Calazio: sintomi, cura, cause, terapia e diagnosi

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Il calazio è una infiammazione che colpisce la faccia interna della palpebra, più spesso quella inferiore: ha la forma di un nodulo infiammato che si accresce lentamente, non provoca dolore, ma può dare fastidio.

Tumefazione infiammatoria provocata dall’ostruzione di una ghiandola di Meibomio situata nella palpebra. Si presenta come un nodulo arrossato, morbido al tatto, che si sviluppa nello spessore dell’epidermide ed è indolore in assenza di superinfezione.

Con un trattamento medico a base di colliri e pomate antibiotiche, il calazio può riassorbirsi completamente o lasciare il posto a un nodulo incistato, bianco e duro, anch’esso indolore, da asportare chirurgicamente se risulta fastidioso. Se i trattamenti locali non sono sufficienti, si deve ricorrere all’incisione chirurgica per via congiuntivale, in anestesia locale.

Cause del calazio

Compare senza alcuna causa precisa, anche se in caso di recidiva occorre ricercare un diabete o un’anomalia della rifrazione. Con un trattamento medico a base di colliri e pomate antibiotiche, il calazio può riassorbirsi completamente o lasciare il posto a un nodulo incistato, bianco e duro, anch’esso indolore, da asportare chirurgicamente se risulta fastidioso. Se i trattamenti locali non sono sufficienti, si deve ricorrere all’incisione chirurgica per via congiuntivale, in anestesia locale.

Sintomi e diagnosi del calazio

Il calazio, che si può definire come un granuloma infiammatorio, ha l’aspetto di una piccola rilevanza le cui dimensioni possono variare da un millimetro o anche meno, alla grandezza di un chicco di grano tondeggiante e trasparente.

L’insorgenza del calazio è dovuta generalmente all’occlusione del condotto di una ghiandola lacrimale, che provoca una infiammazione che può interessare anche la congiuntiva.

In quest’ultimo caso una possibile conseguenza è la congiuntivite, accompagnata da una cospicua lacrimazione e talvolta da una diminuzione della vista, per lo stato di astigmatismo che si viene a creare con la compressione del bulbo oculare da parte del granuloma. L’astigmatismo scompare non appena il calazio si riassorbe o viene asportato chirurgicamente.

Terapia e cura del calazio

Nei bambini il calazio è piuttosto frequente e si riassorbe spontaneamente, ma lentamente (nello spazio di 2-3 mesi), per l’abbondante secrezione lacrimale che è naturale dell’età.

Negli adulti, invece, non sono rare le complicazioni infettive: l’infiammazione può, in seguito a suppurazione del granuloma, trasformarsi in un’infezione da curarsi con antibiotici locali. Qualora il calazio sia la degenerazione di un orzaiolo interno o una manifestazione di una blefarocongiuntivite cronica (infezione della palpebra e della congiuntiva), l’unica terapia efficace è l’asportazione chirurgica.

Nei casi in cui il calazio si riformi (forme recidive) molto spesso e sempre nello stesso punto, sarà opportuno effettuare una biopsia, cioè un accurato esame istologico su un frammento di questo tumore poichè, seppure raramente, la forma benigna potrebbe evolversi in maligna (epitelioma).

In attesa del medico, è possibile calmare il fastidio e l’infiammazione prodotti dal calazio applicando delle compresse di acqua salata. Per prepararle si fanno sciogliere due cucchiaini di sale in mezzo litro di acqua bollente, si fa intiepidire la soluzione e vi si intingono delle compresse di garza che vanno poste sull’occhio infiammato. Il sale presente nella soluzione serve a ridurre, per fenomeni osmotici, il gonfiore prodotto dall’infiammazione.

Il risultato è ancora migliore se il sale viene fatto sciogliere, invece che nell’acqua, in un infuso di camomilla o malva, che hanno una notevole azione decongestionante e calmano l’infiammazione dei tessuti.

Bisogna invece evitare, in ogni caso, di spremere il calazio: questa manovra può contribuire al diffondersi dell’infezione e aggrava senz’altro l’infiammazione della palpebra.