Capogiro

Capogiro: sintomi, cura, cause e terapia

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Il capogiro è una sensazione anomala di confusione o di semplice insicurezza che va distinta dalla vertigine, un disturbo dell`orientamento spaziale con perdita dell`equilibrio e della coordinazione, causato da una sofferenza dei sistema vestibolare.

Cause e sintomi del capogiro

Il senso di confusione, o capogiro falsamente riferito come vertigine, può essere presente in qualsiasi condizione morbosa, ma è molto spesso dovuto a una nevrosi d’ansia o a una depressione mascherata, per cui la terapia è quella ansiolitica.

La depressione mascherata è uno stadio precoce degli stati depressivi: in questo caso il disturbo psichico non si manifesta con sintomi tipici della depressione (vedi), come la sensazione di non saper affrontare la vita di tutti giorni, un senso di abbattimento, la convinzione che la vita non valga la pena di essere vissuta: nei casi di depressione mascherata il malessere psichico si manifesta con sintomi fisici: mal di testa, mal di schiena, stipsi, nausea, disturbi mestruali e capogiri. In questi malesseri fisici la persona depressa sembra trovare una giustificazone per il suo desiderio di inattività.

Più frequentemente il capogiro è indice di una marcata ipotensione, costituzionalmente più frequente nelle donne, oppure di uno stato anemico, o più genericamente è sintomo di una astenia conseguente a qualsiasi malattia debilitante (malattie infettive, lunghe convalescenze a letto, ecc).

Quando si sta in piedi, infatti, l’afflusso di sangue al cervello è garantito dalla contrazione delle pareti delle vene degli arti inferiori e dei muscoli che spremono le vene; in molte persone, soprattutto ragazze giovani, questo meccanismo non è sufficientemente rapido, e quando la persona si alza bruscamente in piedi, il sangue ristagna per qualche istante nelle vene delle gambe, provocando una temporanea diminuzione dell’afflusso di sangue al cervello e quindi un capogiro.

Anche le malattie di lunga durata provocano una diminuzione del tono venoso, che si rende evidente quando l’ammalato si alza dal letto.

Diagnosi, terapia e cura del capogiro

Il trattamento può essere eziologico (cioè tendente a eliminare la causa che ne sta all’origine, cioè appunto l’eziologia) oppure sintomatico: in tal caso si guarisce il sintomo, o più precisamente, si maschera, in quanto la malattia che ne è la causa permane.

Interrogando accuratamente il paziente si può spesso definire il carattere del disturbo: la vertigine vera è riferita con maggiore precisione per le sue caratteristiche di vertigini oggettiva o soggettiva (sensazione di movimento degli oggetti o del soggetto), in direzione oraria o antioraria.

La vertigine vera può accompagnarsi a sintomi che può rilevare il soggetto, così come il medico che lo esamina: manifestazioni neurovegetative, sudorazione intensa, nausea, vomito, diarrea, cefalea pulsante. Il trattamento è certamente diverso da quello del semplice capogiro, e anche per questo motivo la diagnosi differenziale delle due condizioni morbose è sempre essenziale.

Nel caso della depressione mascherata, è meglio chiedere il consiglio del medico: infatti, guarire da una forma depressiva non è semplicemente una questione di volontà, tanto più che all’ammalato è proprio la volontà di guarire e vivere che manca. Spesso, per aiutarlo a uscire dalla crisi depressiva è necessaria una terapia a base di farmaci antidepressivi e l’aiuto di uno psicologo o uno psichiatra.

Se i capogiri sono provocati da una diminuzione della pressione sanguigna, sono molto utili i farmaci che aumentano il tono del sistema cardiovascolare. Per prevenire la comparsa di capogiri dopo una malattia di lunga durata è poi consigliabile alzarsi con cautela dal letto: l’ammalato deve prima mettersi seduto ed aspettare qualche minuto, poi alzarsi lentamente.