Malattia ossea di Paget

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Definizione medica – malattia di Paget

Malattia caratterizzata da ripetuti episodi di infiammazione delle ossa, che portano a un loro ispessimento, indebolim ento e deformazione. La malattia di Paget provoca un’accelerazione anomala del processo di decadimento e ricostruzione oss ea, da cui consegue una deformazione dell’architettura complessiva dello scheletro che può portare alla curvatura e frattura delle ossa lunghe.
La malattia si manifesta nelle persone di mezza età e negli anziani. Più frequente negli uomini, le donne sono tuttavia colpite in forma più grave. L’eziologia è sconosciuta.

Definizione per il paziente

Malattia ossea appartenente al gruppo delle osteodistrofie e caratterizzata dalla produzione anarchica di tessuto osseo avente struttura grossolana, spessa e fragile.

Di origine sconosciuta, la malattia ossea di Paget colpisce sopra ttutto i soggetti anziani (7% della popolazione ultrasessantenne), interessando uno o più ossa, mai l’intero scheletro. Il processo di distruzione e ricostruzione dell’osso si verifica con una rapidità molto maggiore rispetto a quanto avviene nelle ossa sane. Spesso asintomatica, la malattia può tuttavia dar luogo a dolori, principalmente ossei e nervosi (sciatalgia, nevralgia cervicobrachiale ecc.), deformazioni (per esempio tibia arcuata) e, più raramente, insufficienza car diaca o sordità. La diagnosi è principalmente radiografica. L’iperattività ossea comporta un aumento del tasso di osteocalcina e di fosfatasi alcaline nel sangue.

L’evoluzione è lenta: in un osso lungo (tibia o femore), la malattia progredisce in media di 1 cm l’anno. Il trattamento, riservato alle forme evolutive marcate, si basa sull’assunzione di calcitonina e difosfonati (acido etidronico, tiludronico, risedronico), che sono in grado di frenare l’evoluzione della malattia.

La calcitonina ha un’azione rapida ma di breve durata; la somministrazione è possibile soltanto per via intramusc olare, cosa che la rende inadatta a un’assunzione prolungata. In oltre, dosi elevate possono causare vampate di calore e nausea. I difosfonati, al contrario, svolgono un’azione efficace e prolungata. Le deformazioni delle ossa lunghe possono essere corrette chirurgicamente.