Urina, analisi delle urine e anomalie delle urine

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Liquido secreto dai nefroni (unità funzionali del rene) che scorre nelle vie urinarie escretrici (calici, pelvi renale, ureteri) e si accumula nella vescica prima di essere evacuata dall’uretra.

L’urina è un liquido giallo pallido, ambrato, limpido non appena emesso, dall’odore caratteristico, leggermente acido.

Caratteristiche delle urine

Il volume delle urine emesse nelle 24 ore si aggira generalmente intorno ai 1000-1500 cc. Quando tale volume scende al di sotto dei 600 cc. o supera i 2000 cc. si parla, rispettivamente, di oliguria e poliuria. L’aspetto delle urine appena emesse è limpido, ma successivamente compare una nubecola, per la precipitazione della mucina e la sedimentazione degli elementi cellulari, oppure un più o meno intenso intorbidamento per la precipitazione dei sali (fosfati, urati).

L’emissione di urine marcatamente torbide, è invece, generalmente, indice di un processo patologico (ematuria: sangue nelle urine, piuria: pus nelle urine, etc.). L’odore è sui generis, dato da un chetone ciclico, l’uronod; può variare in seguito all’ingestione di particolari alimenti o medicamenti e diviene ammoniacale in caso di piuria, aromatico nell’acetonuria. Il colore varia dal giallo paglierino al giallo oro. In condizioni patologiche diverse o dopo assunzione di medicamenti, l’urina può acquisire colorazioni diverse. Il peso specifico dipende dalla concentrazione delle sostanze solide disciolte nell’urina, soprattutto dall’urea (vedi): normalmente è di 1, 015-1, 025.

In linea di massima i valori di 1, 010 o inferiori fanno sospettare una deficiente funzionalità renale, valori superiori a 1, 035 la presenza di glicosuria (zuccheri nell’urina). La reazione abitualmente è acida (ph 4, 8-7, 4; in media ph 6). Una reazione alcalina dell’urina è la conseguenza di una dieta vegetariana o anche di una piuria.

Alterazioni del colore dell’urina
Possono rivelare un ittero (colore bruno rossastro) o un’ematuria (colore rosso).

Anomalie delle urine

Oliguria o anuria

Rispettivamente, notevole riduzione (volume inferiore a 0,5 l nelle 24 ore) o arresto completo dell’escrezione urinaria. Sono indicative di insufficienza renale, per lo più acuta. Quest’ultima può essere sia funzionale, e quindi rapidamente reversibile una volta identificata e trattata la causa (ipotensione arteriosa, disidratazione), sia organica, dovuta a lesioni anatomiche del nefrone, nel qual caso può durare da vari giorni a molte settimane e richiede una depurazione del sangue attraverso la dialisi.

Pneumaturia

Presenza di gas nelle urine, è per lo più dovuta a una fistola vescicointestinale.

Poliuria

Flusso urinario superiore ai 3 l nelle 24 ore, può essere la conseguenza di un apporto idrico troppo abbondante (bevande, perfu sioni) o rispecchiare uno stato patologico: diabete insipido (per assenza o inefficacia dell’ormone antidiuretico), diabete mellito scompensato ecc.

Presenza di elementi anomali nelle urine o nel sedimento urinario

È sintomo di alcune malattie: diabete se si tratta di glucosio, nefropatia in presenza di proteine, chetoacidosi in caso di corpi chetonici, epatopatia in caso di urobilina ecc.

Alterazione della composizione dell’urina

Può rivelare una patologia: un aumento anomalo del livello di calcio può segnalare un’iperparatiroidismo, mentre una sua eccessiva diminuzione è caratteristica dell’ipoparatiroidismo o dell’insufficienza renale.

Chetonuria

Eliminazione nell’urina di corpi chetonici. Generalmente si utilizza questo termine in riferimento a un’eliminazione urinaria eccessiva di corpi chetonici (acetone, acido acetoacetico e acido ß-idrossibutirrico). Si riscontra in particolare in corso di chetoacidosi.

Cilindruria

Presenza nelle urine di cilindri in numero eccessivo. Diversi elementi microscopici (proteine, cellule ematiche) contenuti nelle urine possono precipitare o agglutinarsi nei tubuli renali: si forman o così i cilindri, che se non contengono inclusioni, non sono pato logici.
I cilindri ematici (contenenti globuli rossi) indicano un danno a carico dei glomeruli (unità di filtrazione del rene), mentre quelli leucocitari (composti da globuli bianchi) indicano una malattia infiammatoria.

Cristalluria

Presenza di cristalli nelle urine. La ricerca dei cristalli si avvale dell’esame al microscopio del sedimento ottenuto dopo centrifugazione dell’urina appena raccolta. Quando si ef fettua la ricerca su urine concentrate, è normale riscontrarvi cristalli formati da elementi minerali o organici (sali di calcio, acido urico, acido ossalico), senza che questo fenomeno abbia un significato patologico. Per contro, la presenza di cristalli di cistina, sempre patologica, è rivelatrice di una cistinuria. Alcuni farmaci possono provocare la formazione di cristalli nelle urine.

Malattia delle urine a sciroppo d’acero

Malattia ereditaria dovuta alla carenza di un enzima che prende parte al metabolismo di aminoacidi come leucina e valina.

La leucinosi, molto rara, si traduce in un aumento del tasso sanguigno e urinario di leucina e valina. Sin dalla nascita insorgono disturbi neurologici (movimenti anomali del corpo e dei globi oculari, stati alterati di coscienza che possono sfociare nel coma) e ritardo mentale. Il trattamento consiste in una dieta molto speciali zzata, che esclude o limita per tutta la vita i cibi contenenti gli amin oacidi in causa (prodotti animali). Se tale misura viene adottata in tempi abbastanza tempestivi, i risultati sono relativamente soddisfacenti.

Perdita di urina

Anomala fuoriuscita di urina.

Perdita di urina dalle vie naturali o incontinenza urinaria

Può essere dovuta a varie cause: debolezza dello sfintere vescicale, atrofia dei muscoli perineali che sostengono la vescica, discesa del collo della vescica ecc.

Perdita di urina attraverso una fistola urinaria (orifizio cutaneo patolo gico)
Può insorgere in seguito a un intervento chirurgico, quando le vie urinarie operate non cicatrizzano in modo ottimale.

Perdita di urina da un orifizio naturale esterno all’apparato urinario (vagina, ano)

Cause della perdita dell’urina

È imputabile a una lesione delle vie urinarie determinata da un intervento chirurgico, che ha portato alla formazione di fistole comunicanti con una cavità adiacente: fistola ureterovaginale, vescicovaginale o uretrorettale.

Terapia e cura della perdita dell’urina

Il trattamento dell’incontinenza in generale si basa sulla rieducazione dello sfintere o su un intervento chirurgico. Quello delle fistole dipende dalla loro sede e causa, e va dalla semplice sorveglianza (per esempio con ecografia renale) all’inserimento di una sonda per una quindicina di giorni, o, quando la fistola è dovuta a un ostacolo che interferisce con il naturale flusso dell’urina (stenosi, calcolo), alla rimozione chirurgica dell’impedimento.

Analisi delle urine

Una particolare attenzione è stata rivolta fin da tempi remoti alle proprietà fisiche e chimiche dell’urina in rapporto ai dati clinici raccolti dall’osservazione del malato. Di norma l’analisi delle urine include il rilievo delle caratteristiche fisiche, chimiche e l’esame microscopico.

Le caratteristiche fisiche dell’urina considerate durante le usuali analisi sono il volume, il colore, la trasparenza, l’odore e la densità. Di queste, l’unica caratteristica che può rivestire un sicuro significato clinico è il volume. L’urina filtrata dai reni è un prodotto di escrezione dell’organismo per mezzo del quale sono rimossi materiali di rifiuto e vengono regolati sia il bilancio idrico sia l’equilibrio elettrolitico. Un aumento del volume di urina (poliuria) si associa a diverse patologie: la più importante è il diabete nelle sue varie forme. A una diminuita formazione di urina si accompagnano condizioni come eccessiva sudorazione, diarrea, vomito, tutte circostanze che contribuiscono alla riduzione del volume idrico circolante.

La nefrite cronica e l’insufficienza cardiaca sono le cause patologiche di oliguria (diminuzione del volume di urina), mentre il termine di anuria definisce l’assenza completa di urina, condizione che si verifica durante una nefrite acuta o cronica, e che è incompatibile con la vita.
Le altre caratteristiche fisiche delle urine, come il colore, la trasparenza e l’odore, hanno normalmente uno scarso significato clinico. Le caratteristiche chimiche che vanno prese in considerazione sono: quantità di proteine, zucchero, acetone e prodotti di natura biliare. La presenza di elementi cellulari può essere studiata solo con l’aiuto del microscopio: si svela così la presenza di cellule quali leucociti, eritrociti, cellule epiteliali delle vie urinarie. Un piccolo numero di tali elementi è, in genere, un reperto cellulare normale, specie nell’urina della donna.

Quando il numero degli elementi cellulari è superiore alla norma, si tratta quasi certamente di un’infezione delle vie urinarie, che può andare dalle banali cistiti alle forme più gravi di pielonefrite. La presenza di proteine nelle urine è invece segno di una lesione del rene, di una glomerulonefrite o di una malattia dei tubuli renali, che sono le strutture preposte all’elaborazione dell’urina. Determinando con precisione la natura delle proteine passate nell’urina, si possono avere utili indicazioni sulla gravità della malattia renale. I pigmenti biliari derivano dai globuli rossi invecchiati e vengono elaborati dal fegato: quindi il loro aumento può derivare o da una malattia che determini una anomala distruzione dei globuli rossi (anemia emolitica), oppure da una malattia del fegato. A volte è di notevole importanza conoscere i tipi di farmaci che siano stati somministrati ad un paziente e se siano presenti veleni. L’urina è un materiale che si presta per fare tali determinazioni, perché è prodotta in quantità sufficiente per l’analisi di sostanze in concentrazioni relativamente basse. Le sostanze che più comunemente si ricercano sono i barbiturici, il chinino, la morfina, il piombo, l’arsenico ed il mercurio.

Striscio

Prelievo e distribuzione su vetrino, in uno strato sottile, di una goccia di liquido biologico (sangue, liquor cerebrospinale, secrezione, urina), di un prodotto patologico (pus, versamento) o di cellule provenienti da un tessuto o un organo (linfonodo, mucosa vaginale ecc.) per l’esame al microscopio. Se tale analisi viene effettuata sul prelievo fresco, permette di osservare la mobilità dei batteri presenti.
In seguito si procede sempre a una colorazione specifica per le cellule (colorazione di Giemsa) o i batteri (colorazione di Gram).

Ionogramma

Elenco degli ioni contenuti in un liquido organico (sangue, urina) e della loro rispettiva concentrazione in millimoli per litro.

Comprende il dosaggio degli ioni positivi (sodio, potassio, calcio, magnesio) e negativi (cloro, bicarbonati, proteine, fosfati, solfati, acidi organici) contenuti nel prelievo sottoposto ad analisi. Può venire prescritto per diagnosticare malattie che incidono sull’equilibrio elettrolitico (composizione in ioni e acqua) dei liquidi organici (diarrea, edemi, insufficienza renale, disidratazione, iperidratazione ecc.), per valutarne la gravità e seguirne l’evoluzione, ma anche per assicurarsi che un trattamento in atto (per esempio con corticosteroidi o diuretici) rispetti questo equilibrio. Spesso in concomitanza con uno ionogramma ematico si prescrive un esame urinario, per indagare sulla funzionalità di reni o surreni.

Proteina di Bence Jones

Tipo di molecola, presente nelle urine, costituita dalla sola catena leggera delle immunoglobuline. Le proteine di Bence Jones si riscontrano principalmente in soggetti con gammopatia monoclonale (gammopatia monoclonale benigna, mieloma, morbo di Waldenström). Precipitano a temperature intorno ai 5060 °C, per poi ritornare solubili oltre i 70 °C, motivo per cui possono essere identificate riscaldando progressivamente le urine. La positività del test deve essere confermata mediante immunoelettro foresi delle proteine urinarie.

17 chetosteroidi

Sostanze secrete nelle urine, che rispecchiano la secrezione da parte dell’organismo di ormoni androgeni. I principali 17-chetosteroidi sono l’androsterone, l’etiocolanone e il deidroepiandrosterone.
Derivano in particolare dalla degradazione degli ormoni androgeni secreti dalla ghiandola surrenale (in entrambi i sessi) e dal testicolo.
Nella donna, la presenza di queste sostanze in quantità superiore alla norma nelle urine può rivelare un’eccessiva secrezione di androgeni di origine surrenale.

Urochinasi

Enzima prodotto dal rene ed escreto nell’urina. L’urochinasi ha la proprietà di degradare la fibrina, sostanza proteica che prende parte alla formazione del trombo nel processo di coagulazione del sangue.

L’urochinasi di origine umana viene utilizzata per distruggere un trombo in formazione o comunque di recente insorgenza, quindi in caso di trombosi, venosa o arteriosa (obliterazione di un vaso sanguigno a opera di un trombo), in particolare nell’infarto del miocardio o nell’embolia polmonare (improvvisa ostruzione di un ramo dell’arteria polmonare).

Va somministrata in ambito ospedaliero sotto stretta sorveglianza medica e rispettando le controindicazioni, assolute (emorragie, ipertensione arteriosa, protesi recente ecc.) e relative (età, ulcera, malattia infettiva ecc.).