenta come un’area osteolitica, a sede epifisaria, che si espande verso la diafisi.

Tumore a cellule di Hurthle

Tumore tiroideo, che può essere benigno o maligno, com posto da cellule con citoplasma ampio e disteso, a causa dell’abbondante presenza di mitocondri, e da un nucleo ampio e ipercromatico, caratterizzato da un nucleolo prominente. I tumori sono detti a cellule di Hürthle se presentano più del 50% di oncociti.

Scirro

Tumore maligno dallo stroma particolarmente abbondante e ricco di fibre collagene. Il termine “scirro” è utilizzato essenzialmente per connotare alcune forme di cancro del seno osservabili nella donna anziana, di consistenza dura e dall’evoluzione lenta, i cui tratti salienti sono l’abbondanza di tessuto fibroso e il basso numero di cellule maligne. Il trattamento è lo stesso del cancro del seno.